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Processi politici intentati contro Melchiorre Gerbino

Proc. Pen. 22695/14 R.G.N.R. mod. 21 - R.G. Trib. 13382/18 a carico di GERBINO Melchiorre

Documentazione di corrispondenza intercorsa tra l'Avvocato Carlo Margara e Melchiorre Gerbino


Nota 1: Quanto qui riprodotto è copia integrale delle email intercorse tra l’Avvocato Carlo Margara e Melchiorre Gerbino, da esse non sono stati riprodotti il numero del fax e due numeri di telefono dell’Avvocato Margara e il numero di telefono di Melchiorre Gerbino.

Nota 2: Alla fine della riproduzione di questa corrispondenza, uno stralcio di essa con dei link che illustrano eventi della storia di Mondo Beat e della Contestazione da Melchiorre Gerbino citati.


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Email inviata dall’Avvocato Carlo Margara a Melchiorre Gerbino il 14 febbraio 1919 alle ore 2,12 antimeridiane (fuso orario delle Filippine)

Egregio Signor Gerbino,
a seguito di vani tentativi di rintracciarLa, scrivo nuovamente la presente comunicazione nella speranza che possa pervenirLe, al fine di informarLa che è attualmente pendente avanti il Tribunale di Milano il procedimento penale indicato in oggetto, nel quale sono stato nominato Suo difensore d’ufficio e nell’ambito del quale Lei è imputato del reato di cui all’art. 595, commi 2 e 3, c.p. - art. 13 L. 47/48.
Nel contempo, La informo che:
- ha il diritto di nominare un difensore di fiducia;
- l’attività del difensore d’ufficio deve essere retribuita;
- è assicurato il diritto al Patrocinio a spese dello Stato ai titolari di un reddito non superiore ad € 11.493,82 all’anno (elevato di € 1.032,91 per ogni familiare convivente).
La invito, pertanto, a prendere contatto con il sottoscritto, onde valutare la migliore strategia difensiva.
Al momento, il Tribunale ha sospeso il processo e disposto nuove ricerche della Sua persona, difettando la prova che l’imputato sia a conoscenza del procedimento pendente a suo carico.
In particolare, con provvedimento emesso in data odierna, sono state disposte nuove ricerche tramite Interpol, essendo emerso un Suo trasferimento nelle Filippine.
Resto in attesa di Suo riscontro.
Cordiali saluti.
Avv. Carlo Margara

Avv. Carlo Margara
Via Fontana, 18
20122 Milano


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Email inviata da Melchiorre Gerbino all’Avvocato Carlo Margara il 18 febbraio 1919 alle ore 1,27 antimeridiane (fuso orario delle Filippine)

Gentile Avvocato Carlo Margara,
Lei mi scrive "a seguito di vani tentativi di rintracciarLa, scrivo nuovamente...".
Non mi risulta che Lei abbia tentato di rintracciarmi e pertanto La prego di volermene dare evidenza, mostrandomi le email, o quant’altro, con cui ha tentato di farlo, ciò perché le mie caselle di posta elettronica sono monitorate dai servizi segreti italiani, e forse anche hackerate, e una di esse è stata tra quelle migliaia di Yahoo che sono state violate (presumibilmente dal Mossad) del cui fatto Yahoo stessa mi ha ufficialmente informato.
Lo stesso Giovanni De Martino, sedicente Gianni De Martino, con cui ho in pendenza il prossimo procedimento giudiziario, il quale De Martino è provato essere un agente dei servizi segreti che fa da collegamento tra Vaticano e Mossad (lo mostra egli stesso nel suo sito web), viola le mie caselle di posta elettronica, tant’è che appena dopo che il Consolato d’Italia in Kuala Lumpur, Malaysia, mi aveva rinnovato il passaporto (30 giugno 2014) e io con una email ne avevo informato Giuseppe Lancellotti, allora mio avvocato d’ufficio, il De Martino prontamente mi inviava a sua volta una email con "Il passaporto ti hanno rinnovato?! ".
E dunque, non ci può essere in alcun modo riservatezza tra Lei e me e perciò tutto quello che abbia a intercorrere di corrispondenza tra Lei e me, l’attuale corrispondenza inclusa, verrà da me pubblicato.
Inoltre, sia ben chiaro come nella mia ottica il procedimento penale di cui Lei mi scrive, e il precedente, da cui questo è conseguito, sono processi politici, promossi dal magistrato Maurizio Romanelli in veste di pubblico ministero.
Ma prima di venire a ciò, vale la pena che io ricordi succintamente come la magistratura sia già stata strumentalizzata politicamente contro di me, Melchiorre Gerbino, allorché da essa magistratura (sostituto procuratore Veltri) fu ordinata la distruzione della Tendopoli di Mondo Beat (Milano, 12 giugno 1967) di cui Melchiorre Gerbino era il leader, e con la distruzione della Tendopoli furono distrutte le di lui cose che in essa si trovavano.
Questa distruzione veniva ordinata dalla magistratura senza che alcuno fosse stato incriminato di qualcosa, ma si presume per "esigenze di decenza e moralità". E vale la pena ricordare come contemporaneamente alla distruzione della Tendopoli sia avvenuta la requisizione, da parte dei servizi segreti, dei locali della sede della rivista "Mondo Beat", rivista di cui Melchiorre Gerbino era proprietario e direttore responsabile regolarmente iscritto all’Albo. A conseguenza di ciò, la carriera giornalistica di Melchiorre Gerbino sarebbe stata troncata e qualsiasi sua attività posteriore a quegli eventi sarebbe stata precaria, essendo stata la vita di Melchiorre Gerbino perpetuamente minacciata.
A questo punto Lei potrebbe chiedersi se io sia una persona così pericolosa che quanto fin qui da me descritto possa essere visto nell’ottica con cui lo descrivo.
Sì, io sono una persona pericolosa per l’attuale Andazzo (detto altrimenti "Ordine Mondiale" da chi ne regge i maggiori organismi internazionali) perche io combatto questo Andazzo senza compromessi, in quantoché nella mia ottica esso è criminale e suicida.
E difatti, quale direttore della rivista Mondo Beat e dell’omonimo movimento (Milano, 1966/7) io misi a punto i modelli della Contestazione (metodologia, terminologia) e condussi, alla testa di 200 giovani, la Contestazione al battesimo di fuoco in una manifestazione che bloccò il centro di Milano durante due ore di traffico serale (Manifestazione di Contestazione del Sistema, Milano 7 marzo 1967). Quella manifestazione, che fu repressa con inaudita violenza poliziesca ed ebbe grandissima eco sulla stampa, sarebbe stata la prima di centinaia di altre simili che poi si sarebbero inscenate nel mondo, essendosi la Contestazione propagata dal Movimento Mondo Beat alla massa degli italiani prima, poi dei francesi, ed essendosi dopo la Contestazione manifestata in tanti altri luoghi, più di recente nelle società islamiche, e attualmente una seconda volta in Francia, con i Gilets Jaunes, alla testa dei quali Melchiorre Gerbino si pone idealmente.
Melchiorre Gerbino è dunque un personaggio storico (e perciò subisce persecuzione) perché egli ha grandemente contribuito a mettere a punto una rivoluzione nonviolenta delle masse, che è diventata intrinseca agli sviluppi del Villaggio Globale, come detto la Contestazione, cui il potere contestato non può che rispondere se non con la violenza, perdendo così credibilità e ascendente sulla massa dei suoi soggetti.
Ora, venendo all’attualità e al pubblico ministero Maurizio Romanelli, è evidente come le incriminazioni cui costui mi sottopone, siano macchinazioni politiche, nel caso specifico atte a penalizzare me e a scagionare e gratificare l’agente dei servizi segreti Giovanni De Martino, che subito dopo i tempi di Mondo Beat tentò di assassinarmi in Marrakesh, in combutta con tale De Mattia, altro agente dei servizi segreti italiani, che operava in Marocco nell’Ambasciata d’Italia sotto copertura diplomatica. Essendo stati coinvolti in questo affare del tentato omicidio, e nei suoi risvolti, i servizi segreti italiani, marocchini, statunitensi… ed avendo questo affare sollevato clamore a Marrakesh, è impossibile che di esso venga cancellata la memoria. Ma il pubblico ministero Maurizio Romanelli di tutto questo non si è curato e non si cura. Egli ha disatteso le norme della Giustizia, che vuole che a seguito di denunce di omicidi o tentati omicidi la magistratura abbia a indagare d’ufficio. E difatti, senza che ciò sia stato fatto nei riguardi di Giovanni De Martino (che da Melchiorre Gerbino è stato formalmente accusato di tentato omicidio nei suoi riguardi, come risulta dai documenti agli atti di quel processo) il pubblico ministero Maurizio Romanelli si è destreggiato perché Melchiorre Gerbino venisse condannato per diffamazione.
A questo punto val bene guardare al curriculum del magistrato Maurizio Romanelli.
Prima di essere assegnato a Roma alla Procura nazionale antimafia e antiterrorismo, dove attualmente opera, Maurizio Romanelli è stato per anni a capo del pool antiterrorismo della procura di Milano, da dove ha cooperato a diverse indagini giudiziarie internazionali. Egli ovviamente ha anche svolto indagini di antiterrorismo in Lombardia. Ma, guarda caso, in tutte le indagini da lui condotte sono stati incriminati solo "estremisti islamici", e ciò grazie a monitoraggi telefonici. E tutti costoro si stavano preparando ad attaccare il Vaticano o i suoi beni e alcuni pure ad attaccare rappresentanze israeliane.
E guarda un po’ da Romanelli, nelle indagini internazionali che ha condotto, non sono mai stati sfiorati i sionisti. Come se costoro vivessero sulla Luna. E pur tuttavia si sa che i sionisti, agendo col Mossad, sono i peggiori destabilizzatori del mondo: attentati (abbattimento delle Torri Gemelle), guerre (Medio Oriente), migrazioni artificiali di massa (in Italia 650.000 clandestini fatti entrare forzosamente da Soros, e chi sa tra di loro quanti agenti del Mossad, camuffati da islamici, che poi, al momento degli attentati in varie parti d’Europa, grideranno "Allahu Akbar!").
Niente, nella sua innocente visione del mondo, Romanelli non si è mai accorto di come i sionisti, con attentati, guerre, migrazioni artificiali di massa, forzino i processi della globalizzazione secondo piani da loro prestabiliti, nulla importando loro se per realizzare i loro piani il mondo venga devastato e impoverito. Romanelli si è tutto prodigato ad acciuffare arabi indecenti, alcuni dei quali con culi così grandi che a stento possono passare attraverso una porta. Costoro, come s’è detto, si preparavano ad attentati contro rappresentanze israeliane e beni del Vaticano, i cui gesuiti peraltro sono legati indissolubilmente ai sionisti, da quando il gesuita Jorge Mario Bergoglio, esautorando il papa Joseph Ratzinger, ne ha usurpato il trono.
Ma forse, a questo punto, potrebbe trovare qualche giustificazione il sospetto che Romanelli possa simpatizzire per gesuiti e sionisti, visto come scagiona e gratifica il mancato mio assassino Giovanni De Martino, ora agente di collegamento tra Vaticano e Mossad.
Certo che se il magistrato Maurizio Romanelli avesse a essere colluso con gesuiti e sionisti, e per ciò in veste di pubblico ministero avesse a muovere contro Melchiorre Gerbino, i conti tornerebbero perfettamente, perché Melchiorre Gerbino ha dato fastidio a gesuiti e sionisti, dai tempi di Mondo Beat a oggi.
Sia chiaro che le considerazioni fin qui fatte da Melchiorre Gerbino sul pubblico ministero Maurizio Romanelli debbano essere valutate nell’ottica di una critica che Melchiorre Gerbino muove alla Sentenza del 18.07.2014 - Procedimento penale n. 11756/13 R.G. Trib. - Tribunale di Milano – Sezione Decima Penale. Essendo questa sentenza diventata definitiva, Melchiorre Gerbino, con quanto fin qui da lui detto sul magistrato Maurizio Romanelli, si è arrogato il diritto di criticarla.
A questo punto, gentile Avvocato Carlo Margara, non so quanto interesse possa ancora Lei mostrare a patrocinarmi nel prossimo procedimento penale intentato contro di me dal pubblico ministero Maurizio Romanelli. È ovvio che quando questo procedimento penale sarà diventato attuale, Melchiorre Gerbino si rifiuterà di giocare col mazzo di carte truccate che gli si vorranno imporre: ignorerà del tutto quelle carte e si dichiarerà perseguitato politico.
Per concludere con la presente, Le chiedo formalmente, gentile Avvocato Margara, di trasmettere agli atti di questo prossimo Procedimento Penale 22695/14 R.G.N.R. mod. 21 - R.G. Trib. 13382/18, quanto da me con questa Le viene ora inviato e Le chiedo di farlo con copia conforme alla presente.
RingraziandoLa per la Sua attenzione, distintamente La saluto
Melchiorre Gerbino

PS:
Faccio presente che ho diritto al Patrocinio a spese dello Stato, non avendo io un reddito superiore ad € 11.493,82 all'anno.
Faccio altresì presente che io non sono residente nelle Filippine, dove ho lo status di turista, ma sono residente in Italia senza fissa dimora, in quantoché ho dovuto vendere la casa e la campagna che lì avevo in quel di Calatafimi, per tema che dopo la mia conversione all’Islam e relativo pellegrinaggio alla Mecca, la Santa Sede me le avrebbe fatto incendiare.


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Email inviata dall’Avvocato Carlo Margara a Melchiorre Gerbino il 18 febbraio 1919 alle ore 4,12 pomeridiane (fuso orario delle Filippine)

Egregio Signore,
La ringrazio per avere risposto alla mia comunicazione.
Tuttavia, poiché lo scambio epistolare a mezzo posta elettronica non garantisce genuinità sulla provenienza dei messaggi dall’autore effettivo e dovendo garantire la riservatezza sul contenuto delle comunicazioni, ritengo opportuno concordare un appuntamento presso il mio studio, sia per valutare la migliore strategia difensiva nell’interesse della parte assistita, sia per acquisire la documentazione attestante la situazione reddituale richiesta per l’ammissione al Patrocinio a spese dello Stato.
Cordiali saluti.
Avv. Carlo Margara

Avv. Carlo Margara
Via Fontana, 18
20122 Milano


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Email inviata da Melchiorre Gerbino all’Avvocato Carlo Margara il 20 febbraio 1919 alle ore 6,52 antimeridiane (fuso orario delle Filippine)

Egregio Avvocato,
La ringrazio per avere risposto alla mia precedente email.
Venendo al dunque, Le faccio presente che:

1 - Come Le ho già dichiarato, poiché é provato che le mie caselle di posta elettronica sono violate e monitorate, io non posso illudermi di potere interagire tramite esse con riservatezza. E perciò, come Le ho già altresì dichiarato, io intendo pubblicare nel mio sito ufficiale in Internet copia della corrispondenza che abbia a intercorrere tra me e l’avvocato d’ufficio che mi patrocini. Ed ecco difatti come del nostro scambio di email io abbia fatto copia e la pubblichi ora nel mio sito ufficiale
Si sa che per ottenere un sito ufficiale in Internet è necessario documentare la propria identità, e questo dovrebbe già bastarLe per essere certo della mia. Ma, a prova inconfutabile di come sia io il titolare del sito Internet in questione, si può costatare come il pubblico ministero Maurizio Romanelli abbia impiantato contro di me il primo procedimento legale, da cui questo secondo ora discende, a causa di quanto da me pubblicato proprio in questo mio stesso sito Internet (vedi documentazione giudiziaria).
Ecco dunque l’evidenza che chi ora Le scrive è Melchiorre Gerbino, nato a Calatafimi il 30.08.1939.

2 – Attualmente non sono nelle condizioni di potere affrontare un viaggio dalle Filippine a Milano, una permanenza costì, un viaggio di ritorno alle Filippine, per poterLa incontrare nel Suo studio legale, come da Lei richiestomi. Pertanto Le invio le cifre del mio codice fiscale ( GRBMCH39M30B385T ) perché Lei possa accertarsi di come io rientri nella categoria di cittadini italiani che hanno diritto ad assistenza legale a carico dello Stato. In sintesi, la mia condizione sociale è quella di un nullatenente che in un anno solare percepisce 13 (tredici) mensilità di una pensione statale di circa Euro 630 (seicentotrenta) ciascuna.

3 – Ove quanto qui da me dichiarato e prodotto non La soddisfi, e/o ove Lei non intenda difendermi quale soggetto perseguito per motivi politici, allora penso sia il caso che Lei rinunci all’incarico. Io ho da sostenere in tribunale, tramite Lei, o altro avvocato, o da solo, che il magistrato Maurizio Romanelli, non essendo superiore alla Legge, non può né disattenderla né strumentalizzarla, come sostengo abbia fatto e stia facendo contro una persona onorata quale Melchiorre Gerbino e a favore di un delinquente conclamato quale Giovanni De Martino (tentato omicidio nei miei riguardi, continuata violazione a man bassa dei miei diritti d’autore… Per rendersi conto di quanta moralità abbia Giovanni De Martino, nato a Angri il 9 febbraio 1947, basti pensare che costui si é potuto iscrivere all’Albo dei Pubblicisti avendo presentato documentazione falsa, e di tanto io posso dare spiegazioni).

4 - Infine, cominciando la prima email che ho ricevuto da Lei con: "a seguito di vani tentativi di rintracciarLa"
e avendo io risposto con: "Non mi risulta che Lei abbia tentato di rintracciarmi e pertanto La prego di volermene dare evidenza, mostrandomi le email, o quant’altro, con cui ha tentato di farlo"
e non avendo Lei a tuttora fatto quanto da me giustamente richiestoLe, potrebbe nascere in me il sospetto che Lei faccia da sponda al pubblico ministero Maurizio Romanelli, il quale ha voluto incaricare l’Interpol per scovare dove io fossi, quando in verità io ho sempre fatto sapere dove mi trovassi, sia nei motori di ricerca che nei social. SEMPRE!
La prego pertanto di fugare questo mio sospetto, dandomi prove del fatto che Lei abbia tentato di rintracciarmi prima della Sua email a me pervenuta il 14 febbraio c.a., con cui é iniziata la nostra corrispondenza. In mancanza di che, il sospetto diventerebbe così grave che io sarei costretto a ricusarLa e a segnalarLa all’Ordine degli Avvocati.

In qualunque caso, la corrispondenza tra noi fin qui intercorsa, oltre che a pubblicare nel mio sito Internet, io pubblicherò pure nei social e di essa invio ora copia a organi superiori della Magistratura Italiana e dell’UE e invierò a quant’altri indirizzi dovessi ritenere opportuno.

Cordiali saluti.

Melchiorre Gerbino


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Email inviata dall’Avvocato Carlo Margara a Melchiorre Gerbino il 28 febbraio 1919 alle ore 11,21 pomeridiane (fuso orario delle Filippine)

Egregio Signore,
con la presente intendo precisarLe che il Sig. Melchiorre Gerbino, come risulta agli atti del procedimento, è stato dichiarato irreperibile sin dal 4.9.2014, con la conseguenza che alcun obbligo di ricerca dello stesso può essere preteso dal difensore nominato d’ufficio, sebbene il sottoscritto si sia comunque attivato in tal senso.
Ciò premesso, significo nuovamente che la corrispondenza tra avvocato e parte assistita è coperta da riservatezza e non può, pertanto, essere oggetto di divulgazione o persino resa pubblica.
Inoltre, mi corre l’obbligo di farLe presente che il contenuto delle comunicazioni pervenute, Suo tramite, allo scrivente potrebbe pregiudicare la difesa in giudizio del sig. Melchiorre Gerbino, che è invece preciso dovere del sottoscritto garantire, sino a quando non ne venga revocato il mandato, al quale, peraltro, non è possibile rinunciare, trattandosi appunto di difensore d'ufficio.
A tale riguardo, rammento infine che il sig. Melchiorre Gerbino ha il diritto di nominare un difensore di fiducia, che potrà scegliere anche tra gli avvocati iscritti alle liste del Gratuito Patrocinio, beneficio concesso ai soggetti non abbienti che dimostrino la sussistenza dei requisiti mediante apposita istanza sottoscritta personalmente.
Cordiali saluti.
Avv. Carlo Margara

Avv. Carlo Margara
Via Fontana, 18
20122 Milano


Il contenuto di questa e-mail è rivolto unicamente alle persone alle quali è indirizzato e può contenere informazioni la cui riservatezza è tutelata legalmente. Sono vietati la riproduzione, la diffusione e l’uso di questa e-mail in mancanza di autorizzazione del destinatario. Se avete ricevuto questa e-mail per errore vogliate cortesemente contattarci immediatamente.


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Email inviata da Melchiorre Gerbino all’Avvocato Carlo Margara il 6 marzo 1919 alle ore 2,18 pomeridiane (fuso orario delle Filippine)

Egregio Avvocato,
salutandoLa e venendo al dunque:

Punto 1 – Trovo contraddittorio, da parte Sua, che Lei asserisca che "la corrispondenza tra avvocato e parte assistita è coperta da riservatezza e non può, pertanto, essere oggetto di divulgazione o persino resa pubblica" quando Lei stesso, al piede delle 3 email che mi ha fin qui inviato scrive: "Sono vietati la riproduzione, la diffusione e l’uso di questa e-mail in mancanza di autorizzazione del destinatario". Ora, il destinatario, io, Melchiorre Gerbino, vuole che queste 3 email, e le risposte a esse, siano portate a conoscenza di organi superiori della Magistratura Italiana e dell"UE e a conoscenza del pubblico italiano e internazionale, e pertanto agisce di conseguenza, dato che questo è nel suo diritto.

Punto 2 – Egregio Avvocato, Lei non ha ancora dato risposte alla mia richiesta di darmi prova di come Lei abbia tentato di mettersi in contatto con me, prima che mi fosse pervenuta la sua email del 14 febbraio 1919, ore 2,12 antimeridiane (fuso orario delle Filippine) con cui è iniziata la nostra corrispondenza. La detta email cominciava testualmente così: "Egregio Signor Gerbino, a seguito di vani tentativi di rintracciarLa, scrivo nuovamente la presente comunicazione nella speranza che possa pervenirLe…". Ora, da una analisi grammaticale e logica di questa frase, e particolarmente dall’avverbio "nuovamente", si evince che Lei, prima di questa email, aveva tentato invano di rintracciarmi. Io Le ho subito replicato che a me questo non risultava e Le ho chiesto esplicitamente, e a chiare lettere, che mi desse prova di quanto Lei asseriva, dato che ciò non è un dettaglio da poco, se è vero che per rintracciarmi è stato incaricato l’Interpol (come io fossi un delinquente che si nasconda e non un illustre personaggio che può essere letto nel suo sito ufficiale internet, dove è da sempre pubblicata una sua casella di posta elettronica e attualmente la stessa attraverso cui Lei e io stiamo comunicando, e può essere contattato in Facebook e Twitter, dove egli opera col suo nome e cognome e dove la sua identità è provata, dato che Facebook e Twitter hanno registrato il di lui numero di telefono, cui hanno inviato messaggi di verifica, numero di telefono che ora invio anche a Lei, perché Lei non abbia più ad avere dubbi di sorta sulla mia identità).
E dunque alla mia legittima richiesta che mi sia fornita documentazione di come Lei abbia invano cercato di contattarmi, Lei non può sottrarsi, perché da come Lei vi avrà evaso, o non evaso, dipenderà il prosieguo dell’azione che io promuoverò nel procedimento penale di cui all’oggetto, fermo restando che la corrispondenza tra di noi intercorsa rappresenta essa stessa parte della mia difesa e pertanto dovrà essere messa agli atti dal mio avvocato difensore.

In attesa di una Sua sollecita, dettagliata, documentazione di come Lei mi abbia invano cercato, riceva intanto da parte mia cordiali saluti

Melchiorre Gerbino

(Fine della corrispondeza fin qui intercorsa tra l’Avvocato Carlo Margara e Melchiorre Gerbino)



Qui a seguire uno stralcio della prima email inviata all’Avvocato Margara, dove sono stati creati link che illustrano gli eventi della storia di Mondo Beat e della Contestazione da Melchiorre Gerbino citati
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Inoltre, sia ben chiaro come nella mia ottica il procedimento penale di cui Lei mi scrive, e il precedente, da cui questo è conseguito, sono processi politici, promossi dal magistrato Maurizio Romanelli in veste di pubblico ministero.
Ma prima di venire a ciò, vale la pena che io ricordi succintamente come la magistratura sia già stata strumentalizzata politicamente contro di me, Melchiorre Gerbino, allorché da essa magistratura (sostituto procuratore Veltri) fu ordinata la distruzione della Tendopoli di Mondo Beat (Milano, 12 giugno 1967) di cui Melchiorre Gerbino era il leader, e con la distruzione della Tendopoli furono distrutte le di lui cose che in essa si trovavano (1) - (2) - (3).
Questa distruzione veniva ordinata dalla magistratura senza che alcuno fosse stato incriminato di qualcosa, ma si presume per "esigenze di decenza e moralità". E vale la pena ricordare come contemporaneamente alla distruzione della Tendopoli sia avvenuta la requisizione, da parte dei servizi segreti, dei locali della sede della rivista "Mondo Beat", rivista di cui Melchiorre Gerbino era proprietario e direttore responsabile, regolarmente iscritto all’Albo. A conseguenza di ciò, la carriera giornalistica di Melchiorre Gerbino sarebbe stata troncata e qualsiasi sua attività posteriore a quegli eventi sarebbe stata precaria, essendo stata la vita di Melchiorre Gerbino perpetuamente minacciata.
A questo punto Lei potrebbe chiedersi se io sia una persona così pericolosa che quanto fin qui da me descritto possa essere visto nell’ottica con cui lo descrivo.
Sì, io sono una persona pericolosa per l’attuale Andazzo (detto altrimenti "Ordine Mondiale" da chi ne regge i maggiori organismi internazionali) perche io combatto questo Andazzo senza compromessi, in quantoché nella mia ottica esso è criminale e suicida.
E difatti, quale direttore della rivista Mondo Beat e dell’omonimo movimento (Milano, 1966/7) io misi a punto i modelli della Contestazione (metodologia, terminologia) e condussi, alla testa di 200 giovani, la Contestazione al battesimo di fuoco in una manifestazione che bloccò il centro di Milano durante due ore di traffico serale (Manifestazione di Contestazione del Sistema - Milano, 7 marzo 1967). Quella manifestazione, che fu repressa con inaudita violenza poliziesca ed ebbe grandissima eco sulla stampa, sarebbe stata la prima di centinaia di altre simili che poi si sarebbero inscenate nel mondo, essendosi la Contestazione propagata dal Movimento Mondo Beat alla massa degli italiani prima, poi dei francesi, ed essendosi dopo la Contestazione manifestata in tanti altri luoghi, più di recente nelle società islamiche, e attualmente una seconda volta in Francia, con i Gilets Jaunes, alla testa dei quali Melchiorre Gerbino si pone idealmente.
Melchiorre Gerbino è dunque un personaggio storico (e perciò subisce persecuzione) perché egli ha grandemente contribuito a mettere a punto una rivoluzione nonviolenta delle masse che è diventata intrinseca agli sviluppi del Villaggio Globale, come detto la Contestazione, cui il potere contestato non può che rispondere se non con la violenza, perdendo così credibilità e ascendente sulla massa dei suoi soggetti.

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Melchiorre Gerbino - direttore della rivista Mondo Beat - leader storico della Contestazione