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 'Paolo',leader del Movimento Mondo Beat Questo Ultimo Dalai Lama
di Melchiorre Paolo Gerbino, direttore della rivista Mondo Beat    -    leader storico della Contestazione

Questo ultimo Dalai Lama dacché vive in Occidente assolve alla funzione di narcotizzare, con nenie ayurvediche tibetane, giovani irrequieti, che potrebbero agitarsi contro l’attuale ordine mondiale e contestarlo. Da ciò uno dei motivi della grande attenzione che i media gli prestano.
Ma questo è solo il lavoro di routine del Dalai Lama, perché c’è di più a giustificare l'attenzione dei media verso il Dalai Lama.
In quest’anno 2007 il governo cinese, senza essersi consultato con la Santa Sede, ha riconosciuto come vescovo cattolico di Pechino monsignor Joseph Li Shan, un cinese che crede nella divinità di Gesù di Nazareth senza per ciò sentirsi obbligato a tradire gli interessi nazionali della Cina: figurasi con che bava alla bocca il papa ha dovuto dichiarare diplomaticamente "Sì! Sì! Joseph Li Shan è una brava persona!". Poco dopo averlo detto, Joseph Ratzinger ha mandato Tenzin Gyatso da Angela Merkel e George W. Bush, per null’altro se non per irritare il governo cinese, che difatti si è irritato e quando noi italiani ci saremmo attesi di vedere apparire il Dalai Lama in parlamento, il governo cinese ha minacciato che, se Tenzin Gyatso vi fosse apparso, gli investimenti cinesi nel nostro Paese sarebbero stati congelati.
I cinesi hanno così privato gli italiani di assistere a uno spettacolo squisitamente comico, che avrebbero dovuto interpetrare Tenzin Gyatso, Romano Prodi e i maggiori attori del parlamento italiano, per la regia di Joseph Ratzinger.
Secondo me il governo cinese sopravaluta il Dalai Lama, che non ha risorse autonome per minacciare la Cina, mentre il governo cinese non fa abbastanza per contenere l’infezione cattolica, il cui focolaio si è manifestato a Hong Kong, infezione che minaccia seriamente di propagarsi in tutta la Cina.
Con l’acquisizione di Hong Kong, da cui la Cina non ha tratto benefici, perché i grandi capitali si sono spostati altrove, la Cina ha avuto lo svantaggio di acquisire una massa di cinesi snaturati dal colonialismo, che ammirano oltremodo la cultura inglese e soggiacciono al pontefice romano.
È evidente come un cinese snaturato, come il cardinale di Hong Kong monsignor Joseph Zen Ze-kiun, sia un pericolo reale per la Cina. In verità Joseph Zen Ze-kiun e i preti della sua giurisdizione tradiscono la Cina, perché obbediscono al peggiore nemico che la Cina abbia, il Vaticano, un tarlo che baca tutte le società dove si annida.
Per proteggersi da questo tarlo, prima che il focolaio di Hong Kong la infetti tutta, la Cina dovrebbe bandire dal proprio territorio la pratica cattolica della CONFESSIONE, che è una pratica che fu istituita dall’Inquisizione ed È INQUISIZIONE. Con la pratica della Confessione gli agenti del Vaticano estorcono segreti e plagiano menti per carpire beni materiali e creare simpatie per politici che simpatizzano col Vaticano.
Una legge sull’interdizione della pratica della Confessione troverebbe fondamento giuridico nel fatto che, tra le confessioni che i preti cattolici raccolgono, ce ne sono di crimini che la magistratura cinese persegue d’ufficio (omicidi, etc) e che pertanto i preti cattolici cinesi sarebbero obbligati a denunciare immediatamente alla polizia, come qualsiasi altro cittadino cinese che ne venisse a conoscenza, pena la loro stessa incriminazione. Non solo questi crimini il cardinale Joseph Zen Ze-kiun e i preti della sua area non denunciano alla polizia cinese, ma pure li svelano al Vaticano, che grazie a ciò, con losche intese o con ricatti, crea un antistato all'interno del territorio dove i suoi preti operano.
Se la Cina bandisse per legge la pratica della Confessione, alla giustizia cinese non restererebbe che applicare, a quei preti cattolici colti in flagrante mentre la praticano, la pena di morte (alto tradimento) da comminare nei lavori forzati a vita, di modo che le energie di criminali irrecuperabili venissero convertite dal disfattismo alla produttività.
Non è il povero Tenzin Gyatso, che si guadagna da vivere come può, il vero pericolo per la Cina, ma il pontefice romano, che manovra Joseph Zen Ze-kiun.

Sua Santità Tenzin Gyatso onorando altre religioni
Sua Santità Tenzin Gyatso onorando altre religioni

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Copenhagen, novembre 2007 - Cebu City, agosto 2018