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Il Bambino Gesù mi vuole terrone |
| Melchiorre Gerbino |
| Dopo la fine della seconda guerra mondiale il papa Pio
XII promosse in diverse nazioni con popolazione cattolica la formazione
di partiti politici denominati Democrazia Cristiana o Cristiano Democratici.
Ciò faceva parte della strategia di una rinnovata politica vaticana,
dalla cui trama emergeva chiaro il disegno di una seconda crociata antibolscevica,
capitanata questa dai capitalisti, la prima essendo stata condotta dai nazi-fascisti
durante la guerra. Chissà se l'antibolscevismo di Pio XII avesse
avuto origine da ragion veduta, cioè l'avere egli visto in Stalin
un nemico peggiore di Hitler, o se da sentimenti protettivi verso Suor Pasqualina
e l'amata Baviera! E' però certo che Pio XII aveva visto in Stalin
il diavolo, ed era stato sul punto di dichiararlo 'a divinis' l'Anticristo,
quando fu fermato in extremis dai gesuiti. D'altronde c'era reciprocità
di sentimenti paranoici tra Pio XII e Stalin, quest'ultimo avendo una notte
convocato in fretta e furia i generali dell'Armata Rossa per farsi dire
quante armate avesse il Papa di Roma! Ciò non impedì ai due
di trovare l'accordo per spartirsi il potere e il contropotere in Italia,
al momento del referendum sulla monarchia, quando l'uno invitò i
cattolici e l'altro i comunisti a votare per la repubblica. La monarchia
vinse allora il referendum con uno scarto di quasi due milioni di voti,
ma Pio XII e Stalin fecero truccare il referendum e fecero vincere la repubblica.
L'Italia si costituì di fatto in una repubblica pirata, e vieppiù
lo è andata diventando fino ai giorni nostri: questo dico in verità,
e non per nostalgie monarchiche, ché re Vittorio Emanuele III avrebbe
meritato di essere fucilato alla schiena... Si è parlato molto di
criminali politici di quella generazione, particolarmente di Stalin e di
Hitler. Io penso che nessuno lo sia stato quanto Pio XII. Stalin era mosso
da una ideologia, Hitler quantomeno da sete di vendetta, entrambi avrebbero
voluto, a modo loro, cambiare in meglio il mondo: Pio XII voleva che il
mondo restasse nell'oscurantismo e nell'idolatria, anzi, ove possibile,
che vi regredisse. Dopo il referendum truccato, per sua acquiescenza furono
fatti rientrare in Sicilia i mafiosi che durante il fascismo erano scampati
alle retate del prefetto Cesare Mori e avevano riparato negli USA. Costoro
furono fatti rientrare in pompa magna e li si agevolò perché
si consolidassero nel territorio siciliano, territorio che il fascismo aveva
liberato dalla mafia. Questi mafiosi dovevano incettare voti per la Democrazia
Cristiana, ovviamente usando tecniche mafiose. Per questo lavoro sporco
Pio XII li avrebbe retribuiti con il più sporco dei salari, 'il pizzo',
che i mafiosi stessi avrebbero imposto a quanti avessero svolto attività
produttive. Si realizzava così la prima fase di un piano perverso:
ostacolare il progresso in Sicilia. Nella seconda fase di questo piano si
sarebbe creato in Sicilia un antistato, operando nel territorio con politici
e giudici al servizio della chiesa. Nella terza fase si sarebbe fatto espandere
questo antistato dalla Sicilia a tutto il Meridione d'Italia, e da lì
si sarebbero esportati in Nord Italia prefetti, questori e altri funzionari
asserviti alla chiesa. Muovendo dalla Sicilia, al contrario di Giuseppe
Garibaldi che aveva unificato l'Italia, Pio XII realizzava in Italia il
'divide et impera' di romana memoria. Per colmo di raffinatezza sadica Pio
XII ci ha voluto fare intendere che egli credeva in dio: nel suo testamento
ha lasciato scritto che alla sua morte il suo corpo fosse seppellito nell'angolo
più buio dei sotterranei del Vaticano!... Pio XII, al secolo Eugenio
Pacelli, era 'romano de Roma': nessun papa meglio di lui ha incarnato la
vera natura della Chiesa Cattolica Apostolica Romana. Che cos'è in
verità questa chiesa, nella cui ragione sociale l'aggettivo qualificativo
'cristiano' non figura?! Da dove origina?... Per quanto paradossale possa
sembrare essa origina da Afrodite, dea greca dell'amore, nata nelle onde
del Mare Egeo dall'ultimo orgasmo del fallo di Urano, dopo che il figlio
Crono lo aveva strappato dal corpo di lui e lo aveva ivi scagliato. Ciò
era avvenuto mille e cinquecento anni prima che Gesù nascesse in
una grotta in Palestina. La dea Afrodite (Venere presso i romani) ebbe un'infinità
di love stories, con dei e con mortali, e tra questi ultimi una con il principe
troiano Anchise, da cui concepì l'eroe Enea. Come si sa Enea prese
parte alla Guerra di Troia e fu l'unico a non credere allo stratagemma del
Cavallo di Ulisse, per cui non festeggiò la fine dell'assedio ma
rimase in armi con i suoi guerrieri, e a notte, mentre tutti gli altri troiani
gozzovigliavano ubriachi e i greci ne facevano strage, Enea con la spada
in pugno, tenendo per l'altra mano il figlioletto Ascanio e portandosi sulle
spalle il vecchio padre Anchise, con i suoi uomini si aprì pugnando
un varco a una nave con la quale salpò da Troia in fiamme. Quando
arrivò a Cartagine, dove chiese asilo, la regina Didone si innamorò
perdutamente di lui (era figlio di Venere: chissà con quali pratiche
erotiche avrà intrattenuto la regina). Quando egli lasciò
Cartagine alla volta della Sicilia, la regina Didone si suicidò,
mentre ancora dalla sua reggia ne avvistava la nave (Enea è il latin
lover ante litteram). Egli si fermò cinque anni nella Sicilia occidentale,
dove c'era un insediamento troiano (elimo), e vi fondò Segesta, mentre
il vecchio padre Anchise moriva; poi, forte di uomini e di mezzi, salpò
alla volta del Lazio, dove affrontò Turno, lo uccise e ne sposò
la moglie Lavinia, figlia di Latino re del Lazio: e qui si perdono le tracce
del mito di questo magnifico eroe. Il figlio Ascanio, che appena posto piede
nel Lazio aveva assunto il nome Julo (da lui discese il clan più
nobile romano, la 'gens julia') si era insediato con i suoi troiani in un'area
abitata dal popolo dei volsci. Lo scontro tra troiani e volsci era inevitabile,
ma tra Camilla, regina dei volsci, e Julo si convenne una sfida a singolar
tenzone, perché il vincitore avesse a regnare sui due gruppi etnici
unificati in una nuova schiatta. Julo vinse e l'amazzone Camilla perì:
l'evento segna il momento di passaggio dal matriarcato al patriarcato nel
Lazio. Da lì la storia è più nota: Romolo e Remo, il
Ratto delle Sabine e una nuova miscela razziale, e giù nei secoli
fino a Caio Giulio Cesare (Giulio perché della 'gens julia': nel
suo stemma l'astro Venere!). Alla morte di Cesare tra i suoi due delfini
prevalse Ottaviano, allorché Marco Antonio, che con tutto il suo
esercito s'era ubriacato di sesso ad Alessandria, sentendosi perdente si
suicidò, e con lui per amor suo si suicidò Cleopatra (Marco
Antonio è il primo latin lover; tra gli ultimi più illustri
Amedeo Modigliani e Benito Mussolini). Ottaviano, dunque, divenne imperatore
romano e prese il nome di Cesare Augusto, e conseguì, tra le tante
magnifiche opere, il primo censimento della storia (quando tra tutti i soggetti
dell'impero fu censito anche Gesù di Nazareth) e conseguì
pure il primo acquedotto con condutture di piombo, e con questo acquedotto
causò il declino della razza romana e del suo impero. Nelle ossa
dei romani dei tempi di Cesare Augusto, e fino a quelli di trecento anni
dopo di lui, si riscontrano tassi di piombo molto superiori alla soglia
di tolleranza, e conseguentemente si rilevano le patologie del saturnismo,
di cui i due aspetti più terrificanti sono il rachitismo e la follia
(le cui tracce sono ancor oggi evidenti nei romani dei quartieri popolari
e tra i ciociari). Al contrario di quello che si era ritenuto fino a tempi
recenti, fu grazie all'avvento dei barbari e all'apporto del loro sangue
che i romani non si estinsero del tutto. Dopo più di tre secoli di
terrificante progressiva degenerazione, prima con l'adozione del cristianesimo
quale religione di stato da parte dell'imperatore Costantino, poi con l'investitura
del potere temporale a papa Leone ai tempi di Attila, la nobiltà
romana andava faticosamente trovando la formula con cui continuare a gestire
il controllo sulle genti dell'ormai disgregato impero: l'esercizio teocratico
del potere. E quale religione migliore del cristianesimo per esercitare
un siffatto potere?! Una religione che insegna a porgere l'altra guancia
a chi ti dà uno schiaffo e il cui fondatore viene crocefisso tra
due ladroni con lo scherno di una corona di spine sul capo?! Costretta ad
abiurare alla sua magnifica mitologia, la nobiltà romana adottava
quella di una setta di ebrei masochisti, ma ad uso e consumo degli schiavi
e dei barbari, e mai nel suo sdegnoso razzismo avrebbe adottato il termine
'cristiano' nella ragione sociale del culto con il quale avrebbe oppiato
le plebi! Se domani la Chiesa, questa esoterica società segreta troiana,
guardie svizzere e bagagli avesse a traslocare dal Vaticano a Yamoussoukro
in Costa d'Avorio, dove con preveggenza s'è fatta costruire un complesso
gemello di Piazza e Basilica San Pietro, e sulla croce avesse a rimpiazzare
il semita col camita o con lo scimpanzé geneticamente modificato,
non avrebbe a scomporsi più di tanto, potendo restare a pieno titolo
'Cattolica Apostolica Romana'!... Non rivangherò qui tutta la storia
della Chiesa. Dirò che essa si è sempre adoperata a indebolire
e svilire il tessuto sociale dei popoli su cui ha esercitato influenza.
Prova ne sono i cumuli di scheletri di neonati sotterrati all'interno dei
monasteri medievali, luoghi dove veniva segregato il fiore della nobiltà,
perché vi si consumasse nell'inerzia: inevitabili erano le storie
d'amore tra gentiluomini e nobildonne, rinchiusi in conventi contigui comunicanti
con sotterranei, storie che finivano sempre con l'assassinio della prole.
Né si creda che la politica perversa del Vaticano si sia esaurita
nel medioevo o con l'Inquisizione, perché s'è visto quale
è stata la recente politica di Pio XII verso l'Italia. Politica che
tutti i papi successori di Pio XII hanno seraficamente perpetuata. Se uno
di questi papi successori fosse stato in grado di influenzare la politica
italiana e fare eleggere alla presidenza della repubblica il Mostro di Firenze,
allora sarebbe stato beato, perché l'eletto avrebbe perpetrato spontaneamente
mostruosità contro gli italiani, e mostruosità mirate gli
si sarebbero potute fare perpetrare coi ricatti! In verità la politica
vaticana verso l'Italia, perpetuata dai papi successori, è stata
ancora più perversa e deleteria di quella di Pio XII (solo Paolo
VI nell'attuarla mostrò talora delle titubanze, dovute alla sua sensibilità
di gay)... Sono siciliano, vivo parte del mio tempo in Sicilia, luogo che
da circa sessant'anni è di fatto un protettorato vaticano, dove i
diritti civili sono sconosciuti o lettera morta, dove ci si raccomanda per
i propri diritti, principalmente per il lavoro, luogo da dove si continua
ad emigrare in cerca di lavoro. Ho sessantaquattro anni. Cinquant'anni di
politica vaticana in Sicilia li ho vissuti capendoli e registrandoli nella
memoria. Ai tempi di Pio XII fu mandato in Sicilia il cardinale Ernesto
Ruffini, emiliano, a coordinare mafiosi, politici e magistrati deviati e
gestire l'antistato. Da ragazzino io ebbi il privilegio di potermi confessare
una volta col cardinale Ruffini (mio padre era segretario politico della
Democrazia Cristiana di Calatafimi). Il presule si sforzò allora
di mostrare interesse nell'ascoltare i miei peccatucci, ma posso ora capire
quanto ne sarà stato tediato! Erano tempi, quelli del cardinale Ruffini,
in cui la Democrazia Cristiana trionfava alle elezioni politiche in Sicilia,
e la Sicilia era un baluardo antibolscevico, così come anelava Pio
XII. Ma con la morte di Pio XII e l'ascesa al pontificato di Giovanni XXIII,
sottile diplomatico, il Vaticano abbandonò la plateale barricata
antisovietica e cominciò ad ascoltare le buone ragioni dei bolscevichi,
così come ascoltava quelle dei capitalisti, preoccupato di sopravvivere
allo scontro mortale tra i due blocchi, cioè di sopravvivere alla
Guerra Fredda, chiunque dei due l'avesse vinta. Come per la sopravvivenza
del popolo ebraico la lobby giudaica si era sdoppiata alla fine della seconda
guerra mondiale, essendo partiti scienziati per l'Unione Sovietica, altri
per gli USA, così si sdoppiava ora quella vaticana: la curia romana
continuava la luna di miele con i capitalisti, i gesuiti finivano a letto
con i bolscevichi (parlando di uomini di chiesa non è improprio usare
l'espressione 'a letto', avendo Martin Lutero definito la chiesa 'La Prostituta').
La dottrina enunciata da Giovanni XXIII nell'enciclica 'Pacem in terris',
con la quale il Vaticano prendeva distanza da bolscevichi e capitalisti
e li esortava entrambi a ricercare la pace tra di loro, creò scombussolamenti
negli assetti della politica mondiale, e causò un'inversione di rotta
in quella siciliana. E difatti i gesuiti fecero da testa di ponte per uno
sbarco bolscevico in Sicilia, prima dirottando col ricatto politici democristiani
da posizioni filoamericane a filosovietiche (Bernardo Mattarella), poi con
manovre oscure facendo dimettere il cardinale di Palermo, Francesco Carpino,
e facendo sollevare al suo posto Salvatore Pappalardo (che ai tempi in cui
era stato delegato apostolico in Indonesia s'era fatto incastrare dai servizi
segreti sovietici, chissà per quale 'andare a letto', e aveva finito
per collaborare con loro) e finalmente ricevendo nella cooperativa rossa
di Città del Mare l'astro nascente della politica bolscevica
Michail Gorbaciov, assecondato dal piemontese Achille Occhetto, in Sicilia
sotto la copertura di segretario regionale del Partito Comunista Italiano.
Quello che Gorbaciov e Occhetto per l'occasione avrebbero finto di volere
realizzare sarebbe stato il cosiddetto compromesso storico,
cioè portare al governo della Sicilia i comunisti in coalizione coi
democristiani. Dico che fingevano, perché la realizzazione di quel
piano sarebbe stata impossibile, e lo sapevano bene: si sarebbe trattato
di rendere neutrale un'area che la spartizione del mondo a Yalta aveva fatto
cadere sotto la giurisdizione militare degli Usa, e per giunta un'area altamente
strategica. I falchi della politica americana non avrebbero esitato a fare
eliminare Piersanti Mattarella, il democristiano che era stato condannato,
chissà a causa di quali intrighi, a perseguire l'impossibile impresa
politica del compromesso storico in Sicilia. I bolscevichi sapevano
bene che gli americani avrebbero eliminato Mattarella, e in realtà
premevano perché ciò avvenisse, per causare instabilità
politica in un'area del mondo occidentale, ché già questo
per loro sarebbe stato un ottimo risultato. I gesuiti, a loro volta, capivano
bene tutto ciò, ma non potevano sottrarsi alla volontà dei
bolscevichi, dovendo 'restare a letto' con loro per la causa della sopravvivenza
della Chiesa, ove mai i bolscevichi avessero vinto la Guerra Fredda...Piersanti
Mattarella fu ucciso. E l' intreccio tra bolscevichi e gesuiti si sarebbe
spinto fino all'omicidio di papa Giovanni Paolo I, avvelenato dal generale
dei gesuiti Pedro Arrupe, e all'attentato contro Giovanni Paolo II, e nelle
due circostanze il cardinale Pappalardo sarebbe stato sul punto di diventare
papa. E però quando Giovanni Paolo II, che era sopravvissuto all'attentato,
si decise a sciogliere l'ordine dei gesuiti, allora le 'teste di uovo troiane'
gli fecero intendere la causa di forza maggiore per cui i gesuiti agivano,
e il loro ordine non fu soppresso, e il cardinale Pappalardo sarebbe stato
poi sollevato alla carica di presidente della Conferenza Episcopale Italiana.
Intanto, nel bel mezzo di questa storia infernale della Santa Sede, c'era
stato un terremoto nella Valle del Belice. Il mio paese, Calatafimi, ne
era stato colpito, ma non in maniera catastrofica come altri paesi limitrofi.
Il governo italiano aveva assegnato allora al comune di Calatafimi alcune
migliaia di miliardi di lire (migliaia di milioni di dollari) perché
il paese venisse restaurato. Il cardinale Pappalardo e gli agenti sovietici
e i politici e i palazzinari che gli orbitavano intorno non avevano tempo
da perdere con i restauri! Per incettare buona parte di quei miliardi fecero
dichiarare inagibile il quartiere più solido del paese, il Borgo,
e costruirono un paese satellite, Sasi, con prefabbricati scadenti e gonfiando
le fatture delle spese. Costruirono un paese senza scuola, senza farmacia,
senza vespasiano, senza botteghe alimentari, senza alcun genere di servizi:
una anticamera del cimitero. E più o meno è rimasto così
Sasi, dopo più di trent'anni dalla sua costruzione, mentre Calatafimi
è andata sempre più svuotandosi e spegnendosi. Mio padre,
che ai tempi del terremoto si era opposto alla costruzione di Sasi e avrebbe
voluto che Calatafimi fosse restaurata, fu costretto a lasciare la carica
di sindaco cui era stato appena eletto e, dopo venticinque anni durante
i quali era stato ininterrottamente segretario della Democrazia Cristiana,
venne esautorato dalla carica e gli venne ritirata la tessera del partito!
Al posto suo fu eletto sindaco un villanzone, tale Giuseppe di Stefano,
fratello di un prete. Quando costui a breve sarebbe morto, avrebbe lasciato
un'eredità di più di un miliardo di lire (più di un
milione di dollari di allora), frutto delle tangenti che aveva percepito
dalla costruzione di Sasi. Poiché nel testamento non era stato equo
nel ripartire il bottino tra i fratelli e le sorelle (era scapolo), tra
costoro si scatenò una prolungata vergognosa pubblica lite per l'eredità,
cui la cittadinanza assistette ammutolita, e da questo quadro si può
evincere in quale livello di degrado morale vivano i terroni, e in quale
impotenza civica. Alla morte, a questo Giuseppe di Stefano fu dedicata nel
municipio di Calatafimi una lapide in cui si sprecano gli elogi per la sua
figura; più recentemente un vescovo cattolico, un palermitano, tale
Miccichè, è venuto a Calatafimi a dedicargli una piazza. Ma
tutto ciò è normale in Sicilia: ci sarebbe da stupirsi del
contrario. La Sicilia non deve emanciparsi. (E allora per nulla Pio XII
fece rientrare i mafiosi dall'America?!). I soldi che la Comunità
Europea ha assegnato alla Sicilia, perché vi si realizzassero programmi
di sviluppo, per decenni sono stati rigorosamente rinviati al mittente,
perché fossero elargiti ad altre aree della Comunità, preferibilmente
non cattoliche (quando un cattolico non accende più due candele davanti
alla statua di San Biagio, protettore della gola, ma per curarsi la laringite
si reca dall'otorinolaringoiatra, allora egli si comporta da luterano e
la chiesa ne perde un po di controllo). E se una parte dei soldi che
la Comunità Europea ha assegnato, perché vi si realizzassero
programmi di sviluppo, sono stati erogati in Sicilia, allora si può
essere certi che sono andati a finanziare progetti fasulli, presentati da
'amici degli amici'!... E c'è di peggio! Durante la presidenza del
socialista Pertini e l'amministrazione del socialista Craxi ci fu impegno
politico a modernizzare l'Italia. Furono assegnate allora somme di denaro
ai comuni perché rendessero telematici i loro servizi. Nei comuni
a controllo vaticano, come purtroppo il mio, furono comprati scientemente
computers obsoleti, e i responsabili di ciò, come premio, furono
poi sollevati da cariche comunali a cariche provinciali!... Né solo
questo genere di sabotaggi subiscono i siciliani, ché ancora più
mortificanti sono quelli perpetrati contro le libertà individuali,
sancite dagli articoli della Costituzione Italiana e nella realtà
dei fatti calpestate o ridotte a lettera morta. Ricordo i tempi bui e vergognosi
quando i gesuiti avevano preso da poco il controllo politico in Sicilia,
avendolo sottratto alla curia romana, e facevano amministrare l'antistato
dai loro discepoli Sergio Mattarella e Leoluca Orlando, sapientemente annidati
nella sinistra: l'uno orrido quanto un funzionario dell'Inquisizione, l'altro
untuoso quanto un politico ciarlatano dell'Africa Nera. Allora si arrivò
al punto di mandare la polizia durante un carnevale a Calatafimi a fare
dei blitz nelle case di gente comune che stava ballando, col pretesto che
le case non erano collaudate perché vi si festeggiasse in più
di otto persone: multe salatissime e giovani accompagnati nella sacrestia
di un buon parroco cattolico che li avrebbe fatto ballare legalmente, un
buon parroco che si sarebbe fatto in quattro per farli divertire, tanto
che avrebbe pure inseminato una fanciulla e l'avrebbe poi fatta abortire
(come ai bei tempi dei conventi!)... E come non ricordare il concerto di
Frank Zappa a Palermo?! Lo Stadio della Favorita gremito di giovani - alcuni
giovani handicappati seduti nelle carrozzelle al centro del prato - quando
irrompe la polizia e con una carica travolge tutto e tutti, in una bolgia
di lacrimogeni!... Motivo? Nessuno. Spiegazione? Nessuna... Anzi, sì!
Il motivo e la spiegazione sono che in un protettorato vaticano sono malviste
le aggregazioni di massa che esulino da quelle ecclesiastiche o paraclericali,
e i gesuiti sono zelantissimi nel farle disperdere. Ma se si tratta di andare
a vedere madonne che appaiono in cielo, allora è ben altra cosa!
Allora si viene singolarmente coccolati, poi aggregati ad altri, ci si trova
a viaggiare in autobus con aria condizionata, e festosamente avviati per
prati nel cui cielo la madonna appare. I gesuiti, che come si sa sono dotti
e brillanti, sono riusciti addirittura ad ammaestrare una madonna, quella
di Bel Passo, che appare regolarmente il primo giorno di ogni mese dell'anno
tra le nuvole o nel sole (e non importa se a tante persone che la scrutano
restino lesioni permanenti agli occhi). Pensate dunque a questa madonna
di Bel Passo! Essa appare il primo di gennaio, poi conta trentun giorni
e appare il primo febbraio, poi, se febbraio non è bisestile, conta
ventotto giorni, altrimenti ventinove, e appare il primo marzo, e
così tutti i mesi dell'anno, fonte perenne di gioia e di grazie!...
E poi ci sono pure le statue di madonne che piangono! E intorno ad esse
l'aggregazione umana non è dispersa dai gesuiti, ma è anzi
auspicata. E queste sceneggiate della madonna sarebbero divertenti, se per
montarle non si sabotasse il progresso in Sicilia e non si avviassero a
morte prematura milioni di individui violentati nella coscienza e trascurati
nella salute. E nel resto del Meridione d'Italia è la stessa situazione
ovunque. A parte il vitto e l'alloggio, al terrone standard è dato
di pagarsi una vettura a rate, e per il resto la sua economia è fatta
ruotare tutta attorno a celebrazioni ecclesiastiche: battesimi dei suoi
figli e di quelli dei suoi parenti e conoscenti, prime comunioni, cresime,
matrimoni, funerali: niente viaggi, niente aggregazioni culturali laiche
(queste ultime la chiesa le considera concorrenza del demonio e ne fa paralizzare
le strutture con tutti i mezzi, dalle chiusure dei locali per 'inagibilità'
agli incendi dolosi)... E poiché sono uno che ha viaggiato per il
mondo, posso testimoniare di come il Vaticano eserciti la sua influenza
in altre aree a prevalenza cattolica. Ne selezionerò tre, una africana,
una americana, una asiatica, e ne farò un succinto quadro. Poiché
il quadro sarà desolante, non vorrei che qualcuno fosse tratto in
inganno e pensasse che quasi tutti i paesi del Terzo Mondo dalla fine della
seconda guerra mondiale ad oggi siano sprofondati sempre di più nel
caos, perché ciò è vero per quanto riguarda quasi tutti
i paesi del Terzo Mondo con popolazione prevalentemente cattolica, mentre
quelli con popolazione prevalentemente musulmana hanno quasi tutti conseguito
progresso... Visitai la prima volta il Madagascar, paese a stragrande maggioranza
cattolica, nella prima metà degli anni 70, allorché da poco
aveva ottenuto l'indipendenza dalla Francia: era allora un paese pieno di
speranze, la gente ottimista, gli alberghi puliti e le strade delle grandi
città carrozzabili, vi si respirava aria di gioventù e di
libertà. Sono tornato altre tre volte in Madagascar, l'ultima nel
2003. Posso testimoniare del continuo degrado delle sue infrastrutture,
che oggi sono fatiscenti, e della corruzione politica che vi è andata
sempre più dilagando, che ha causato guasti e abbandono da cui è
emerso il colera che ora miete vittime a migliaia. Per dare un'idea del
degrado e della corruzione, dirò che i venti chilometri di strada
che uniscono la città di Toulear alla spiaggia di Ifaty, che una
volta si percorrevano in venti minuti, oggi si percorrono in più
di due ore, quando non imperversa la stagione delle piogge! Ifaty è
una delle località turistiche più importanti del Madagascar,
con alberghi sull'oceano di tutte le categorie. Diverse volte i gestori
di questi alberghi hanno versato soldi perché fosse rifatto a spese
loro il manto stradale, di cui non c'è più traccia, essendoci
ora al suo posto buche immani che obbligano i mezzi a fare deviazioni interminabili.
Ma oltre che dai gestori di alberghi, l'esecuzione dell'opera è stata
sovvenzionata pure da organismi mondiali e da nazioni europee. I soldi sono
sempre spariti e il manto stradale non è mai stato rifatto: a marzo
del 2003 il rifacimento della Toulear-Ifaty era stato sovvenzionato 22 volte
(ventidue). Per fare intendere poi cosa siano la vita politica e l'amministrazione
della giustizia in Madagascar, dirò della recente elezione a consigliere
comunale di Antananarivo di un candidato che non si era presentato alle
elezioni, ma era amico del presidente della repubblica Didier Ratsiraka.
"Ma come?!" avevano detto indignati quelli dell'altra parte politica,
che si erano sentiti danneggiati "Com'è possibile che sia eletto
consigliere comunale uno che non si è presentato alle elezioni?!"
e avevano fatto ricorso all'alta corte di giustizia malgascia. I membri
di quell'alta corte di giustizia, che a un occhio superficiale potrebbero
sembrare bestioni accaldati da toghe e parrucche, e sono invece uomini sereni,
hanno sentenziato che l'elezione dell'amico del presidente era valida, e
hanno mostrato così imparzialità e indipendenza di giudizio
pari a quelle manifestate da alte cariche della magistratura italiana ai
tempi della presidenza del cattolicissimo Oscar Luigi Scalfaro. Quando ultimamente
stavo per lasciare il Madagascar, si approssimava l'8 marzo, giorno della
'festa della donna', e il Vaticano, che certamente ha un grande potere ma
non il senso del ridicolo, andava intensificando la campagna sui media perché
la donna malgascia celebrasse levento in 'fedeltà e astinenza'!
Poi, all'aeroporto, si imbarcavano col mio volo i soliti individui panciuti,
i visi cianotici per le indigestioni, il piglio un po' bieco, funzionari
del Vaticano, detti 'missionari'... Passando all'America Latina, e limitandomi
a parlare di un solo paese di quell'area (immaginate da voi i guasti che
il Vaticano ha causato in Argentina) dirò succintamente del terribile
destino cui è stato condannato il cattolicissimo Venezuela. La prima
volta che lo visitai era il 1977 e nel paese trovai un grande benessere
diffuso, tanto che decisi di impiantarmici e durante 4 mesi lavorai a delle
creazioni artistiche su lastre di vetro che vendetti a mobilifici, con grande
profitto economico, ché con quello che guadagnai in quei 4 mesi potei
viaggiare per più di un anno attraverso l'America del Sud, la Polinesia,
la Melanesia, l'Asia e rientrare con ancora 100 dollari in tasca nella mia
casa di campagna in Sicilia. Il grande benessere diffuso del Venezuela era
dovuto alla politica di sfruttamento delle ingenti risorse naturali pianificata
a beneficio della popolazione da politici socialisti di vaglia, come Carlos
Andres Perez. Poi, durante il mio secondo viaggio in Venezuela, nel 1987,
prima che il paese facesse ancora passi nell'industrializzazione ed entrasse
nel novero di quelli tecnologici, il Vaticano riuscì a fare eleggere
alla presidenza il democristiano Louis Herrera Campins (assecondato nella
capagna elettorale da un team internazionale di cervelli, tra cui l'italiano
Antonio Pilati, che poi fu premiato dal Vaticano, che in Italia lo fece
eleggere "Commissario dell' Autorità Garante della Concorrenza
e del Mercato"). Louis Herrera Campins, una volta installatosi alla
presidenza, fu così efficiente nel mandare il Venezuela in bancarotta,
che alla fine del suo mandato il Vaticano lo gratificò sollevandolo
alla carica di presidente dei partiti democratico-cristiani di tutta l'America
Latina! Oggi il Venezuela è un paese la cui popolazione va sprofondando
sempre di più nella miseria e nel caos, perché le sue ingenti
risorse naturali sono saccheggiate dalle multinazionali, così come
è stato macchinato dal Vaticano, che a tutto è disposto, purché
una società su cui esercita controllo non se ne affranchi... Le Filippine
erano il secondo paese più industrializzato d'Asia, seconde solo
al Giappone, quando gli USA concessero loro l'indipendenza alla fine della
seconda guerra mondiale. Nell'Asia Gialla, dove dalla fine della seconda
guerra mondiale ad oggi lo sviluppo industriale è andato crescendo
e oggi è elevatissimo, solo le Filippine, che di quell'area sono
l'unica nazione a stragrande maggioranza cattolica, sono andate regredendo
industrialmente, e oggi sono uno dei paesi più allo sbando, dove
i militari vendono la dinamite ai pescatori e agli integralisti islamici:
i primi, pescandoci, hanno distrutto le barriere coralline delle settemila
isole che formano la nazione; i secondi la usano negli attentati. Tra il
1978 e oggi sono stato tre volte nelle Filippine, per le cui maggiori isole
ho viaggiato in lungo e in largo: vi ho visto tutto stagnare e regredire,
l'unico incremento che ho notato è quello dei masochisti che ogni
anno si fanno crocifiggere nella ricorrenza del Venerdì Santo. E
qui vorrei ricordare come le pratiche masochiste, cioè le mortificazioni
corporali e psichiche, siano universalmente incoraggiate dai media del Vaticano,
e massimamente dai preti quando esercitano il sacramento della confessione.
Queste pratiche si manifestano tanto più aberranti quanto più
sessualmente repressi sono i soggetti che vi si lasciano sottoporre. Già
quasi un secolo fa Wilhelm Reich fece un'analisi compiuta dei modelli e
meccanismi di repressione sessuale adottati dal sistema tradizionale di
potere (patriarcale) per il controllo dei soggetti e il loro orientamento
nel sociale. Io vorrei mostrare qualche effetto devastante che la politica
di repressione sessuale attuata dal Vaticano produce oggi nel Villaggio
Globale. Intanto vorrei mettere in chiaro che a nessuno è dato di
fare spallucce quando si parla del Vaticano, essendo ancor oggi il Vaticano
il potere più forte al mondo, e pertanto essendo la sua politica
di repressione sessuale condizionante dello stile di vita di ognuno e di
tutti. E per tagliare corto e dimostrare che ciò è vero, dirò
dell'AIDS, una malattia che non esiste, che s'è inventata il Vaticano:
malattia inesistente che però da vent'anni castiga il comportamento
sessuale di tutti, cattolici e non, e nevrotizza e intristisce l'esistenza
di ognuno... Che sarebbe dunque questo AIDS?! Detto in parole povere, così
come ce l'ha propinato nella campagna pubblicitaria il suo inventore, sarebbe
una sindrome di deficienza del corpo immune - trasmessa dal virus HIV -
contratta da un soggetto sano a causa di rapporti sessuali con uno malato.
E questo virus HIV si può vedere com'è fatto? No! Vi si possono
mostrare tutti i virus che volete, rabbia, sifilide, raffreddore e quanti
altri ne conoscete per nome, ma non quello dell'HIV! E perché mai?!
Perché l'HIV non è propriamente un virus, tanto che non lo
si è potuto mai isolare, ma è una sorta di 'protoviro molto
volatile', anzi, io direi meglio, è un 'proboviro dello Spirito Santo'...
Questi signori!!... Ma voi a questo punto mi chiederete: e tutti quei giovani
che muoiono di immunodeficienza?! Vi risponderò: se non si muore
di fame o di morte violenta, allora, giovani o vecchi che si sia, si muore
a causa di deficienze del corpo immune, altrimenti si vivrebbe eterni; quei
giovani muoiono massimamente di epatiti virali (quelli che si bucano), altrimenti
di abuso continuato di farmaci, massimamente di antibiotici, che infiacchiscono
e mandano in tilt il sistema del corpo immune (l'assunzione di farmaci è
uno dei riti più deleteri della società dei consumi, alimentato
dalle multinazionali che li producono tramite i medici che li prescrivono).
Quei giovani non muoiono comunque di nessuna sindrome di deficienza del
corpo immune acquisita da contagio. Mi chiederete: e il celebre statunitense
Robert Gallo e il celebre francese Luc Montagnier, scopritori (in simultanea!)
dell'AIDS/SIDA?! Impostori. E se le cose stessero veramente così,
come io sostengo, allora sarebbe interessante sapere quali dividendi abbia
concordato il Vaticano con le multinazionali dell'informazione, che la campagna
sull'AIDS avrebbero montato e orchestrato a livelli parossistici di lavaggio
del cervello di massa. E quali dividendi abbia il Vaticano concordato con
le multinazionali farmaceutiche, che dalle nazioni industrializzate ricevono
donazioni di miliardi di dollari per la ricerca sull'AIDS e, per arginarne
il 'flagello', vendono intanto miliardi di dollari di medicinali 'a basso
costo' alle nazioni del terzo mondo, dove vanno registrando come morti di
AIDS tutti quelli che vi vanno morendo di colera, di malaria, di fame. E
quali dividendi abbia concordato il Vaticano (che è la più
potente multinazionale multimediale del mondo) con le multinazionali dei
diamanti e con le altre che alimentano le guerre civili nell'intento ben
riuscito di devastare l'Africa Nera e saccheggiarla a man bassa delle sue
risorse naturali: quell'area è disseminata di morti atrocemente ammazzati,
il cui numero va a ingrossare l'elenco dei morti di AIDS!... Mi chiederete:
e i politici al potere, sono stati tutti al gioco?! Sì, tutti: da
Kamuzu Banda, presidente del Malawi che faceva uccidere all'aeroporto gli
studenti che rientravano in patria con i capelli lunghi, a Bill Clinton.
Se uno di loro si fosse opposto allo strapotere delle multinazionali, sarebbe
stato spazzato via dalla sua poltrona come un fuscello dal vento. E poi
i governanti, di qualunque estrazione ideologica o religiosa essi siano,
non sono mai anarchici, pertanto a loro va bene un'invenzione come l'AIDS,
che impone un costume sessuale castigato ai soggetti che amministrano (negli
anni '60, se ci si piaceva a prima vista, un uomo e una donna si faceva
all'amore in un ascensore bloccato tra due piani: per eliminare i 'comportamenti
anarchici' di libero amore è stato inventato l'AIDS!)... E madre
Teresa di Calcutta?! Vi dirò: a duecento metri di distanza dal suo
'centro' nessuno a Calcutta sapeva che esistesse, tanto irrilevante era
la sua opera nel mare magnum della società indiana. Agnès
Gonxha Bojaxhiu, questo il suo nome albanese, è servita negli ultimi
anni della sua vita e serve ora da morta perché i preti confessori
carpiscano le eredità di vecchie persone, cui promettono in cambio
il paradiso, e le girino al Vaticano tramite la 'Congregazione delle Missionarie
della Carità' di Madre Teresa di Calcutta, a discapito dei parenti
di quei vecchi. E prendendo spunto da Teresa di Calcutta, vorrei allargare
il discorso ai religiosi cattolici in generale. Solo una esigua parte di
essi consiste di soggetti che hanno risposto alla 'chiamata di Gesù',
mentre gli altri sono stati sottratti in tenera età a famiglie cattoliche
indigenti, massimamente a vedove, e rinchiusi in seminari e conventi. Che
quanto asserisco sia esatto è dimostrato dal fatto che nella parte
d'Europa abitata prevalentemente da cattolici, quella meridionale, dove
oggi quasi del tutto è scomparsa l'indigenza, quasi del tutto sono
scomparse le 'vocazioni', mentre nell'immediato dopoguerra, allorché
vi regnava la miseria, i seminari e i conventi non riuscivano a contenere
il numero di quelli che vi si volevano fare rinchiudere (perciò il
Vaticano nei paesi in cui esercita influenza promuove la corruzione politica
e la disgregazione sociale, perché emerga la miseria di cui si nutre,
né si può sperare in un cambiamento di tipo progressista,
perché, come s'è visto, la sua dottrina consiste in una 'truffa
troiana': quelli che hanno 'riformato' questa dottrina, come Martin Lutero,
hanno dato vita a società 'ariane' emancipate, con l'ingombrante
Gesù di Nazareth in mezzo, che non si sa dove accantonare). E tornando
al tema dei religiosi cattolici, ieri incettati nelle famiglie indigenti
europee, oggi del Terzo Mondo, non si può non parlare della dimensione
umana in cui essi si vengono a trovare nei seminari. I rapporti omosessuali
che tra di loro dovrebbero intercorrere senza traumi, così come tra
individui dello stesso sesso che coabitano isolati dal resto della società,
diventano invece schizofrenici. Lo diventano perché i rapporti omosessuali
nei seminari sono sacrileghi per le leggi della chiesa, inevitabili per
le leggi della prossemica. Alle 'teste di uovo troiane' interessa che i
preti dedichino il massimo del loro tempo alla chiesa e non ne sottraggano
beni materiali ma ve li accrescano (cose che non si potrebbero chiedere
loro se fossero sposati e con prole) e perciò sottomettere i seminaristi
a una prolungata formazione in un ambiente dove è impossibile non
sperimentare rapporti omosessuali schizofrenici, fisici o platonici che
siano, è ciò che le 'teste di uovo troiane' hanno scientemente
programmato, perché chi sperimenta questo tipo di rapporti ne resta
giocoforza traumatizzato e di conseguenza condizionato. Quando monsignor
Marcel Lefebvre, arcivescovo di Dakar (francese di razza bianca), che era
stato tollerato dal Vaticano benché avesse sollevato polemiche durante
tre pontificati (perché il latino era stato parzialmente abolito
nella liturgia e per altre questioni di lana caprina) disse finalmente una
cosa seria, e cioè che il Vaticano promuoveva l'omosessualità
tra i suoi religiosi, allora fu prontamente scomunicato da Giovanni Paolo
II, e con una bolla in latino! E tornando al tema dell'omosessualità
schizofrenica dei religiosi cattolici, una particolare patologia essi manifestano
nei riguardi dell'imperatore romano Nerone, che dipingono a fosche tinte,
quale peggiore nemico di tutti i tempi: la verità è che soffrono
nei riguardi di Nerone di una inconfessabile quanto irrefrenabile gelosia,
perché Nerone, come dettagliatamente ci ha documentato lo storico
latino Tacito, a un certo punto della sua esistenza sposò un maschio,
con una cerimonia magnifica cui furono invitate a spese dell'erario tutte
le meretrici dell'impero che accorsero in gran numero a Roma e dai ponti
del Tevere fecero cadere cascate di fiori sul corteo nuziale, e finalmente
Nerone consumò il matrimonio, cioè si fece sodomizzare, davanti
ai membri del senato romano riuniti al gran completo. Ora, questi moti di
gelosia sarebbero divertenti se i religiosi cattolici li riservassero a
Nerone e ad altri personaggi pagani, ma purtroppo essi li manifestano pure
verso gli omosessuali laici contemporanei, e massimamente verso i pedofili,
nei riguardi dei quali nutrono il verme della gelosia rancorosa. Soggetti
altrimenti calcolatori, i preti perdono la ragione quando si tratta di pedofili
laici, e si lasciano andare, come qualche anno fa a Palermo, a sfilate di
protesta cui fanno partecipare ragazzi di quartiere coi quali essi stessi
intrattengono rapporti di pedofilia. Per non parlare di un prete energumeno,
dall'accento terrone, che appare in un canale TV per intimare al presidente
della repubblica italiana un incontro a quattr'occhi per potergli spifferare
i nomi di pedofili eccellenti. Sì, di gelosia pedofila i preti impazziscono,
e si lanciano in attacchi suicidi, kamikaze di un paradiso dove riceveranno
in premio il monopolio delle attenzioni dei fanciulli. Né le numerose
denunce di molestie omopedofile presentate contro i religiosi cattolici
negli USA, che mostrano la punta emersa dell'iceberg della condizione omopedofila
dei religiosi cattolici nel mondo, potranno fare rinsavire i preti, perché
la loro condizione sessuale è patologica, come s'è visto,
né tanto meno intaccheranno il potere del Vaticano, che è
una piovra dai cento tentacoli che ricrescono se tranciati. Solo se i religiosi
stessi presentassero denuncia per le molestie sessuali che essi hanno patito
nei seminari, il potere del Vaticano verrebbe scosso alle fondamenta, perché
costretto allora a cambiare sistema di educazione all'interno delle sue
strutture e ad accordare ai preti il diritto al matrimonio: sono tempi lontani,
se mai verranno. E così i religiosi cattolici per un verso fanno
pena, perché vittime della lobby troiana, per altro verso fanno orrore
orwelliano, perché la perpetuano. Il canale con cui i preti la perpetuano
è il 'sacramento della confessione', una pratica che consiste di
un reo confesso dei propri peccati e di un prete che ne raccoglie la confessione
garantendo assoluta segretezza. Nella garanzia dell'assoluta segretezza
c'è l'inganno, ché è vero il contrario, cioè
che le informazioni utili finiscono nel cervellone del Vaticano, che altrimenti
non alimenterebbe una siffatta rete di intelligence di centinaia di migliaia
di suoi funzionari sparsi per il mondo, ma direbbe ai fedeli non ci
fate perdere tempo e denaro, fate come i luterani: confessatevi direttamente
con dio!. E invece 'confessore' è uno dei massimi meriti che
il Vaticano riconosce ai suoi servi defunti, perché siano sollevati
agli altari. Ovviamente questi 'santi confessori' non stavano a scaricare
nel cervellone informazioni su anonimi cornuti, o su ladri di mele e di
polli! E qui c'è da cogliere un aspetto dell'illegalità della
pratica della confessione, cioè della sua incostituzionalità
nelle nazioni dove la dottrina cattolica non costituisca religione di stato,
e cioè oggi dappertutto, salvo che nello Stato del Vaticano. E difatti
se in uno dei paesi convenzionati all'Aia e rappresentati all'ONU un cittadino
viene a conoscenza di crimini che la magistratura persegue d'ufficio, commessi
da un altro cittadino, è in obbligo di farne denuncia immediata alla
polizia, pena la sua stessa incriminazione. Né in alcuna delle nazioni
del mondo i preti confessori hanno uno status speciale che li esenti da
questo dovere. Ma di fatto non vi assolvono: tanto forte è ancora
oggi il potere del Vaticano (Unione Sovietica e Cina avevano combattuto
questo potere, ma una è uscita perdente dal confronto, l'altra è
dovuta scendere a compromessi). Un secondo aspetto dell'illegalità
della confessione, il più perverso, è da notarsi nel condizionamento
che subisce chi vi si sottopone. Chi si confessa sta in ginocchio e col
capo reclinato sul petto, cosicché il confessore, che sta seduto
più in alto, dietro la grata del confessionale, ne possa vedere,
senza essere egli stesso visto, tutti i dettagli della testa (calvizie,
forfora, alopecia). Chi si confessa inspira e espira a fatica con la bocca
e col naso inclinati sul petto, mentre il confessore, se vuole, gli può
fare arrivare in faccia il suo alito. Nella postura assunta dai due soggetti
ci sono insomma tutte le condizioni, di penalizzazione dell'uno, di dominio
dell'altro, in uso nella pratica dell'ipnosi. Il rito della confessione
inizia con il peccatore/peccatrice che recita a viva voce un 'atto di fede'
a dio-padre-onnipotente etc. e un 'atto di dolore' io-mi-pento-con-tutto-il-cuore
etc., alla fine dei quali il prete chiede a mezza voce -"quando ti
sei confessato/confessata l'ultima volta?", dopo la risposta, cade
un istante di silenzio tra i due, poi il prete bisbiglia -"che peccati
hai commesso?", e il peccatore/peccatrice bisbiglia con un nodo alla
gola - "mi sono masturbato/masturbata". Nella stragrande maggioranza
dei casi quello che confessa un paziente (mi sia consentito a questo punto
di chiamarlo così) sono 'peccati' della sfera sessuale, e sono proprio
quelli che vuole sentire il funzionario del Vaticano, preparato a penalizzare
l'erotismo del paziente e a incanalarlo nelle forme di masochismo che trova
più consone al soggetto: lo scopo è quello di gestire il paziente,
e massimamente di carpirne al momento dato il voto elettorale, per farlo
assegnare a partiti o a uomini politici graditi al Vaticano. Il 'voto cattolico'
ha ancora peso determinante in paesi come l'Italia, tanto che tutti gli
attuali partiti politici, dall'estrema destra a l'estrema sinistra corteggiano
questo voto, e pertanto si guardano dal muovere critiche alla politica vaticana
e alle sue ingerenze in quella italiana. Il 'voto cattolico', cioè
di quelle vittime della superstizione e dell'idolatria che in doppia fila
precedono a piedi scalzi idoli di gesso carichi di orologi d'oro e di banconote,
ha fatto la differenza nell'ultima elezione del sindaco del mio paese, a
favore del Vaticano e dell'antistato, così come di tantissimi altri
paesi d'Italia. E nello scenario della politica italiana, il 'voto cattolico'
di due minuscoli partiti, sapientemente annidati uno nello schieramento
di destra l'altro di sinistra, garantisce una diga invalicabile contro la
liberalizzazione delle droghe leggere: dichiaratamente per una questione
morale, effettivamente per assicurarne la coltivazione e lo spaccio ad 'amici'
di pacelliano impianto. E ancor peggio, a causa di questo 'voto cattolico'
si nutre l'antistato vaticano contro lo stato italiano quando si concede
a quello, a spese di questo, la gestione di istituti di educazione cattolica;
e si nutre l'antistato vaticano contro lo stato italiano quando si pagano
stipendi statali a funzionari vaticani perché impartiscano l' 'ora
di religione' nelle scuole italiane, in cui dovrebbe essere invece impartita
l' 'ora dei diritti civili' (in un marciapiede di una qualsiasi città
italiana è più probabile imbattersi in una banconota da cento
euro, smarrita da qualcuno, che in un cittadino italiano capace di recitare
correttamente un solo articolo dei 139 della Costituzione Italiana). E si
nutre l'antistato vaticano contro lo stato italiano, a spese dei cittadini
italiani, quando a livello comunale, provinciale, regionale, statale si
elargiscono fondi per la costruzione o il restauro di chiese e per la messa
in posa di statue di idoli cattolici dell'ultima generazione. E tutto ciò,
essendo palesemente illegale e universalmente accettato come norma , alimenta
il giro vizioso dell'ignoranza che genera altra illegalità. L'illegalità
ha raggiunto un tale livello in Italia, e soprattutto tra i terroni, che
vengono condannati alla galera uomini che hanno fatto all'amore con donne
consenzienti, perché queste non avevano ancora compiuto diciotto
anni di età: la legge italiana, in sintonia con quella europea, recita
che la donna italiana è sessualmente emancipata a quattordici anni
- la costituzionalità di questa legge è stata ribadita dalla
Corte Suprema di Cassazione - e pertanto se una fanciulla che ha già
compiuto i quattordici anni dice alla mamma "ho finito di fare i compiti,
bevo una coca cola e vado a fare all'amore con Melchiorre Gerbino"
non c'è madonna che tenga, signor giudice cattolico apostolico romano!
E l'illegalità ha raggiunto un tale livello in Italia, e soprattutto
tra i terroni, che quando nei paesini è portato in processione l'idolo
addobbato di orologi e banconote, preceduto dalla doppia fila di donne scalze
che belano inni dello Stato del Vaticano, allora nessuno si stupisce se
l'idolo è seguito da un impettito sindaco con fascia tricolore, come
il post-fascista Nicolò Cristaldi sindaco del mio paese: a differenza
dell'Italia Fascista, gli idoli dello Stato del Vaticano non costituiscono
religione di stato nell'attuale Repubblica Italiana, signor sindaco del
mio paese, e pertanto lei può venerarli come privato cittadino, ma
non indossando la fascia tricolore, perché allora lei rappresenta
tutti i cittadini del paese, me incluso, e io non venero quegli idoli, anzi,
quando li vedo passare in processione, dal mio cuore sollevo una mazza e
con la mente li fracasso a colpi, perché quegli idoli riducono la
durata e la qualità della mia vita e di quella della mia gente. E
l'illegalità ha raggiunto un tale livello in Italia, quando si tratta
di coprire storie scabrose o criminali in cui sono coinvolti religiosi cattolici,
che si sente imbarazzo a parlarne. Dal prete gay di Mazara del Vallo che
si fa ammazzare dall'amante tunisino - e il vescovo arriva prima dell'autorità
giudiziaria ed è lasciato passare per far sparire falli di gomma
e riviste pornografiche - al cardinale campano che pratica l'usura, cui
il Vaticano si dichiara pronto a fornire il passaporto diplomatico, perché
non sia processato... Anni fa mi trovavo in Austria, quando lessi sul 'Kurier'
una intervista, cui il quotidiano dava grande risalto, a F. Saverio Borrelli,
procuratore generale presso il Tribunale di Milano, titolare dell'inchiesta
detta 'Mani pulite'. Alla domanda dell'intervistatore "Da cosa nascono
i mali della giustizia italiana?", il procuratore rispondeva "Dall'ingerenza
del Vaticano negli affari della giustizia italiana.". Il giorno dopo
ero in Italia e compravo i giornali dei maggiori quotidiani indipendenti
e quelli di tutti i partiti politici: nessuno di essi riprendeva l'intervista
di Borrelli; solo 'L'Osservatore Romano', organo ufficiale dello Stato del
Vaticano, in un articoletto di nessun risalto, dove non era riportata né
la domanda dell'intervistatore né la risposta dell'intervistato,
si chiedeva - 'Ma che dice mai Borrelli?!... Borrelli si sbaglia!...'. Questo
il tragico quadro della realtà sociale e politica in Italia, dopo
sessant'anni di ingerenze vaticane. Né facciano spallucce europei
e americani quando si tratta di cose italiane, perché tutti in questo
pianeta mangiamo bocconi avvelenati dal Vaticano, e massimamente gli europei
e gli americani! L'ultimo boccone avvelenato, cioè l'ultima guerra
combattuta in Europa, ce l'ha servito qualche anno fa il Vaticano con la
crociata contro i serbi. Vero è che avendo vinto gli statunitensi
la Guerra Fredda a Chernobyl, oltre che a smembrare l'Unione Sovietica per
toglierne grande parte al controllo dei russi, premeva loro di smembrare
pure la Jugoslavia per toglierne grande parte al controllo dei serbi e farne
cadere una parte, quella prevalentemente musulmana, nell'area di influenza
dei turchi, per compensarli della loro fedele alleanza e consolidarla ancor
di più facendola estendere a Israele... ma che c'entrava in tutto
ciò il Vaticano per invocare a gran voce la guerra contro la Serbia?!
C'entrava! Annichilendo la Serbia, che aveva avuto la supremazia nella Confederazione
Iugoslava, le si sarebbero tolti i mezzi materiali e lo status politico
con cui tentare di rifondare una nuova confederazione sulle ceneri della
vecchia, e così il Vaticano avrebbe definitivamente 'liberato' la
Slovenia e la Croazia, a popolazioni prevalentemente cattoliche, e avrebbe
accelerato i tempi della loro integrazione nell'Unione Europea, nel cui
parlamento il 'voto cattolico' è determinante fin dalla sua fondazione.
La Comunità Europea emerse difatti dalle trame che andava tessendo
Pio XII. E sotto gli auspici di Pio XII avvenne la fondazione della Comunità
Europea negli anni '50 a Roma. Vi aderirono Belgio, Francia, Germania dell'Ovest,
Italia, Lussemburgo e Olanda, paesi tutti a larghissima presenza cattolica...
E tornando all'ultimo boccone avvelenato che la politica del Vaticano ha
fatto ingoiare a tutti noi europei, poiché contava sulla futura quota
di 'voto cattolico' di Slovenia e Croazia nel parlamento europeo, Giovanni
Paolo II lanciò lo slogan 'disarmare l'aggressore!' e incitò
e benedisse la crociata di bombardamenti sulla Serbia cristiano ortodossa,
e apprezzò che le venisse sottratto il Kossovo, che è la culla
della patria serba, con la scusa che in esso avevano prolificato i musulmani,
e acconsentì che il Kossovo cadesse sotto l'area di influenza dei
turchi e dei sauditi, e fece uno sbadiglio di noia quando diecine di migliaia
di serbi dovettero fuggire per sempre dai loro luoghi di nascita e dai loro
beni. Ciò provocò una frattura insanabile tra la chiesa cattolica
e la chiesa ortodossa di Mosca. Già la chiesa ortodossa di Mosca
era stata sommamente irritata quando, al collasso dell'Unione Sovietica,
allorché per soddisfare la fame c'era chi praticava il cannibalismo,
il Vaticano aveva fatto la politica di sottrarle fedeli 'convertendoli'
col cibo da ortodossi a uniati (questi ultimi sono la presenza in Russia
di cattolici di origine polacca). Ma il Vaticano andava perseguendo a ragion
veduta la frattura con la chiesa russa! E spera tuttora che contrariandola
al massimo, da essa si possa fare togliere le castagne dal fuoco, perché
il Vaticano non vuole che la Russia entri nell'Unione Europea, e sarebbe
deliziato se fosse l'irritato patriarca di Mosca a osteggiarne l'adesione!
E perché non vuole il Vaticano che la Russia aderisca all'Unione
Europea, se è vero che con essa vi aderirebbero pure territori dalle
enormi potenzialità come la Siberia e parte della Manciuria?! Il
Vaticano non vuole perché vi aderirebbero centinaia di milioni di
cittadini che non esprimono 'voto cattolico', i cui rappresentanti nell'Unione
Europea stravolgerebbero gli attuali equilibri politici, quelli grazie ai
quali il Vaticano può fare eleggere alla presidenza dell'Unione Europea
uno come Romano Prodi, il quale dice difatti, con l'aria bonaria di un preoccupato
curato di campagna "No! La Russia no!". E al Vaticano va benissimo
che la Norvegia non abbia voluto aderire all'Unione Europea, perché
è quasi totalmente luterana; e il Vaticano fa voti perché
Inghilterra, Svezia e Danimarca, che sono altrettanto luterane, si tirino
fuori completamente dall'Unione Europea e non solo con le rispettive monete
come fanno ora! E cosa sarà una unione europea senza Russia, senza
Scandinavia e senza Inghilterra?! Sarà una comunità di pasta
frolla, che finirà per spappolarsi quando vi saranno fatti entrare
in fretta e furia polacchi, croati, sloveni, slovacchi (il voto cattolico!),
perché allora si incepperà la locomotiva tedesca di fabbricazione
luterana, che è già in affanno a dover trainare economicamente
milioni di tedeschi post comunisti. Il Vaticano ha calcolato tutto ciò
e programmato il progressivo immiserimento dell'Unione Europea, quello che
gli preme ora è che nel preambolo di stesura della Costituzione dell'Unione
vengano riconosciute le origini cristiane dell'Europa (troiane, Santità,
sono troiane, e greche!)... Né migliori sono le sorti degli USA!
A una progressiva irreversibile decadenza sono stati condannati, da quando
il Vaticano riuscì a fare eleggere alla presidenza il cattolico John
F. Kennedy: un presidente degli Stati Uniti d'America che fece trasmettere
dai media la foto di sé stesso inginocchiato davanti a un papa, monarca
assoluto di uno stato che il suo paese non riconosceva! Il papa era quell'abile
Giovanni XXIII, succeduto a Pio XII, il quale non cercava tanto la 'pacem
in terris', perché capiva bene che l'ideologia capitalista e quella
marxista erano inconciliabili (lo capiva bene anche Nelson Rockefeller!)
ma cercava di assicurare la sopravvivenza della Chiesa in qualsiasi caso,
avessero vinto la Guerra Fredda i capitalisti o i bolscevichi. Giovanni
XXIII aveva fatto riversare tutto il 'voto cattolico' degli USA sul cattolico
John F. Kennedy, e gli aveva fatto vincere sul filo di lana l'elezione alla
presidenza, essendo stato l'altro candidato battuto per soli cinquantamila
voti. E così Kennedy non poteva politicamente non inginocchiarsi
davanti al papa, che chissà quanti buoni consigli gli avrà
sussurrato all'orecchio. E Kennedy era andato a Vienna a incontrarsi col
leader sovietico Nikita Krusciov, che sarà stato deliziato dai buoni
propositi di distensione che manifestava l'avversario e grato
al Vaticano che glieli aveva ispirato, e ai gesuiti in particolare, che
diventavano perciò benvenuti in Unione Sovietica. E mentre il buon
Kennedy andava facendo considerazioni intellettuali del tipo "certo
che Karl Marx non avrebbe scritto 'Il Capitale', se non ci fosse stata tanta
miseria al mondo!", e per garantirsi la rielezione andava flirtando
con Martin Luther King e promettendo assistenzialismo agli afro-americani,
nella lobby luterana degli USA, che da George Washington a Dwight Eisenhower
aveva edificato la Confederazione, stavano suonando tutti i campanelli d'allarme!
La sentenza fu di morte. Ma tale era la complessità dell'operazione
che si doveva imbastire per eliminare Kennedy e trovare un capro espiatorio
credibile, e garantire stabilità alla futura presidenza di Lyndon
B. Johnson, che la lobby luterana ricorse ai servigi di quella giudaica,
che tra l'altro controllava buona parte del delicatissimo settore dei mezzi
e canali d'informazione. Eliminato John Kennedy, dalla lobby giudaica, forse
sarebbe meglio dire sionista, emerse la figura di Henry Kissinger, ebreo
tedesco naturalizzato statunitense, che fin lì era stato consigliere
nel National Security Council e nell' Arms Control and Disarmament Agency,
e che da lì fece una vertiginosa scalata nella quale raggiunse incarichi
strategici, ricoprendone più di uno alla volta, fino alla carica
di segretario di stato tra il '73 e il '77. Ciò era potuto avvenire
perché, mentre venivano pure eliminati Martin Luther King e Robert
Kennedy (fratello di John), la cui accoppiata politica avrebbe avuto tutte
le chances di portare quest'ultimo alla Casa Bianca nel 1969, la lobby sionista
aveva saputo tagliarsi una bella fetta di potere politico dalla torta luterana.
E una volta nella sala dei bottoni, la lobby sionista non avrebbe esitato
a sgambettare quella luterana per accaparrasi più potere. La costituzione
degli USA prevede che i presidenti, da sei mesi prima della scadenza del
loro mandato e fino alla fine di esso, non possano più prendere decisioni
cruciali ma fare solo ordinaria amministrazione: questa fase di transizione
viene chiamata dell' 'anatra zoppa'. Richard Nixon tre anni prima della
scadenza del suo secondo mandato diventò invece 'anatra azzoppata'
dalla campagna di stampa sollevata da due giornalisti ebrei, che prese il
nome di 'Watergate' e si protrasse con grande risonanza dei media finché
Nixon, politicamente paralizzato, si dimise dalla presidenza. Il Congresso
diede allora l'investitura di presidente a Gerald Ford, che era stato vicepresidente
nell'amministrazione Nixon, e Ford chiamò alla vicepresidenza Nelson
Rockefeller con una procedura fin lì inusitata. In quei lunghi mesi
in cui Nixon aveva lottato per non dimettersi e nei tre anni di confusione
della presidenza Ford, Henry Kissinger fece segnare punti di non ritorno
nello scacchiere della politica mondiale e vi aprì nuovi scenari:
basti pensare che durante la sua 'reggenza' ci fu il suo intervento per
sedare la guerra dell' 'Yom Kippur' e gettare le basi di una pace irreversibile
tra Egitto e Israele (che avrebbe rimescolato le carte dell'intrigato gioco
pan arabo e avrebbe causato l'attentato mortale al presidente egiziano Anwar
al Sadat); ci fu la fine della guerra del Vietnam (che gli americani sentirono
come una tragica disfatta, tanto che ne restò loro una 'sindrome');
ci fu l'omicidio del re Feisal AbdelAziz dell'Arabia Saudita, per mano di
un nipote che aveva studiato negli USA dove aveva partecipato a feste in
cui aveva fatto uso di allucinogeni ed era stato sottoposto ad ipnosi (il
che avrebbe minato la fiducia degli AbdelAziz verso l'alleato americano,
nata ai tempi dell'incontro di Ibn Saud AbdelAziz con Franklin Delano Roosevelt
e consolidatasi col business del petrolio, e avrebbe fatto gridare vendetta
ad alcuni componenti di quella famiglia reale, vendetta che potrebbe essersi
materializzata l'11 settembre 2001)... Né l'intrigo dell' 'anatra
azzoppata' non è stato più tramato dopo Nixon, ché
l'ultima volta lo è stato contro Bill Clinton, con la montatura del
'caso Lewinsky'. Infine, dopo la condanna per contravvenzione alle leggi
anti trust emessa dal giudice Thomas Jackson contro Bill Gates (Microsoft),
che è l'ebreo più potente del mondo ed è stato il più
grande elettore di George W. Bush, e l'annullamento della sentenza contro
Bill Gates conseguentemente all'elezione di Bush alla presidenza, e la maniera
come questa elezione è avvenuta, penso si possa oggi parlare sinceramente
di un presidente americano 'anatra imbalsamata'. La lobby sionista non fa
mistero che a questo punto gradirebbe un ebreo alla presidenza degli Stati
Uniti, anche perché tanti segnali sono premonitori dell'arrivo sulla
scena mondiale del Messia Ebraico, e difatti il cardinale Joseph Ratzinger,
prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, che a quanto pare
ha fiutato l'odore del Mashiah, si è recentemente premurato a dichiarare
che la Chiesa non è affatto contrariata dal suo arrivo, ma che solo
anela di partecipare ai giochi che da ciò si svilupperanno (come
dire ai sionisti: questi luterani americani hanno avuto quello che si meritavano,
ora sediamoci a un tavolo e guardiamoci in faccia e vediamo a che gioco
giocare!). E qui mi fermo, perché non ho più granché
da dire sul Vaticano, né voglio parlare io di wahabiti e di sionisti
(se alla politica di questi ultimi ho accennato, è perché
non potevo sottrarmene, avendo dovuto evidenziare cosa ha causato il Vaticano
con la sua ingerenza nella politica statunitense ). Al tempo della rivolta
studentesca nel campus di Berkeley, Mario Savio, leader del 'Free speech
movement', disse "E' molto più facile farsi consapevoli dell'oppressione
degli altri - e reagire con ira - di quanto non lo sia percepire la propria...
battersi per i diritti degli altri non provoca certo il senso di consapevolezza
che deriva dal ribellarsi al proprio ambiente". Le critiche che potrei
muovere io alla lobby wahabita e a quella sionista sarebbero pertanto superficiali:
che questo compito se lo assumano intellettuali musulmani e israeliti. Certo
che quelle lobbies non sono migliori di quella vaticana, perché come
quella e con quella imprimono un corso alla storia nel quale l'ottanta per
cento di quello che l'umanità produce viene investito in beni di
morte e il venti per cento in beni di vita: questo corso crea disastri nel
pianeta, e se già non è troppo tardi, poco ci manca perché
si superi la soglia di non ritorno della catastrofe universale.
O Venere Afrodite, calici di vino di grappoli d'uva e di bacche di mirto levo a te, o Dea, e libo, e pervaso da Priapo tendo la nerchia tremula ricurva al tuo ovario, perché compiaciuta di me e di quanti così intensamente ti adoriamo, tu conceda l'Eroe che ci conduca per aspera ad astra. Settembre del 34 dopo lo sbarco sulla Luna Contro il macabro VATICAN :VAFUSEX, Vandalica Furia e Sesso! |