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Mondo Beat, Milano - 19 novembre / 31 dicembre 1966


Manifestazione delle Manette -

Morte di Gennaro De Miranda -

Fusione Mondo Beat/Onda Verde/Provos -

Manifestazione dei Fiori -

Stampa clandestina del secondo numero della rivista Mondo Beat -

Conferenza Europea della Gioventù Anarchica -

Il richiamo irresistibile del Movimento Mondo Beat.



Domenica 20 novembre 1966, il giorno dopo che Vittorio Di Russo era stato arrestato, Umberto Tiboni, Melchiorre Gerbino e una cinquantina di giovani di Mondo Beat si determinano a inscenare una manifestazione pubblica per l’abolizione delle diffide e dei fogli di via obbligatori e per la scarcerazione di Vittorio Di Russo. Contattano gli anarchici e i radicali per farli aderire.

Tra il 21 e il 26 novembre i tre gruppi si coordinano e domenica 27 si riuniscono in mattinata a Piazza San Babila, nel cuore di Milano, e vi inscenano una manifestazione che avrà grande eco sulla stampa; il quotidiano Il Giorno ne riporterà notizie e foto in prima pagina.

Manifestazione delle Manette - Milano, 27 novembre 1966

(Il Giorno - 28.11.1966)                                                                                  (L’Unità - 28.11.1966)
Gallieri, anarchico della Sacco e Vanzetti, era un personaggio di spicco della rivolta giovanile europea   Dopo i tempi di Mondo Beat, Umberto Tiboni diresse la prima rete di distribuzione di riviste alternative in Italia
Nella foto, Gian Oberto Pinky Gallieri e Carlo De Paoli                                                           In una delle foto, Umberto Tiboni, segnato dalla freccia

Nella foto dell’articolo a sinistra, Gian Oberto Pinki Gallieri, dei provos della Sacco e Vanzetti, ammanettato alla ringhiera della metropolitana di Piazza San Babila. Gallieri era uno dei personaggi più carismatici della rivolta giovanile nonviolenta. Teneva i contatti tra i gruppi libertari italiani e quelli europei. Aveva partecipato al Movimento Provo in Olanda. Nella stessa foto, Carlo de Paoli, uno dei ragazzi di Mondo Beat della prima ora.
Tra le foto dell’articolo a destra, in quella dove Umberto Tiboni è segnato dalla freccia, c'è anche Maurizio Orioli, dietro al cartello in cui si vede parzialmente il Simbolo della Pace (Runa).


(Il Giorno - 28.11.1966)       (Corriere della Sera - 28.11.1966)                              (La Notte - 28.11.1966)
La Manifestazione delle Manette fu la prima manifestazione di gruppi extraparlamentari in Italia   Gian Oberto <i>Pinky</i> Gallieri e Giuseppe <i>Pino</i> Pinelli erano i due personaggi più attivi tra gli anarchici italiani ai tempi di Mondo Beat   I giovani di Mondo Beat erano di tutte le estrazioni sociali, dai sottoproletari semianalfabeti ai nobili blasonati
Pieraccini dei radicali. Gallieri dei provos                                 Gallieri trasportato dai poliziotti                           Giovani di Mondo Beat ammanettati

A sinistra, nell'assemblaggio delle 4 foto, in quella in alto a destra Roberto Pieraccini dei radicali, trasportato dai poliziotti. Nelle due foto in basso, trasportato dai poliziotti Pinky Gallieri.
Articolo centrale. Nella foto, Pinky Gallieri trasportato dai poliziotti.
Articolo a destra. Nella foto, giovani di Mondo Beat ammanettati alla ringhiera della Metropolitana di Piazza San Babila.

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Dopo la Manifestazione delle Manette si rinsaldano i legami tra Mondo Beat, gli anarchici e i radicali. L’eco della manifestazione richiama a Milano giovani di Torino e Genova, che affluiscono nel Movimento Mondo Beat. Si vengono così a creare legami le tre città e il Movimento si propaga nel Nordovest.

L’1 dicembre, nella sede dei radicali, Melchiorre Gerbino fa la conoscenza di Gianfranco Sanguinetti e Andrea Valcarenghi, due dei fondatori di Onda Verde, e con loro considera come coordinare le attività dei rispettivi gruppi. Per parlarne compiutamente i tre fissano un incontro.

Nella mattinata di domenica, 4 dicembre, Gunilla Unger e Melchiorre Gerbino incontrano Andrea Valcarenghi e Gianfranco Sanguinetti a casa di quest’ultimo. Parlano di caratteristiche, obiettivi, strategie dei rispettivi gruppi. Melchiorre Gerbino spiega come i giovani di Mondo Beat, che sono di tutte le estrazioni sociali e d’ogni parte d’Italia, si caratterizzino per il rifiuto di vivere in famiglia, frequentare la scuola, piegarsi al lavoro salariato. Spiega come gli obiettivi che questi giovani si prefiggono, vengano raggiunti nel momento stesso in cui compiono il rifiuto di vivere integrati, perché da allora vivono nello spazio anarchico in cui si vanno realizzando. Calcola che Mondo Beat conti tra i 150 e i 200 giovani, mettendo nel conto quelli che sono impegnati a Firenze nel post alluvione e quelli che sono in prigione per non avere ottemperato alle diffide e ai fogli di via obbligatori.
Gianfranco Sanguinetti e Andrea Valcarenghi sono studenti che frequentano gli ultimi anni di liceo. Assieme a Antonio Pilati e a Marco Maria Sigiani, loro coetanei, hanno fondato Onda Verde, che conta una ventina di studenti impegnati nelle scuole secondarie di Milano in provocazioni nonviolente, del tipo Living Theater, inscenate per scioccare la massa degli studenti e svegliarla dal torpore scolastico ai grandi temi del pacifismo e dell’ecologia. Sono ragazzi della borghesia milanese più illuminata e pertanto bene informati. Sono simpatici e sono impegnati senza tentennamenti. Certamente Melchiorre Gerbino non può proporre loro di farsi assorbire da Mondo Beat e perciò chiede a Sanguinetti e a Valcarenghi una fusione, da formalizzarsi nel futuro numero della rivista Mondo Beat, che diverrebbe in quell’occasione "Mondo Beat/Onda Verde", per poi tornare nei successivi numeri solo "Mondo Beat", apparendo però la sigla "Onda Verde" accanto alle firme di quelli di loro che pubblichino articoli. Si trova l’accordo senza inutili schermaglie e si decide un incontro a metà del mese a casa di Valcarenghi per sancire la fusione, convinti che essa beneficerà Mondo Beat, perché articoli prestigiosi di Antonio Pilati e Marco Maria Sigiani arricchiranno la rivista, e beneficerà Onda Verde, perché i suoi giovani s’integreranno in un movimento storico che tiene le piazze e intasa le prigioni.

Nella mattinata di domenica 11 dicembre Melchiorre Gerbino e Gunilla Unger si recano a Cinisello Balsamo, nell’appartamento di Umberto Tiboni, dove cercano di Gennaro De Miranda, che non vedono da un paio di giorni, col quale si devono coordinare per la stampa del nuovo numero della rivista Mondo Beat. L’appartamento è intasato di ragazzi e ragazze, scappati di casa, che dormono per terra nei sacchi a pelo, ma di Gennaro De Miranda, che è solito dormire qui, nessuna traccia... Saranno dieci minuti che Gunilla Unger e Melchiorre Gerbino sono nell’appartamento, quando si sente bussare con veemenza alla porta e voci perentorie ordinano di aprire: i carabinieri!... "Fermi tutti! Fuori tutti dai sacchi a pelo!"... Veniamo tutti caricati su cellulari e trasportati alla caserma di Cinisello Balsamo. La retata i carabinieri l’hanno fatta alla ricerca di Chicca, una ragazza milanese scappata di casa, sorella di quell’Enea che ha disegnato la testata di Mondo Beat. Chicca non la trovano, ma sono contenti lo stesso, perché hanno intercettato una trentina di bitter, come ci definisce il maresciallo Sciolti, comandante della caserma, il quale fa fioccare per vagabondaggio fogli di via obbligatori in tutte le direzioni d’Italia e pure verso l’estero. Gunilla Unger e Melchiorre Gerbino scampano all’ingiunzione perché lavorano a Milano e vivono in un appartamento regolarmente affittato.
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Il 12 dicembre Melchiorre Gerbino apprende la terribile notizia. I giornali riportano la notizia della morte di Gennaro De Miranda, il cui cadavere è stato trovato nella Fossa dei serpenti, tra Sesto San Giovanni e Cinisello Balsamo

(Il Giorno - 12.12.1966)                                                                (Il Giorno - 13.12.1966)
Quando fu investito, Gennaro De Miranda si stava recando, nottempo, nell'appartamento di Umberto Tiboni a Cinisello Balsamo, dove soleva dormire    In una tasca del vestito di Gennaro De Miranda c'erano gli appunti di un suo articolo sul buddismo
Gennaro De Miranda ucciso da un pirata della strada                                  Identificazione del cadavere di Gennaro De Miranda

Il 13 dicembre, Maurizio Orioli, Roberto Antonelli, Stefano Mondo e Melchiorre Gerbino (nella foto, da sinistra verso destra) si recano all'obitorio di Cinisello Balsamo per la triste incombenza dell'identificazione del cadavere di Gennaro De Miranda. In quella circostanza Melchiorre Gerbino conosce Ezio Chiodini, giovane corrispondente locale del quotidiano Il Giorno, col quale resta in contatto, essendo Chiodini interessato agli sviluppi del Movimento Mondo Beat.
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Giovedì 15 dicembre avviene un incontro serale a casa di Andrea Valcarenghi, per sancire la fusione tra Mondo Beat, Onda Verde e Provos della Sacco e Vanzetti.
Per Onda Verde sono presenti Antonio Pilati, Gianfranco Sanguinetti, Marco Maria Sigiani e Andrea Valcarenghi, che consegnano i loro articoli a Melchiorre Gerbino perché li pubblichi nel numero a venire della rivista Mondo Beat. Per Mondo Beat, oltre a Melchiorre Gerbino, sono presenti Gunilla Unger e Umberto Tiboni. Per i provos della Sacco e Vanzetti è presente Giuseppe Pinelli. Per sancire l’unità con l’azione, su proposta di Pinelli si decide di inscenare sabato 17 dicembre una manifestazione nel centro di Milano per l’abolizione delle diffide e dei fogli di via obbligatori e per la scarcerazione di Vittorio Di Russo.

NOTA:
A sorpresa, a casa di Andrea Valcarenghi la cerimonia della fusione Mondo Beat/Onda Verde/Provos fu aperta e officiata da due maggiordomi in livrea. Durante le profusioni dei maggiordomi, Giuseppe Pinelli e Melchiorre Gerbino si scambiarono qualche occhiata divertita. E però, se è vero che Andrea Valcarenghi si sarebbe rivelato uno dei personaggi più negativi tra quelli che parteciparono alla storia del Movimento Mondo Beat, ciò non sarebbe stato tanto a causa della sceneggiata dei due maggiordomi, ma perché nel tempo Andrea Valcarenghi si sarebbe rivelato un pernicioso cretino, il figlio di papà che aveva voluto giocare al rivoluzionario e sarebbe finito in balia di servizi segreti italiani e santoni indù (per saperne di più su Andrea Valcarenghi)
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Venerdì 16 sera, a casa di Melchiorre Gerbino e Gunilla Unger arriva Tella Ferrari, una giovanissima studentessa israelita, che porta poesie e si propone per il lavoro di redazione della rivista Mondo Beat.
Melchiorre Gerbino mostra a Tella Ferrari le copie degli articoli che devono essere pubblicati nel numero a venire della rivista e le spiega gli spazi che devono occupare nelle matrici di ciclostile. Tella Ferrari è una ragazza intelligente e rigorosa per la quale Gunilla Unger e Melchiorre Gerbino sentono subito stima e poiché durante il giorno essi sono impegnati nei rispettivi impieghi, le danno copia delle chiavi del loro appartamento perché essa sia libera, per il lavoro che si accinge a compiere, di andare e venire a suo piacimento. Tella Ferrari farà un lavoro prezioso, che consentirà alla Rivista di uscire alla data prefissata e con una veste nitida.

Nel pomeriggio di sabato 17 dicembre viene inscenata la manifestazione unitaria, ideata da Giuseppe Pinelli e da lui guidata, che si articola come un happening da Piazza Cordusio a Piazza del Duomo e fin dentro il cortile dell’edificio della Questura.

Manifestazione dei Fiori - Milano, 17 dicembre 1966

(Il Giorno - 18.12.1966)
I provos della Sacco e Vanzetti erano tutti milanesi, studenti delle secondarie
Manifestazione dei Fiori. Provos della sezione anarchica Sacco e Vanzetti

(Il Giorno - 18.12.1966)                                                           (Il Giorno - 18.12.1966)
La Manifestazione dei Fiori si concluse con molti partecipanti che entrarono nel cortile della Questura e si consegnarono spontaneamente ai poliziotti    Melchiorre Gerbino, a causa di contrattempi, non ha potuto partecipare alla Manifestazione dei Fiori
Manifestazione dei Fiori. Sit-in Piazza Duomo                                                                                 Manifestazione dei Fiori. Carlo de Paoli e Gianni Scarpelli

Foto a sinistra. La polizia si mostrò alquanto tollerante in occasione della Manifestazione dei Fiori, durante la quale i manifestanti offrirono fiori ai poliziotti. Dopo di quella, la polizia sarebbe intervenuta violentemente per disperdere le altre manifestazioni.

Foto a destra. Carlo de Paoli porge un fiore a un poliziotto che tenta di sollevare Gianni Scarpelli, che incrocia le dita e fa resistenza passiva.
Gianni Scarpelli era uno dei 6 componenti il "Gruppo Palumbo", così denominato perché sulla porta dell’appartamento che fungeva da loro sede operativa era apposta la targa Palumbo, cognome del precedente affittuario dell'appartamento.

(Agenzia Franco Sapi)
Roberto Pieraccini fu intellettuale radicale della prima ora, molto attivo anche nelle piazze
Manifestazione dei Fiori. Nella foto, a sinistra, coi baffi, Roberto Pieraccini dei radicali.


(Il Giorno - 18.12.1966)                                                   (L’Unità - 18.12.1966)
La Manifestazione dei Fiori ebbe enorme eco mediatica    La Manifestazione dei Fiori, anche se non autorizzata, era stata tollerata dalla Questura
Il quotidiano governativo Il Giorno sulla Manifestazione dei Fiori                     Il quotidiano comunista L’Unità sulla Manifestazione dei Fiori

Il quotidiano governativo Il Giorno ostentava simpatia verso il Movimento Mondo Beat, perseguendo il Governo Moro la sottile strategia di reprimere il Movimento con la polizia e mostrarsene simpatizzante con la stampa.

L’Unità, organo ufficiale del Partito Comunista Italiano, prendeva decisamente posizione a favore di Mondo Beat, perché i comunisti speravano di attirare il Movimento nella loro area d'influenza.


Manifestazione dei Fiori (Corriere della Sera - 18.12.1966)                                    Manifestazione dei Fiori (L’Unità - 18.12.1966)
L'area politica conservatrice mostrava sempre più insofferenza verso il Movimento   I comunisti s'illudevano sulla capacità che avrebbero avuto i loro intellettuali a condizionare gli orientamenti di Mondo Beat
Il Corriere della Sera contro il Movimento Mondo Beat                                                      L’Unità a favore del Movimento Mondo Beat

Il Corriere della Sera e le pubblicazioni del Gruppo Editoriale Crespi, cui il Corriere della Sera apparteneva, mostravano sempre più nervosismo e intolleranza verso il Movimento Mondo Beat, nella convinzione errata che il Movimento in qualche modo fosse colluso coi comunisti.

L’Unità si mostrava invece sempre più solidale verso il Movimento Mondo Beat, essendo i comunisti erroneamente convinti che Mondo Beat si sarebbe lasciato influenzare dai loro "intellettuali di sinistra", sorta di opportunisti cervellotici che si arrampicavano sugli specchi a citare Marx e Lenin.

Nelle foto dei due articoli, il sit-in a Piazza Duomo interrotto dalla polizia - Nella foto a destra, Gianni Scarpelli portato via dai poliziotti


Manifestazione dei Fiori (Il Giorno - 20.12.1966)
Questo articolo di Giorgio Bocca si deve leggere, se si vuole capire cosa produsse la rivolta nonviolenta della gioventù
Il grande Giorgio Bocca

Tutta la stampa si sarebbe interessata al fenomeno della rivolta della gioventù e ne avrebbe scritto a iosa, ma il solo intellettuale italiano che colse subito e a pieno il significato della rivolta giovanile nonviolenta nel nostro Paese fu il giornalista Giorgio Bocca. Egli capì quali cambiamenti epocali producesse.

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Tornando alla cronologia della storia di Mondo Beat, Il 21 dicembre Melchiorre Gerbino si reca in una tipografia per fare stampare un foglio che farà da prima e seconda di copertina al nuovo numero della rivista Mondo Beat. In copertina riproduce l’immagine di Vittorio Di Russo e nella seconda di copertina pubblica un trafiletto su di lui, perché vuole tenerne vivo il ricordo tra i giovani che lo conoscono e farlo conosce ai nuovi giovani che vanno affluendo nel Movimento Mondo Beat.

Il 23 sera, antivigilia di Natale, Umberto Tiboni, Stefano Mondo e Melchiorre Gerbino si recano a Sesto San Giovanni negli uffici della ditta dove Tiboni lavora, per stamparci clandestinamente il nuovo numero della rivista Mondo Beat. Hanno tempo dalla sera del 23 all’alba del 27, quando l’ufficio resta chiuso per ferie. Il ciclostile è elettrico e a differenza di quello a manovella della Sacco e Vanzetti stampa a gran velocità fogli asciutti. Melchiorre Gerbino da Tella Ferrari s’è fatto battere a macchina due copie di ogni matrice di ciclostile, nel caso una si strappi o si usuri anzitempo. Ha deciso di stampare più di cinquemila copie di questo numero, di cui considera la qualità degli articoli eccezionale.
I tre lavorano tutta la notte del 23 e tutto il giorno 24, solo interrompendo ogni tanto, il tempo per andare a bere un caffè e mangiare un panino. Il 24 sera Melchiorre Gerbino convince Umberto Tiboni a caricare il ciclostile sulla sua macchina e andare a continuare il lavoro a casa di Gerbino stesso, dove saranno più comodi e potranno essere aiutati da Gunilla Unger. E così, lavorando e riposando a turno, Gunilla Unger, Melchiorre Gerbino, Umberto Tiboni e Stefano Mondo vanno avanti con la stampa ininterrottamente, durante tutto il giorno di Natale e fino al 26 pomeriggio, quando ultimano il lavoro. Allora ricaricano in macchina il ciclostile e lo vanno a rimettere al suo posto e riordinano l’ufficio. Melchiorre Gerbino ringrazia Umberto Tiboni e Stefano Mondo e li lascia liberi, perché si occuperanno lui e Gunilla Unger a collazionare i fogli e a spillarli.
Intanto negli stessi giorni 24, 25, 26 dicembre alla Sacco e Vanzetti si è tenuta la Conferenza Europea della Gioventù Anarchica, cui quelli che hanno stampato il secondo numero della rivista Mondo Beat non hanno avuto tempo di partecipare.

(Il Giorno-27.12.1966)                                                                                             (L’Unità-27.12.1966)
La Conferenza Europea della Gioventù Anarchica fu organizzata da Giuseppe Pino Pinelli e Gian Oberto Pinky Gallieri    I vecchi anarchici spagnoli avevano il sostegno incondizionato di vecchi anarchici e comunisti italiani di spicco, assieme ai quali avevano combattuto durante la guerra civile in Spagna
I provos con la garrota contro il Caudillo                                                     La garrota esposta davanti al Consolato spagnolo

Alla Conferenza Europea della Gioventù Anarchica numerosa fu l’adesione degli spagnoli. Nel loro Paese si sentiva ancora aperta la piaga della guerra civile e pesava la dittatura di Francisco Franco.

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Il 27 dicembre Gunilla Unger e Melchiorre Gerbino mettono ordine tra i fogli del nuovo numero della rivista Mondo Beat e li selezionano per qualità di stampa.

Il 28 collazionano i fogli per completare 5.200 riviste, tante quante sono le copie della copertina che è stata stampata in tipografia.

Il 29 spillano le 5200 riviste e le accatastano. A notte hanno ultimato il lavoro e lo stanno guardando compiaciuti, quando qualcuno suona alla porta.
È Vittorio Di Russo.
Sta tornando da Latina, dove tre giorni prima era stato tradotto sotto scorta militare, subito dopo che aveva finito di scontare il mese di carcere. Se ora la polizia lo intercetta in Milano, sarà condannato a tre mesi di prigione. Chiede se può nascondersi da noi. Chiede se si può fidare di noi.
Io non so cosa dire. Lo guardo negli occhi. Ma quegli occhi, il cui sguardo era stato insostenibile, sono ora sfuggenti.
Mentre Vittorio attende sull’uscio, io vado a cercare una lametta e torno e mi tagliuzzo le vene di un polso e passo a lui la lametta perché faccia lo stesso. Ci mettiamo polso a polso. Poi lo faccio entrare e vado a cercare una bottiglia di vino e il mazzo di carte dei tarocchi, per uno spizzichino, come ai bei tempi di Stoccolma...
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Il mese di dicembre del 1966 avrebbe consacrato il successo del Movimento Mondo Beat. Nei quotidiani sarebbero apparsi una quantità di articoli e trafiletti che descrivevano di giovanissimi che avendo abbandonato famiglia, scuola, lavoro, erano venuti a Mondo Beat.
Il richiamo che il Movimento esercitava sui giovanissimi era irresistibile, perché essi avvertivano che Mondo Beat stava innescando una rivoluzione vera, che avrebbe cambiato la società, e volevano partecipare.
Negli articoli sotto riprodotti, le facce dei giovani sono tristi, perché le foto venivano scattate in comandi di polizia, dove quei giovani venivano condotti dopo essere stati arrestati e prima di essere consegnati ai loro genitori o rinchiusi in carceri minorili.

(Articoli di quotidiani vari apparsi dal mese di dicembre del 1966)
I giovani italiani irresistibilmente attratti dal Movimento Mondo Beat     <i>Mamme, date i figli alla causa!</i> era un famoso slogan di Mondo Beat
In dono ai capelloni gli anelli che rubava                                                                        Una vera epidemia di fuggiaschi beat

Nel 1966, il Movimento Mondo Beat, che era stato fondato solo 6 settimane prima del dicembre di quell'anno, aveva già cambiato l'Italia


Storia di Mondo Beat. Capitolo 5