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della gioventù francese di Mondo Bea.t
Albert Villy Augerau e Monique Charvet
della gioventù francese di Mondo Beat.

I giovani francesi del Movimento Mondo Beat, che erano numerosi, e i tanti italiani che viaggiavano per la Francia assieme loro, avrebbero fatto propagare la Contestazione dall'Italia alla Francia.
Mentre a Parigi stava per manifestarsi la Contestazione contro l'inquinatore nucleare Charles de Gaulle, gli anarchici milanesi della sezione Sacco e Vanzetti fecero entrare clandestinamente in Francia la dinamite che fin lì avevano nascosto in Italia e in alcuni campi del circondario di Parigi, assieme agli anarchici francesi, la fecero esplodere con grandi boati all'alba di alcuni giorni. Così iniziò il Maggio Francese (come confidato da Giuseppe Pinelli a Melchiorre Gerbino quando nell'agosto 1968 s'incontrarono per l'ultima volta.)

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Scioglimento del Movimento Mondo Beat e pubblicazione di un ultimo numero della rivista.

Nel primo pomeriggio del 15 giugno, mentre Milano era presidiata dai militari, Melchiorre Gerbino sciolse Mondo Beat alla Crota Piemunteisa, la stessa osteria dove il Movimento era stato fondato esattamente 8 mesi prima. Lo scioglimento del Movimento era già stato deciso il 12, quando Barbonia City era stata distrutta dai militari e la Cava era stata requisita dai servizi segreti, ma si sarebbe atteso fino al 15 per annunciarlo, per avere 3 giorni di tempo per compiere il bluff del Raduno di tutti i Beats e Provos.
Melchiorre Gerbino prese da solo la decisione di sciogliere Mondo Beat, poiché degli altri due fondatori del Movimento uno si era ritirato da tempo dalla scena, Vittorio Di Russo, e l’altro, Umberto Tiboni, era in carcere. Ma la decisione sarebbe stata facile da prendere, perché erano rimaste due sole opzioni: la lotta armata o lo scioglimento. E poi, il momento era ideale per sciogliere Mondo Beat, dato che le sue strutture venivano spettacolarmente distrutte e requisite dai militari: questo avrebbe sicuramente innescato la contestazione studentesca alla riapertura delle scuole a ottobre.
La cerimonia dello scioglimento si sarebbe svolta alla presenza di scrittori e pubblicisti convenuti alla Crota Piemunteisa per partecipare all'evento. Essi erano in compagnia di Valerio Fantinel, uno scrittore amico di Gerbino, che gli era stato vicino nei 3 giorni successivi alla distruzione di Barbonia City. Valerio Fantinel era venuto con quegli intellettuali per aiutare la redazione di Mondo Beat a pubblicare altri numeri della rivista. Ma Melchiorre Gerbino si sarebbe mostrato contrario all'idea di pubblicare numeri di Mondo Beat dopo lo scioglimento del Movimento, perché allora la rivista non avrebbe più rappresentato alcunché. Ma tutti i presenti alla Crota Piemunteisa avrebbero chiesto di pubblicare almeno un ultimo numero, per lasciare memoria della distruzione di Mondo Beat. Né di questo Melchiorre Gerbino avrebbe visto tampoco la necessità, dato che giornali e riviste scrivevano della distruzione di Mondo Beat. Dal punto di vista di Melchiorre Gerbino tacere sarebbe stato più intelligente, perché più drammatico, in attesa dell'esplosione della contestazione studentesca alla riapertura delle scuole. Ma quegli intellettuali avrebbero insistito (perché volevano pubblicare i loro articoli nella famosa rivista Mondo Beat) e infine Melchiorre Gerbino avrebbe ceduto alle loro insistenze ma, a sottolineare il suo dissenso, avrebbe dichiarato che non si sarebbe preso cura della preparazione di questo ultimo numero, mentre aveva ideato e preparato tutti i precedenti.
Poiché il 12 giugno, giorno della distruzione e requisizione delle strutture Mondo Beat, l'editore Giangiacomo Feltrinelli aveva espresso la sua disponibilità ad aiutare la rivista Mondo Beat a stampare e distribuire i suoi numeri, Melchiorre Gerbino gli avrebbe chiesto di stampare quest'ultimo numero, e poiché Feltrinelli aveva una catena di librerie in tutta Italia, Gerbino gli avrebbe chiesto di distribuirlo attraverso i suoi canali.
Infine Melchiorre Gerbino avrebbe incaricato Gianni De Martino di raccogliere i vari articoli che quegli intellettuali avrebbero scritto e presentarli alla casa editrice Feltrinelli per la stampa. Gianni De Martino era quello stronzo che aveva rimproverato Jack Kerouac;, ma Melchiorre Gerbino non aveva scelta, perché i giovani validi di Mondo Beat erano dispersi o in galera.
Questo numero sarebbe apparso alla fine di luglio, perché quegli intellettuali avrebbero impiegato molto tempo a scrivere gli articoli. Sarebbe risultato un brutto numero come veste editoriale e gli articoli sarebbero consistiti di pagine e pagine di protesta perché le strutture di Mondo Beat erano state distrutte e la Costituzione italiana era stata tradita, ma nessuno di loro avrebbe scritto una sola parola sulla Contestazione, poiché erano estranei a essa e non si rendevano conto di quello che stesse succedendo, la loro visione sociopolitica essendo ancora quella della lotta di classe.

Mondo Beat N. 5 (settimo della serie e ultimo) - fine luglio 1967.

Settimo e ultimo numero della rvista Mondo Beat - Milano, fine luglio 1967.   Settimo e ultimo numero della rvista Mondo Beat - Milano, fine luglio 1967.   Settimo e ultimo numero della rvista Mondo Beat - Milano, fine luglio 1967.   Settimo e ultimo numero della rvista Mondo Beat - Milano, fine luglio 1967.   Settimo e ultimo numero della rvista Mondo Beat - Milano, fine luglio 1967.   Settimo e ultimo numero della rvista Mondo Beat - Milano, fine luglio 1967.  

Settimo e ultimo numero della rvista Mondo Beat - Milano, fine luglio 1967.   Settimo e ultimo numero della rvista Mondo Beat - Milano, fine luglio 1967.   Settimo e ultimo numero della rvista Mondo Beat - Milano, fine luglio 1967.   Settimo e ultimo numero della rvista Mondo Beat - Milano, fine luglio 1967.   Settimo e ultimo numero della rvista Mondo Beat - Milano, fine luglio 1967.   Settimo e ultimo numero della rvista Mondo Beat - Milano, fine luglio 1967.

Commenti sugli articoli:

pagina 1
LO SCIOPERO È RIUSCITO, di Giangiacomo Feltrinelli, che di questo numero scrisse l'articolo di fondo firmandosi con la sigla Gigi Effe. Egli vi avrebbe fatto testimonianza dell'impegno dei giovani di Mondo Beat a Firenze dopo l'alluvione del novembre 1966.
Per dire ora di Giangiacomo Feltrinelli, egli era un famoso editore, che aveva riscosso successo mondiale con il "Il dottor Živago" di Boris Pasternak e "Il Gattopardo" di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, romanzi che dall'italiano erano stati tradotti in tutte le lingue del mondo.
Comunista d'avanguardia, noto amico di Fidel Castro, Giangiacomo Feltrinelli aveva fatto in qualche modo da tramite tra Fidel Castro e Che Guevara quando Guevara operava nella boscaglia in Bolivia.
Dietro tutte queste attività, ancora una, quella di agente del Mossad, come rivelato dal Senatore Giovanni Pellegrino, presidente di una commissione statale che avrebbe indagato sul terrorismo in Italia.
Melchiorre Gerbino incontrò la prima volta Giangiacomo Feltrinelli il giorno della distruzione di Barbonia City. Quel giorno Gerbino si recò alla casa editrice di Feltrinelli e chiese di lui. Essi non si conoscevano personalmente, ma Feltrinelli uscì subito dalla sua stanza e accolse Gerbino con calore. Gerbino stava cercando dei kamikaze e perciò chiese a Feltrinelli se circondato da fotoreporters fosse disposto a recarsi sul terreno dove poche ore prima era stata distrutta Barbonia City e dai militari che lo presidiavano prendersi una manganellata in segno di solidarietà verso Mondo Beat. Feltrinelli sembrò molto divertito da quella proposta e assicurò che lo avrebbe fatto in giornata stessa. Ma il giorno dopo, all'appuntamento che s'erano dati, Feltrinelli disse a Gerbino che aveva cambiato idea e, invece della manganellata di solidarietà, avrebbe preparato un documento di solidarietà, che avrebbe fatto sottoscrivere da scrittori e intellettuali e avrebbe fatto pubblicare nei quotidiani. In quella circostanza, Feltrinelli si offrì a dare supporto a stampare numeri della rivista Mondo Beat e distribuirli nella catena delle sue librerie, dato che le strutture di Mondo Beat non erano più agibili, perché distrutte dai militari o presidiate dai servizi segreti. Così, pochi giorni dopo, quando fu deciso di pubblicare un ultimo numero della rivista, Melchiorre Gerbino sarebbe tornato da Giangiacomo Feltrinelli. I due avrebbero convenuto allora che la redazione di Mondo Beat avrebbe consegnato gli articoli per la pubblicazione e Feltrinelli avrebbe stampato e venduto questo numero a suo beneficio, dopodiché il rapporto tra Mondo Beat e Feltrinelli si sarebbe concluso. Ma pochi mesi dopo che Melchiorre Gerbino aveva lasciato Milano ed era tornato ai suoi viaggi, a Giangiacomo Feltrinelli venne l'idea di fare business con la Contestazione, con la quale non aveva avuto nulla da spartire, e allo scopo si sarebbe coordinato con Herbert Marcuse, vedi caso un ebreo come lui.
"Signore e signori, ecco a voi Herbert Marcuse, il teorico della Contestazione!" (standing ovation).
Herbert Marcuse, di cui Melchiorre Gerbino non ha letto una sola parola di quello che ha scritto, non ha nulla da spartire con la Contestazione.
Ora, il fatto che Giangiacomo Feltrinelli si sarebbe tirato fuori dalla manica Herbert Marcuse e lo avrebbe promosso dal nulla a teorico della Contestazione, per quanto possa irritare Melchiorre Gerbino, gli fa comunque considerare come i sionisti, che gestiscono i media, qualche teorico della Contestazione se lo sarebbero tirato comunque fuori dalla manica. Essi si infiltrano ovunque con la loro disinformazione e difatti se si va in Wikipedia a cercare dei provos olandesi e degli anarchici del Maggio Francese, immancabilmente si leggerà che essi furono influenzati da Herbert Marcuse, quando né gli uni né gli altri sapevano dell'esistenza di questo sciacallo.
Per concludere su Giangiacomo Feltrinelli, egli sarebbe morto di una morte molto tragica poco dopo i tempi di Mondo Beat, nel 1972, ucciso, tutto fa presumere, da servizi segreti.
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Nella stessa pagina 1, e poi proseguendo alle pagine 2 e 3, l'articolo "MILANO IN STATO D’ASSEDIO", firmato "Gianni Ohm", scritto da Silla Ferradini.
Silla Ferradini soleva fare pervenire i suoi articoli anonimamente per la pubblicazione, perché non aveva buoni rapporti con Melchiorre Gerbino e temeva di essere cestinato se Gerbino avesse saputo che gli articoli erano suoi. A Melchiorre Gerbino, che viveva la stagione della Contestazione senza compromessi, non piaceva difatti il comportamento di Silla Ferradini, che mostrava attitudine accomodante nei confronti del potere.
50 anni dopo i tempi di Mondo Beat, nel 2017, cercando di rintracciare il cognome di quell'Enea che aveva creato i logo di Mondo Beat e Onda Verde, cognome che aveva dimenticato (e di cui tuttora è alla ricerca), Melchiorre Gerbino avrebbe fatto un giro di telefonate e tra gli altri chiamato pure Silla Ferradini. Siccome in quell'occasione i due avrebbero trovato un modo amichevole d'intrattenersi a vicenda, avrebbero conversato a lungo e allora Ferradini avrebbe confessato a Gerbino ch'era lui l'autore degli articoli siglati "OM" e "A.OM" pubblicati nel sesto numero della rivista Mondo Beat (N. 4) e che era pure lui l'autore dell'articolo "Milano in stato d'assedio", firmato "Gianni Ohm"e pubblicato in questo ultimo numero, che però lui aveva siglato solo "Ohm", ma sorprendentemente era apparso firmato "Gianni Ohm" e col testo modificato in alcune parti.
Divenne così chiaro a Melchiorre Gerbino che l'omosessuale cattolico che aveva sgridato Jack Kerouac, Gianni De Martino, si era intromesso nella preparaziomne del menabó di questo ultimo numero (che Melchiorre Gerbino ha fatto male a non avere curato egli stesso) per attribuirsi la paternità dell'articolo di Silla Ferradini, avendone alterato sigla e testo, e millantarsi pure del titolo di caporedattore di questo numero.
Di costui non voglio parlare oltre in questa ricostruzione della storia di Monndo Beat, perché col suo fare egli non ha influito nel corso degli eventi della Contestazione, ma altrove di costui ho scritto ampiamente, perché la sua storia personale è emblematica a mostrare fino a che punto il Vaticano sfrutti soggetti che in tenera età vengono sodomizzati da preti loro precettori.
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pagina 2
MILANO IN STATO D’ASSEDIO, di Silla Ferradini (continua)
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pagina 3
MILANO IN STATO D’ASSEDIO, di Silla Ferradini.
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pagina 4
L’ITALIA S’È DESTA di Giuseppe Scalpo, pseudonimo di un pubblicista amico di Valerio Fantinel.

Nella stessa pagina, 3 PROPOSTE di Valerio Fantinel (continua alla pagina 6)
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pagina 5
In questa pagina intellettuali e scrittori, vicini a Giangiacomo Feltrinelli e alla sua casa editrice, esprimevano solidarietà verso Mondo Beat. Feltrinelli avrebbe pure organizzato a Sesto San Giovanni una manifestazione pubblica in sostegno a Mondo Beat.
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pagina 6
FOGLIO DI VIA ALLA COSTITUZIONE di Federico, un altro pubblicista amico di Valero Fantinel.

I SUPERUOMINI, firmato rosso san gae, pseudonimo di Gaetano Sansone. Egli assieme a suo padre dirigeva la Casa editrice Giordano, che aveva pubblicato il libro "Gamla Stan" di Melchiorre Gerbino.

3 PROPOSTE PER LA SOLUZIONE FINALE DEI BEATS, firmato Valerius, che proviene dalla pagina 4, fu scritto da Valerio Fantinel.
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pagina 7
LA "RESISTENZA" ALLA DEMOCRAZIA non si sa da chi sia stato scritto, mancando lo pseudonimo in calce all’articolo, ma certamente da qualcuno di quei pubblicisti venuti alla cerimonia dello scioglimento del Movimento.
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pagina 8

I NIPOTINI DI JOHNSON fu scritto da un altro dei pubblicisti amici di Valerio Fantinel, nessuno dei quali si sarebbe firmato col suo nome e cognome, dato che tutti lavoravano in case editrici e il farlo sarebbe stato incompatibile con i loro contratti.

BALLATA SPONTANEA DELLA CONDIZIONE DI LIBERTÀ, di Livio (Cafici), quello del canelupo avvelenato.
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pagina 9

ICH BIN OBIETTORE DI COSCIENZA, di Andrea Valcarenghi.
Andrea Valcarenghi, figlio di papà miliardario, che viveva lui stesso da miliardario, voleva essere ricordato come rivoluzionario e quando fu chiamato al servizio militare, all'epoca obbligatorio, egli fece dichiarazione sulla sua decisione di fare obiezione di coscienza (qui pubblicata alla pagina 9). Ma, rinchiuso in un carcere militare, dopo due settimane si arrese e indossò l'uniforme militare. Il tragico di questa situazione non sarebbe stato che Andrea Valcarenghi avrebbe indossato l'uniforme, poiché era personaggio minore del Movimento Mondo Beat e nessuno lo aveva come riferimento, ma il tragico fu che i servizi segreti lo piegarono alla collaborazione. Così, quando la Contestazione si è propagata in Italia e il potere fece di tutto per contenerla, dall'esplosione di bombe all'interno delle banche alla diffamazione nei libri, ad Andrea Valcarenghi fu ordinato dai servizi segreti di dichiarare che Melchiorre Gerbino aveva venduto la rivista Mondo Beat a l'editore Giangiacomo Feltrinelli ed era fuggito con i soldi, provocando così fratture nel Movimento Mondo Beat e il suo declino. Questo Andrea Valcarenghi avrebbe scritto nel suo libro "Underground: a pugno chiuso!", pubblicato da Arcana Editrice nel 1973, e questo libro avrebbe ricevuto un'enorme attenzione mediatica, poco mancò che non fosse inserito tra i testi della scuola d'obbligo. E questo sarebbe avvenuto mentre Melchiorre Gerbino stava girando il mondo in un'epoca in cui non c'era ancora Internet, e perciò non ne sarebbe venuto a conoscenza.

Andrea Valcarenghi, il figlio di papa' che voleva fare il rivoluzionario.
Andrea Valcvarenghi agli ordini dei servizi segreti italiani.

Dopo questo lavoro sporco, Andrea Valcarenghi fu mandato ad adorare il guru Rajneesh Osho. Erano i tempi della Guerra Fredda, quando i servizi segreti sovietici catturavano nel mondo occidentale i figli deboli dei ricchi e li riducevano sotto il loro comando, come fecero, ad esempio, con Patricia Hearst. Per impedire ai sovietici di catturarli, i figli deboli dei ricchi venivano mandati dalla CIA in India, poi in Oregon, ad adorare il guru Rajneesh Osho e nel numero ci sarebbe stato Andrea Valcarenghi. Essendo il più ricco dei fedeli italiani, il guru lo avrebbe promosso a suo factotum in Italia, con il nome Swami Deva Majid.

Andrea Valcarenghi adorando il guru della CIA, Rajneesh Osho.
Il cretino irrecuperabile Andrea Valcarenghi.

Basterebbe questa foto che mostra Andrea Valcarenghi che adora il guru Rajneesh alias Osho, mentre quello lo ipnotizza, per mostrare inequivocabilmente come Andrea Valcarenghi sia un cretino e non stare più a interessarci di lui, se non ci fossero due tipi di cretini, il bonaccione e il maligno, e Andrea Valcarenghi non avesse appartenuto a questa seconda categoria, ma purtroppo vi appartiene e siamo pertanto costretti a scendere nei dettagli della di lui cretinaggine che è stata nociva alla memoria del Movimento Mondo Beat.
E perciò torniamo a parlare della rivista Mondo Beat. Essa non è stata in alcun modo venduta o ceduta all'editore Giangiacomo Feltrinelli, né a nessun partito politico (alcuni di loro l'avrebbero comprata a qualsiasi prezzo). Accadde invece che nell'ottobre del 1967 Giuseppe Simone, commerciante di vini in Milano, che era stato compagno di scuola di Melchiorre Gerbino al ginnasio di Calatafimi, loro paese natale, gli mandasse un comune amico di Calatafimi, Giuseppe Bica, allora insegnante a Milano, perché tramite questi gli fosse venduta la rivista Mondo Beat. Avendo Melchiorre Gerbino assentito a ciò, Giuseppe Bica a sua volta avrebbe contattato un altro amico comune di Calatafimi, Salvatore Scandariato, che esercitava l'avvocatura a Milano, perché segnalasse un notaio e ci assistesse nell'atto di compravendita.
Ed fu così come 4 amici siciliani di Calatafimi tutelarono l'onore della rivista Mondo Beat e la consegnarono al mito.

Atto di compravendita della testata "Mondo Beat"
Come 4 amici siciliani di Calatafimi tutelarono l'onore della rivista Mondo Beat e la consegnarono al mito.

Come si può leggere all'inizio dell'atto notarile, la rivista Mondo Beat è stata ceduta il 17 ottobre 1967, mentre la pubblicazione e distribuzione dell'ultimo numero della rivista era avvenuta a fine luglio, cioè circa tre mesi prima della vendita della rivista stessa.
Questo basti a provare inconfutabilmente come Melchiorre Gerbino non sia sceso a compromessi di sorta con l'editore Giangiacomo Feltrinelli, perché, lo avesse fatto, non avrebbe poi potuto vendere la rivista.

Come 4 amici siciliani di Calatafimi tutelarono l'onore della rivista Mondo Beat e la consegnarono al mito.
Giuseppe Simone

Giuseppe Simone, compagno di classe di Melchiorre Gerbino al ginnasio di Calatafimi, che comprò simbolicamente la rivista Mondo Beat e conservò le copie dei suoi 7 numeri, che trent’anni dopo, in perfette condizioni, restituì a Melchiorre Gerbino.
L'acquisto della rivista Mondo Beat da parte di Giuseppe Simone aveva lo scopo di fornire del denaro all'amico Melchiorre Gerbino, di modo che potesse tornare ai suoi viaggi.

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Nico, che alla stessa pagina 9 firma la poesia I II III, è Nicolò Ferjancic.
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pagina 10

LA GAIA SCIENZA di Nicolò Feriancic.

LA PAURA DI TRASGREDIRE, ancora Livio Cafici, quello del canelupo avvelenato.

COMUNICAZIONE AGLI ABBONATI, una cafonata, non si sa scritta da chi.
Mondo Beat non ebbe mai consiglio di amministrazione (io non so manco cosa sia) né abbonati.
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pagina 11

VORREI DARE UN MORSO AL COMMENDATORE è dello stesso Enrico che aveva pubblicato articoli nei precedenti numeri di Mondo Beat. Il "Costanzo" di cui scrive è Maurizio Costanzo, che a quei tempi era solito venire da Roma a Milano per una qualche sua collaborazione giornalistica. Lo stesso Enrico, come è stato già detto, era un giornalista del Corriere della Sera che frequentava Mondo Beat in incognito, perché nelle pagine di Mondo Beat poteva scrivere quello che non avrebbe potuto nel quotidiano per cui lavorava.

PUNTO PRIMO, PUNTO SECONDO, firmati rosso san gae, furono scritti da Gaetano Sansone.
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pagina 12

Guido Crepax ironizzando su quanto il Corriere della Sera andava scrivendo sui beats
Vignetta di Guido Crepax,

Guido Crepax ironizzando su quanto il Corriere della Sera andava scrivendo sui beats. Questa vignetta Guido Crepax diede a Melchiorre Gerbino, che la fece pervenire alla tipografia dove questo numero era in stampa.
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Melchiorre Gerbino rimase a Milano fino alla seconda metà di ottobre 1967, per rendersi conto di come la Contestazione si stesse manifestando tra gli studenti, poi, certo della sua diffusione tra la gente comune, lasciò Milano e tornò ai suoi viaggi.
Melchiorre Gerbino tornava ai suoi viaggi.
Melchiorre Gerbino e Gunilla Unger a fine ottobre 1967 lasciavano Milano. In questa foto, al volante Franco Sapi.


E difatti la Contestazione si sarebbe manifestata in Italia a livello di massa. E dall'Italia si sarebbe diffusa alla Francia e poi in tanti luoghi del mondo, anche e eroicamente nelle società islamiche. E si può ben dire che la Contestazione ha creato una nuova costante nella storia, perché la disponibilità della gente comune a mobilitarsi per affermare o difendere i diritti civili condiziona ormai ovunque il potere costituito.

Chi non conosce la storia di Mondo Beat non conosce una parte dell'attualità della sua stessa storia personale.    La Contestazione, cioè la disponibilità della gente a mobilitarsi per l'affermazione e la difesa dei diritti civili, sarebbe diventata, sempre più e ovunque, una costante negli sviluppi del Villaggio Globale.
Protagonisti del Movimento Mondo Beat e scene della nascita della Contestazione.


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