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della gioventù francese di Mondo Beat
Albert Villy Augerau e Monique Charvet
della gioventù francese di Mondo Beat

Numerosi erano i giovani francesi di Mondo Beat e quelli italiani che viaggiavano per la Francia con l'autostop. Gli uni e gli altri avrebbero fatto propagare la Contestazione dall'Italia alla Francia.
Gli anarchici della Sacco e Vanzetti, che si erano convertiti alla nonviolenza, avrebbero portato clandestinamente in Francia la dinamite che fin lì avevano tenuta nascosta in Italia e alla periferia di Parigi, assieme agli anarchici francesi, l'avrebbero fatta esplodere con grandi boati, ma innoqui, che avrebbero dato inizio al Maggio Francese (come confidato da Giuseppe Pinelli a Melchiorre Gerbino l'ultima volta che si incontrarono, agosto 1967).

Note su "Mondo Beat N. 5"

Nel primo pomeriggio del 15 giugno, mentre Milano era presidiata dai militari, Melchiorre Gerbino disciolse il Movimento Mondo Beat alla Crota Piemunteisa di Via Pontaccio, la stessa taverna dove esattamente 8 mesi prima era stato fondato. Lo scioglimento era già stato deciso il 12, quando Barbonia City era stata distrutta dai militari e la Cava requisita dai servizi segreti, ma si sarebbe atteso fino al 15 a ufficializzare l'evento, per avere 3 giorni di tempo a portare a compimento il bluff del "Raduno di tutti i beats e provos".
Lo scioglimento del Movimento avvenne alla presenza di scrittori e pubblicisti venuti alla Crota Piemunteisa in compagnia di Valerio Fantinel, uno scrittore amico di Gerbino, che gli era stato vicino nei 3 giorni seguenti la distruzione di Barbonia City. Ora Fantinel aveva condotto con sé una mezza dozzina di pubblicisti e scrittori suoi amici per dare man forte alla redazione di Mondo Beat a pubblicare altri numeri della rivista. Ma Melchiorre Gerbino si sarebbe mostrato contrario all’idea di continuare a pubblicare Mondo Beat, perché senza il supporto del Movimento la rivista sarebbe stata di nessuna valenza e per di più la si sarebbe dovuta distribuire per i canali normali e perciò ricorrere alla pubblicità e Melchiorre Gerbino era assolutamente contrario a questo.
Ma Valerio Fantinel e gli altri avrebbero insistito vivamente perché si pubblicasse almeno un ultimo numero.
E allora Melchiorre Gerbino acconsentì e decise che questo ultimo numero, preparato dalla redazione di Mondo Beat senza che contenesse pubblicità, fosse stampato dall’editore Giangiacomo Feltrinelli, che si era detto disposto a pubblicare numeri di Mondo Beat lo stesso lo giorno che Borbonia City era stata distrutta e la Cava requisita. Melchiorre Gerbino decise che Feltrinelli stampasse questo numero e lo vendesse a suo beneficio perché dai potenti canali della di lui Casa editrice venisse ancor di più tramandata la memoria di Mondo Beat, che il Vaticano avrebbe voluto invece fosse dispersa e dimenticata.
Da questo fare di Melchiorre Gerbino della canaglia avrebbe preso spunto per diffamarlo, come se egli avesse ceduto per soldi la testata Mondo Beat all'editore Feltrinelli e fosse scappato via dalla scena della Contestazione.
Ma questo non è avvenuto. Avvenne invece che a ottobre di quell'anno 1967 Giuseppe Simone, commerciante di vini in Milano, che era stato compagno di banco di Melchiorre Gerbino alle scuole medie di Calatafimi, avendo intuito come questi fosse a corto di soldi per potere tornare ai suoi viaggi, lo avrebbe fatto contattare da un compaesano e amico d’infanzia comune, Giuseppe Bica, insegnante in Milano, perché tramite questi gli fosse venduta la testata della rivista Mondo Beat. Melchiorre Gerbino, che non aveva voluto venderla a un partito politico disposto a pagarla a qualsiasi prezzo, acconsentì a vendere al suo amico di Calatafimi e allora Giuseppe Bica contattò un altro compaesano e amico d’infanzia comune, Salvatore Scandariato, che esercitava l’avvocatura a Milano, perché segnalasse un notaio e assistesse all’atto di compravendita. E fu così come 4 amici di Calatafimi preservarono l'onore della rivista Mondo Beat

Atto notarile di compravendita della testata Mondo Beat

Come 4 amici di Calatafimi preservarono l'onore della rivista Mondo Beat

Come si può leggere all'inizio dell'atto notarile, la testata Mondo Beat fu venduta il 17 ottobre 1967, mentre la stampa dell'ultimo numero della rivista era avvenuta, in una tipografia dell'editore Giangiacomo Feltrinelli, a fine luglio 1967, cioè all'incirca tre mesi prima della vendita della testata.
Tanto basti a dimostrare inconfutabilmente come Melchiorre Gerbino con Giangiacomo Feltrinelli non sia sceso in alcun modo a compromessi con la rivista Mondo Beat, che, se l'avesse fatto, non avrebbe poi potuto venderne la testata al suo amico di Calatafimi.
Figurarsi poi se Giangiacomo Feltrinelli se ne sarebbe restato con le mani in mano, se le mani avesse potuto mettere sull'allora famosissima rivista Mondo Beat. Capace com'era di riscuotere successi mondiali, se avesse allineato la rivista Mondo Beat su posizioni terzomondiste (era amico di Fidel Castro) avrebbe potuto promuoverla tra le pubblicazioni della Tricontinentale.
In verità, Giangiacomo Feltrinelli non ebbe nessuna incidenza nei destini di Mondo Beat e della sua rivista: l'unica concessione che gli fu fatta, e per pura cortesia, fu di scrivere l'articolo di fondo di questo ultimo numero, di cui Melchiorre Gerbino ai sensi di legge fu, come dei precedenti numeri, editore, direttore e proprietario.

Melchiorre Gerbino di questo ultimo numero di Mondo Beat, come dei precedenti, fu editore, direttore responsabile e proprietario
Estremi di "Mondo Beat n.5" - (vedi pagina 11).

Per altro verso, il fatto che dopo la definitiva partenza di Melchiorre Gerbino da Milano l'editore Feltrinelli si sarebbe tirato fuori dalla manica un altro ebreo come lui, Herbert Marcuse, e per fare business lo avrebbe promosso teorico della Contestazione dal nulla, per quanto irritare possa Melchiorre Gerbino, gli fa comunque considerare come i sionisti, che gestiscono i media, qualche teorico della Contestazione se lo sarebbero tirato comunque fuori dalla manica: essi si infiltrano ovunque con la loro disinformazione e difatti se si va in Wikipedia a cercare dei provos olandesi, immancabilmente si legge che furono influenzati da Herbert Marcuse, quando quelli nemmeno sapevano che questo schifoso sciacallo esistesse.
In due separati capitoli, si può leggere dettagliatamente Del rapporto di Melchiorre Gerbino con Giangiancomo Feltrinelli e dell'interferenza di Herbert Marcuse e Daniel Cohn-Bendit nelle vicende della Contestazione.

Mondo Beat N. 5 (settimo della serie e ultimo) - fine luglio 1967 - tiratura copie ignota

Non si sa quante copie siano state stampate di questo numero, ma certamente migliaia, che furono distribuite nella rete di librerie della Casa editrice Feltrinelli. Giangiacomo Feltrinelli fece pervenire 200 copie in omaggio a Melchiorre Gerbino, che le passò a Antonio Di Spagna perché le desse via gratis.
Quasi tutti gli articoli furono scritti da quei pubblicisti che avevano insistito perché si pubblicasse questo ultimo numero della rivista. Ma i loro articoli si sarebbero rivelati di poco interesse, perché tutti loro avrebbero scritto pagine e pagine di proteste per la distruzione delle strutture di Mondo Beat e nessuno di loro avrebbe scritto della Contestazione e dell’imminente suo dilagare tra la massa, perché erano estranei alla Contestazione e non si rendevano conto di cosa stesse realmente succedendo, la loro visione sociopolitica essendo ancora quella della lotta di classe.

The seventh and last issue of Mondo Beat magazine - Milan, July 31, 1967 - The number of copies is unknown   The seventh and last issue of Mondo Beat magazine - Milan, July 31, 1967 - The number of copies is unknown   The seventh and last issue of Mondo Beat magazine - Milan, July 31, 1967 - The number of copies is unknown   The seventh and last issue of Mondo Beat magazine - Milan, July 31, 1967 - The number of copies is unknown   The seventh and last issue of Mondo Beat magazine - Milan, July 31, 1967 - The number of copies is unknown   The seventh and last issue of Mondo Beat magazine - Milan, July 31, 1967 - The number of copies is unknown  

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Commenti:

pagina 1
LO SCIOPERO È RIUSCITO, di Giangiacomo Feltrinelli, che si firmava con il pseudonimo Gigi Effe. Con questo articolo Giangiacomo Feltrinelli dava testimonianza di come siano stati i giovani di Mondo Beat ad accorrere a Firenze, subito dopo l’alluvione del novembre 1966, a prodigarsi nel fango a recuperare un patrimonio d'arte e di cultura di appartenenza universale.

Giangiacomo Feltrinelli faceva testimonianza di come erano stati i giovani di Mondo Beat ad accorrere in soccorso di Firenze dopo l’alluvione del novembre 1966
Stralcio dall'articolo di Giangiacomo Feltrinelli "Lo sciopero è riuscito".

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Nella stessa pagina 1, MILANO IN STATO D’ASSEDIO, di Silla Ferradini.
Come si è già detto, Silla Ferradini faceva pervenire anonimamente i suoi scritti e li firmava con sigle, perché non era in buoni rapporti con Melchiorre Gerbino e temeva di essere cestinato se Gerbino avesse saputo che quegli scritti erano suoi. Ciò era dovuto al fatto che Gerbino, che era su posizioni irriducibili di contestazione del potere, aveva avversione nei riguardi di Ferradini che, a suo vedere, palesava comportamenti opportunistici. Ma 50 anni dopo i tempi della pubblicazione di questo ultimo numero di Mondo Beat, durante una amichevole telefonata intercorsa tra i due, Ferradini avrebbe rivelato a Gerbino che questo articolo era stato scritto da lui, ma l'originale era stato alterato, essendovi state tolte alcune parti e aggiunte altre arbitrariamente e anche la firma era stata alterata da "Ohm" a "Gianni Ohm". E così si sarebbe infine capito che l’omosessuale cattolico Gianni De Martino, cui era stato affidato il compito di preparare il menabò essendo tutti i giovani validi di Mondo Beat dispersi o imprigionati, era ricorso a tanto imbroglio per tentare di appropriarsi ancora una volta della produzione letteraria di Silla Ferradini .
Peraltro l'omosessuale cattolico avrebbe fatto stampare una croce nella copertina di questo ultimo numero della rivista Mondo Beat e Melchiorre Gerbino, a risarcimento del danno che questo avrebbe arrecato alla sua immagine di direttore responsabile, chiede che quando la Contestazione avrà occupato la Cappella Sistina sia data una mano di intonaco a coprire quella ridicolaggine di Giudizio Universale di Michelangelo Buonarroti e lì venga proiettato, ininterrottamente e a entrata libera, il film Deep Throat con la divina Linda Lovelace che pratica la fellatio.
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pagina 2
MILANO IN STATO D’ASSEDIO, di Silla Ferradini (continua)
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pagina 3
MILANO IN STATO D’ASSEDIO, di Silla Ferradini.
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pagina 4
L’ITALIA S’È DESTA di Giuseppe Scalpo, pseudonimo di un pubblicista amico di Valerio Fantinel.

Nella stessa pagina, 3 PROPOSTE di Valerio Fantinel (continua alla pagina 6)
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pagina 5
In questa pagina intellettuali e scrittori, vicini a Giangiacomo Feltrinelli e alla sua casa editrice, esprimevano solidarietà verso Mondo Beat. Feltrinelli avrebbe pure organizzato a Sesto San Giovanni una manifestazione pubblica in sostegno a Mondo Beat.
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pagina 6
FOGLIO DI VIA ALLA COSTITUZIONE di Federico, un altro pubblicista amico di Valero Fantinel.

I SUPERUOMINI, firmato rosso san gae, pseudonimo di Gaetano Sansone. Egli assieme a suo padre dirigeva la Casa editrice Giordano, che aveva pubblicato il libro Gamla Stan di Melchiorre Gerbino.

3 PROPOSTE PER LA SOLUZIONE FINALE DEI BEATS, firmato Valerius, che proviene dalla pagina 4, fu scritto da Valerio Fantinel.
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pagina 7
LA "RESISTENZA" ALLA DEMOCRAZIA non si sa da chi sia stato scritto, mancando lo pseudonimo in calce all’articolo, ma certamente da qualcuno di quei pubblicisti venuti alla cerimonia dello scioglimento del Movimento.
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pagina 8

I NIPOTINI DI JOHNSON fu scritto da un altro dei pubblicisti amici di Valerio Fantinel, nessuno dei quali si sarebbe firmato col suo nome e cognome, dato che tutti lavoravano in case editrici e il farlo sarebbe stato incompatibile con i loro contratti.

BALLATA SPONTANEA DELLA CONDIZIONE DI LIBERTÀ, di Livio (Cafici) quello del canelupo *.
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pagina 9

ICH BIN OBIETTORE DI COSCIENZA, di Andrea Valcarenghi.

 Il cretino maligno Andrea Valcarenghi
Il cretino Andrea Valcarenghi


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Nico, che alla stessa pagina 9 firma la poesia I II III, è Nicolò Ferjancic.
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pagina 10

LA GAIA SCIENZA di Nicolò Feriancic.

LA PAURA DI TRASGREDIRE di Livio Cafici (quello del canelupo).

COMUNICAZIONE AGLI ABBONATI, una seconda cafonata di Gianni De Martino, dopo quella dei rimproveri a Jack Kerouac.

Mondo Beat non ebbe mai consiglio di amministrazione né ebbe mai abbonati
Gianni De Martino: seconda cafonata.

Mondo Beat non ebbe mai né consiglio di amministrazione (io non so manco cosa sia) né ebbe mai abbonati.
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pagina 11

VORREI DARE UN MORSO AL COMMENDATORE è dello stesso Enrico che aveva pubblicato articoli nei precedenti numeri di Mondo Beat. Il "Costanzo" di cui scrive in questo articolo è Maurizio Costanzo, che a quei tempi era solito venire da Roma a Milano per una qualche sua collaborazione giornalistica. Lo stesso Enrico, come è stato già detto, era un giornalista del Corriere della Sera che frequentava Mondo Beat in incognito, perché nelle pagine di Mondo Beat poteva scrivere quello che non avrebbe potuto scrivere nel quotidiano per cui lavorava.

PUNTO PRIMO, PUNTO SECONDO, firmati rosso san gae, furono scritti da Gaetano Sansone.
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pagina 12
VIGNETTA di Guido Crepax, con cui egli faceva ironia su quanto il Corriere della Sera aveva scritto sui beats. Questa vignetta Guido Crepax diede a Melchiorre Gerbino, che la fece pervenire alla tipografia dell'editore Feltrinelli quando questo numero era in stampa.

In conclusione

Melchiorre Gerbino sarebbe rimasto a Milano fino alla seconda metà di ottobre del 67, per rendersi conto di come la Contestazione si stesse manifestando tra gli studenti delle scuole secondarie e tra gli universitari e di come stesse già serpeggiando tra la gente comune. Allora, certo dell'incontenibile propagarsi della Contestazione, egli sarebbe uscito di scena, per tornare ai suoi viaggi.
Quando Melchiorre Gerbino analizza la parte che egli ha avuto nella storia della Contestazione, è orgoglioso di averne formulato i modelli e di averli rodati, ma ancor di più di essersi ritirato dalla scena quando la sua parte era finita, senza essersi indugiato a compiacersene e senza essersi macchiato di compromessi.

Antonio Di Spagna con sua moglie Chiara Tulli
In memoria di Giuseppe Pino Pinelli e Antonio Di Spagna.

In questa foto, Melchiorre Gerbino e Gunilla Unger con Franco Sapi
Melchiorre Gerbino e Gunilla Unger lasciano Milano. In questa foto, al volante, Franco Sapi.


Quelli che hanno fatto la storia del Movimento Mondo Beat e dato vita alla Contestazione

I modelli della Contestazione sarebbero diventati una costante negli sviluppi del Villaggio Globale    Chi non conosce la storia di Mondo Beat non conosce una parte della sua stessa storia


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