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Gerbino e Minh
Manifesto della Contestazione Vandalica Globale contro il Vaticano
di Melchiorre Paolo Gerbino, direttore della rivista Mondo Beat    -    leader storico della Contestazione


Benché Hiroshima e Chernobyl insegnino che le pagine della storia voltano ormai col nucleare, io penso tuttavia che non sia auspicabile una distruzione nucleare della Città del Vaticano, perché da ciò risulterebbe solo una distruzione parziale della Chiesa Cattolica Apostolica Romana, mentre immane sarebbe la strage di innocenti e la catastrofe ecologica.
Penso sia più auspicabile una distruzione vandalica della Città del Vaticano e delle macabre strutture e cianfrusaglie che la Prostituta ha sparse per il mondo.
Penso a una distruzione vandalica, intanto perché io stesso sono vandalo (arrivato 1600 anni fa in Sicilia da Djerba) e poi, fossi stato ostrogoto, avrei comunque pensato a una distruzione vandalica, essendo la Contestazione per sua natura gestuale e l'iconoclastia vandalica la forma di gestualità che le è più congeniale (chi non vorrebbe essere al posto di colui che per primo arriverà a la Pietà brandendo una mazza?!).

il Contestatore Vandalico non sia però omicida, e non solo per le ben note e sempre valide ragioni della nonviolenza, ma anche perché egli deve sublimare la sua ira e attivare in sé una vena di sadismo intellettuale che gli incentivi la creatività vandalica. Mi spiego con un esempio: si trae più ispirazione vandalica a osservare un Gianni De Pincopallino che da vecchio si trascina a far la spia per il Vaticano, dai cui preti veniva sodomizzato in tenera età, che a vederlo morto.
Perciò le azioni della Contestazione Vandalica Globale contro il Vaticano non siano omicide, comunque esse si concretizzino, individuali o collettive, programmate o improvvisate, spettacolari o segrete.

Il Contestatore Vandalico non crei strutture di sorta ma ne occupi di esistenti, confiscandole alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana, e le trasformi all'istante in centri erotico-libertari, aperti a chiunque, senza controlli di sorta, centri provvisori e precari che infine vengano vandalizzati, indifferentemente se dagli stessi Contestatori o dai poliziotti.

Ricordi il Contestatore che il tratto più caratteriale della Contestazione è quello sessuale, perché la Contestazione è rivoluzione e non c'è rivoluzione reale senza rivoluzione sessuale. Pertanto la Contestazione Vandalica Globale contro il Vaticano sia orgiastica, cosicché si contesti nella prassi e in maniera plateale la truffa dell'AIDS. Questa truffa dell'inesistente Epidemia di AIDS, con cui viene repressa la spontaneità erotica dei soggetti e si scroccano soldi a quanti ne vengano repressi, è stata imbastita dal Vaticano in combutta con le multinazionali.

Il Contestatore Vandalico della prima ora ricordi che la Contestazione è contagiosa e quando supera una certa soglia di resistenza, che le viene frapposta dal potere con ogni mezzo, allora dilaga incontenibile come una pandemia. Il Contestatore della prima ora sia perciò lucido nel mirare le azioni vandaliche contro il Vaticano, perché esse orientino la marea di quelle che seguiranno.

Il Contestatore concepisca la Contestazione Vandalica Globale contro il Vaticano come creatività distruttiva in divenire, fatta di atti originali e irripetibili, cosicché nessun cardinale o poliziotto possa mai prevedere cosa ordirà chi.

Il Contestatore Vandalico assolve alla funzione storica di sabotare le celebrazioni del Funerale dell'Uomo Classico, durante le quali la Chiesa Cattolica Apostolica Romana da quasi duemila anni va sacrificando le sostanze dei vivi per onorare il Morto. Il collasso della Chiesa Cattolica Apostolica Romana è nella logica degli eventi che devono avvenire, perché è ineluttabile che nel mondo emerga un nuovo ordine. Pertanto, il Contestatore Vandalico sia flemmatico nell'attendere che arrivi il suo momento e, il momento arrivato, sia ieratico nel devastare.

Propaga questo Manifesto nel web e nelle scuole e traducilo in altre lingue.


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Carlo De Benedetti,il sionista che in Italia ha compiuto le operazioni piu sporche per il Vaticano Sui sionisti

I sionisti non avrebbero gran potere se la Chiesa Cattolica Apostolica Romana, quelle nate dalla Riforma, le Ortodosse, non glielo avessero accordato trasversalmente. Questo han fatto e fanno perché il problema che le Chiese Cristiane tutte hanno è di come vincolare la massa della gente all'obsoleto gioco sadomaso del Messia degli Ebrei inchiodato alla Croce dell'Impero Romano. La migliore strategia, perché la gente non si allontani dalla Croce, consiste nell'infiacchirla fino a renderla esausta, e perciò la gente viene lasciata in balia dei sionisti.
A prova del fatto che ai sionisti il potere discenda dalle Chiese Cristiane, c'è l'evidenza che, dove le Chiese Cristiane non hanno potere, non ne hanno nemmeno i sionisti (Giappone, Cina, società islamiche). Certo, i sionisti possono far pesare ovunque il loro potere economico, ma non quello ideologico, che è di gran lunga il più importante, perché, difficile da impiantare e difficile da sradicare, è con esso che si governa la società, mentre il potere economico, al confronto, è precario.
Con astuzia, la Chiesa dell'Imperatore Costantino fa temere un mondo in mano ai sionisti, ove la Chiesa stessa avesse a collassare, quando è vero il contrario, dovesse collassare la Chiesa, collasserebbero anche i sionisti. E se i sionisti riuscissero a controllare il mondo, allora il mondo lo dominerebbe la Chiesa, che può penalizzare i sionisti con pogrom di ebrei quando i sionisti fanno passi nella direzione sbagliata. E difatti quando negli USA i sionisti ebbero creduto di potere raggiungere la presidenza con Paul Wolfowitz e fare degli USA un satellite d'Israele, il Vaticano produsse il film "The Passion of the Christ", e i sionisti tornarono immediatamente nei ranghi, perché capirono bene che se il Vaticano avesse prodotto un secondo film del genere, negli USA sarebbe cominciata la caccia aperta agli ebrei. Paul Wolfowitz non solo non divenne presidente degli USA, ma perse pure la presidenza della World Bank e fu fotografato con un calzino sfondato al calcagno e la foto fece il giro del mondo... insomma, starà vendendo tappeti in qualche angolo di Manhattan.
Venendo poi alla situazione italiana, chiediamoci perché la Chiesa, che è stata sempre attentissima a quello che attiene all'istruzione pubblica ed è stata irremovibile nel chiederne il controllo politico, imponga, contro tutte le regole della pubblica istruzione, il quotidiano "La Repubblica" nella scuola d'obbligo. Non è un mistero che "La Repubblica" sia di proprietà del sionista Carlo De Benedetti, il personaggio più losco sulla ribalta italiana, che gode d'impunità giudiziaria perché da sempre esegue i lavori più sporchi per il Vaticano. Carlo De Benedetti con "La Repubblica" promuove a sua volta altra gentaglia sionista, vedi Roberto Saviano, che si mette pure al servizio del Vaticano incondizionatamente.
La Contestazione non avrà finito con i compassati nobili romani, se non avrà finito pure con i frenetici loschi sionisti.
Per farla finita con entrambi, Crocifisso e Bibbia nel cestino della spazzatura. Cestinare con risolutezza e senza rimpianti! La Croce, emblema di schiavitù. La Bibbia, cazzate... e il secondo giorno separò l'acqua di sotto dall'acqua di sopra... Che creò sto secondo giorno... il bidet?
Cestinare nel web, nelle piazze, nelle scuole, nei teatri, per illuminare la mente dei giovanissimi.

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