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- Melchiorre Paolo Gerbino
- direttore della rivista Mondo Beat
- leader storico della Contestazione

Retroscenna della storia di Mondo Beat

Del rapporto tra Melchiorre Gerbino e Giangiacomo Feltrinelli


Giangiacomo Feltrinelli fu editore famoso, che riscosse successo mondiale con la pubblicazione dei romanzi "Il dottor Živago" di Boris Pasternak e "Il Gattopardo" di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Amico di Fidel Castro, in qualche modo fece da tramite tra Fidel Castro e Ernesto Che Guevara quando questi operava alla macchia in Bolivia.
Melchiorre Gerbino lo incontrò la prima volta lo stesso giorno in cui era stata distrutta la Tendopoli di Mondo Beat, Barbonia City. Allora Gerbino si recò alla casa editrice di Feltrinelli e chiese di lui. I due non si conoscevano personalmente, ma Feltrinelli uscì subito dalla sua stanza e accolse Gerbino con calore. Gerbino stava cercando dei kamikaze e perciò chiese a Feltrinelli se circondato da fotoreporters fosse disposto a recarsi sul terreno dove poche ore prima era stata distrutta Barbonia City e dai militari che lo presidiavano prendersi una manganellata in segno di solidarietà verso Mondo Beat. Feltrinelli sembrò molto divertito da quella proposta e assicurò che lo avrebbe fatto in giornata stessa.
Ma il giorno dopo, all'appuntamento che s'erano dati, Feltrinelli disse a Gerbino che aveva cambiato idea e, invece della manganellata di solidarietà, avrebbe preparato un documento di solidarietà, che avrebbe fatto sottoscrivere da scrittori e intellettuali e avrebbe fatto pubblicare nei quotidiani. In quella circostanza, Feltrinelli si offrì a dare supporto a stampare numeri della rivista Mondo Beat e distribuirli nella catena delle sue librerie, dato che le strutture di Mondo Beat non erano più agibili, perché distrutte dai militari o presidiate dai servizi segreti.
Cosicché, quando in quei giorni fu disciolto il Movimento Mondo Beat, cui non erano state lasciate altre opzioni se non lo scioglimento o la lotta armata, e fu deciso di pubblicare un ultimo numero della rivista, Gerbino sarebbe tornato da Feltrinelli. Allora tra i due fu stabilito che la redazione di Mondo Beat avrebbe preparato gli articoli da pubblicare e Feltrinelli avrebbe stampato il numero a carico suo e lo avrebbe venduto a suo beneficio. Dopo di che il rapporto tra Giangiacomo Feltrinelli e Mondo Beat si sarebbe concluso. E così sarebbe stato. Pertanto la rivista Mondo Beat non sarebbe stata in alcun modo ceduta all'editore Feltrinelli.
Avvenne invece che a ottobre di quell'anno 1967 Giuseppe Simone, commerciante di vini in Milano, che era stato compagno di banco di Melchiorre Gerbino alle scuole medie di Calatafimi, avendo intuito come  questi fosse a corto di soldi per potere tornare ai suoi viaggi, lo avrebbe fatto contattare da un compaesano e amico d’infanzia comune, Giuseppe Bica, insegnante in Milano, perché tramite questi gli fosse venduta la testata della rivista Mondo Beat. Melchiorre Gerbino, che non aveva voluto venderla a un partito politico disposto a pagarla a qualsiasi prezzo, assentì a venderla al suo amico di Calatafimi e allora sarebbe stato contattato un altro compaesano e amico d’infanzia comune, Salvatore Scandariato, che esercitava l’avvocatura a Milano, perché segnalasse un notaio e assistesse all’atto di compravendita. E fu così come 4 amici di Calatafimi preservarono l'onore della rivista Mondo Beat. E tutto questo ho voluto descrivere per smentire alcuni mascalzoni (Tito Livio Ricci, Andrea Valcarenghi, Nicola Del Corno...) che hanno asserito, o fatto intendere, che Melchiorre Gerbino cedette la rivista Mondo Beat all'editore Gianciacomo Feltrinelli e scappò via coi soldi, causando così fratture nel Movimento Mondo Beat e il suo declino

Atto notarile di compravendita della testata "Mondo Beat"
Come 4 amici di Calatafimi preservarono l'onore della rivista Mondo Beat

Come si può leggere all'inizio dell'atto notarile, la testata Mondo Beat fu venduta il 17 ottobre 1967, mentre la stampa dell'ultimo numero della rivista era avvenuta, in una tipografia dell'editore Giangiacomo Feltrinelli, a fine luglio 1967, cioè all'incirca tre mesi prima della vendita della testata.
Tanto basti a dimostrare inconfutabilmente come Melchiorre Gerbino con Giangiacomo Feltrinelli non sia sceso in alcun modo a compromessi con la rivista Mondo Beat, che, se l'avesse fatto, non avrebbe poi potuto venderne la testata al suo amico di Calatafimi.
Figurarsi poi se Giangiacomo Feltrinelli se ne sarebbe restato con le mani in mano, se le mani avesse potuto mettere sull'allora famosissima rivista Mondo Beat! Capace com'era di riscuotere successi mondiali, se avesse allineato la rivista Mondo Beat su posizioni terzomondiste (come s'è detto era amico di Fidel Castro) avrebbe potuto promuoverla tra le pubblicazioni della Tricontinentale.
In verità, Giangiacomo Feltrinelli non ebbe nessuna incidenza nei destini di Mondo Beat e della sua rivista: l'unica concessione che gli fu fatta, e per pura cortesia, fu di scrivere l'articolo di fondo di questo ultimo numero. Feltrinelli si sarebbe firmato "Gigi Effe" e lo avrebbe titolato "Lo sciopero è riuscito" .
Melchiorre Gerbino di questo ultimo numero di Mondo Beat, come dei precedenti, fu editore, direttore responsabile e proprietario.

Melchiorre Gerbino di questo ultimo numero di Mondo Beat, come dei precedenti, fu editore, direttore responsabile e proprietario
Estremi di "Mondo Beat n.5" - pagina 11

Perché dunque Melchiorre Gerbino acconsentì che dopo lo scioglimento del Movimento Mondo Beat un ultimo numero della rivista, che era stato deciso di pubblicare, fosse stampato in una tipografia dell'editore Giangiacomo Feltrinelli e dai lui venduto nelle sue librerie a suo beneficio? Lo fece perché così sarebbe stata ancora più promossa e tramandata la memoria di Mondo Beat, che il Vaticano avrebbe voluto invece cadesse nel dimenticatorio e fosse dispersa. Dopodiché Melchiorre Gerbino non avrebbe più pubblicato numeri di Mondo Beat, proprio per non scendere a compromessi con nessuno e lasciare Mondo Beat nel mito, dove difatti è rimasto.
E però, come ho già scritto altrove, dopo la partenza di Melchiorre Gerbino da Milano l'editore Giangiacomo Feltrinelli, che non aveva avuto nulla da spartire con la Contestazione, si sarebbe tirato fuori dalla manica a Herbert Marcuse (vedi caso, un ebreo come lui) e lo avrebbe promosso, dal nulla, teorico della Contestazione, per farci assieme business: "Signore e Signori, ecco a voi Herbert Marcuse, il teorico della Contestazione!" (standing ovation).
Questo, per quanto irritare mi possa, mi fa considerare come i sionisti, che gestiscono i media, qualche teorico della Contestazione se lo sarebbero tirato comunque fuori dalla manica. Essi si infiltrano ovunque con la loro disinformazione e difatti se si va in Wikipedia a cercare dei provos olandesi, immancabilmente si legge che furono influenzati da Herbert Marcuse, quando quelli nemmeno sapevano che questo sciacallo esistesse.

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Giuseppe Simone compro' la testata Mondo Beat - Pina Bartolini rintraccio' l'atto notarile
Giuseppe Simone, che comprò la testata della rivista Mondo Beat - Pina Bartolini, che rintracciò copia dell'atto notarile.

Giuseppe Simone, il compagno di banco di Melchiorre Gerbino alle scuole medie di Calatafimi, che comprò la testata e conservò i numeri della rivista Mondo Beat, che restituì a Gerbino, trent’anni dopo, in perfette condizioni.
Pina Bartolini, che trent’anni dopo la stesura dell’atto notarile fece le ricerche per rintracciare copia del documento, essendo la copia di Giuseppe Simone sbiadita per farne lo scanning e quella di Melchiorre Gerbino andata perduta con tutto il resto delle sue cose (e Melchiorre Gerbino si rallegra di avere perso tutto, perché "Il mondo è dei papi, dei re e di chi non ha niente").


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