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Melchiorre Paolo Gerbino, direttore della rivista Mondo Beat, leader storico della Contestazione
- Melchiorre Gerbino
- direttore della rivista Mondo Beat
- leader storico della Contestazione

Il Vaticano e il "Sacramento della Confessione"

Quello che certamente segnerebbe un declino irreversibile del potere del Vaticano nel mondo sarebbe l'interdizione della pratica cattolica della "Confessione". Essa è incostituzionale in tutti i paesi dove la Religione Cattolica non costituisca religione di stato, e pertanto ovunque, tranne che nello Stato del Vaticano e in qualche sua grottesca colonia.
La "Confessione" è incostituzionale perché i preti cattolici vengono a conoscenza di crimini che dovrebbero essere immediatamente denunciati alla polizia, ma per la loro stessa consegna di preti sono invece obbligati a non denunciare. Non solo, ma i crimini più interessanti i preti rivelano ai loro superiori e quelli al Vaticano, che da lì, con intese losche o ricatti, stende una rete di potere, una sorta di antistato negli stati dove è accreditato. Questa rete si consolida quando i preti confessori orientano i loro soggetti a favore di politici al servizio del Vaticano; questa rete si irrobustisce quando i preti confessori, promettendo il Paradiso, scippano eredità a vecchi, a danno dei legittimi eredi, e le consegnano al Vaticano.
Né a giustificare questo stato di cose il Vaticano può asserire che il "Sacramento della Confessione" fa parte inalienabile del patrimonio della fede cristiana, perché istituito dallo stesso Gesù, o da qualcuno dei suoi discepoli, o da qualcuno dei padri della Chiesa. Non può perché il "Sacramento della Confessione" fu istituito ai tempi dell'Inquisizione, e precisamente nell'anno 1501, da Giovanni Maria Ciocchi del Monte. Costui, che da papa assunse il nome Giulio III, oltre a essere inquisitore, e dunque torturatore e assassino, fu anche un depravato sessuale. E difatti ebbe un rapporto di sodomia con Santino, un tredicenne, figlio di un suo servitore, che poi fece adottare da suo fratello Balduino col nome di Innocenzo del Monte e ordinò cardinale quando il giovinetto aveva diciassette anni. Infine, in morte, lo volle sepolto accanto a sé nella Cappella Giulia: donde scherzi goliardici e la celeberrima
Osteria del Vaticano,
è successo un caso strano
che due scheletri putrefatti
s'inculavano come matti
...
Mentre migliaia d'infelici venivano torturati a morte dall'Inquisizione, Giovanni Maria Ciocchi del Monte nella sua Villa Giulia si dilettava a ammirare un affresco che raffigurava un angioletto che ne masturbava un altro. Questo affresco lo si può ammirare ancor oggi

Giulio III, il suo amante Santino, 2 angioletti froci

Giovanni Maria Ciocchi del Monte, confessore e pederasta, è l'archetipo del religioso cattolico moderno ed è il vero Salvatore del Vaticano.
La prima nazione che avrà dichiarato l'incostituzionalità della pratica della "confessione" e l'avrà bandita, causerà un effetto domino con altre nazioni e un irreversibile declino del potere della Chiesa dell'Imperatore Costantino.

Berna, agosto 2005 - Malacca, aprile 2021.


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