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- Melchiorre Paolo Gerbino
- direttore della rivista Mondo Beat
- leader storico della Contestazione


Del rapporto tha le Chiese Cristiane e gli usurai sionisti.
Delle loro combinate ingerenze neglli eventi della Contestazione.

(if you want to read this article in English)

È mia opinione che i sionisti non avrebbero gran potere se la Chiesa Cattolica, le Chiese Luterane, le Chiese Ortodosse, il potere non glielo avessero accordato trasversalmente. Questo tutte le Chiese Cristiane han fatto e fanno perché altrimenti non saprebbero come vincolare la gente all'obsoleto gioco sadomaso del Messia degli Ebrei inchiodato alla Croce dell'Impero Romano. La migliore strategia, perché la gente non si allontani dalla Croce, consiste nell'infiacchirla fino a renderla esausta, e perciò la gente viene lasciata in balia degli usurai sionisti.
Come prova che ai sionisti il potere discenda dalle Chiese Cristiane, c'è l'evidenza che dove le Chiese Cristiane non hanno potere, non ne hanno nemmeno i sionisti (Giappone, Cina, società islamiche).
A loro volta i sionisti sono disponibili a dare supporto, diciamo al Vaticano, se ne ha bisogno per imbastire operazioni sporche e tanto è avvenuto con la Contestazione.
La Contestazione, manifestatasi nelle scuole milanesi nell'autunno del '67 e subito propagatasi in Italia tra la gente comune, aveva messo il Vaticano in grave difficoltà. Quando, dopo essersi propagata in Italia, la Contestazione avrebbe raggiunto la Francia nel maggio del '68, per il Vaticano sarebbe stato di gran sollievo che i sionisti ne sfruttassero gli eventi coi media che controllavano. I sionisti difatti, con una frastornante campagna mediatica, avrebbero sbandierato ai 4 venti Herbert Marcuse quale teorico e Daniel Cohn-Bendit quale eroe della Contestazione. Per il Vaticano questo sarebbe stato di gran sollievo, perché molti in Italia sarebbero rimasti disorientati e la morsa intorno a San Pietro si sarebbe allentata. Per altro verso, il mero fatto che Herbert Marcuse e Daniel Cohn-Bendit fossero ebrei, sarebbe stato altresì di gran sollievo per il Vaticano, perché ciò avrebbe alienato la simpatia di molti per la Contestazione, molti diffidando delle intenzioni degli ebrei (che, non è vero forse?!). E, dulcis in fundo, il Vaticano avrebbe potuto imbastire, in combutta coi sionisti, una campagna mediatica su "Il 68", atta a mistificare la storia della Contestazione e far credere alle generazioni italiane posteriori a quella degli Anni 60, che la Contestazione è legata alla storia della Francia e fu alquanto estranea alla realtà italiana. Quando è vero il contrario. E questa fuorviante campagna mediatica su "Il 68" dura frastornante a tutt'oggi.
In verità, nessuna intelligentsia ebraica concorse negli viluppi della Contestazione, ma ci furono sciacalli sionisti che vi ci si intrufolarono, tra costoro Herbert Marcuse e Daniel Cohn-Bendit, e costoro furono sponsorizzati dai media gestiti dagli usurai sionisti, gli stessi usurai in balia dei quali le Chiese Cristiane lasciano la gente perché non si allontani dalla Croce.
Una sentenza di Bertrand Russell sulle Chiese Cristiane: I say quite deliberately that the Christian religion, as organized in its churches, has been and still is the principal enemy of moral progress in the world.


Sciacalli sionisti aspettando Godot

Herbert Marcuse
Dopo lo scioglimento del Movimento Mondo Beat, e quando Melchiorre Gerbino era tornato ai suoi viaggi, l'editore Giangiacomo Feltrinelli si sarebbe sentito autorizzato a intrufolarsi nelle vicende della Contestazione, con la quale non aveva avuto nulla da spartire se non la stampa e vendita dell'ultimo numero della rivista Mondo Beat, e, per fare business, sarebbe andato a cercare Herbert Marcuse (vedi caso, pure lui ebreo) e lo avrebbe promosso dal nulla a teorico della Contestazione: "Signore e signori, ecco a voi Herbert Marcuse, il teorico della Contestazione!" (standing ovation). Questo sarebbe avvenuto in Italia. Poi, durante il Maggio Francese del 68, Herbert Marcuse dai media sionisti sarebbe stato esposto all'ammirazione universale.
Herbert Marcuse, di cui Melchiorre Gerbino non ha letto una sola sillaba di quello che ha scritto, non ha avuto nulla da spartire con la Contestazione, se non la parte di uno schifoso sciacallo.

Sciacallo sionista aspettando Godot
Herbert Marcuse, il teorico della Contestazione.


Daniel Cohn-Bendit
Un altro sciacallo è Daniel Cohn-Bendit, il quale non fece nulla per innescare il Maggio Francese, né nulla di memorabile fece durante esso. Ma i sionisti per la circostanza dovevano produrre un personaggio eroico e non avendone uno a portata di mano in Francia, sarebbero andati a pescare Daniel Cohn-Bendit in Germania e a Parigi lo avrebbero posizionato davanti a telecamere e fotoreporters. Sorpresi, gli anarchici francesi si sarebbero chiesti "Ma da dove spunta questo ebreo tedesco?!" - e allora i sionisti avrebbero formato gruppetti che avrebbero gridato qua e là "Siamo tutti ebrei tedeschi!... Siamo tutti ebrei tedeschi!"... e da allora i sionisti questo ritornello (con varianti come "Siamo tutti ebrei greci!... Siamo tutti ebrei greci!", a seconda di dove vanno facendo malefatte) avrebbero ripetuto ogni volta che sarebbero stati colti con le mani nel sacco. Figuriamoci poi se questo Cohn-Bendit ce lo abbiano più tolto dalle palle!

L'eroico Daniel Cohn-Bendit durante il Maggio Francese
L'eroe Daniel Cohn-Bendit.

*

E però la Contestazione, che ha messo in crisi il Vaticano fin dalla sua apparizione, avrebbe messo in crisi pure i sionisti, che avevano creduto di poterla strumentalizzare. Un fenomeno si verifica in Israele, di cui la stampa israeliana scrive un po' qua, un po' là, ma mai in maniera esaustiva, e su cui invece tace del tutto la rete internazionale dei media sionisti. Il fatto è che gruppetti di giovani ebrei israeliani gridano "Heil Hitler!". Questo fenomeno si manifesta spontaneamente, massimamente tra studenti delle scuole secondarie. Vengono multati questi giovani, ma ciò non impedisce che il fenomeno si manifesti. La fonte da cui traggo queste informazioni (nel 2012, in Twitter) é @yourjewishnews.
Non è il caso che Melchiorre Gerbino si azzardi a fare un'analisi filosofica di questo fenomeno, egli lascia l'incombenza di ciò a Bernard-Henry Lévi. Melchiorre Gerbino vuole solo dire che egli ama tanto questi giovani ebrei israeliani che quando non ce la fanno più a sopportare genitori, insegnanti, shimonperes, gridano "Heil Hitler!". Melchiorre Gerbino li ama tanto quanto ha amato i migliori di Mondo Beat. Paradossalmente, che paradossale è la Contestazione, questi giovani fanno sperare in un avvenire migliore per gli ebrei e per il mondo.


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