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- Melchiorre Paolo Gerbino
- direttore della rivista Mondo Beat
- leader storico della Contestazione


"Barbonia City", libro dello sciacallo Walter Pagliero.

Un tale Walter Pagliero, sponsorizzato in Italia e in Ecuador dall'Ordine dei Salesiani, ha pubblicato un libro sulla Tendopoli di Mondo Beat, nell'edizione italiana intitolato "Barbonia City", in quella spagnola "Melenudos City".
Essendo Walter Pagliero un piccolo sciacallo sionista, apre il libro facendo le dovute incensate a Herbert Marcuse, che in verità con la Contestazione, nata da Mondo Beat e da Mondo Beat propagatasi, non ha avuto nulla da spartire, se non anche lui la parte di uno sciacallo, più grosso e più schifoso dello stesso Walter Pagliero.
E così, dopo le incensate d'obbligo a Herbert Marcuse, Walter Pagliero in "Barbonia City" avrebbe stravolto la vera storia della Tendopoli di Mondo Beat e dei suoi personaggi e avrebbe ritagliato per sé una parte nobile nelle vicende di essa.
Ma in realtà Walter Pagliero non partecipò alla storia di Barbonia City, non ci mise mai piede, non la vide manco da lontano, perché a quei tempi era in galera per una storia di hashish, come documentato da questo articolo del Corriere della Sera.

L'impostore Walter Pagliero
Ai tempi di Barbonia City Walter Pagliero era in galera per una storia di hashish.

Immaginate che campagna infernale contro il Movimento Mondo Beat avrebbe fatto la stampa reazionaria, in primis il Corriere della Sera, se Walter Pagliero avesse messo un solo piede nella Tendopoli di Mondo Beat! E comunque Melchiorre Gerbino, a nome di Mondo Beat, avrebbe preso allora ufficialmente le distanze da quanti erano stati coinvolti in quella storia di hashish

Melchiorre Gerbino allontana le trappole all'hashish dai giovani di Mondo Beat
Non di Mondo Beat quelli della droga.

E perciò, 40 anni dopo quella storia di hashish, all'apparire di "Barbonia City", Melchiorre Gerbino avrebbe pubblicamente segnalato come questo libro fosse stato scritto da un impostore.
Ma, benché sbugiardato, Walter Pagliero avrebbe continuato imperterrito a fare pubblicità a "Barbonia City". Avrebbe promosso il libro in eventi organizzati dai salesiani. Avrebbe persino dichiarato che egli non aveva voluto pubblicare nella rivista Mondo Beat (come se pubblicarci fosse dipeso da lui e non da Melchiorre Gerbino) perché s'era voluto votare con tutte le sue energie all'azione nella Tendopoli.
Tutto questo sto descrivendo a significare come il Vaticano promuova e faccia diffondere scritti di impostori, con cui si distorce e banalizza la vera storia di Mondo Beat e della sua tendopoli. E ciò fa il Vaticano perché teme che i giovani di oggi, ove conoscano la vera storia di Mondo Beat, possano esserne ispirati e sollevare una nuova ondata di Contestazione.

Barbonia City, scritto per trivializzare e confondere la memoria di Mondo Beat
Il libro "Barbonia City": l'autore, Walter Pagliero; l'editore, Claudio Fucci; l'agente, Gianni De Martino; lo sponsor, l'Ordine dei Salesiani.

Scambio di tweets tra Claudio Fucci, direttore di Vololibero Edizioni, e Melchiorre Gerbino, direttore della Tendopoli di Mondo Beat, Barbonia City, con cui si da prova della malafede di Claudio Fucci nell'avere voluto continuare a vendere il libro di Walter Pagliero

Con questo si prova la malafede di Claudio Fucci nell'avere voluto continuare a vendere il libro Barbonia City

Claudio Fucci veniva così informato di come Walter Pagliero fosse un impostore e chi gli aveva fatto da tramite non era stato un beat ma un agente di collegamento tra il Vaticano e il Mossad, Gianni De Martino.

Chi ha comprato "Barbonia City" denunci Claudio Fucci e la Vololibero Edizioni per truffa e chieda il risarcimento dei danni morali.

Per quanto riguarda l'edizione spagnola, Melchiorre Gerbino avrebbe messo alla gogna Walter Pagliero, la casa editrice salesiana Abya Yala e la Società Dante Alighieri di Quito che si è prestata al lancio pubblicitario di "Melenudos City"
I maggiori quotidiani dell'America Latina, librerie, case editrici, sono stati informati via Twitter di questa truffa.
I responsabili della Società Dante Alighieri di Quito, che sono stipendiati dai contribuenti italiani, hanno disonorato il nome di Dante e la cultura italiana, essendosi prestati alle beghe del Vaticano. Costoro meritano di essere contestati a muso duro da quanti sono stati coinvolti ad assistere alla presentazione di "Melenudos City" nella sede da loro gestita e a comprare il libro.
Il mascalzone Walter Pagliero merita ancora una volta la galera.


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