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- Melchiorre Paolo Gerbino
- direttore della rivista Mondo Beat
- leader storico della Contestazione


Il cantante Adriano Celentano e Mondo Beat

Chi Non Lavora Non Fa L'Amore

Il magistrato Giancarlo Stiz, che condusse l'inchiesta sulla strage alla Banca dell'Agricoltura a Milano, nella sua relazione avrebbe scritto che tutte le piste portavano alla NATO. E va da sé che un tale attentato, che avrebbe interferito nel corso degli eventi della storia d'Italia, non avrebbe potuto occorrere senza l'implicazione del Vaticano, che aveva allora nel cardinale Giuseppe Siri l'alfiere e nel cantante Adriano Celentano il giullare. La strage era stata programmata nella previsione errata che gli italiani avrebbero invocato un Uomo Forte che li governasse (il nanerottolo Amintore Fanfani).
Venendo dunque a Adriano Celentano, nato e allevato da genitori pugliesi emigrati a Milano, da essi avrebbe ricevuto l'insegnamento che nella vita bisogna fare i furbi e di questa mala educazione di terronazzo furbo non si sarebbe mai liberato. E così, facendo il furbo, avrebbe eseguito canzoni concepite in Vaticano, quali "Tre passi avanti e crolla il mondo beat" e "Chi Non Lavora Non Fa L'Amore". Della sua collusione coi preti non ci possono essere dubbi, perché lo stesso Celentano se ne sarebbe fatto vanto, a tal punto che avrebbe dichiarato che lui e i cantanti del suo gruppo la sera leggevano la Bibbia: a tanto servilismo ridicolo si sarebbe spinto. E quelle che cantava contro i beats erano canzoni concepite a ingannare la gente, perché a Mondo Beat non c'era niente che potesse crollare, perché lì non si costruiva alcuna struttura di potere, ma si innescava la contestazione di massa, cioè si motivava la massa della gente a mobilitarsi per affermare i diritti civili. E l'altra canzone, "Chi Non Lavora Non Fa L'Amore", altrettanto fuorviante, perché si alludeva ai beats come a degli scansafatiche, quando invece i beats, col loro eroico impegno nel fango, avevano salvato il patrimonio culturale di Firenze dopo l'alluvione del Novembre 1966.

Stralcio dall’articolo "Lo sciopero è riuscito", dell'editore Giangiacomo Feltrinelli
Giangiacomo Feltrinelli fa testimonianza di come furono i giovani di Mondo Beat ad accorrere in soccorso di Firenze dopo l’alluvione del novembre 1966
da Mondo Beat N.5.

Infine, Adriano Celentano avrebbe dato prova suprema della sua furbizia cinquant'anni dopo i tempi di Mondo Beat, quando di punto in bianco avrebbe chiesto scuse ai beats.
Eh no, vecchio mio, troppo comodo. Il marchio di terronazzo furbo portatelo nell'aldilà.



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