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 Melchiorre 'Paolo' Gerbino - direttore della rivista Mondo Beat - leader storico della Contestazione
di Melchiorre Paolo Gerbino
direttore della rivista Mondo Beat
leader storico della Contestazione

Del rapporto tra Melchiorre Gerbino e Giangiacomo Feltrinelli


Marxista-leninista d’avanguardia, l'editore Giangiacomo Feltrinelli aveva saputo catalizzare intorno a sé scrittori e intellettuali e s'era guadagnata la stima di Fidel Castro, tanto che in qualche modo egli avrebbe fatto da tramite tra Fidel Castro e Ernesto Che Guevara quando questi operava alla macchia in Bolivia. Dietro queste attività, ancora una, quella di agente del Mossad, come poi rivelato dal senatore Giovanni Pellegrino, presidente dell'allora "Commissione bicamerale d’inchiesta sulle stragi" in Italia.
Quanto fin qui detto, non ha comunque nulla da spartire con Mondo Beat e la Contestazione.
Melchiorre Gerbino incontrò la prima volta Giangiacomo Feltrinelli lo stesso giorno in cui era stata distrutta la Tendopoli di Mondo Beat, Barbonia City. Allora Gerbino si recò alla casa editrice di Feltrinelli e chiese di lui. I due non si conoscevano personalmente, ma Feltrinelli uscì subito dalla sua stanza e accolse Gerbino con calore. Gerbino stava cercando kamikaze e perciò chiese a Feltrinelli se, circondato da fotoreporters, fosse disposto a recarsi sul terreno dov'era stata distrutta Barbonia City e dai militari che lo presidiavano prendersi una manganellata in segno di solidarietà verso Mondo Beat. Feltrinelli sembrò molto divertito da quella proposta e assicurò che lo avrebbe fatto in giornata stessa.
Ma il giorno dopo, all'appuntamento che s'erano dati, Feltrinelli disse a Gerbino che aveva cambiato idea e, invece della manganellata di solidarietà, avrebbe preparato un documento di solidarietà, che avrebbe fatto sottoscrivere da scrittori e intellettuali e avrebbe fatto pubblicare nei quotidiani. In quella circostanza, Feltrinelli si offrì a dare supporto a stampare numeri della rivista Mondo Beat e distribuirli nella catena delle sue librerie, dato che le strutture di Mondo Beat non erano più agibili, perché distrutte o presidiate dai servizi segreti.
Cosicché, quando in quei giorni fu disciolto il Movimento Mondo Beat, cui non erano state lasciate altre opzioni se non la lotta armata o lo scioglimento, e fu deciso di pubblicare un ultimo numero della Rivista, Gerbino tornò da Feltrinelli. Allora tra i due fu stabilito che la redazione di Mondo Beat avrebbe preparato gli articoli da pubblicare e Feltrinelli avrebbe stampato il numero a carico suo e lo avrebbe venduto a suo beneficio. Dopo di che il rapporto tra Giangiacomo Feltrinelli e Mondo Beat si sarebbe concluso. Ma alcuni mesi dopo che Melchiorre Gerbino aveva lasciato Milano ed era tornato ai suoi viaggi, Giangiacomo Feltrinelli s'intrufolò nelle vicende della Contestazione, con la quale non aveva aveva avuto nulla da spartire, e per farci business andò a reperire quel vecchio rimbambito Herbert Marcuse (vedi caso, pure lui ebreo) e lo promosse, dal nulla, a teorico della Contestazione.
"Signore e signori, ecco a voi Herbert Marcuse, il teorico della Contestazione!" (standing ovation).
Herbert Marcuse, di cui Melchiorre Gerbino non ha letto una sola sillaba di quello che ha scritto, né mai la leggerà, non ha avuto nulla da spartire con la Contestazione. Herbert Marcuse uno sciacallo della sorta più schifosa.
Nel 1972 Giangiacomo Feltrinelli sarebbe morto tragicamente, tutto fa presumere ucciso da servizi segreti. Si sarà spinto fin troppo a fare l'ebreo furbo.

Per quanto concerne la rivista Mondo Beat, essa non fu in alcun modo ceduta all'editore Giangiacomo Feltrinelli. Avvenne che, a ottobre di quell'anno 1967, Giuseppe Simone, commerciante di vini in Milano, che era stato compagno di banco di Melchiorre Gerbino alle scuole medie di Calatafimi, avendo intuito come  questi fosse a corto di soldi per potere tornare ai suoi viaggi, lo avrebbe fatto contattare da un compaesano e amico d’infanzia comune, Giuseppe Bica, insegnante in Milano, perché tramite questi gli vendesse la testata della rivista "Mondo Beat". Melchiorre Gerbino, che non aveva voluto venderla a un partito politico disposto a pagarla a qualsiasi prrezzo, assentì a venderla al suo amico di Calatafimi e allora Giuseppe Bica contattò un altro compaesano e amico d’infanzia comune, Salvatore Scandariato, che esercitava l’avvocatura a Milano, perché segnalasse un notaio e assistesse all’atto di compravendita.

Come 4 amici di Calatafimi preservarono l'onore della rivista Mondo Beat

Copia dell'Atto notarile di compravendita della testata Mondo Beat
Atto notarile di compravendita della testata "Mondo Beat" .

Come si può leggere all'inizio dell'atto notarile, la testata "Mondo Beat" fu venduta il 17 ottobre 1967, mentre la stampa dell'ultimo numero della rivista Mondo Beat era avvenuta, in una tipografia dell'editore Giangiacomo Feltrinelli, a fine luglio 1967, cioè all'incirca tre mesi prima della vendita della testata.
Tanto basti a dimostrare inconfutabilmente come Melchiorre Gerbino con Giangiacomo Feltrinelli non sia sceso in alcun modo a compromessi con la rivista Mondo Beat, che, se l'avesse fatto, non avrebbe poi potuto venderne la testata al suo amico di Calatafimi.
Figurarsi poi se Giangiacomo Feltrinelli se ne sarebbe restato con le mani in mano, se le mani avesse potuto mettere sull'allora famosissima rivista Mondo Beat! Capace com'era stato di riscuotere successi mondiali ("Il dottor Zivago" di Boris Pasternak; "Il Gattopardo" di Giuseppe Tomasi di Lampedusa), se avesse allineato la rivista Mondo Beat su posizioni terzomondiste (Feltrinelli era amico di Fidel Castro) avrebbe potuto produrla tra le pubblicazioni della Tricontinentale.
In verità, Giangiacomo Feltrinelli non ebbe nessuna incidenza nelle vicende della rivista Mondo Beat, né mai chiese di comprarla, perché capiva bene che Melchiorre Gerbino si sarebbe negato a vendergliela. Filtrinelli mise solo a disposizione una tipografia e vendette l'ultimo numero della rivista nelle sue librerie. Per pura cortesia, di questo numero gli sarebbe stato dato di scrivere l'articolo di fondo. Feltrinelli si sarebbe firmato "Gigi Effe" e lo avrebbe titolato "Lo sciopero è riuscito" .
Melchiorre Gerbino di questo ultimo numero di Mondo Beat, come dei precedenti, fu editore, direttore responsabile e proprietario.

Melchiorre Gerbino,di questo ultimo numero di Mondo Beat,come dei precedenti,fu editore,direttore responsabile e proprietario
Estremi di "Mondo Beat n.5" - pagina 11

Perché Melchiorre Gerbino acconsentì che dopo lo scioglimento del Movimento un ultimo numero di Mondo Beat, che era stato deciso di pubblicare, fosse stampato in una tipografia dell'editore Giangiacomo Feltrinelli e dai lui venduto nelle sue librerie a suo beneficio? Lo fece perché così sarebbe stata ancor più promossa e tramandata la memoria di Mondo Beat, che il Vaticano voleva invece cadesse nel dimenticatorio e fosse dispersa. Dopodiché Melchiorre Gerbino non avrebbe più pubblicato numeri di Mondo Beat, ma sarebbe tornato ai suoi viaggi, proprio per non scendere a compromessi con nessuno e lasciare Mondo Beat nel mito, dove difatti è rimasto.

Ringraziamenti di Melchiorre Gerbino a Giuseppe Simone e a Pina Bartolini
Giuseppe Simone, che comprò la testata Mondo Beat - Pina Bartolini, che rintracciò copia dell'atto notarile

Giuseppe Simone, il compagno di banco di Melchiorre Gerbino alle scuole medie di Calatafimi, che comprò la testata e conservò i numeri della rivista Mondo Beat, che restituì a Melchiorre Gerbino, trent’anni dopo, in perfette condizioni.
Pina Bartolini, che trent’anni dopo la stesura dell’atto notarile fece le ricerche per rintracciare copia del documento, essendo la copia di Giuseppe Simone sbiadita per farne lo scanning e quella di Melchiorre Gerbino andata perduta con tutto il resto delle sue cose (e Melchiorre Gerbino si rallegra di avere perso tutto: "Il mondo è dei papi, dei re e di chi non ha niente").


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