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Matteo Guarnaccia: stupidaggine e malevolenza nelle sue ricostruzioni della storia di Mondo Beat e della Contestazione

Melchiorre 'Paolo' Gerbino
di Melchiorre Paolo Gerbino
direttore della rivista Mondo Beat
e leader storico della Contestazione


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(Nota: se non altrimenti specificato, tutte le immagini qui pubblicate sono immagini documentate di agenzie di stampa, quotidiani, riviste)


Da premettere, Matteo Guarnaccia era troppo giovane per potere partecipare alla rivolta giovanile degli anni '60, ma siccome ci vuole apparire, asserisce che era così precoce che, per partecipare a quella rivolta, quando aveva 14 anni faceva l’autostop avanti e indietro da Milano a Amsterdam. E vuole che gli crediamo!
Ma ecco che nel 1996 Matteo Guarnaccia pubblica il libro "Beat e Mondo Beat", Stampa Alternativa, con cui fornisce tanta disinformazione su Mondo Beat che non sai da dove iniziare a fare rettifiche e a colmare lacune. E non l'ha fatto allo scopo di mistificare la storia di Mondo Beat, ma perché ha scritto di Mondo Beat per averne sentito dire qua e là e in particolare da Fernanda Pivano, agente della CIA e spia della Questura di Milano. A causa della sua superficialità, Matteo Guarnaccia non si sarebbe reso conto che avrebbe potuto trovare la trama della storia di Mondo Beat se avesse consultato giornali e riviste d’epoca. Tutti i giornali in Italia, con molti titoli a caratteri cubitali, molte immagini, hanno scritto di una manifestazione di Mondo Beat, del 7 marzo 1967, che ha paralizzato il cuore di Milano durante due ore di traffico serale (questo, per contestare il Sistema che ostacolava la distribuzione della rivista Mondo Beat; questo, il battesimo di fuoco della Contestazione). Di questo, niente di niente in "Beat e Mondo Beat" di Matteo Guarnaccia

La Manifestazione di Contestazione del Sistema fu il battesimo di fuoco della Contestazione
Manifestazione di Contestazione del Sistema. Milano, 7 marzo 1967

Melchiorre Gerbino, direttore della rivista Mondo Beat, volle questa manifestazione, la organizzò, vi prese parte. Mondo Beat era un quindicinale regolarmente registrato alla Camera di Commercio di Milano, all'Albo dei Giornalisti della Lombardia, al Tribunale di Milano che ne aveva autorizzato la pubblicazione

Autorizzazione Mondo Beat dal Tribunale di Milano, N.32 del 30.1.1967
Estremi del quindicinale Mondo Beat

Quando Mondo Beat cominciò a dare serie preoccupazioni, a causa della sua inflessibile linea e azione libertaria, allora il sistema, per ostacolare la diffusione della rivista Mondo Beat, ricorse a vigili urbani che ne sequestravano le copie perché chi le vendeva per strada non era fornito della licenza di venditore ambulante (Licenza n 121 del Codice di Pubblica Sicurezza). Le monache però, che quella licenza non avevano nemmeno, indisturbate potevano vendere per strada "Famiglia Cristiana". Ma dopo la "Manifestazione di Contestazione del Sistema", quando ebbero capito di che pasta eravamo fatti, ci hanno ignorati quando vendevamo Mondo Beat per strada, anche se non eravamo travestiti da monache

La Contestazione dalle vetrate della Cava, la sede del Movimento Mondo Beat (foto di varie agenzie)
Contestazione del sistema due pesi e due misure   Grazie molto alle vetrate della Cava la Contestazione si sarebbe propagata a livello di massa
LA LICENZA DI P.S.121 CHIEDETELA PRIMA ALLE MONACHE - Poster esposti nelle vetrate della Cava, la sede di Mondo Beat
Le vetrate della Cava avrebbero avuto un effetto dirompente nel propagare la Contestazione tra la massa, perché i poster che vi venivano esposti erano fotografati e riprodotti in articoli di stampa e visti da centinaia di migliaia di persone in tutta Italia.

Né Matteo Guarnaccia in "Beat e Mondo Beat" ha scritto qualcosa sull'impegno di Mondo Beat per l'affermazione dei diritti civili, che è stato eroico, dato che i giovani di Mondo Beat hanno affrontato a viso aperto la Questura di Milano, che, per allontanarli dalla città, ingiungeva loro "fogli di via obbligatori", che erano anticostituzionali, perché privavano di libertà cittadini che non avevano commesso alcun reato. Ma se non si ottemperava a quelle ingiunzioni di polizia, e si veniva fermati dalla polizia un'altra volta in Milano, si veniva condannati a un mese di carcere da un pretore, poi a tre mesi in caso di recidiva, poi a sei ...

La copertina del terzo numero di Mondo Beat segna il momento in cui i giovani del Movimento mutarono da contestati in contestatori
Copertina di Mondo Beat N.1 (terzo della serie) dell'1 marzo 1967

Questa copertina segna la data storica della nascita della Contestazione. Fu composta con "fogli di via obbligatori" e "diffide" che varie questure d’Italia contestavano a giovani di Mondo Beat. Essa segna il momento in cui i giovani di Mondo Beat mutarono da "contestati" in "contestatori". Da quel momento, a Milano, essi avrebbero affrontato la Questura a viso aperto

Alfio D'Agosta incollò su un cartello il documento del foglio di via obbligatorio, dopo che lo ebbe ricevuto, e si avviò verso Piazza Duomo per contestare la Questura. Sul cartello stava scritto "Allontanatevi! Sono un pericolo! La Questura ha diffidato la mia coscienza di uomo libero"

La notizia della contestazione di Alfio D'Agosta travalico' le Alpi e il sistema italiano ne fu tanto imbarazzato che Alfio 
D'Agosta non venne incarcerato      Alfio D'Agosta nel momento in cui viene arrestato
Alfio D’Agosta, a Mondo Beat soprannominato Giuda, contesta la Questura di Milano

Alfio D'Agosta compì quella che nella storia di Mondo Beat viene ricordata come l'azione individuale più esemplare. Fu arrestato, ma in Questura non hanno avuto il coraggio di metterlo in prigione, perché la notizia della sua azione aveva valicato le Alpi. Lo imbarcheranno su un aereo e lo spediranno a casa in Sicilia, da dove Alfio D’Agosta non tarderà molto a ripartire, per tornare a Mondo Beat.

Da sinistra,Eros Alesi,Morgan e Cristo di Monza   Dietro la finistra di sinistra del cellulare c'É Ronni e dietro di lui Eros Alesi
Foto a sinistra, da sinistra, Eros Alesi Pasticca, Morgan e Cristo di Monza - Foto a destra, dietro la finestra di sinistra del cellulare c'è Ronny e dietro di lui Eros Alesi (*).

I quattro, che contestarono la Questura in Piazza Duomo, non avevano ricevuto il foglio di via obbligatorio, perché erano residenti a Milano, ma avrebbero potuto comunque finire in prigione col pretesto di "resistenza a pubblico ufficiale". Queste due foto sono le più divertenti tra le migliaia della storia di Mondo Beat.
Dovevi avere grande fegato per affrontare la Questura di Milano, perché quando venivi condotto lì non erano tutte rose e fiori.
(*) Nota: Eros Alesi, a Mondo Beat soprannominato Pasticca, è il famoso poeta che si suicidò a Roma quando aveva 20 anni. Quando furono scattate queste foto a Milano egli aveva 16 anni.

Eros Alesi regge il cartello 'La legge é uguale per tutti?' durante una manifestazione di Mondo Beat per l'affermazione dei diritti civili   L'affermazione dei diritti civili fu la pietra miliare del Movimento Mondo Beat   Quelli erano i giorni della Guerra in Vietnam

Nella foto a sinistra, il primo è Eros Alesi, che regge il cartello "La legge è uguale per tutti?". Melchiorre Gerbino è accanto a Eros Alesi.
Nella foto centrale, Melchiorre Gerbino è inquadrato sotto il cartello "Chiediamo i diritti civili". Andrea Valcarenghi (con gli occhiali) è vicino a Melchiorre Gerbino.
Nella foto a destra, nello striscione è scritto "Il nostro Vietnam è l'Italia - Gli americani = i poliziotti".
Le 3 foto furono scattate l'8 Aprile 1967, durante una manifestazione di Mondo Beat.
L’impegno per l’affermazione dei diritti civili in Italia fu la costante del percorso del Movimento Mondo Beat. Nel quarto numero della rivista Mondo Beat, Marco Maria Sigiani citava Mario Savio, leader del Free Speech Movement dell’Università di Berkeley, California, il quale diceva: "È molto più facile farsi consapevoli dell’oppressione degli altri - e reagire con ira - di quanto non lo sia percepire la propria... battersi per i diritti degli altri non provoca certamente il senso di consapevolezza che deriva dal ribellarsi al proprio ambiente immediato...".
Questo il motivo per cui, nell’assolvere alla doppia funzione di direttore della rivista Mondo Beat e di leader nelle manifestazioni pubbliche del Movimento, la condotta di Melchiorre Gerbino sarebbe stata drastica. Nella rivista, nessuna esaltazione della Beat Generation, dal momento che tale esaltazione non sarebbe servita alla causa dell'affermazione dei diritti civili in Italia, al contrario, avrebbe confuso ancor di più i già confusi provinciali italiani (e questo era il lavoro che stava facendo l'agente della CIA Fernanda Pivano). Nella piazza, niente manifestazioni a favore del Vietnam del Nord, perché queste venivano sfruttate dal Partito Comunista Italiano, i cui giovani erano tanto bigotti quanto quelli dell'Azione Cattolica. A Mondo Beat non ci sarebbero state distrazioni dall'impegno di affermare i diritti civili in Italia. E per questo suo fare drastico Melchiorre Gerbino, che già dagli inizi di Mondo Beat si era attirata l'antipatia dei reazionari, si sarebbe attirata pure quella dei comunisti e di alcuni anarchici, ma i giovani della Base di Mondo Beat (*) sarebbero stati solidali con lui, sempre, perché essi tutti soffrivano gli abusi del potere sulla loro pelle, e alla fine la Contestazione di Mondo Beat avrebbe dilagato tra la massa, perché l'affermazione dei diritti civili era il bisogno latente della gente.
(*) Venivano definiti della "Base di Mondo Beat" i giovani che si rifiutavano di vivere in famiglia, avevano abbandonato la scuola, non si piegavano al lavoro salariato. Essi facevano "Contestazione Globale". Erano circa 400, di diverse nazionalità e di tutte le estrazioni sociali, dai sottoproletari semianalfabeti ai nobili blasonati. Quando si radunavano, essi non superavano mai i 200, gli altri essendo in prigione o in viaggio con l’autostop. La Base di Mondo Beat subiva una costante decimazione da parte della polizia, ma veniva costantemente rinsanguata da nuovi giovani che vi aderivano.

Il 3 aprile 1967, assistito dagli avvocati Alessandro Garlatti e Carlo Invernizzi e supportato dai giovani della Base di Mondo Beat, Melchiorre Gerbino presentava al Tribunale di Milano una denuncia contro la Questura. Con essa veniva documentato il comportamento persecutorio, e talvolta violento, con cui funzionari e agenti avevano agito nei riguardi di giovani del Movimento.

Dopo la denuncia contro la Questura di Milano,il vecchio giaccone svedese di Melchiorre Gerbino sarebbe diventato l'emblema per l'affermazione dei diritti civili in Italia
Per l'affermazione dei diritti civili Mondo Beat presentava una denuncia contro la Questura di Milano

Dopo la denuncia contro la Questura di Milano, il vecchio giaccone svedese di Melchiorre Gerbino sarebbe diventato l'emblema dell'affermazione dei diritti civili in Italia
I giovani della Base di Mondo Beat per l'affermazione dei diritti civili.
Nella foto, Eros Alesi Pasticca, Zafferano (il cui viso è semicoperto), Melchiorre Gerbino, Giorgio Cavalli Ombra. Dopo avere presentato in tribunale l'esposto contro la Questura di Milano, si dirigono verso la sede di Mondo Beat, la Cava, che distava circa 200 metri dal Palazzo di Giustizia.
Dopo questo esposto, il vecchio giaccone svedese di Melchiorre Gerbino, con cui egli si era protetto nel corso di un umido inverno a Milano, sarebbe diventato un emblema, perché altri ne avrebbero indossato di simili in azioni legali promosse per l'affermazione dei diritti civili in Italia.

Ma Matteo Guarnaccia in "Beat e Mondo Beat" non ha scritto niente di questo impegno dei giovani di Mondo Beat per affermare i diritti civili in Italia.
E solo scemenze ha scritto sulla Tendopoli di Mondo Beat, detta Barbonia City, o Nuova Barbonia, che ha innescato la miccia di una rivoluzione sessuale in Italia, l'unica vera rivoluzione della storia di questo Paese.

Devo premettere che il fenomeno di giovani che da tutta Italia fuggivano da casa e venivano a Milano per unirsi ai giovani di Mondo Beat, faceva già notizia da dicembre del 1966. Qui alcuni stralci di articoli di stampa apparsi in quel mese

(quotidiani vari - dicembre 1966)
I giovanissimi erano irresistibilmente attratti dal Movimento Mondo Beat, perche avvertivano che vi si innescava una rivoluzione di liberazione sessuale
Mamme, date i figli alla causa! era un famoso slogan di Mondo Beat
Negli articoli sopra riprodotti, le facce dei giovani sono tristi, perché le foto erano scattate in comandi di polizia, dove erano stati condotti dopo essere stati arrestati, prima di essere riconsegnati ai genitori o rinchiusi in carceri minorili. Il richiamo che Mondo Beat esercitava sui giovanissimi era irresistibile, perché essi avvertivano che Mondo Beat stava innescando una rivoluzione vera, che avrebbe cambiato la società, e volevano partecipare.
Ma con l'apertura della Tendopoli di Barbonia City il numero di giovani che sarebbero fuggiti da casa per venire a Mondo Beat sarebbe aumentato vertiginosamente. A Barbonia City chiunque poteva impiantare una tenda, o dormire in un sacco a pelo o arrotolato in una coperta o nell'erba, senza dovere pagare né doversi identificare. E allora centinaia e centinaia di giovanissimi di ogni parte d'Italia, di tutte le classi sociali, sono scappati da casa e sono venuti a Barbonia City. Numerosissime le ragazze, forse ancor più dei ragazzi. E centinaia e centinaia di genitori sono venuti a Barbonia City a cercare i loro figli, e sono stati intrattenuti come se essi stessi fossero scappati da casa (il che evitava che si creassero sospetti e creava invece simpatetiche situazioni buffe). E centinaia di studenti milanesi sono venuti a visitare la Tendopoli di Mondo Beat, e molti di loro l'hanno frequentata assiduamente. E giovani di tanti paesi europei arrivavano a Barbonia City, i più numerosi i francesi. E giovani viaggiatori statunitensi, canadesi, australiani, che visitavano l'Italia, venivano a piantare le loro tende a Barbonia City.
Barbonia City fu inaugurata l'1 maggio 1967 e per mostrare quale impatto essa ebbe subito sulla gente, qui una foto che fu scattata ai suoi inizi

Alla curiosità che la Tendopoli di Mondo Beat sollevava, non resistevano nemmeno quelli che avversavano la sua rivoluzione sessuale
La Tendopoli di Mondo Beat ai suoi inizi e curiosi che si assiepavano a guardare da dietro il filo spinato che la recintava.

Il terreno su cui sorgeva Barbonia City era stato affittato, per la durata di 4 mesi, coi proventi della rivista Mondo Beat, che era largamente in attivo benché si negasse a inserzioni pubblicitarie e non ricevesse sovvenzioni di sorta. Il terreno era stato recintato a filo spinato perché ne fosse vietato l'accesso a militari in uniforme, se non avessero avuto un mandato di perquisizione emesso dalla magistratura, e a curiosi con macchine fotografiche, perché non volevamo essere infastiditi da cretini.

Barbonia City durò 42 giorni, prima di essere distrutta dai militari, dietro le quinte per ordine del Governo Moro, e ancora più dietro del Vaticano, di cui Aldo Moro era un lugubre servo travestito da progressista.
Il 10 giugno 1967 Barbonia City avrebbe subito un primo attacco, di polizia e carabinieri, coordinati dai servizi segreti e supportati da una campagna di stampa di Corriere della Sera, Corriere d'Informazione e La Notte.
Il piano per distruggere Barbonia City prevedeva la messa in scena di una madre che, venuta a cercare del figliolo ed essendo stata brutalmente respinta, avrebbe chiesto aiuto all'ordine pubblico, al che subito sarebbero accorsi più di cento tra poliziotti e carabinieri, che avrebbero invaso la tendopoli. Alcuni militari, camuffati da capelloni, avrebbero ingaggiato hollywoodiane lotte di karate con atletici poliziotti selezionati allo scopo, mentre dozzine di normali piedipiatti avrebbero dato la caccia a ragazzi e ragazze, per lo più in costume da bagno, e li avrebbero ammanettati e condotti a furgoni cellulari. Ma quello che finalmente il piano prevedeva era di distruggere Barbonia City incendiandone tutte le tende. Allo scopo, si sarebbero frammischiati, tra le centinaia di persone che sempre si assiepavano a guardare la tendopoli, agenti dei servizi segreti travestiti da operai e da padri di famiglia indignati per lo scandalo che la tendopoli dava, che avrebbero incitato a squarciagola la gente perché invadesse la tendopoli e incendiasse le tende. Questo perché gli agenti segreti non potevano incendiare decine di tende senza che fosse arrestato almeno uno che non fosse dei loro. Ma nessuno tra la gente si sarebbe mosso per incendiare le tende. E il piano del Vaticano di distruggere Barbonia City a furor di popolo fallì. I militari tuttavia non se ne sarebbero andati a mani vuote, perché 16 elementi di spicco del Movimento, tra di loro Umberto Tiboni, sarebbero stati pretestuosamente condotti in carcere. Melchiorre Gerbino fu rilasciato perché in quelle ore infuriava la Guerra dei 6 Giorni tra israeliani e arabi e temettero che senza la sua conduzione, che era di equidistanza, il Movimento potesse dirottare su posizioni pro-arabe e antisioniste.

Il piano dei servizi segreti di distruggere Barbonia City 'a furor di popolo' sarebbe fallito
Primo attacco militare contro la Tendopoli di Mondo Beat (Milano, 10 giugno 1967)

Il Vaticano, non avendo potuto distruggere la tendopoli con le tresche dei servizi segreti italiani (che in realtà sono servizi segreti vaticani pagati dai contribuenti italiani), ricorse alla magistratura italiana, che, come si sa, è la più indipendente del mondo (anzi, la seconda più indipendente, dopo quella del Madagascar, che ha avallato l'elezione a deputato di uno che non si era presentato alle elezioni). E così un certo sostituto procuratore Veltri, di cui non sono mai riuscito a sapere il nome di battesimo, né se sia realmente esistito, avrebbe ordinato a spron battuto la distruzione della Tendopoli di Mondo Beat, che sarebbe avvenuta 36 ore dopo che i servizi segreti avevano fallito. Peraltro i militari sarebbero entrati di notte nella tendopoli, illegalmente, perché per legge avrebbero dovuto aspettare l'alba per farlo. Nella tendopoli c'erano solo 52 persone (metà delle quali erano agenti dei servizi segreti e spie). Le centinaia di giovani che erano soliti dormire a Barbonia City si erano allontanati, poiché era prevedibile che la polizia avrebbe fatto incursione.

Fallito il piano dei servizi segreti, la distruzione della Tendopoi di Mondo Beat fu ordinata dalla magistratura
Distruzione della Tendopoli di Mondo Beat, Barbonia City, per ordine della magistratura (Milano, 12 giugno 1967)

Ma i 42 giorni, in cui Barbonia City è durata, avrebbero cambiato la storia e non solo in Italia. E difatti poche settimane dopo la sua distruzione, alla riapertura delle scuole, i tanti studenti che l'avevano frequentata avrebbero fatto dilagare la Contestazione negli istituti milanesi, e da lì la Contestazione sarebbe dilagata tra la gente comune, prima a Milano, poi in tutta Italia, poi in Francia... Intanto le ondate di liberazione sessuale che si erano propagate da Barbonia City avrebbero raggiunto gli angoli più recessi d'Italia e spazzato via regole e costumi anacronistici. Gli italiani, che fino allora erano stati sessualmente repressi, massimamente le italiane, dopo di allora sarebbero emersi tra i più sessualmente liberati al mondo, e tali sarebbero rimasti. E per fare intendere come la gente comune avesse gradito la rivoluzione sessuale promossa dalla Contestazione, che era gentile, ironica, interclassista, qui una foto, pubblicata nel sesto numero della rivista Mondo Beat

           (Mondo Beat, n.4, pag.9 - del 31 maggio 1967)
La gente simpatizzava sempre di piu' coi contestatori. Stavano arrivando i tempi della contestazione di massa
"Portateci al campeggio ’Mondo Beat’ di Via Ripamonti kg. 50 di pasta al giorno. Aiutateci a contestarvi!" - e all’appello avrebbe risposto il quotidiano Il Giorno, che ogni giorno avrebbe fatto pervenire 50 kg di pasta a Barbonia City.

Niente di niente in "Beat e Mondo Beat" di Matteo Guarnaccia sulla rivoluzione sessuale innescata dalla Tendopoli di Mondo Beat, e niente di niente su altri cambiamenti profondi che essa produsse nella società italiana. E difatti, dopo la sua distruzione, che era stata avallata più o meno apertamente da tutti i partiti politici italiani, i partiti politici, che fin lì erano stati gli assi fissi dell'orientamento intellettuale giovanile, si sarebbero svuotati dei giovani e quei pochi che vi sarebbero rimasti li avrebbero contestati dall'interno. Ciò avrebbe causato un terremoto nella politica italiana, perché alcuni partiti sarebbero scomparsi, altri si sarebbero formati e questi nuovi sarebbero stati animati dalle motivazioni della Contestazione. Contemporaneamente sarebbe avvenuto un terremoto nella stampa italiana: dei 3 quotidiani che avevano fatto una pesantissima, odiosa campagna denigratoria contro i giovani di Mondo Beat, due sarebbero falliti per mancanza di lettori - Corriere d'Informazione e La Notte - mentre il Corriere della Sera avrebbe perso tanta valenza, per il disamoramento di tanti suoi lettori, che si sarebbero create le condizioni di mercato per il lancio, prima de Il Giornale, poi de La Repubblica. In verità il Corriere della Sera, ch'era stato un quotidiano di riferimento internazionale, investito dalla Contestazione si sarebbe ridotto a quello che è oggi, un quotidiano di secondo rango, mentre il potentissimo Gruppo Editoriale Crespi, cui appartenevano una decina di testate, tra cui il Corriere della Sera e il Corriere d'Informazione, dopo traversie, cambi di proprietà, bancarotte, sarebbe scomparso dalla scena.

E Niente di niente in "Beat e Mondo Beat" di Matteo Guarnaccia sulla pagina più gloriosa della storia di Mondo Beat: il salvataggio del patrimonio culturale di Firenze dopo l'alluvione del novembre 1966.
Qui io voglio ricordare questa pagina gloriosa della storia di Mondo Beat.
Nella mattinata del 4 novembre del 1966 a Milano correva voce che l’Arno aveva rotto gli argini e aveva allagato Firenze. La notizia veniva confermata dai media.
Questo tragico evento avrebbe offerto ai giovani di Mondo Beat, che erano allora circa duecento, la possibilità di accorrere al salvataggio di un patrimonio d’arte e di cultura di appartenenza universale e di sottrarsi alla caccia all’uomo che subivano a Milano da parte di polizia e carabinieri. E così i giovani di Mondo Beat sarebbero accorsi in gran massa a Firenze, dove sarebbero arrivati tra i primi soccorritori. Per le lunghe chiome e per la generosità con cui si sarebbero prodigati, vennero battezzati dalla stampa "angeli del fango" e alla vista delle loro foto, riprodotte da quotidiani italiani e d’Oltralpe, centinaia di altri giovani prontamente sarebbero accorsi a Firenze da tutta Italia e da più parti d’Europa.
Nell’ultimo numero della rivista Mondo Beat l’editore Giangiacomo Feltrinelli, che ne scrisse l’articolo di fondo, faceva testimonianza, spontanea e sincera, di come furono i giovani di Mondo Beat ad accorrere in soccorso di Firenze subito dopo l’alluvione del novembre 1966. Qui uno stralcio di quell'articolo e, a seguire, la testimonianza di quotidiani sul grande afflusso di giovani a Firenze

Stralcio dell'articolo di fondo di Giangiacomo Feltrinelli pubblicato nel n.5,pag.1,della rivista Mondo Beat   Alluvione di Firenze. Seguendo l'esempio dei giovani di Mondo Beat, giovani italiani e di tante nazioni avrebbero soccorso Firenze   A soccorso di Firenze,oltre a giovani europei,sarebbero accorsi anche giovani statunitensi,canadesi,australiani
Alluvione di Firenze. Gli "Angeli del Fango" di Mondo Beat furono i primi a soccorrere Firenze.
Sull'esempio dei giovani di Mondo Beat, tanti giovani italiani (tra i quali Pier Luigi Bersani) e tanti giovani stranieri (tra i quali Ted Kennedy) sarebbero accorsi al salvataggio di Firenze.

Mondo Beat, che era stato fondato il 15 ottobre 1966, appena tre settimane prima dell'Alluvione di Firenze, si fondava sull'esperienza internazionale di 3 dei suoi 4 fondatori

I fondatori del Movimento Mondo Beat e dell'omonima Rivista,Melchiorre Gerbino,Gunilla Unger,Vittorio Di Russo,Umerto Tiboni
Melchiorre Paolo Gerbino, Gunilla Unger, Vittorio Di Russo, Umberto Tiboni, fondatori di Mondo Beat

Vittorio Di Russo (nato a Scauri di Minturno, Lazio, il 12 agosto 1936) che portò la fiaccola dell'incendio da Amsterdam a Milano, era stato 10 anni on the road prima della fondazione di Mondo Beat. Parlava fluentemente italiano, francese, tedesco.
Melchiorre Paolo Gerbino (nato a Calatafimi, Sicilia, il 30 agosto 1939) che formulò e rodò il modello della Contestazione, era stato più di 5 anni on the road prima della fondazione di Mondo Beat. Parlava fluentemente italiano, francese, svedese, discretamente inglese e spagnolo, aveva studiato latino e greco.
Gunilla Unger, la compagna svedese di Melchiorre Gerbino (nata a Solna, Stoccolma, il 10 marzo 1945) benché non sia stata fisicamente presente al momento della fondazione di Mondo Beat, va giocoforza annoverata tra i fondatori, perché fu il riferimento delle prime ragazze che aderirono a Mondo Beat, e le ragazze a Mondo Beat sarebbero state numerosissime e di tante nazionalità. Gunilla Unger parlava fluentemente svedese, italiano, inglese, francese, tedesco e conosceva pure il latino.
Umberto Tiboni (nato a Sesto San Giovanni, Lombardia, il 19 febbraio 1941), che diresse la sede di Mondo Beat, la celeberrima Cava, era l'unico dei 4 fondatori che non aveva esperienza internazionale, perché non aveva ancora intrapreso viaggi.

Tornando ora al soccorso dato dopo l'alluvione di Firenze, c'è da considerare che in quelle settimane in cui i giovani di Mondo Beat si impegnarono, essi fraternizzarono con quei giovani europei, americani, australiani, che sul loro esempio erano accorsi pure essi a Firenze. E perciò non pochi di quei giovani stranieri sarebbero poi venuti a Milano a Mondo Beat e una parte di loro avrebbero partecipato alla storia del Movimento. Per questo Mondo Beat fu definito "Movimento di Cittadini del Mondo" e Milano, in quella stagione, "Capitale d’Europa". Qui lo stralcio di un articolo che lo testimonia

Guido Boursier, della Gazzetta del Popolo di Torino, assistette alla preparazione e allo svolgimento della Manifestazione di Contestazione del Sistema
Guido Boursier fa testimonianza di come Mondo Beat fosse un movimento internazionale

Si consideri pure che a dicembre del 1966 Onda Verde si era fusa con Mondo Beat. Vero è che Onda Verde non aveva valenza numerica (saranno stati al massimo una ventina) ma tra di loro c'erano giovani di grande valenza intellettuale, quali Antonio Pilati, Gianfranco Sanguinetti, Marco Maria Sigiani, i cui articoli, pubblicati nella rivista Mondo Beat, avrebbero fatto soffiare il vento della controinformazione e la rivista Mondo Beat sarebbe diventata popolarissima nella scuole milanesi (e da quelle scuole avrebbe mosso la contestazione di massa dopo la distruzione di Mondo Beat).

Onda Verde. Marco Maria Sigiani,Andrea Valcarenghi,Gianfranco Sanguinetti,Antonio Pilati
(Marco Maria Sigiani e Andrea Valcarenghi in foto d'epoca; Gianfranco Sanguinetti e Antonio Pilati in foto posteriori)

C'è da considerare infine che nella circostanza della fusione di Onda Verde con Mondo Beat (15 dicembre 1966) che fu formalizzata a casa di Andrea Valcarenghi, oltre ai rappresentanti di Onda Verde e Mondo Beat era presente anche Giuseppe Pinelli, in rappresentanza dei provos della sezione anarchica "Sacco e Vanzetti", che avevano voluto pure essi fondersi. Da allora a Milano ci sarebbe stato un solo movimento, unitario, che sarebbe presto diventato il faro della rivolta giovanile europea, essendosi l'azione del Movimento Provo olandese alquanto esaurita

I provos della Sacco e Vanzetti erano giovani studenti milanesi delle secondarie
I provos della sezione anarchica "Sacco e Vanzetti"

Nata da siffatto Movimento, la Contestazione, che è "azione nonviolenta di massa per l'affermazione dei diritti civili e per la salvaguardia dell'ambiente nell'era nucleare" si sarebbe rivelata un modello attivo nell'era della globalizzazione.
La Contestazione avrebbe dilagato in Italia per anni, a tal punto che la reazione, per contenere le masse, avrebbe dovuto ricorrere all'esplosione di bombe nelle banche, sui treni, nelle stazioni ferroviarie, nelle piazze gremite di gente.
Il Vaticano sarebbe stato investito e destabilizzato dalla Contestazione, e ci si può rendere conto fino a che punto se si considera che una femminista sarebbe entrata nella Basilica di San Pietro inalberando il cartello "L'utero è mio e lo gestisco io!".
La Contestazione avrebbe dilagato in Francia, dove avrebbe messo in fuga l'inquinatore nucleare Charles de Gaulle: famoso il cartello del Maggio Francese "La fantaisie au pouvoir!". Dopo di che la Contestazione si sarebbe manifestata un pò ovunque, più di recente nel mondo islamico (la Primavera Araba) ed è evidente come le sue motivazioni facciano ormai parte della coscienza universale comune.
Il merito della formulazione e della messa a punto dei modelli della Contestazione non può essere attribuito al solo Movimento Mondo Beat, il quale, essendo stato più giovane del Free Speech Movement e del Provo Movement, alle sue origini prese ispirazione da essi. Ed è stato grazie alla dote che ricevette da questi due movimenti che il Movimento Mondo Beat sarebbe stato in grado di arrivare fino ai cantieri del Villaggio Globale, che stava sorgendo, e innervarci i suoi modelli. Ricordiamo dunque che prima che si formasse il Movimento Mondo Beat, l'americano Free Speech Movement con i modelli della protesta e l'olandese Provo Movement, coi modelli della provocazione, avevano già sensibilizzato le categorie dei giovani e degli intellettuali ai temi dell'affermazione dei diritti umani universali e della salvaguardia dell'ambiente. Ma, per i corsi e i ricorsi della Storia, doveva toccare a un movimento italiano di sensibilizzare e attivare le masse. E difatti la Contestazione sarebbe nata e si sarebbe affermata a Milano laddove prima era nato e s'era affermato il Fascismo, e difatti la Contestazione è antidoto al Fascismo e a quant'altre strutture di potere razziste e dittatoriali.

Bernhard De Vrie e Mario Savio: originalita di pensiero e azione
Bernhard de Vrie, Provo Movement, Olanda - Mario Savio, Free Speech Movement, University of California, Berkeley

*
Figuriamoci se uno sprovveduto come Matteo Guarnaccia si sarebbe potuto rendere conto di quanto da me qui finora descritto, un Matteo Guarnaccia che pendeva dalle labbra di Fernanda Pivano, agente della CIA e spia della Questura di Milano, che nel suo salotto letterario stava a raccontare di come Gregory Corso le avesse rubato i gattini di maiolica (di queste menate parlava Fernanda Pivano per rendersi interessante agli occhi di chi la frequentava... di come Ernest Hemingway aveva cercato di scoparsela... di come lei aveva inviato cinquanta dollari a Allen Ginsberg quando questi faceva la fame in India...).

Ma se si sarebbe potuta perdonare la superficialità di Matteo Guarnaccia autore di "Beat e Mondo Beat", perché di uno sprovveduto in buonafede, da dopo che Melchiorre Gerbino ebbe pubblicata in Internet la Storia documentata di Mondo Beat (2007) l’attitudine di Matteo Guarnaccia sarebbe diventata imperdonabile perché, essendosi egli finalmente documentato, non avrebbe chiesto venia per tutto quello che fin lì aveva scritto e detto di Mondo Beat, ma si sarebbe ammantato ancor di più della veste di esperto della rivolta giovanile degli Anni 60 e avrebbe parlato di Mondo Beat con autorevolezza, con quella sorta di indiscutibile autorevolezza di cui si ammantano gli ignoranti. E per esorcizzare le banalità e le lacune di "Beat e Mondo Beat", egli avrebbe creduto che potevano essere dimenticate, o almeno mitigate, se avesse ignorato Melchiorre Gerbino, o peggio, se costretto a parlar di lui, avesse ignorato quello ch'era essenziale dire o lo avesse banalizzato. Ciò facendo, Matteo Guarnaccia avrebbe artatamente ignorato, distorto, banalizzato, la storia della Contestazione, cui la storia personale di Melchiorre Gerbino è intrinsecamente legata. Da lì, il passo per mettersi in combutta con altri impostori sarebbe stato automatico.
E difatti Matteo Guarnaccia si sarebbe messo in combutta con svergognati, canaglia senza codice d'onore, tutti direttamente o indirettamente al servizio del Vaticano e tutti tra di loro collegati. Per colmo di svergognatezza, questi impostori avrebbero piratato immagini dal sito internet di Melchiorre Gerbino.
Questi impostori hanno avuto assegnato il compito d'inquinare la memoria della storia di Mondo Beat, per impedire che le generazioni italiane posteriori a quella degli Anni 60 avessero a conoscerla. Che, se i giovani d'oggi conoscessero la vera storia della Contestazione, ispirati da essa potrebbero sollevarne una nuova ondata, da cui il Vaticano verrebbe travolto.

Qui i profili dei più odiosi impostori che hanno stravolto la storia di Mondo Beat e della Contestazione

Fernanda Pivano concorse nel fare arrestare Gianni Scarpelli 'per droga',per gettare discredito sul Movimento Mondo Beat
Fernanda Pivano, agente della CIA e spia della Questura di Milano

Fernanda Pivano, strombazzata ai 4 venti dai media di regime, per un verso alloccava provinciali italiani e con menate di Beat Generation li rendeva ancora più confusi di quanto non fossero, perché non avessero a partecipare a una rivoluzione vera, quella promossa da Mondo Beat con la Contestazione; per altro verso faceva rammollire con l'hashish elementi di spicco del Movimento e li rendeva cavie a disposizione della Questura di Milano, per farli arrestare "per droga" e gettare discredito sul Movimento: quello che fece con Gianni Scarpelli.
Fernanda Pivano, scrivendo di Mondo Beat in "C'era una volta un Beat", ne avrebbe stravolto la storia fino al punto di ricorrere a fotomontaggi.
Con questo fotomontaggio Fernanda Pivano avrebbe falsificato la storia personale di Vittorio Di Russo e di Melchiorre Gerbino

Un fotomontaggio di Fernanda Pivano,agente della CIA
Fernanda Pivano - "C'era una volta un beat" - Arcana Editrice - edizione aprile 1988, pag.97

In questo fotomontaggio, peraltro così mal fatto, le immagini di Vittorio Di Russo e di Melchiorre Gerbino sono inserite tra quelle di persone a loro sconosciute.
Il primo novembre 1966, Fernanda Pivano, Gianni Milano, Vittorio Di Russo, Melchiorre Gerbino, erano stati a Verona non da questo Giorgio Bertani, che Melchiorre Gerbino non ha mai incontrato, ma a casa dell’avvocato Donà, in una villa su una collina dell’Oltreadige, e peraltro Vittorio Di Russo avrebbe allora avuto un raptus etilico, come si può verificare dai registri del pronto soccorso dell’ospedale di Verona, dove Melchiorre Gerbino lo avrebbe accompagnato.
Con quanto scritto nella didascalia di questo fotomontaggio, Fernanda Pivano avrebbe evidenziato come ai tempi della pubblicazione di "C’era una volta un beat" lei stesse lavorando per la CIA, che in tempi posteriori avrebbe reso noto che il PSIUP (Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria), cui Fernanda Pivano si riferiva nella didascalia, era stato da essa Agenzia promosso e gestito allo scopo di sfaldare l’unione politica tra i partiti socialisti PSI e PSDI allora al governo in Italia. E quindi, con questo fotomontaggio, Fernanda Pivano s'era prefissa un doppio scopo: fare passare per "comunisti" Vittorio Di Russo e Melchiorre Gerbino e alloccare provinciali italiani, facendo creder loro che dunque sarebbe stata "azione di rottura" votare alle elezioni per il PSIUP (per consegnare così i loro voti alle gestione della CIA).
Melchiorre Gerbino ha girato il mondo e ha conosciuto tutta sorta di gente, ma mai nessuno tanto spregevole quanto Fernanda Pivano. Che uno schizzo di merda imbratti la sua tomba.

Fernanda Pivano senatrice a vita-Lettera aperta al Presidente della Repubblica Italiana

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Andrea Valcarenghi in 'Underground:a pugno chiuso!' avrebbe diffamato Melchiorre Gerbino
Andrea Valcarenghi, da rivoluzionario da salotto a collaboratore dei servizi segreti in tresca con Silvia Casilio

Figlio di papà miliardario, Andrea Valcarenghi ai tempi di Mondo Beat giocava a fare il rivoluzionario, tanto che si sarebbe impegnato a fare l'obiezione di coscienza al servizio militare (che allora era obbligatorio). Ma rinchiuso in un carcere militare e messo sotto torchio, dopo 2 settimane avrebbe indossato la divisa. Costretto a collaborare coi servizi segreti, tra le tante porcherie che gli avrebbero chiesto di fare, pure quella di scrivere un libro "Underground: a pugno chiuso!", ove avrebbe tanto mistificato la storia di Mondo Beat, da scrivere che il Movimento aveva conosciuto sbandamento e declino perché Melchiorre Gerbino aveva venduto la testata della rivista Mondo Beat all'editore Giangiacomo Feltrinelli ed era scappato coi soldi. Questo libro lo hanno pubblicizzato fino al parossismo, poco è mancato che non lo inserissero trai testi della scuola d'obbligo.
Avendo Melchiorre Gerbino prodotto documentazione di come la testata Mondo Beat non fosse stata venduta a Feltrinelli, i servizi segreti avrebbero chiesto a Valcarenghi di pubblicare una nuova edizione di "Underground: a pugno chiuso!", per aggiustare il tiro delle mistificazioni, e all'uopo i servizi segreti ad Andrea Valcarenghi avrebbero affiancato Silvia Casilio.
In ultimo, Andrea Valcarenghi avrebbe finito per adorare il santone Rajneesh, alias Osho, che gli avrebbe predato parte del patrimonio e lo avrebbe ridotto a factotum del suo business in Italia.

Quel cretino maligno di Andrea Valcarenghi

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Gianni De Martino, autore di L'Uomo che Gesu amava
Gianni De Martino facendo transfert di sé in Gesù Finocchio
(qui Gianni De Martino ci dice di Gesù e di quel robusto maschio con cui s'inchiappettava).

Ma Gianni De Martino non è solo uno che vaneggia su Gesù Finocchio, perché è pure uno che, camuffato da libertario, durante cinquant'anni si è infiltrato nelle correnti della controcultura italiana.
Si venne a infiltrare nella Tendopoli di Mondo Beat, a farci la spia, un mese prima che questa fosse distrutta dai militari. Dopo Mondo Beat, approfittando delle persecuzioni che Melchiorre Gerbino avrebbe patito, Gianni De Martino avrebbe vigliaccamente piratato dal copyright di Melchiorre Gerbino tutte le pagine dei 7 numeri della rivista Mondo Beat.
Delinquente spudorato, si sarebbe iscritto all'Albo dei Pubblicisti con carte false di Fernanda Pivano e Andrea Valcarenghi, che richiesti dai servizi segreti italiani, con cui collaboravano, avrebbero attestato che Gianni De Martino aveva pubblicato complessivi dieci articoli nelle loro rispettive riviste "Pianeta Fresco" e "Re Nudo", articoli per i quali era stato remunerato: attestazioni false, perché Gianni De Martino non ha pubblicato dieci articoli in quelle riviste, ma queste attestazioni gli avrebbero consentito allora di essere accolto nell'Albo dei Pubblicisti e gli consentono ora di rubare la pensione che a un pubblicista compete.

E qui si può finalmente capire, di evidenza inconfutabile, chi veramente sia Gianni De Martino

L'agente dei servizi segreti Gianni De Martino. Agente di collegamento tra Vaticano e Mossad L'agente dei servizi segreti Gianni De Martino in Israele e nei Territori Occupati, nell'anno 2003
Gianni de Martino al Santo Sepolcro. Gianni De Martino incontra il generale israeliano Avigdor Kahalani sulle Alture del Golan il 10.11.2003
dal sito ufficiale di Gianni De Martino.

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Walter Pagliero e Claudio Fucci due delinquenti,al servizio del Vaticano,che stravolgono la storia di Mondo Beat e della Contestazione
Chi ha comprato "Barbonia City" di Walter Pagliero, denunci per truffa Claudio Fucci, responsabile della Vololibero Edizioni

L'ebreo furbo Walter Pagliero, sponsorizzato in Italia e in Ecuador dall'Ordine dei Salesiani, ha scritto e pubblicizza, in italiano e spagnolo, un libro sulla Tendopoli di Mondo Beat, intitolato "Barbonia City" ("Melenudos City" nell'edizione in spagnolo) con cui per un verso stravolge e banalizza la vera storia, per altro verso ritaglia per sè una parte nobile nelle vicende della Tendopoli di Mondo Beat.
Ma Walter Pagliero la Tendopoli di Mondo Beat non la vide manco da lontano, perché, come documentato in un articolo del Corriere della Sera, ai tempi di Barbonia City, Walter Pagliero era in galera per una storia di hashish
Questo mascalzone fornisce pure una foto della "Casa Beat di Cinisello Balsamo", luogo che non è mai esistito. Lo scopo è di banalizzare la storia di Mondo Beat. Come a dire: "Nella Cava di Mondo Beat non è successo nulla di sensazionale, c'era già stata la Casa Beat di Cinisello Balsamo!". Ovvio che questa foto dell'inesistente Casa Beat di Cinisello Balsamo viene riprodotta da Gianni De Martino, Silvia Casilio, Matteo Guarnaccia, mentre costoro non pubblicano foto della Cava di Mondo Beat, dove è passata la Storia.
Informato ufficialmente da Melchiorre Gerbino di come Walter Pagliero sia un impostore, Claudio Fucci, editore della Vololibero Edizioni, ha continuato a distribuire e vendere il libro "Barbonia City", con una insolente attitudine da delinquente incallito. Chi ha comprato "Barbonia City" di Walter Pagliero, denunci per truffa Claudio Fucci, responsabile della Vololibero Edizioni.

Per quanto riguarda l'edizione in spagnolo, Melchiorre Gerbino ha messo alla gogna Walter Pagliero, la casa editrice salesiana Abya Yala, la Società Dante Alighieri di Quito che si è prestata al lancio pubblicitario di "Melenudos City"
I maggiori quotidiani dell'America Latina, librerie, case editrici, sono stati informati via Twitter di questa truffa.
I responsabili della Società Dante Alighieri di Quito, che sono stipendiati dai contribuenti italiani, hanno disonorato il nome di Dante e la cultura italiana, essendosi prestati alle beghe del Vaticano. Costoro meritano di essere contestati a muso duro da quanti sono stati coinvolti ad assistere alla presentazione di "Melenudos City" nella sede da loro gestita e a comprare il libro.
Il mascalzone Walter Pagliero merita ancora una volta la galera.

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Silvia Casilio,storica originalissima che non cita mai Melchiorre Gerbino
Silvia Casilio in combutta con Andrea Valcarenghi, Walter Pagliero, Gianni De Martino, Matteo Guarnaccia, Felice Pesoli

Silvia Casilio scrive trattati con incipit da gran riferimento "Come disse Umberto Eco... " e da lì si lascia andare a descrivere gli anni della rivolta giovanile in Italia e citando Mondo Beat lo fa ad abundantiam. Essa dal sito web di Melchiorre Gerbino pirata pure un pò d'immagini soggette a copyright, ma ne ha licenza, perché lavora in tandem con Gianni De Martino (quello che ha avuto visioni di Gesù Finocchio).
Silvia Casilio è una di quelle donne sfortunate che nella nostra società maschilista, dove di una donna la prima cosa che si valuta è il culo, non avrebbe avuto successo se avesse intrapreso la carriera di pornostar. Pertanto, afflitta dal sospetto che nella Tendopoli di Mondo Beat, dove fu innescata una rivoluzione sessuale che avrebbe cambiato la storia d'Italia, a lei nessuno l'avrebbe sbattuta, si vendica distorcendo, banalizzando, negando la storia della Contestazione, e nei riguardi di Melchiorre Gerbino cova livore, essendo stato Melchiorre Gerbino ideatore e leader della Tendopoli di Mondo Beat, Barbonia City. E così Silvia Casilio nei suoi scritti, dove giustamente asserisce che la Contestazione mutò in modo irreversibile la società italiana trasformando stili di vita, modi di pensare, modi di fare politica e di agire la democrazia...e dove riproduce stralci di decine di articoli pubblicati nella rivista Mondo Beat e cita i nomi di quelli che li scrissero... di Melchiorre Gerbino non dice mai nulla. Se volessimo prendere a paragone la storia del Nazismo, sarebbe come farne la ricostruzione citando diffusamente Rudolf Hess, Joseph Goebbels, Herman Goering, Heinrich Himmler, Martin Borman, Karl Doenitz, Hans Frank, Joseph Mengele, Julius Streicher, Adolf Eichmann, Albert Speer, Ernst Kaltenbrunner... ma mai Adolf Hitler... Chi era costui?...
Questi trattati dove Silvia Casilio non cita mai Melchiorre Gerbino sono stati pubblicizzati il più possibile e alcuni sono stati tradotti pure in inglese: ovviamente il Vaticano ha voluto premiare la di lei originalità e le ha fatto assegnare una cattedra di storia contemporanea nell'Università di Macerata.
Ma Melchiorre Gerbino non se ne rode il fegato. Siccome Melchiorre Gerbino a Silvia Casilio non l'avrebbe sbattuta, ove fosse venuta a Barbonia City, francamente no, e siccome si rende conto di come ai Monsignori del Vaticano, a sentir parlare di Melchiorre Gerbino e della Contestazione, vengano soprassalti, palpitazioni, disturbi di stomaco, perché viene loro in mente quella femminista che entrò nella Basilica di San Pietro inalberando il cartello "L'utero è mio e lo gestisco io", Melchiorre Gerbino non può che perdonarli tutti.

Qui dove Silvia Casilio riproduce la foto dell'inesistente Casa Beat di Cinisello Balsamo, artefatta dal mascalzone Walter Pagliero
Foto 4 - Casa Beat di Cinisello Balsamo, 1967, in S. Casilio, M. Paolucci (a cura di), Scatti in movimento, cit., pp. 22-23 (foto di Walter Pagliero)

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Felice Pesoli presenta Gianni De Martino quale direttore della rivista Mondo Beat
Felice Pesoli, pozzo di scienza o pezzo di merda?

Felice Pesoli ha girato un documentario sugli anni della rivolta giovanile in Italia, titolato "Prima che la vita cambi noi", che poi si è affannato a mostrare agli studenti.
Per avere un'idea di quali possano essere stati gli stravolgimenti della vera storia perpetrati da Felice Pesoli in questo documentario, basti considerare che egli vi presenta Gianni De Martino (quello che ha avuto visioni di Gesù Finocchio) quale direttore della rivista Mondo Beat (!).

Qui il file di una intervista in cui Felice Pesoli ribadisce che Gianni De Martino era direttore della rivista 'Mondo Beat'

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Di altre merde ce ne sarebbero ancora da segnalare, che la Storia ne lascia tante lungo il suo corso, ma non è il caso di tediare il lettore. Concludo dunque con Matteo Guarnaccia. Egli è stato, fino a oggi, in tresca con tutti gli impostori qui da me segnalati. Pertanto, tra quanti hanno scritto e parlato della storia di Mondo Beat e della Contestazione, Matteo Guarnaccia è uno dei meno credibili, perché ha mostrato malafede aggravata da stupidaggine.
Che sia in malafede è evidente: basta vedere con chi fa lega.
Che sia fesso è altrettanto evidente: quando l'Occidente subisce una dittatura plutocratica, quando in Occidente a ogni poliziotto è dato di uccidere impunemente col Taser, Matteo Guarnaccia china il testone pensoso a disegnare fiorellini psichedelici.

Matteo Guarnaccia sulla storia di Mondo Beat e della Contestazione: una miscela di stupidaggine e malevolenza
Matteo Guarnaccia in combutta con Felice Pesoli e Gianni De Martino, canaglia che distorce e mistifica la storia di Mondo Beat e della Contestazione

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Per chi volesse conoscere le ingerenze internazionali della lobby sionista nelle vicende della Contestazione


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