18 marzo - 27 aprile 1967
Gianni Scarpelli incarcerato per consumo di hashish -
Mondo Beat presenta denuncia contro la Questura di Milano e la Questura ne autorizza le manifestazioni pubbliche -
Dante Palla localizza il terreno dove sorgerà la Tendopoli.
Tra il 18 e il 21 marzo si vendono 6.500 delle 7.000 copie del quarto numero di "Mondo Beat". 500 vengono bloccate perchè questo numero non abbia a esaurirsi completamente. Centinaia di copie sono vendute al liceo
Parini, sulla cui scalinata si é consumato il prologo della contestazione della scuola italiana. Centinaia di copie negli altri istituti milanesi per i canali Onda Verde e provos. Migliaia di copie sono comprate da ragazzi di Mondo Beat per essere rivendute a Torino, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Padova, Trento, e migliaia sono vendute per le vie di Milano, dove i vigili urbani ci hanno ignorato, benchè non fossimo travestiti da monache.
Nei momenti di fervore della vendita, Luigi Marinatto, il consigliere dell'Ordine dei giornalisti della Lombardia, che ha iscritto Melchiorre Gerbino nell'Elenco speciale, passa dalla Cava. Sta avendo rogne, ma non ne parla: sotto sotto sembra contento di averlo.
Qui a seguire uno stralcio (divertente) del discorso tenuto dal presidente dell'Ordine, Carlo De Martino, all'assemblea annuale:
Mondo Beat e La Contestazione. Melchiorre Gerbino e l'Elenco speciale dell'Associazione Lombarda Giornalisti.
A prescindere dal fatto che avrebbe apprezzato il n. 2 di “Mondo Beat”, il consigliere Luigi Marinatto accolse favorevolmente la domanda d'iscrizione di Gerbino all'Elenco speciale perchè constatò che questi era a conoscenza dell'iter burocratico da seguire per ottenere l'iscrizione stessa, quando questi gli produsse il cerificato di una società denominata “Mondo Beat”, finalizzata a pubblicazioni per la scuola, rilasciato dalla Camera di Commercio. Certo, Luigi Marinatto non poteva prevedere allora fino a che punto Melchiorre Gerbino avrebbe ritorto queste sue competenze burocratiche contro il sistema!
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Dopo la Manifestazione di contestazione del sistema e le altre individuali, che grande eco hanno avuto sulla stampa, ogni giorno vanno passando per la Cava centinaia di visitatori. Preti che dissentono dalla politica del Vaticano e affermano il loro diritto al matrimonio, lesbiche e gay dichiarati, animalisti impegnati contro la vivisezione, obiettori di coscienza al servizio militare obbligatorio, ecologisti, macrobiotici, divorzisti, abortisti... tutti si riconoscono nella linea del Movimento e vi si integrano spontaneamente, ognuno nella forma che gli é congeniale. Sono le prime intelligenze, libere da partiti politici, che si manifestano in Italia dalla fine della seconda guerra mondiale. Nello spirito di libertà, che sempre vi lievitava, la Cava diventa l'incubatrice dei temi di rinnovamento della società italiana.
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Il 24 marzo Melchiorre Gerbino si reca al processo di Pierluigi Perronace Principe. Diffidato a seguito della Manifestazione di contestazione del sistema, é stato arrestato da due poliziotti in borghese che l'hanno colto nel centro di Milano ed é in stato di fermo. Il fatto é che Principe vive alla periferia di Milano, a Bollate, ed é impossibile che egli, per lo svolgimento normale della sua vita, non si rechi al centro. Quelli dell'Onda Verde hanno messo a disposizione un giovane avvocato, simpatizzante del loro gruppo, ma malgrado l'avvocato e la testimonianza di Gerbino che Pierluigi Perronace é pittore e si reca al centro di Milano per comprare colori, il pretore lo condanna a un mese di carcere con la condizionale e lo diffida di recarsi nel centro di Milano per la durata di 3 anni. E' stata questa la sentenza più lesiva dei diritti civili che sia stata emessa in Italia dalla fine della seconda guerra mondiale. A tanto non si sarebbe spinto nemmeno il sistema dell'Appartheid in Sud Africa. Ma dove arriva la lunga mano politica del Vaticano può accadere di questo e di peggio.
Pochi giorni dopo la sentenza Principe parte per la Grecia e verso l'India.
Mondo Beat e La Contestazione. Pierluigi Perronace condannato perchè compra colori nel centro di Milano.
("L'Unithà" - 25 marzo 1967) ("Il Giorno" - 25 marzo 1967)
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Intanto la Questura ha incastrato con una storia di hashish Gianni Scarpelli, del Gruppo Palumbo. E' la prima volta che qualcuno venga arrestato in Italia per consumo di hashish. Se ne fa grande scalpore sui giornali.
Gianni Scarpelli da mesi s'era rammollito nel salotto di Fernanda Pivano, luogo che ha portato all'inerzia tutti coloro che lo hanno frequentato: Maurizio Orioli, Carlo de Paoli... lo stesso Vittorio di Russo vi si sarebbe rincretinito a farsi fotografare con una corona di latta in testa, come il re dei beat, essendosi scordato che gli anarchici i re li avevano ammazzati!
Mondo Beat e La Contestazione. La Questura di Milano para trappole all'hashish. Gianni Scarpelli e Enzo Ghidini incarcerati.
("Il Giorno" - 26 marzo 1967)
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Mondo Beat e La Contestazione. Melchiorre Gerbino: beats ma non drogati
A causa di queste trappole all'hashish, parate dalla Questura per gettare discredito sull'immagine dei beats, Melchiorre Gerbino é costretto a mandare puntualizzazioni ai quotidiani. Per come poi questa storia di Gianni Scarpelli si sarebbe conclusa, c'é da sospettare che Fernanda Pivano non solo facesse rammollire i giovani nel suo salotto, ma li tenesse pure come cavie a disposizione del sistema: il beat Gianni Scarpelli sarebbe stato messo alla gogna sui giornali e condannato a 16 mesi di carcere fermo, mentre Fernanda Pivano non solo non sarebbe stata sfiorata dalle indagini di polizia ma pure avrebbe avuto fatta bella pubblicità sui giornali, perchè avrebbe fatto ottenere a Gianni Scarpelli il permesso di dipingere in cella (!). Che Fernanda Pivano fosse una spia l'aveva dichiarato pubblicamente Jack Kerouac, quand'era passato dall'Italia e l'aveva conosciuta: e che ciò abbia dichiarato Kerouac é incontestabile, perchè é la stessa Fernanda Pivano che lo riferisce nel suo libro "C'era una volta un beat" - Arcana editrice - 1976.
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Il 31 marzo Gunilla Unger e Melchiorre Gerbino lasciano l'appartamento di via Rucellai dove hanno vissuto 18 mesi. Gunilla parte per la Sicilia, per andare a trovare il figlio Nino, che si trova dai nonni paterni a Calatafimi. Melchiorre Gerbino si abbona a un albergo diurno e passa a dormire alla Cava.
NOTA BIZZARRA:
Dopo lo scioglimento del Movimento e la definitiva partenza di Gunilla Unger e Melchiorre Gerbino da Milano, il Comune avrebbe fatto cambiare l'intestazione del tratto di caseggiato dove avevano abitato da "Via Bernardo Rucellai - poeta" a "Via Martin Lutero - teologo".
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Lunedì 3 aprile, assistito dagli avvocati Alessandro Garlatti e Carlo Invernizzi e supportato da 200 giovani della Base, Melchiorre Gerbino presenta al Tribunale di Milano un esposto-denuncia contro la Questura. Per conoscenza copia dell'atto viene inoltrata a Roma al ministro di Grazia e Giustizia e a quello degli Interni, e a Milano all'Assessorato di polizia urbana
Mondo Beat e La Contestazione. Presentato al Palazzo di Giustizia esposto contro la Questura di Milano. Zafferano in primo piano
("Il Corriere d'Informazione" - 3/4 aprile 1967 )
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Mondo Beat e La Contestazione. Presentato al Palazzo di Giustizia esposto contro la Questura di Milano. Cristo di Monza
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Mondo Beat e La Contestazione. Melchiorre Gerbino scende le scale del Tribunale tra gli avvocati Carlo Invernizzi e Alessandro Garlatti
("Il Giorno" - 4 aprile 1967)
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Mondo Beat e La Contestazione. Palazzo di Giustizia. Eros Alesi, Zafferano, Melchiorre Gerbino, Giorgio Cavalli, Giorgio Contini
("Il Corriere della Sera" - 4 aprile 1967)
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Mondo Beat e La Contestazione. Palazzo di Giustizia. Eros Alesi, Zafferano, Melchiorre Gerbino, Giorgio Cavalli
(AGI - "Il Giorno")
Giorgio Cavalli, Ombra, milanese di famiglia borghese, dacchè cominciò a fare vita beat fu allontanato da suo padre, che gli disse -"Tu non devi più farti vedere a casa! Ormai per noi tu sei solo un'ombra!" - e Giorgio Cavalli adottò perciò lo pseudonimo Ombra. Ombra partecipò agli eventi del Movimento dagli inizi allo scioglimento. E' colui da cui poi Melchiorre Gerbino avrebbe sentito dire una delle cose che più lo hanno rallegrato nella vita. Avendolo incontrato a Milano trent'anni dopo i tempi di Mondo Beat, ed essendosi allora parlato un pò di quei tempi, Gerbino, per fare intendere ad altri che ascoltavano, a un tratto disse -"Mondo Beat voleva essere un movimento anarchico” - e Ombra disse - “Non c'é mai stato nulla di più anarchico di Mondo Beat!”
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Il 5 aprile viene alla Cava il segretario giovanile del Partito Repubblicano Italiano della Lombardia e comunica a Gerbino che il ministro di Grazia e Giustizia, che é del suo stesso partito, cui é pervenuta copia della denuncia contro la Questura di Milano, é disposto a riceverlo a Roma. Gerbino ringrazia e si riserva di concordare al più presto la data dell'incontro. Ma a Gerbino non interessa andare a Roma a farsi fotografare col ministro Oronzo Reale, perchè qui le foto gliele fanno comunque, ma gli preme di trovare un compromesso con la Questura di Milano. Perciò chiama a raccolta tutti quelli che sono nella Cava, sul marciapiede, al bar di fronte, e comunica a gran voce che sta partendo per Roma per andare a chiedere al ministro di Grazia e Giustizia la testa di un paio di funzionari della Questura di Milano. Al che partono di gran carriera Nino il Fascista e vari informatori di polizia, che a Mondo Beat non mancano mai, e passa poco che dal bar di fronte alla Cava , il gestore, Gaetano, chiama Gerbino e gli dice che c'é qualcuno al telefono che gli vuole parlare...
"Pronto?"
"Sì. Con chi parlo?"
"Sono il commissario Antonio Saccardo della Questura di Milano. Avrei piacere di conoscerla di persona, Signor Gerbino. Glielo chiedo in forma privata e amichevole."
"Il piacere é mio, dottor Saccardo."
"Passo a prenderla con l'autista?"
"Sì. L'aspetto."
Il dottor Saccardo é un bel vecchio napoletano, massiccio, dai capelli brizzolati. E' leggermente claudicante e mentre percorrono i locali della Questura, che gli sta facendo visitare, con una mano si appoggia a un bastone e con un braccio al braccio di Gerbino... Si congratula con lui per la politica intelligente che ha fatto nell'educare i giovani di Mondo Beat a essere composti nei riguardi dei poliziotti, anche quando sono fermati e arrestati, per avere fatto capire ai giovani di Mondo Beat che i poliziotti non si divertono a fare il loro lavoro... e intanto con la passeggiata sono arrivati al refettorio della Questura, dove alcuni poliziotti in borghese si stanno rifocillando: quei ragazzzi scattano all'impiedi e salutano militarmente... Il dottor Saccardo parla ora della sua vita, di quando a Napoli, da giovane avvocato, aveva assunto atteggiamenti provocatori antifascisti che gli avevano procurato un mare di guai, per tirarsi fuori dai quali, e non fare morire sua madre di crepacuore, si era dovuto arruolare volontario in polizia: e però quando era suonata l'ora della Resistenza egli vi aveva aderito subito ed era stato assegnato a una stazione radio clandestina, che non fu mai localizzata dai tedeschi, perchè trasmetteva nel cuore di Milano in uno stabile della Galleria Vittorio Emanuele, a pochi metri di distanza da dove trasmetteva la radio tedesca... Parlandogli, il dottor Saccardo assume un atteggiamento bonario, da padre a figlio, che non imbarazza Gerbino, perchè é sincero... Si lasciano che sono d'accordo su tutto, per cui Gerbino non avrebbe veramente nulla da andare a fare a Roma, dato che la Questura di Milano non diffiderà più i giovani di Mondo Beat. E per ufficializzare il nuovo corso, il dottor Saccardo e Gerbino hanno concordato per sabato 8 aprile una manifestazione pubblica di Mondo Beat, autorizzata dalla Questura.

Mondo Beat e La Contestazione. Manifestazione autorizzata dell'8.4.67 - La Questura scorta Mondo Beat
(AGI - "Il Giorno" - 9 aprile 1967)
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Mondo Beat e La Contestazione. Manifestazione autorizzata dell'8.4.67- Piazza della Scala
(AGI - "Il Giorno" - 9 aprile 1967)
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Mondo Beat e La Contestazione. Manifestazione autorizzata dell'8.4.67- Piazza Fontana
(AGI - "Il Giorno" - 9 aprile 1967)
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Mondo Beat e La Contestazione. Eros Alesi Pasticca e Melchiorre Paolo Gerbino
Manifestazione autorizzata dell'8.4.67- Corso Vittorio Emanuele
(AGI - "Il Giorno" - 9 aprile 1967)
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Mondo Beat e La Contestazione. Melchiorre Gerbino e Andrea Valcarenghi sotto il cartello
CHIEDIAMO I DIRITTI CIVILI - Manifestazione autorizzata dell'8.4.67 - Piazza del Duomo
(AGI - "Il Giorno" - 9 aprile 1967)
La lotta per l'affermazione dei diritti civili in Italia fu la pietra miliare del percorso del Movimento. Nel quarto numero di "Mondo Beat", del 15 marzo '67, Marco Maria Sigiani cita Mario Savio, leader del Free Speach Movement dell'Università di Berkeley, il quale dice: "E' molto più facile farsi consapevoli dell'oppressione degli altri - e reagire con ira - di quanto non lo sia percepire la propria... battersi per i diritti degli altri non provoca certamente il senso di consapevolezza che deriva dal ribellarsi al proprio ambiente immediato..."- e poi aggiunge Marco Maria Sigiani di suo: "Così i giovani intellettuali nostrani protestano per il Vietnam, per Siniavskij e Daniel ma non si spostano di un pollice se una liceale é costretta dall'isterismo professorale a togliersi il rimmel nel gabinetto o se il giornale d'istituto viene ridotto dalla censura a un colabrodo, lì sotto il loro naso..."- e aggiunge Melchiorre Gerbino di suo: o se la Questura di Milano diffida un pittore che vive alla periferia della città dal venire in centro, per tre anni, perchè é beat, e il pretore, poichè il pittore-beat é venuto in centro a comprare dei colori, lo condanna a un mese di carcere e ribadisce che gli é interdetto di venire in centro per tre anni!
A Mondo Beat, nell'assolvere alla doppia funzione di direttore della Rivista e di leader nelle manifestazioni pubbliche del Movimento, la condotta di Melchiorre Gerbino sarebbe stata drastica: per un verso nessuno scimmiottamento di mode letterarie americane, per altro verso nessuna adesione a fuorvianti manifestazioni comuniste pro Vietnam del Nord.

Mondo Beat e La Contestazione - L'ITALIA E' IL NOSTRO VIETNAM (AGI - "Il Giorno")
L'Italia é il nostro Vietnam era lo slogan con cui si focalizzava l'attenzione sullo stato dei diritti civili in Italia.
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Mondo Beat e La Contestazione. Manifestazione autorizzata dell'8.4.67- Il Giorno guada con simpatia al Movimento Mondo Beat
("Il Giorno" - 9 aprile 1967)
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Mondo Beat e La Contestazione. Manifestazione autorizzata dell'8.4.67- Il Corriere della Sera tratta i beats con disprezzo
("Il Corriere della Sera" - 9 aprile 1967)
Come si sarà potuto leggere in vari articoli, e in quello qui sopra riprodotto, il Corriere della Sera, con una pervicace politica di disinformazione, va sempre fornendo ai suoi lettori l'immagine dei giovani di Mondo Beat come di un'accozzaglia di sozzoni collusi in qualche modo con i maoisti.
Ora che Mondo Beat ha cessato di confrontarsi con la Questura di Milano e può alzare il tiro, il Corriere
della Sera comincerà a sperimentare i marchi a fuoco della Contestazione.
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Due immagini della redazione di Mondo Beat ai primi di aprile del 1967.
Mondo Beat e La Contestazione. Melchiorre Gerbino in una riunione di redazione
(Ag. Franco Sapi)
Melchiorre Gerbino seduto sta fumando; alla sua destra Giorgio Cavalli Ombra, che é venuto a portare un suo articolo; alla destra di Ombra l'immancabile Ercolino, sempre presente al momento delle foto e mai al momento delle manifestazioni di piazza; alla destra di Ercolino, Franco Sapi, che tiene una copia di "Mondo Beat"; alla sua destra suo figlio Ezio.
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Mondo Beat e La Contestazione. Giorgio Cavalli Ombra e Jò Tavaglione in redazione
(Ag. Franco Sapi)
Giorgio Cavalli seduto al centro; alla sua destra, che fuma, Jò Tavaglione, nell'unica foto in cui é ritratto a Mondo Beat che si sia riusciti a rintracciare. Benchè frequentasse assiduamente la redazione, Jò Tavaglione diventava irreperibile al momento delle foto, e in questo era solo secondo a Umberto Tiboni, che era presente a Mondo Beat 24 ore su 24 e mai nessun fotoreporter riuscì a cogliere con uno scatto! Alla destra di Jò Tavaglione, seduto, Roberto Antonelli. All'impiedi, da destra, Melchiorre Gerbino, Ezio e Franco Sapi
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Tra aprile e maggio del '67 quasi tutti i quotidiani e i rotocalchi italiani dedicano articoli a Mondo Beat. A seguire alcuni di essi, i cui testi sono integralmente riprodotti. Ovviamente non se ne é potuta fare copia anastatica, perchè nei quotidiani e nei rotocalchi spesso un articolo che comincia in una pagina continua in un'altra, spesso in un incastro con altri articoli e pubblicità, e perciò i testi sono stati assemblati in formati confacentesi a questa pubblicazione in Rete. Molte fotografie, pubblicate negli originali degli articoli, non lo sono qui, per non appesantire oltremodo la presente edizione.
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NOTA STORICA:
Toccò al settimanale "Grand Hotel" di citare per primo la Contestazione. Prima di allora si era scritto di "protesta" (beat generation e movimenti studenteschi americani) e di "provocazione" (provos olandesi). Nessuno troverà il termine "contestazione", in qualsivoglia scritto di qualsiasi lingua, usato in questa nuova accezione di "contestazione del sistema", prima che fosse apparso in questo articolo di "Grand Hotel" di fine aprile inizi maggio1967
Mondo Beat e La Contestazione. Grand Hotel fu la prima pubblicazione al mondo a citare la Contestazione
Non deve stupire che tra diecine di girnalisti, tra di loro firme illustri, che passarono dalla Cava, sia toccato a Dina Vallino di Grand Hotel di citare per prima il termine contestazione nell'accezione con cui venne formulato a Mondo Beat. Il settimanale Grand Hotel era famoso per le storie rosa che pubblicava, tanto che si suoleva dire, a proposito di romantiche sdolcinature, roba da "Grand Hotel"! Perciò Dina Vallino ebbe posta una conditio sine qua non da Melchiorre Gerbino: avrebbe avuto accordata l'intervista se il testo che sarebbe apparso in Grand Hotel fosse stato approvato da Mondo Beat. E fu così che centinaia di migliaia di persone non avrebbero letto di romantica protesta ma lessero di contestazione del sistema.
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Mondo Beat e La Contestazione. Eros Alesi, il Poeta di Mondo Beat
Melchiorre Gerbino conobbe sia la madre che il padre di Eros Alesi, quando ciascuno di loro venne da Roma a Milano per cercare Eros. La madre alla Cava, il padre alla Tendopoli. Manifestavano entrambi humour popolano romanesco e entrambi si divertivano un mondo a Mondo Beat.
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Dalla lettura dell'articolo che segue si capisce quanta attrazione esercitasse sui giovani cristiani un movimento non-violento come Mondo Beat
Mondo Beat. La Contestazione e il fascino che esercitava sui giovani cristiani
Quindici anni dopo i tempi di Mondo Beat, Melchiorre Gerbino viveva in Costa d'Avorio, dove conobbe Marisa Coppa, che gli parlò di Angelo Bianco, un giovane missionario comboniano ligure che aveva sostenuto all'università di Abidjan una brillante tesi di laurea sulla civiltà dei Koulango. Marisa Coppa descriveva Angelo Bianco come un tipo incredibilmente originale, che faceva venire suo padre dalla Liguria, perchè lo aiutasse a scavare pozzi di acqua potabile nella sua missione, e che tra una fatica e l'altra si riposava viaggiando per la Costa d'Avorio in compagnia di una suora irlandese così bella che gli uomini si giravano per strada a guardarla.
Angelo Bianco operava nella missione cattolica di Bondoukou, città all'interno della Costa d'Avorio, ai confini col Ghana, dove Gerbino si recò. Quando incontrò Angelo Bianco e si presentò, questi esclamò - "Ah! Sei Gerbino!... Io sono stato un ragazzo di Mondo Beat".
Gerbinosi fermò due settimane, ospite di Angelo Bianco, in un'area di Africa Nera profonda. Lo osservò fare il suo lavoro di missionario. Era rimasto simpatico e indomito come un vero ragazzo di Mondo Beat.
Qualche anno dopo, a Trieste, Gerbino rincontrò Marisa Coppa, che gli disse che Angelo Bianco era morto di febbre gialla nella sua missione. Gli diede una sua foto, che viene pubblicata nella prefazione al quinto numero di "Mondo Beat".
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Mondo Beat e La Contestazione. Gunilla Unger e Melchiorre Gerbino banalizzati da Mario Zoppelli
("Il Giorno" – Aprile 1967)
Mario Zoppelli serviva il potere, cosa non rara tra i giornalisti italiani. Per fare carriera correva veloce, forse talvolta facendo passi più lunghi delle gambe. Quando ebbe creduto di avere raggiunto la poltrona di direttore di un settimanale, venne a mancare improvvisamente.
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Alla lettura delle dichiarazioni del preside del Liceo Parini, il liceo più carismatico d'Italia, riportate nell'articolo de "Il Giorno", che segue, si coglie tutta la pochezza intellettuale e la spocchiosità della classe di professori che insegnava nelle secondarie, prima che fossero investiti dalla Contestazione. Quello che dice qui il preside Daniele Mattalia (che fece gesti irriferibili dal portello della facciata del Liceo Parini quando i 6 di Mondo Beat contestammo la scuola italiana) per idiozia si potrebbe mettere in bocca a uno di quei due personaggi che Pozzo porta a spasso in "Aspettando Godot" (l'altro, quello che non é impegnato da Livio Cafici del Canelupo).
Mondo Beat e La Contestazione. "La Zanzara" censurata dal preside/ Il direttore di "Oggi" ubbidisce alle consegne del Gruppo Crespi
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Mondo Beat e La Contestazione. "Epoca"
Giorgio Contini, sardo, fu una delle colonne di Mondo Beat. Era preposto alla direzione dello scantinato della Cava, di cui curava il guardaroba, luogo dove chiunque poteva avere custodite le proprie cose senza dovere esibire documenti nè pagare. Giorgio Contini controllava altresì che nessuno assumesse stupefacenti o commettesse furti e violenze nello scantinato. Il vero pericolo che si correva a Mondo Beat non era che i giovani che frequentavano la Cava potessero commettere illegalità, ma che nella Cava potessero essere create artificiosamente situazioni di illegalità da agenti segreti e delatori di polizia, da cui ovviamente eravamo infiltrati. La forza di Mondo Beat, quella di non chiedere mai a nessuno di identificarsi e di dire sempre di sì alle richieste di collaborazione che veniveno avanzate, era anche la sua debolezza: ma a Mondo Beat non si voleva conseguire il potere, lo si voleva contestare. Giorgio Contini ebbe carisma e sesto senso tali da impedire che nella Cava avvenisse qualcosa di drammatico.
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Mondo Beat e La Contestazione. Camilla Cederna ("L'Espresso")
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Mondo Beat e La Contestazione. Telesio Malaspina ("L'Espresso")
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Mondo Beat e La Contestazione. Testo di prosa fascista de "Lo Specchio"
Mondo Beat e La Contestazione. Foto e didascalie che corredavano il testo de "Lo Specchio"
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Da domenica 9 aprile 1967, giorno seguente alla manifestazione di Mondo Beat autorizzata dalla Questura di Milano, qualcosa di profondo va cambiando nel Movimento, che va ingrossando come un fiume in piena. Più si va spargendo la notizia che Milano é città aperta ai
beats e più giovani vanno arrivando da ogni dove, e tra essi numerosi viaggiatori di diverse nazionalità, e già verso il 12/13 non riusciamo più ad accoglierli tutti nella Cava. Molti bivaccano con gli zaini sul marciapiede, altri al bar di fronte e sul marciapiede del bar, tra centinaia di curiosi che intasano permanentemente via Vicenza e ne rallentano il traffico automobilistico, quando non lo paralizzano. Ora che non si corrono più rischi con la polizia, nella Cava si affannano a tenere discorsi tipi estranei alla Contestazione, che non la vivono e non la capiscono, pseudo intellettuali che scimmiottano mode americane o buddiste, gente che non dà respiro fin tanto che non si promette di pubblicare su "Mondo Beat" qualcuna delle cazzate che scrivono. E ad aggravare la crisi arriva dalla Sardegna l'avvocato Contini, padre di Giorgio, che sui giornali ha visto le foto di suo figlio e viene a riprenderselo: e alla direzione dello scantinato della Cava non c' é nessuno che per intelligenza e abnegazione possa sostituirlo, e la sua mancanza si fa sentire proprio nel momento in cui più che mai sarebbe necessaria la sua presenza, perchè nella Cava si vanno infiltrando ora tutta sorta di delatori di polizia e di spie...
In questi giorni di confusione Umberto Tiboni e Melchiorre Gerbino si consulano spesso sul da farsi. Finchè non viene loro l'idea di creare un campeggio da qualche parte, alla periferia di Milano. Per trovare un terreno da affittare danno incarico urgente a Dante Palla, che dei campi intorno a Milano conosce ogni cane che abbaia.
Intanto negli stessi giorni Gerbino é impegnato in incontri con vari segretari giovanili di partiti politici, che corteggiano Mondo Beat, incontri di pura cortesia che finiscono tutti invariabilmente con le sue dispiacenze di non potere collaborare. Gerbino incontra pure Achille Mauri, direttore delle Messaggerie Italiane, che gli propone una tiratura di 150.000 copie di "Mondo Beat", spese di stampa e di distribuzione a carico
delle Messaggerie, incasso interamente di Mondo Beat, se gli si concedono all'interno della Rivista quattro pagine per la pubblicità. Melchiorre Gerbino declina l'offerta, per preservare l'immagine e l'indipendenza della testata, che é oltre tutto in attivo. Ed é grazie a questo attivo che il 15 aprile Umberto Tiboni paga 175.000 lire a saldo di tre mesi di affitto anticipato della Cava e consegna l'assegno alla Tecnografica Milanese per il pagamento anticipato delle 8.000 copie di un nuovo numero di "Mondo Beat", il quinto.
Il 18 aprile passa a salutarci Willy Augerau, che aveva tentato scalzo e con la chitarra a tracolla di scappare dalla Questura. Ha appena finito di scontare un mese di carcere a San Vittore e ora viene rimpatriato con un volo Milano-Parigi dai poliziotti, due dei quali lo attendono all'entrata della Cava. Saranno quelli come lui che porteranno la fiaccola della Contestazione da Milano a Parigi.
Il 20 aprile arriva la buona nuova: Dante Palla crede di avere individuato un terreno adatto per il campeggio. Ci si arriva col tram 24 scendendo al capolinea Vigentino e camminando 10 minuti a piedi. Lo andiamo subito a vedere. Lo spiazzo é ideale perchè ampio abbastanza da potere accogliere 200 tende. Da un lato é delimitato dalle mura di una fabbrica, al lato opposto da una fila di alberi e dal ruscello Vettabbia, in direzione della strada confina con l'ampio piazzale di un rifornimento di benzina, nella direzione opposta sconfina a perdita d'occhio nei campi... Il prezzo pattuito da Dante Palla, per quattro mesi di affitto da pagare anticipati, é di 140.000 lire. Decidiamo di prenderlo. Poichè su Gerbino grava la responsabilità della testata di "Mondo Beat" e su Tiboni quella dell'esercizio della Cava, faremo intestare il contratto di affitto a Enrico Boetti Briciola, un pittore che da qualche tempo bazzica la Cava.
Il 23 aprile Umberto Tiboni, Enrico Boetti Briciola, Dante Palla e Melchiorre Gerbino si presentano alla cascina di un contadino anziano e corpulento, che li attende con i suoi due figli. Gerbino va al sodo e conta sul tavolo 140.000 lire in banconote. Dice che si é dei boy-scout che ci si vuole al pù presto accampare e che il terreno va bene, ma che manca un accesso ad esso, che non può essere aperto tra le siepi che delimitano il terreno dal piazzale del rifornimento di benzina. Il contadino dice che non ci sono problemi: darà passo su una striscia dei suoi campi. Stipuliamo allora il contratto, con validità 1 maggio - 31 agosto 1967. Nasce così la Tendopoli di Mondo Beat, che da il Corriere della Sera verrà battezzata Nuova Barbonia, con nostro stesso gradimento.
Il 25 aprile, giorno delle celebrazioni della Resistenza al nazi-fascismo, in Piazza del Duomo scoppiano
buffi tafferugli tra vecchi partigiani, con medaglie e stendardi, e capelloni con chitarre e sbarbine, i quali ultimi, forse insultati da qualche "Barbùn, va a laurà!" contestano i partigiani.
Gerbino non ero a Piazza del Duomo quando vi scoppiò l'incidente e non sa di preciso cosa sia successo, ma certamente il fatto é spiacevole, anche se queste adunate partigiane sono spesso sceneggiate che servono da nobile facciata a un sistema politico ignobile, quale é quello italiano.
Il 27 mattina il furgone della Tecnografica Milanese viene a scaricare alla Cava le 8.000 copie del nuovo numero di "Mondo Beat".