Home Page
Italiano      English      Español      Français


Vittorio Di Russo                    Giuseppe Pinelli
Vittorio Di Russo                                Giuseppe Pino Pinelli
      Fondatore di "Mondo Beat"                  Fiduciario "Sacco e Vanzetti"


Vittorio Di Russo portò la fiaccola dell’incendio da Amsterdam a Milano e Giuseppe Pinelli la rinfocolò


Premessa:
Nella seconda metà degli Anni 60 non era certo eccezionale stampare scritti a ciclostile e propagarli. Ne circolava parecchio di materiale stampato a ciclostile e distribuito gratis da organizzazioni giovanili di partiti politici, ed era materiale stampato meglio di quanto non sia stato il primo numero della rivista Mondo Beat. La vendita di questo numero, anche se a rilento, ebbe però successo, perché originali erano le idee che vi venivano espresse e sempre più grande si faceva l’interesse di sapere chi fossero quelli che le esprimevano, giovani che vivevano una dimensione sessuale libertaria e inscenavano manifestazioni pubbliche che venivano riportate sulle prime pagine dei quotidiani, come sarebbe stata la Manifestazione delle Manette.

Nota:
Le 14 pagine del menabò di questo primo numero della rivista Mondo Beat furono battute a macchina da Melchiorre Gerbino su matrici di ciclostile. Era la prima volta che con la sua "Olivetti 22" batteva su matrici di ciclostile e avrebbe esagerato con la battitura, purtroppo causando sulle matrici lacerazioni da cui sarebbe scorso inchiostro. Delle 1.000 copie che si sarebbe voluto stampare, ne sarebbero risultate leggibili 860 e tante ne sarebbero state messe in circolazione.
Come già descritto, con l’assistenza di Giuseppe Pinelli il numero fu stampato con un ciclostile a manovella nella sezione anarchica Sacco e Vanzetti di Milano. Alla stampa concorsero Gunilla Unger, Carmen Russo, Giuseppe Pinelli, Umberto Tiboni, Gennaro De Miranda e Melchiorre Gerbino. La Sacco e Vanzetti offrì a Mondo Beat la carta per la stampa. Melchiorre Gerbino insistette per pagare il tubo d'inchiostro usato per la stampa e lasciò Lire 5.000 alla cassa della Sacco e Vanzetti.


"MONDO BEAT Numero Unico" (primo della serie)
- del 15 novembre 1966 - tiratura copie 860 -


Mondo Beat Numero Unico (primo della serie) pag. 1 - copia anastatica
Un articolo di fondo richiesto a Fernanda Pivano, a causa delle insulsaggini che costei vi aveva scritto, fu cestinato da Melchiorre Gerbino, che ne pubblicò uno suo

La grafica della testata "Mondo Beat" fu ideata da Enea, un ragazzo diciassettenne milanese, e da lui stesso tracciata con uno spillo su una matrice di ciclostile.

Melchiorre Paolo Gerbino concepì la dicitura sotto la testata e scrisse l’articolo di fondo
_____________________________________________________________________________

Mondo Beat Numero Unico (primo della serie) pag. 2 - copia anastatica
Edoardo fu il primo a scrivere che ne aveva le palle piene dei letterati italiani dell'epoca

M.P.G. è Melchiorre Paolo Gerbino -

NON POETICHE MA POETI di Edoardo, un collega di Gerbino all’Alitalia.
_____________________________________________________________________________

Premessa sull'articolo "Fenomeno Beat" riprodotto a seguire:
Renzo Freschi, che l'ha scritto, era uno studente liceale milanese, di quelli che avrebbero voluto frequentare assiduamente il salotto letterario di Fernanda Pivano, ma che da costei, che non li aveva trovati confacenti ai suoi scopi editoriali, venivano discretamente consigliati di rivolgersi a Mondo Beat per pubblicare i loro scritti.
Quello che Renzo Freschi scriveva nell'articolo "Fenomeno Beat" era quasi integralmente copiato da scritti di Fernanda Pivano, cui allora i media di regime accordavano grande risalto, perché quanto Fernanda Pivano scriveva era elusivo della realtà italiana e rendeva i provinciali italiani ancora più confusi di quanto già non fossero. E difatti Renzo Freschi era un ragazzotto confuso, e tale sarebbe rimasto fino a quando nella rivista Mondo Beat non sarebbero stati pubblicati gli articoli di Antonio Pilati e di Marco Maria Sigiani, articoli focalizzati con grande lucidità sulla situazione sociale italiana e particolarmente su quella scolastica. Allora Renzo Freschi, e tanti altri che erano stati confusi come lui dall'assordante campagna mediatica sulla beat generation, si sarebbero finalmente resi conto della vera situazione in cui versava la loro generazione, che era più giovane e ben diversa di quella della beat generation, e si sarebbero orientati verso il Free Speech Movement e Mario Savio. Ma, per quanto riguarda Renzo Freschi, la sua attitudine non sarebbe stata mai sincera fino in fondo, tutto preso com'era a volersi affermare economicamente. Tanto che, subito dopo i tempi di Mondo Beat, quando ebbe intrapreso la lucrativa attività di mercante d'arte orientale, egli avrebbe avuto uno sdegnoso rigetto della sua parte nella storia di Mondo Beat, al punto che avrebbe dato alle fiamme tutta la documentazione che ne aveva raccolto che lo riguardava. E però, nella senilità, ormai pago di benessere materiale, essendosi reso conto di come dopo la sua morte di lui non sarebbe rimasta memoria per i pupi di terracotta che aveva venduto, Renzo Freschi si sarebbe ricordato di Mondo Beat, perché grazie alla storia di Mondo Beat avrebbe potuto essere ricordato. E allora sarebbe venuto interamente alla luce il lato non sincero della personalità di Renzo Freschi, perché egli, con l'intento di lasciare memoria di sé, si sarebbe adoperato a stravolgere la storia di Mondo Beat in Wikipedia e in Facebook, per ritagliarsi una parte nobile, che non ha avuto, quella di uno dei fondatori di Mondo Beat (per saperne di più sull'argomento)

Mondo Beat Numero Unico (primo della serie) pag. 3 - copia anastatica
Renzo Freschi, milanese, diciassettenne, figlio di un ferroviere, frequentava il liceo

FENOMENO BEAT di Renzo Freschi (continua)
_____________________________________________________________________________

Mondo Beat Numero Unico (primo della serie) pag. 4 - copia anastatica
Renzo Freschi dopo il liceo avrebbe intrapreso un viaggio verso l'Oriente, si sarebbe interessato di arte orientale e ne sarebbe diventato mercante

FENOMENO BEAT di Renzo Freschi (continua)
_____________________________________________________________________________

Mondo Bea Numero Unico (primo della serie) pag. 5 - copia anastatica
Ivo della Savia, al tempo della pubblicazione di questo suo articola, aveva già vissuto più di un anno in clandestinità

FENOMENO BEAT di Renzo Freschi (fine) -

PERCHÉ MI RIFIUTO DI DIVENTARE SOLDATO di Ivo della Savia (continua)
Ivo della Savia era un anarchico provo della "Sacco e Vanzetti", renitente al servizio militare obbligatorio. Viveva in clandestinità, nascosto dagli anarchici.
Ivo della Savia è stato il primo giovane italiano che si è rifiutato di fare, per motivi ideologici, il servizio militare obbligatorio. Prima del suo caso, ce n'erano stati alcuni per motivi religiosi, di giovani Testimoni di Geova.
_____________________________________________________________________________

Mondo Beat Numero Unico (primo della serie) pag. 6 - copia anastatica
Ai tempi di Mondo Beat la sezione Sacco e Vanzetti di Milano era un riferimento importante dell'Internazionale Anarchica

PERCHÉ MI RIFIUTO DI DIVENTARE SOLDATO di Ivo della Savia (continua)
_____________________________________________________________________________

Mondo Beat Numero Unico (primo della serie) pag. 7 - copia anastatica
Pino Pinelli e Pinky Gallieri erano il riferimento dei giovani provos della Sacco e Vanzetti, i quali erano tutti milanesi, studenti delle secondarie

PERCHÉ MI RIFIUTO DI DIVENTARE SOLDATO di Ivo della Savia (fine)

VARIA
_____________________________________________________________________________

Mondo Beat Numero Unico (primo della serie) pag. 8 - copia anastatica
Ho Huu Tuong, intellettuale vietnamita, marxista, ateo, s'era trovato a vivere durante la guerra in Vietnam con monaci buddisti

I BUDDISTI E LA GUERRA - LETTERA DI UN RISUSCITATO A JEAN-PAUL SARTRE di Ho Huu Tuong (continua)
L'interessante scritto di un intellettuale vietnamita che, rivolgendosi idealmente a Jean-Paul Sartre, descriveva la sua condizione personale durante la Guerra del Vietnam.
(traduzione dal francese di Melchiorre Gerbino)
_____________________________________________________________________________

Mondo Beat Numero Unico (primo della serie) pag. 9 - copia anastatica
Jean-Paul Sartre, Bertrand Russell, Wilhelm Reich, erano intellettuali di riferimento dei movimenti di rivolta giovanile nonviolenta degli Anni 60

I BUDDISTI E LA GUERRA - LETTERA DI UN RISUSCITATO A JEAN-PAUL SARTRE di Ho Huu Tuong (fine)
_____________________________________________________________________________

Mondo Beat Numero Unico (primo della serie) pag. 10 - copia anastatica
Renzo Freschi si affannava a scrivere e faceva pressioni per pubblicare

OMBRE AL SOLE di Renzo Freschi.
_____________________________________________________________________________

Mondo Beat Numero Unico (primo della serie) pag. 11 - copia anastatica
Articolo dello scenografo Poppi Ranchetti

MILANO BEAT di Poppi.
Poppi è Poppi Ranchetti, scenografo, che frequentò Mondo Beat agli inizi.

VARIA
_____________________________________________________________________________

Mondo Beat Numero Unico (primo della serie) pag. 12 - copia anastatica
Cina era amico di Vittorio Di Russo. I due si erano conosciuti, prima di Mondo Beat, da qualche parte in Europa; poi si erano rincontrati a Milano

ANIME PRATICHE e RESTIAMO NEL NOSTRO MONDO di Cina
Di Cina non si conosceva nome e cognome. Veniva chiamato Cina perché aveva i tratti del viso vagamente di somatica mongolica. Amico di Vittorio Di Russo, frequentò Mondo Beat agli esordi, poi, quando Vittorio Di Russo scomparve dalla scena, sarebbe scomparso anche lui.
_____________________________________________________________________________

Mondo Beat Numero Unico (primo della serie) pag. 13 - copia anastatica
Gennaro De Miranda fu tra quelli che parteciparono alla stampa del primo numero della rivista Mondo Beat

IL PRESIDE TARDO MENTALE di Gennaro De Miranda
Gennaro De Miranda, 34 anni, napoletano, da alcuni anni stava vivendo tra Genova e Milano. Era il redattore più anziano della rivista Mondo Beat. Si interessava particolarmente di buddismo.

IL SIGNOR TODISCO E L’AMORE di Melchiorre Paolo Gerbino (continua)
_____________________________________________________________________________

Mondo Beat Numero Unico (primo della serie) pag. 14 - copia anastatica
IL SIGNOR DI TOSCO E LA GUERRA è l'unico scritto di Vittorio Di Russo pubblicato nella rivista Mondo Beat

IL SIGNOR TODISCO E L'AMORE e IL SIGNOR DI TOSCO E LA GUERRA
scritti rispettivamente da Melchiorre Paolo Gerbino e da Vittorio Di Russo, volevano essere una presa in giro al giornalista Alfredo Todisco del Corriere della Sera, il quale in un suo articolo, polemizzando con noi di Mondo Beat, aveva scritto che per fare all’amore bisognava essere almeno in due (gli si suggeriva di provare da solo).
Questo di Vittorio Di Russo é l’unico suo scritto pubblicato nei 7 numeri della rivista Mondo Beat. Egli non amava tanto scrivere, quanto scolpire e dipingere. Ma Vittorio Di Russo viene citato come poeta da Wikipedia e da chi vi copia. All’origine della disinformazione la dozzinale Fernanda Pivano, che classificava poeta chi, a suo modo di vedere, aveva la testa per aria (come una suocera, che parlando del genero dice ironicamente... é un poeta!).
Vittorio Di Russo, che si sappia, nella sua vita non ha scritto un solo verso.

QUIZ di Melchiorre Paolo Gerbino
irritò Giangiacomo Feltrinelli, cui alludeva, il quale, quando conobbe Gerbino, gli chiese -"Ma chi va scrivendo queste cazzate?!"- e aveva ragione Feltrinelli, almeno per quanto riguardava i primi due versi Della Lupa seccò le mammelle - e di quel latte puzza ancora perché Feltrinelli era ebreo e tutto aveva fatto tranne che succhiare latte dalla Lupa Fascista. Ma Melchiorre Gerbino era stato tratto in inganno dal fatto che Mussolini durante la Repubblica Sociale Italiana aveva alloggiato a Villa Feltrinelli... L’avvocato Nino Gerbino aveva ragione quando ai tempi di Mondo Beat, parlando di suo figlio Melchiorre, ebbe a dire -"Peccato che è così ignorante!"

Storia di Mondo Beat. Capitolo 4