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 Eros Alesi 'Pasticca', il ragazzo più popolare del Movimento Mondo Beat e il suo Poeta
Eros Alesi Pasticca.


Note su Eros Alesi, la sua famiglia, i suoi amici


Premessa a MONDO BEAT N. 3

Questo quinto numero della rivista avrebbe segnato la fine della collaborazione di Onda Verde con Mondo Beat, nessuno di quelli di Onda Verde avendo presentato articoli per la pubblicazione. Non ci furono polemiche, ma il loro distacco dal Movimento, e l'estinzione del loro gruppo, che ne sarebbe conseguita, sarebbero state dolorose. Giovani all'ultimo anno di liceo, impegnati a prepararsi all'esame di maturità, non avendo partecipato agli eventi della nascita della Contestazione, non si sarebbero più resi conto di quanto stesse succedendo e si sarebbero estraniati dal Movimento.

Ora, venendo a questo quinto numero della rivista, va detto che il giorno della sua pubblicazione segna una data fatidica, a causa dell'articolo pubblicato in copertina, con cui Mondo Beat attaccava frontalmente il Corriere della Sera.

Nella foto, Eros Alesi, che regge il cartello LA LEGGE È UGUALE PER TUTTI?, è in prima fila, l'ultimo a sinistra,
L'attacco frontale di Melchiorre Gerbino al Corriere della Sera.
Nella foto di questa copertina Eros Alesi, che regge il cartello LA LEGGE È UGUALE PER TUTTI?, è in prima fila, l'ultimo a sinistra.

La ragione per cui Mondo Beat avrebbe attaccato il Corriere della Sera
L'attacco al Corriere della Sera fu portato perché questo quotidiano conduceva una campagna subdola contro il Movimento Mondo Beat

L'attacco al Corriere della Sera fu portato perché questo quotidiano aveva da sempre condotto una campagna subdola contro il Movimento Mondo Beat. E difatti in tutti i titoli e didascalie sopra riprodotti, e nei corrispondenti articoli, ci sarebbe stata sistematica disinformazione a mostrare eventi e personaggi di Mondo Beat sotto cattiva luce.
Mondo Beat, finché aveva dovuto confrontarsi con la Questura di Milano, aveva dovuto impegnare tutte le sue risorse per la sopravvivenza del Movimento, ma da quando non avrebbe più dovuto farlo, e avrebbe potuto alzare il tiro, avrebbe impartito al Corriere della Sera delle lezioni stile Contestazione. E non è esagerato affermare che questo articolo sia stato l'inizio di un terremoto che avrebbe finito per devastare i media di regime.
Negli Anni 60 ci fu uno spietato confronto intellettuale tra generazioni e la vecchia intellighenzia italiana, che era provinciale, sarebbe finita in un disastro, per l'incapacità che avrebbe mostrato nel fronteggiare la nuova, che era cosmopolita. Facciamo dunque qualche passo indietro nella storia per spiegare che tipo di persone erano intrinseche alla vecchia intellighenzia italiana.
Alla fine della Seconda Guerra Mondiale i mafiosi siciliani che erano riusciti a rifugiarsi negli Stati Uniti furono accolti di nuovo in Sicilia, dove altrimenti la Mafia era stata sradicata dal Fascismo, e questo ritorno sarebbe avvenuto per l'acquiescenza del papa Pio XII, che voleva che il progresso in Sicilia fosse rallentato.
Successivamente la Chiesa, prima in Sicilia, poi in tutta l'Italia meridionale, avrebbe selezionato politici, magistrati, commissari di polizia e altri funzionari per metterli al suo servizio, con l'obiettivo di frenare il progresso nell'Italia meridionale. Infine, non pochi di questi funzionari sarebbero stati trasferiti nel nord Italia, per rallentare il progresso anche in quella parte del Paese.
Perché tanto sabotaggio del progresso da parte del Vaticano?
Perché il Vaticano un giorno morirà di progresso e ne è consapevole e perciò cerca di allontanare quel giorno il più possibile. Chi si rende conto di questo può capire la politica vaticana nell'era moderna, ovunque e comunque.
Perché il Vaticano non selezionò funzionari dell'Italia del nord, da mettere al suo servizio, e invece ve li fece trasferire dal sud del Paese?
Intanto lo fece perché nel nord Italia era quasi impossibile trovare un giovane avvocato che si arruolasse in polizia come commissario, mentre nell'Italia del sud, a causa di situazioni economiche precarie, centinaia di giovani avvocati sarebbero stati lieti di accettare tale lavoro. Inoltre, e considerare questo aspetto è di grande importanza, un giovane avvocato del nord Italia, che avesse servito come commissario di polizia, non avrebbe fatto facilmente un lavoro sporco su richiesta del Vaticano, mentre una buona parte dei commissari di polizia del sud, trasferiti al nord, sì, lo avrebbero fatto. Questo perché il nord Italia era abitato da persone più sviluppate di quelle del sud e non solo economicamente, ma anche come coscienza, essendo le due condizioni corrispondenti. Infine, non ci sarebbe stato bisogno che il Vaticano ordinasse ai funzionari trasferiti dal sud al nord di rallentare il progresso, perché lo avrebbero fatto essi stessi a conseguenza dell'educazione che avevano ricevuto. Ci vuole tempo perché individui che si sono formati in aree depresse, una volta che si trovino a operare in aree emancipate vi si integrino pienamente e in questo tempo in qualche modo il progresso sarà da essi rallentato, certamente non accelerato.
Dico tutto questo senza sentimenti razzisti, dato che sono siciliano.
E per concludere con queste riflessioni sulla politica vaticana, la sua attuale politica (2021) è perfettamente in linea con quanto detto finora. Il Vaticano sabota il progresso nei paesi in via di sviluppo con popolazione cattolica (come ha fatto spietatamente in Venezuela e Zimbabwe) mentre promuove l'esodo di individui sottosviluppati verso aree sviluppate, come sta facendo con africani primitivi verso l'Europa e massimamente verso l'Italia, dove il Vaticano stesso ha sede.
E però, se è vero che così facendo il Vaticano rallenterà il progresso, per altro verso, quando imprevedibili eventi epocali occorreranno, il Vaticano non sarà preparato a fronteggiarli, perché non disporrà di una intelligentsia ma di un'accozzaglia di gente di poca valenza. E in questa incapacità di fronteggiare il nuovo si sarebbe venuto a trovare il Vaticano nello scontro con la Contestazione.
E difatti parte consistente dei giornalisti che formavano la redazione del Corriere della Sera, Corriere d'informazione e La Notte, i 3 quotidiani che si sarebbero confrontati con la Contestazione, erano individui provenienti da aree sottosviluppate dell'Italia meridionale. Certo, sapevano scrivere in un italiano fiorito, ma la loro dimensione intellettuale era quella di provinciali dell'Italia meridionale, la loro dimensione esistenziale era di individui sessualmente non pienamente soddisfatti. Non potevano essere sereni nell'affrontare Mondo Beat e la rivoluzione sessuale che innescava, e difatti il ​​loro comportamento sarebbe stato da individui sessualmente frustrati. Con il pretesto di promuovere moralità, si sarebbero lasciati andare in una campagna furiosa contro Mondo Beat, giorno dopo giorno senza alcuna strategia, senza che si rendessero conto di finire nel grottesco, mentre molti dei loro lettori se ne sarebbero resi conto.
C'erano anche giornalisti dell'Italia del nord nella redazione di quei 3 giornali, ma erano quasi tutti figli di papà, che avevano ottenuto il lavoro senza merito. Essi di solito cercavano di catturare farfalle e avrebbero continuato a farlo nel mezzo di un terremoto devastante.


"MONDO BEAT N.3" (quinto della serie)
- del 30 aprile 1967 - tiratura copie 8.000 -

Il quinto numero della rivista Mondo Beat - Tiratura copie 8.000 - Datato 30 aprile 1967   Il quinto numero della rivista Mondo Beat - Tiratura copie 8.000 - Datato 30 aprile 1967   Il quinto numero della rivista Mondo Beat - Tiratura copie 8.000 - Datato 30 aprile 1967   Il quinto numero della rivista Mondo Beat - Tiratura copie 8.000 - Datato 30 aprile 1967   Il quinto numero della rivista Mondo Beat - Tiratura copie 8.000 - Datato 30 aprile 1967   Il quinto numero della rivista Mondo Beat - Tiratura copie 8.000 - Datato 30 aprile 1967

Il quinto numero della rivista Mondo Beat - Tiratura copie 8.000 - Datato 30 aprile 1967   Il quinto numero della rivista Mondo Beat - Tiratura copie 8.000 - Datato 30 aprile 1967   Il quinto numero della rivista Mondo Beat - Tiratura copie 8.000 - Datato 30 aprile 1967   Il quinto numero della rivista Mondo Beat - Tiratura copie 8.000 - Datato 30 aprile 1967   Il quinto numero della rivista Mondo Beat - Tiratura copie 8.000 - Datato 30 aprile 1967   Il quinto numero della rivista Mondo Beat - Tiratura copie 8.000 - Datato 30 aprile 1967

Commenti:

pagina 1 -
Al Corriere della Sera un siffatto attacco non se lo sarebbero aspettato. E copie di questo numero, vendute a migliaia per le vie di Milano, se le sarebbero trovate sbattute sotto il naso a ogni piè sospinto. Al Corriere della Sera erano abituati a essere ossequiati quali giornalisti de il più autorevole quotidiano italiano e sarebbero stati accecati dall'ira. E vedremo quali i loro contrattacchi e quali ancora quelli di Mondo Beat e quali le conseguenze.

pagina 2 -
SI DICE: I GIOVANI DI OGGI SONO GLI ACCADEMICI CONSERVATORI DI DOMANI, di Paolo Viganò.
La stupida polemica di Paolo Viganò, che non capiva cosa stesse succedendo con la Contestazione e sospingeva un vecchio verso la tomba invece di accattivarlo tra i giovani.

pagina 3 -
LA GUERRA, LA GUERRA E SEMPRE LA GUERRA di Renzo Freschi.
Renzo Freschi, sempre ansioso di pubblicare, si affannava a scrivere anche quando non aveva nulla di originale da dire.

pagina 4 -
Scritti di 3 collaboratori esterni della rivista Mondo Beat.

pagina 5 -
Un altro collaboratore esterno della rivista Mondo Beat.
Costui si chiamava Giuseppe Franzosi. Egli aveva cominciato col piazzarsi vicino all'entrata della Cava, ora a un lato di essa ora all’altro, ma non tanto vicino all'entrata da intralciare il traffico, e durante una settimana aveva parlato ininterrottamente di tutto, da solo o con altri. La seconda settimana aveva continuato così nel pianterreno della Cava. La terza settimana, prima che fosse sceso nello scantinato, sarebbe stato accolto tra i collaboratori esterni della rivista Mondo Beat e pertanto rassicurato di avere pubblicato un articolo in ogni numero della rivista, ma al tempo stesso intimato di non permanere fisicamente nella Cava per nessun motivo.
A dirlo con una espressione cristiana, Melchiorre Gerbino a Mondo Beat avrebbe portato la croce dei collaboratori esterni. Dovrebbe essere ammirato, se non per altro, per la sopportazione da santo di cui avrebbe dato prova.

pagina 6 -
I BEATALIANI, di Livio Cafici, altro collaboratore esterno della rivista Mondo Beat, quello la cui madre tedesca aveva avvelenato il canelupo.
E qui vale la pena fare una digressione sul papa Pio XII, al secolo il romano Eugenio Pacelli, che convisse alcuni decenni con Suor Pasqualina, al secolo la bavarese Josephine Lehnert.
Per come Josephine si sarebbe invaghita di Eugenio, la di lui aureola di latin lover avrebbe ispirato migliaia di femmine tedesche, massimamente cattoliche bavaresi, a concedersi a maschi italiani, donde le ricadute fin nelle pagine di Mondo Beat.

Pensa che dovevano fare questi due 
ogni volta per svestirsi e rivestirsi
Eugenio Pacelli e Josephine Lehnert.


pagina 7 -
CORDUSIO, di Ombra (Giorgio Cavalli).
La descrizione dei giorni in cui i beats s'incontravano nei sottopassaggi della stazione di metropolitana Cordusio, prima dell'apertura della Cava.
Giorgio Cavalli Ombra fu dei giovani di Mondo Beat uno dei più attivi e famosi.
Trent'anni dopo i tempi di Mondo Beat, Melchiorre Gerbino lo avrebbe rincontrato a Milano. In quell'occasione essi avrebbero parlato un po' dei vecchi tempi e Melchiorre Gerbino, per fare intendere a gente che li ascoltava, avrebbe detto che Mondo Beat aveva voluto essere un movimento anarchico. Al che Ombra avrebbe detto: "Non c'è mai stato nulla di più anarchico di Mondo Beat" e questo sarebbe stato uno dei complimenti più sentiti che Melchiorre Gerbino avrebbe ricevuto nella sua vita, data la responsabilità che egli aveva avuto a Mondo Beat.
Qui Ombra quando venne alla Cava a consegnare questo suo articolo "Cordusio".

pagina 8 -
FUORI di René Vento.
René, un trentenne impegnato per l’affermazione dei diritti civili degli omosessuali (come ho già specificato, il termine "gay" non era ancora in uso ai tempi di Mondo Beat), conviveva con un ragazzo scappato di casa, di cognome Vento: donde lo pseudonimo René Vento.
In questo scritto René s'immedesimava nella storia di Vento, che a termine della sua fuga da casa era arrivato alla Cava, e la descriveva in prima persona, come fosse stato egli stesso il protagonista.

pagina 9
Continuazione dell'articolo FUORI, di René Vento.

Nota. Nel 1971, cioè quattro anni dopo la pubblicazione di FUORI in Mondo Beat, fu fondata un'associazione di omosessuali denominata F.U.O.R.I. e una omonima rivista (Fuori!). Le lettere che componevano la dicitura F.U.O.R.I. stavano a significare rispettivamente Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano. A capire come mai questi omosessuali fossero ricorsi a tanta farraginosa dicitura per dire che lo prendevano nel didietro, bisogna sapere che Fernanda Pivano l'aveva suggerita loro, per confondere la memoria di Mondo Beat e farne sciacallaggio.

Storia del Partito Radicale - Guido Aghina e Claudio Jaccarino - Gammalibri - pagina 67
Le macchinazioni di Fernanda Pivano per confondere la memoria di Mondo Beat e farne sciacallaggio.

Già dopo lo scioglimento del Movimento Mondo Beat e la partenza di Melchiore Gerbino da Milano, Fernanda Pivano avrebbe tempestivamente creato tra i giovanissimi delle scuole medie tanti gruppi denominati "Mondo Bit"(!), ovviamente con il placet del Vaticano, che nei governi italiani che si sono susseguiti dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ha sempre preteso e ottenuto il controllo del ministero della Pubblica Istruzione.
Ma Melchiorre Gerbino gliel'avrebbe fatta pagare cara a Fernanda Pivano. Nella notte di Capodanno del 2007, quando costei celebrava la sua imminente elezione a senatrice a vita, Melchiorre Gerbino le avrebbe assestato un calcio negli stinchi che le avrebbe precluso l'entrata nel Senato (Fernanda Pivano senatrice a vita - Lettera aperta al Presidente della Repubblica Italiana).

E per dirla tutta su Fernanda Pivano, quando costei sarebbe morta, il Vaticano avrebbe mobilitato per le esequie il prete Andrea Gallo, che faceva lo stesso lavoro sporco che Fernanda Pivano aveva fatto: invogliare la gente a votare per partiti politici finti progressisti, in realtà gestiti da CIA (Rivoluzione Civile Ingroia) e Confindustria (Rifondazione Comunista)

Andrea Gallo e Fernanda Pivano, che invogliavano a votare per partiti finti progressisti, inrealtà gestiti da CIA e Confindustria
Andrea Gallo e Fernanda Pivano.

E al pronunciare l'omelia, questo sfrontato delinquente Andrea Gallo avrebbe avuto tanta faccia tosta da chiamare la cagna idrofoba Fernanda Pivano "Signora Libertà" e "Signora Anarchia".

pagina 10 -
POESIE di Tella (Tella Ferrari) e di Claudio Pitschen.

pagina 11 -
I BEATS E L'ARTE di Sandro Maler.

pagina 12 -
Copia dell'esposto-denuncia presentato da Mondo Beat contro la Questura di Milano.
Il documento, corredato da dettagliate denunce di vessazioni e violenze che giovani di Mondo Beat avevano subito da agenti della Questura di Milano, era stato preparato dagli avvocati Alessandro Garlatti e Carlo Invernizzi e sottoscritto da interessati e testimoni.

Nota.
Tutti i cliché fotografici pubblicati in questo numero furono incettati da Melchiorre Gerbino nel cassone di quelli già stampati dal quotidiano L’Unità.
Le 8.000 copie di questo numero, datato 30 aprile 1967, ci furono consegnate dalla Tecnografica Milanese il 27.



Storia di Mondo Beat. Capitolo 12