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della gioventù francese di Mondo Bea.t
Albert Villy Augerau e Monique Charvet
della gioventù francese di Mondo Beat.

Numerosi erano i giovani francesi del Movimento Mondo Beat e numerosi quelli italiani che viaggiavano in Francia con l'autostop. Gli uni e gli altri avrebbero fatto propagare la Contestazione da Milano a Parigi.
Gli anarchici della sezione Sacco e Vanzetti di Milano, che influenzati dal Movimento Mondo Beat si erano convertiti alla nonviolenza, avrebbero portato clandestinamente in Francia la dinamite che avevano tenuta nascosta in Italia e insieme agli anarchici francesi l'avrebbero fatta esplodere in campi alla periferia di Parigi, provocando enormi boati, ma innocui, e così sarebbe cominciato il Maggio Francese (come confidato da Giuseppe Pinelli a Melchiorre Gerbino l'ultima volta che si incontrarono, agosto 1967).

Note su "Mondo Beat N. 5"

Nel primo pomeriggio del 15 giugno, mentre Milano era presidiata dai militari, Melchiorre Gerbino sciolse Mondo Beat alla Crota Piemunteisa, la stessa osteria dove il Movimento era stato fondato esattamente 8 mesi prima. Lo scioglimento del Movimento era già stato deciso il 12, quando Barbonia City era stata distrutta dai militari e la Cava era stata requisita dai servizi segreti, ma si sarebbe atteso fino al 15 per annunciare lo scioglimento, per avere 3 giorni aggiuntivi per compiere il bluff del Raduno di tutti i Beats e Provos.
Melchiorre Gerbino prese da solo la decisione di sciogliere Mondo Beat, poiché degli altri due fondatori del Movimento uno si era ritirato da tempo dalla scena, Vittorio Di Russo, e l’altro, Umberto Tiboni, era in carcere. Ma la decisione sarebbe stata facile da prendere, perché erano rimaste due sole opzioni: la lotta armata o lo scioglimento. E poi, il momento era ideale per sciogliere Mondo Beat, dato che le sue strutture erano state spettacolarmente distrutte o requisite dai militari: questo avrebbe sicuramente innescato la contestazione studentesca alla riapertura delle scuole a ottobre.
La cerimonia dello scioglimento si sarebbe svolta alla presenza di scrittori e pubblicisti venuti alla Crota Piemunteisa per partecipare all'evento. Essi erano in compagnia di Valerio Fantinel, uno scrittore amico di Gerbino, che gli era stato vicino nei 3 giorni successivi alla distruzione di Barbonia City. Valerio Fantinel era venuto con quegli intellettuali per aiutare la redazione di Mondo Beat a pubblicare altri numeri della rivista. Ma Melchiorre Gerbino si sarebbe mostrato contrario all'idea di pubblicare numeri di Mondo Beat dopo lo scioglimento del Movimento, perché allora la rivista non avrebbe più rappresentato alcunché. Ma tutti i presenti alla Crota Piemunteisa avrebbero chiesto di pubblicare almeno un altro numero, per lasciare memoria della distruzione di Mondo Beat. Né di questo Melchiorre Gerbino avrebbe visto tampoco la necessità, dato che giornali e riviste scrivevano della distruzione di Mondo Beat. Dal punto di vista di Melchiorre Gerbino tacere sarebbe stato più intelligente, perché più drammatico, in attesa dell'esplosione della contestazione studentesca alla riapertura delle scuole. Ma quegli intellettuali avrebbero insistito (perché volevano pubblicare i loro articoli nella famosa rivista Mondo Beat) e infine Melchiorre Gerbino avrebbe ceduto alle loro insistenze ma, a sottolineare il suo dissenso, avrebbe dichiarato che non si sarebbe preso cura della preparazione di questo ultimo numero, mentre aveva ideato e preparato tutti i precedenti.
Melchiorre Gerbino avrebbe affidato a Gianni De Martino l'incarico di raccogliere i vari articoli che quegli intellettuali avrebbero scritto e preparare l'impaginazione da consegnare alla casa editrice Feltrinelli per la stampa. Gianni De Martino era quello stronzo che aveva rimproverato Jack Kerouac perché beveva invece di pensare a Gesù, ma Melchiorre Gerbino non aveva altra scelta perché i ragazzi di talento della Base di Mondo Beat erano dispersi o in prigione.
Infine, poiché il giorno della distruzione di Barbonia City l'editore Giangiacomo Feltrinelli aveva manifestato la propria disponibilità a stampare numeri di Mondo Beat e distribuirli nella rete di librerie che egli aveva in tutta Italia, Melchiorre Gerbino gli avrebbe chiesto di pubblicare quest'ultimo numero e venderlo a beneficio della sua casa editrice. Questo avrebbe fatto Melchiorre Gerbino perché i canali di distribuzione della casa editrice Feltrinelli erano potentissimi e perciò la memoria di Mondo Beat sarebbe stata tramandata al meglio, mentre il Vaticano avrebbe voluto che fosse dimenticata.
Da questo fare di Melchiorre Gerbino della canaglia avrebbe preso spunto per diffamarlo, come se egli avesse ceduto la testata Mondo Beat all'editore Feltrinelli e fosse scappato via coi soldi.
Ma questo Melchiorre Gerbino non fece. Avvenne invece che a ottobre di quell'anno 1967 Giuseppe Simone, commerciante di vini in Milano, che era stato compagno di banco di Melchiorre Gerbino al ginnasio di Calatafimi, loro paese natale, avendo intuito come questi fosse a corto di soldi per potere tornare ai suoi viaggi, lo avrebbe fatto contattare da un compaesano e amico d’infanzia comune, Giuseppe Bica, insegnante in Milano, perché tramite questi gli fosse venduta la testata della rivista Mondo Beat. Melchiorre Gerbino, che non aveva voluto venderla a un partito politico disposto a pagarla a qualsiasi prezzo, acconsentì a vendere al suo amico di Calatafimi e allora Giuseppe Bica contattò un altro compaesano e amico d'infanzia comune, Salvatore Scandariato, che esercitava l'avvocatura a Milano, perché segnalasse un notaio e assistesse all'atto di compravendita. E fu così come 4 amici di Calatafimi preservarono l'onore della rivista Mondo Beat e la consegnarono al mito.

Atto notarile della compravendita della testata Mondo Beat.
Come 4 amici di Calatafimi preservarono l'onore della rivista Mondo Beat e la consegnarono al mito

Come si legge all'inizio dell'atto notarile, la testata Mondo Beat fu venduta il 17 ottobre 1967, mentre la stampa dell'ultimo numero della rivista era avvenuta a fine luglio, cioè circa tre mesi prima della vendita della testata.
Tanto basti a dimostrare inconfutabilmente come Melchiorre Gerbino non sia sceso a compromessi di sorta con l'editore Giangiacomo Feltrinelli, perché, lo avesse fatto, non avrebbe poi potuto vendere la testata. Figurarsi poi se Giangiacomo Feltrinelli se ne sarebbe restato con le mani in mano, se le mani avesse potuto mettere sull'allora famosissima rivista Mondo Beat. Capace com'era di riscuotere successi mondiali, se avesse allineato la rivista Mondo Beat su posizioni terzomondiste (era amico di Fidel Castro) avrebbe potuto promuoverla tra le pubblicazioni della Tricontinentale. Ma Giangiacomo Feltrinelli non chiese mai di comprare la rivista Mondo Beat, perché capiva bene che Melchiorre Gerbino non gliel'avrebbe venduta.

Giuseppe Simone, compagno di banco di Melchiorre Gerbino al ginnasio di Calatafimi, che comprò simbolicamente la testata Mondo Beat e conservò copie dei suoi numeri, che trent'anni dopo restituì a Melchiorre Gerbino in perfette condizioni.
Giuseppe Simone.

Giuseppe Simone, compagno di banco di Melchiorre Gerbino al ginnasio di Calatafimi, che comprò simbolicamente la testata Mondo Beat e conservò copie dei suoi numeri, che trent'anni dopo restituì a Melchiorre Gerbino in perfette condizioni.

Mondo Beat N. 5 (settimo della serie e ultimo) - fine luglio 1967.

Non si sa quante copie siano state stampate di questo numero, ma certamente decine di migliaia. Giangiacomo Feltrinelli fece pervenire 200 copie in omaggio a Melchiorre Gerbino, che le passò a Antonio Di Spagna perché le desse via gratis.
La veste editoriale di questo numero sarebbe stata così marchiana che lo stesso gesuita Bartolomeo Sorge, direttore di Civiltà Cattolica, l'avrebbe concepita più vivace e degli articoli scritti da quegli intellettuali nessuno avrebbe avuto vera valenza, perché costoro si sarebbero profusi in pagine e pagine di proteste perché la Costituzione italiana era stata disattesa e le strutture di Mondo Beat erano state distrutte, ma nessuno di loro avrebbe scritto una sola parola sulla Contestazione, perché erano estranei a essa e non si rendevano conto di cosa stesse succedendo, la loro visione sociopolitica essendo ancora quella della lotta di classe.

Settimo e ultimo numero della rvista Mondo Beat - Milano, fine luglio 1967.   Settimo e ultimo numero della rvista Mondo Beat - Milano, fine luglio 1967.   Settimo e ultimo numero della rvista Mondo Beat - Milano, fine luglio 1967.   Settimo e ultimo numero della rvista Mondo Beat - Milano, fine luglio 1967.   Settimo e ultimo numero della rvista Mondo Beat - Milano, fine luglio 1967.   Settimo e ultimo numero della rvista Mondo Beat - Milano, fine luglio 1967.  

Settimo e ultimo numero della rvista Mondo Beat - Milano, fine luglio 1967.   Settimo e ultimo numero della rvista Mondo Beat - Milano, fine luglio 1967.   Settimo e ultimo numero della rvista Mondo Beat - Milano, fine luglio 1967.   Settimo e ultimo numero della rvista Mondo Beat - Milano, fine luglio 1967.   Settimo e ultimo numero della rvista Mondo Beat - Milano, fine luglio 1967.   Settimo e ultimo numero della rvista Mondo Beat - Milano, fine luglio 1967.

Commenti:

pagina 1
LO SCIOPERO È RIUSCITO, di Giangiacomo Feltrinelli, che di questo numero scrisse l'articolo di fondo firmandosi con la sigla Gigi Effe. Egli vi avrebbe fatto testimonianza dell'impegno dei giovani di Mondo Beat a Firenze dopo l'alluvione del novembre 1966.
Per dire ora di Giangiacomo Feltrinelli, egli era un famoso editore, che aveva riscosso successo mondiale con il "Il dottor Živago" di Boris Pasternak e "Il Gattopardo" di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, romanzi che dall'italiano erano stati tradotti in tutte le lingue del mondo.
Comunista d'avanguardia, noto amico di Fidel Castro, Giangiacomo Feltrinelli aveva tentato di fare da tramite tra Fidel Castro e Che Guevara quando Guevara operava nella boscaglia in Bolivia, ma era stato arrestato all'aeroporto di La Paz e estradato in Italia, dove la sua casa editrice era punto di riferimento di intellettuali italiani impegnati.
Dietro tutte queste attività, ancora una, Giangiacomo Feltrinelli era agente del Mossad, come rivelato dal Senatore Giovanni Pellegrino, presidente di una commissione statale che avrebbe indagato sul terrorismo in Italia.
Melchiorre Gerbino incontrò la prima volta Giangiacomo Feltrinelli il giorno della distruzione di Barbonia City. Quel giorno Gerbino si recò alla casa editrice di Feltrinelli e chiese di lui. Essi non si conoscevano personalmente, ma Feltrinelli uscì subito dalla sua stanza e accolse Gerbino con calore. Gerbino stava cercando dei kamikaze e perciò chiese a Feltrinelli se circondato da fotoreporters fosse disposto a recarsi sul terreno dove poche ore prima era stata distrutta Barbonia City e dai militari che lo presidiavano prendersi una manganellata in segno di solidarietà verso Mondo Beat. Feltrinelli sembrò molto divertito da quella proposta e assicurò che lo avrebbe fatto in giornata stessa. Ma il giorno dopo, all'appuntamento che s'erano dati, Feltrinelli disse a Gerbino che aveva cambiato idea e, invece della manganellata di solidarietà, avrebbe preparato un documento di solidarietà, che avrebbe fatto sottoscrivere da scrittori e intellettuali e avrebbe fatto pubblicare nei quotidiani. In quella circostanza, Feltrinelli si offrì a dare supporto a stampare numeri della rivista Mondo Beat e distribuirli nella catena delle sue librerie, dato che le strutture di Mondo Beat non erano più agibili, perché distrutte dai militari o presidiate dai servizi segreti. Così, pochi giorni dopo, quando fu deciso di pubblicare un ultimo numero della rivista, Melchiorre Gerbino sarebbe tornato da Giangiacomo Feltrinelli. I due convennero allora che la redazione di Mondo Beat avrebbe consegnato gli articoli per la pubblicazione e Feltrinelli avrebbe stampato e venduto questo numero a suo beneficio, dopodiché il rapporto tra Mondo Beat e Feltrinelli si sarebbe concluso. Ma pochi mesi dopo che Melchiorre Gerbino aveva lasciato Milano ed era tornato ai suoi viaggi, a Giangiacomo Feltrinelli venne l'idea di fare business con la Contestazione, con la quale non aveva avuto nulla da spartire, e allo scopo si sarebbe coordinato con Herbert Marcuse.
"Signore e signori, ecco a voi Herbert Marcuse, il teorico della Contestazione!" (standing ovation).
Herbert Marcuse, di cui Melchiorre Gerbino non ha letto una sola parola di quello che ha scritto, non ha nulla da spartire con la Contestazione.
Ora, il fatto che Giangiacomo Feltrinelli si sarebbe tirato fuori dalla manica un altro ebreo come lui, Herbert Marcuse, e per fare business lo avrebbe promosso dal nulla a teorico della Contestazione, per quanto possa irritare Melchiorre Gerbino, gli fa comunque considerare come i sionisti, che gestiscono i media, qualche teorico della Contestazione se lo sarebbero tirato comunque fuori dalla manica. Essi si infiltrano ovunque con la loro disinformazione e difatti se si va in Wikipedia a cercare dei provos olandesi e degli anarchici del Maggio Francese, immancabilmente si leggerà che essi furono influenzati da Herbert Marcuse, quando né gli uni né gli altri sapevano dell'esistenza di questo sciacallo.
Per concludere su Giangiacomo Feltrinelli, egli sarebbe morto di una morte molto tragica poco dopo i tempi di Mondo Beat, nel 1972, ucciso, tutto fa presumere, da servizi segreti.
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Nella stessa pagina 1, e poi proseguendo alle pagine 2 e 3, l'articolo "MILANO IN STATO D’ASSEDIO", firmato "Gianni Ohm", scritto da Silla Ferradini.
Silla Ferradini soleva fare pervenire i suoi articoli anonimamente per la pubblicazione, perché non aveva buoni rapporti con Melchiorre Gerbino e temeva di essere cestinato ove Gerbino avesse saputo che gli articoli erano suoi. A Melchiorre Gerbino, che viveva la stagione della Contestazione senza compromessi, non piaceva infatti il comportamento di Silla Ferradini, che mostrava attitudine accomodante nei confronti del potere.
50 anni dopo i tempi di Mondo Beat, nel 2017, cercando di rintracciare il cognome di quell'Enea che aveva creato i logo di Mondo Beat e Onda Verde, cognome che aveva dimenticato (e di cui tuttora è alla ricerca), Melchiorre Gerbino fece un giro di telefonate e tra gli altri chiamò Silla Ferradini. Poiché in quell'occasione i due trovarono un modo amichevole d'intrattenersi a vicenda, conversarono a lungo e allora Ferradini confessò a Gerbino ch'era lui l'autore degli articoli siglati "OM" e "A.OM" pubblicati nel sesto numero della rivista Mondo Beat (N. 4) e che era pure lui l'autore dell'articolo "Milano in stato d'assedio", firmato "Gianni Ohm"e pubblicato nell'ultimo numero (N. 5), che però lui aveva siglato solo "Ohm", ma sorprendentemente era apparso firmato "Gianni Ohm" e col testo modificato in alcune parti.
Divenne così chiaro a Melchiorre Gerbino che Gianni De Martino, quell'omosessuale cattolico che aveva sgridato Jack Kerouac, oltre ad avere cercato di attribuirsi quanto pubblicato da Silla Ferradini nel 6° numero di Mondo Beat, si era intromesso nella stesura del 7° (che Melchiorre Gerbino ha fatto male a non curare) e l'aveva alterata nell'intento di attribuirsi il titolo di caporedattore.
Questo omosessuale cattolico si sarebbe rivelato personaggio assai losco, ma poiché col suo fare non avrebbe influito nello svolgimento degli eventi del Movimento Mondo Beat e della Contestazione, di lui non parlerò oltre nella ricostruzione della storia di Mondo Beat, ma altrove ho scritto ampiamente su costui, perché la sua storia personale è emblematica a mostrare fino a che punto il Vaticano sfrutti soggetti che in tenera età venivano sodomizzati da preti loro precettori e poi sarebbero rimasti in loro balia.
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pagina 2
MILANO IN STATO D’ASSEDIO, di Silla Ferradini (continua)
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pagina 3
MILANO IN STATO D’ASSEDIO, di Silla Ferradini.
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pagina 4
L’ITALIA S’È DESTA di Giuseppe Scalpo, pseudonimo di un pubblicista amico di Valerio Fantinel.

Nella stessa pagina, 3 PROPOSTE di Valerio Fantinel (continua alla pagina 6)
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pagina 5
In questa pagina intellettuali e scrittori, vicini a Giangiacomo Feltrinelli e alla sua casa editrice, esprimevano solidarietà verso Mondo Beat. Feltrinelli avrebbe pure organizzato a Sesto San Giovanni una manifestazione pubblica in sostegno a Mondo Beat.
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pagina 6
FOGLIO DI VIA ALLA COSTITUZIONE di Federico, un altro pubblicista amico di Valero Fantinel.

I SUPERUOMINI, firmato rosso san gae, pseudonimo di Gaetano Sansone. Egli assieme a suo padre dirigeva la Casa editrice Giordano, che aveva pubblicato il libro "Gamla Stan" di Melchiorre Gerbino.

3 PROPOSTE PER LA SOLUZIONE FINALE DEI BEATS, firmato Valerius, che proviene dalla pagina 4, fu scritto da Valerio Fantinel.
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pagina 7
LA "RESISTENZA" ALLA DEMOCRAZIA non si sa da chi sia stato scritto, mancando lo pseudonimo in calce all’articolo, ma certamente da qualcuno di quei pubblicisti venuti alla cerimonia dello scioglimento del Movimento.
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pagina 8

I NIPOTINI DI JOHNSON fu scritto da un altro dei pubblicisti amici di Valerio Fantinel, nessuno dei quali si sarebbe firmato col suo nome e cognome, dato che tutti lavoravano in case editrici e il farlo sarebbe stato incompatibile con i loro contratti.

BALLATA SPONTANEA DELLA CONDIZIONE DI LIBERTÀ, di Livio (Cafici), quello del canelupo avvelenato.
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pagina 9

ICH BIN OBIETTORE DI COSCIENZA, di Andrea Valcarenghi.

Bisogna considerare che gli Anni 60 erano anni di ottimismo, ed essendo Melchiorre Gerbino ottimista per natura, egli aveva creduto che un cretino della sorta di Andrea Valcarenghi (figlio di papà di carattere malfermo e di poca intelligenza) piano piano, col tempo, avrebbe potuto essere recuperato. Ma Melchiorre Gerbino sarebbe stato smentito dai fatti, perché Andrea Valcarenghi col suo percorso umano avrebbe mostrato come il cretino col tempo peggiori.

Andrea Valcarenghi adorando il guru della CIA, Rajneesh Osho.
Il cretino irrecuperabile Andrea Valcarenghi.

Basterebbe questa foto che mostra Andrea Valcarenghi che adora il guru Rajneesh alias Osho, mentre quello lo ipnotizza, per mostrare inequivocabilmente come Andrea Valcarenghi sia un cretino e non stare più a interessarci di lui, se non ci fossero due tipi di cretini, il bonaccione e il maligno, e Andrea Valcarenghi non avesse appartenuto a questa seconda categoria, ma purtroppo vi appartiene e siamo pertanto costretti a scendere nei dettagli della di lui cretinaggine che è stata nociva alla memoria del Movimento Mondo Beat.
Per dirla in breve, il figlio di papà Andrea Valcarenghi voleva essere ricordato come rivoluzionario e quando fu chiamato al servizio militare, allora obbligatorio, egli fece dichiarazione di obiezione di coscienza, qui riprodotta. Ma rinchiuso in un carcere militare e messo sotto torchio, dopo due settimane si sarebbe arreso e avrebbe indossato la divisa militare.
Il lato tragico di questa vicenda non fu che Andrea Valcarenghi indossò la divisa, dato che era un personaggio minore del Movimento Mondo Beat e nessuno lo aveva come riferimento, ma il tragico sarebbe stato che i servizi segreti lo avrebbero piegato alla collaborazione. Così, quando la Contestazione si diffuse in Italia e il regime fece di tutto per contenerla, dall'esplosione di bombe alla diffamazione nei libri, ad Andrea Valcarenghi fu ordinato dai servizi segreti di dichiarare che Melchiorre Gerbino aveva ceduto la rivista Mondo Beat all'editore Giangiacomo Feltrinelli ed era scappato coi soldi, provocando fratture nel Movimento Mondo Beat e il suo declino. Tanto avrebbe scritto Andrea Valcarenghi nel suo libro "Underground: a pugno chiuso!", Arcana Editrice, 1973. E lo avrebbe fatto mentre Melchiorre Gerbino ne sarebbe stato ignaro, perché stava viaggiando per il mondo. Questo libro avrebbe avuto enorme copertura mediatica, poco mancò che non fosse inserito tra i testi della scuola d'obbligo.
Dopo questo lavoro sporco, Andrea Valcarenghi fu mandato a adorare il guru Rajneesh Osho. Erano i tempi della Guerra Fredda, quando i servizi segreti sovietici catturavano nel mondo occidentale i figli deboli dei ricchi e li riducevano ai loro ordini, come fecero, ad esempio, con Patricia Hearst. Per evitare che i sovietici li catturassero, i figli deboli dei ricchi venivano avviati dalla CIA in India, poi in Oregon, ad adorare il guru Rajneesh Osho e Andrea Valcarenghi sarebbe stato nel numero. Essendo il più ricco dei fedeli italiani, il guru lo avrebbe promosso a suo factotum in Italia con il nome Swami Deva Majid.
Il personaggio più spregevole della bella pagina della rivolta giovanile degli Anni Sessanta in Italia, l'infaticabile cretino Andrea Valcarenghi avrebbe servito i servizi segreti italiani e il guru indiano della CIA. A oggi, anno 2022, Andrea Valcarenghi è sempre agli ordini dei servizi segreti italiani e perciò la sua figura viene magnificata. E però, dei festival, riviste, comunità, che Andrea Valcarenghi ha creato investendo i miliardi ereditati da suo padre, e di Andrea Valcarenghi stesso, non c'è una sola Getty Images!
Un cretino da dimenticare.

Ancor oggi, anno 2022, Andrea Valcarenghi e' agli ordini dei servizi segreti italiani e percio' la sua figura viene magnificata.
Andrea Valcarenghi, un cretino da dimenticare.

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Nico, che alla stessa pagina 9 firma la poesia I II III, è Nicolò Ferjancic.
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pagina 10

LA GAIA SCIENZA di Nicolò Feriancic.

LA PAURA DI TRASGREDIRE, ancora Livio Cafici, quello del canelupo avvelenato.

COMUNICAZIONE AGLI ABBONATI, una cafonata, non si sa scritta da chi.
Mondo Beat non ebbe mai consiglio di amministrazione (io non so manco cosa sia) né abbonati.
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pagina 11

VORREI DARE UN MORSO AL COMMENDATORE è dello stesso Enrico che aveva pubblicato articoli nei precedenti numeri di Mondo Beat. Il "Costanzo" di cui scrive è Maurizio Costanzo, che a quei tempi era solito venire da Roma a Milano per una qualche sua collaborazione giornalistica. Lo stesso Enrico, come è stato già detto, era un giornalista del Corriere della Sera che frequentava Mondo Beat in incognito, perché nelle pagine di Mondo Beat poteva scrivere quello che non avrebbe potuto nel quotidiano per cui lavorava.

PUNTO PRIMO, PUNTO SECONDO, firmati rosso san gae, furono scritti da Gaetano Sansone.
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pagina 12

Guido Crepax ironizzando su quanto il Corriere della Sera andava scrivendo sui beats
Vignetta di Guido Crepax,

Guido Crepax ironizzando su quanto il Corriere della Sera andava scrivendo sui beats. Questa vignetta Guido Crepax diede a Melchiorre Gerbino, che la fece pervenire alla tipografia dove questo numero era in stampa.

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Melchiorre Gerbino sarebbe rimasto a Milano fino alla seconda metà di ottobre del 67, per rendersi conto di come la Contestazione si stesse manifestando tra gli studenti delle scuole secondarie e tra gli universitari e di come stesse già serpeggiando tra la gente comune. Allora, certo del propagarsi della Contestazione, egli sarebbe tornato ai suoi viaggi.
E difatti la Contestazione in Italia si sarebbe manifestata incontenibilmente tra la massa.
Poi dall'Italia sarebbe dilagata alla Francia e nei due paesi avrebbe messo in crisi i rispettivi partiti comunisti, che erano i più potenti dell'Occidente. Ciò a conseguenza del fatto che i comunisti italiani si erano compiaciuti della distruzione delle strutture di Mondo Beat, e quelli francesi durante il Maggio del 68 avevano impedito agli anarchici di marciare verso l'Eliseo a stanarci l'inquinatore nucleare Charles de Gaulle, e questo i comunisti francesi avevano fatto perché Charles de Gaulle aveva promesso a Leonid Brezhnev, il capo dell'Unione Sovietica, che se i comunisti francesi lo avessero protetto dagli anarchici, egli avrebbe fatto uscire la Francia dalla NATO (cosa che poi avrebbe fatto). Dopo questi eventi i giovani italiani e francesi si sarebbero tanto disillusi dei comunisti e estraniati da essi, che l'espressione "intellettuale di sinistra", che aveva significato il massimo con cui si potesse gratificare un intellettuale, sarebbe diventata un'espressione derisoria.
E dunque la Contestazione per un verso, il sindacato polacco Solidarnosh per un altro, infine l'attentato alla centrale atomica di Chernobyl (sì, fu un attentato, che non si smembra un impero per un incidente) avrebbero causato il collasso dell'Unione Sovietica e il tracollo del socialismo reale.
E quello che è altrettanto sorprendente della Contestazione è come essa si sia manifestata incontenibilmente nelle società islamiche e vi resti latente, ed è pura Contestazione, come quella dei tempi di Mondo Beat. Gli sviluppi che da ciò dipenderanno sono imprevedibili e di grandissima portata, di certo si può prevedere che il mondo islamico e il cristiano, che fino a prima della Contestazione si erano fronteggiati da nemici, ora andranno sempre più convergendo verso un destino comune.
Per concludere, si può affermare che la Contestazione ha creato un rapporto nuovo nella storia, sempre più intrinseco agli sviluppi del Villaggio Globale, perché la disponibilità della gente comune a mobilitarsi condiziona il potere costituito ormai ovunque, siano cittadini che si oppongano pubblicamente ai loro governi per le restrizioni sulle libertà individuali messe in atto col pretesto dell'epidemia Covid-19, siano camionisti che bloccano il Canada e gli USA, siano contadini che paralizzano l'India...

Quando Melchiorre Gerbino analizza la parte che egli ha avuto nella storia della Contestazione, è orgoglioso di averne formulato i modelli e di averli rodati, ma ancor più di essersi ritirato dalla scena quando la sua parte era finita, senza essersi indugiato a compiacersene e senza essersi macchiato di compromessi.

Melchiorre Gerbino tornava ai suoi viaggi.
Melchiorre Gerbino e Gunilla Unger a fine ottobre 1967 lasciavano Milano. In questa foto, al volante Franco Sapi.

Chi non conosce la storia di Mondo Beat non conosce una parte dell'attualità della sua stessa storia personale.    La Contestazione, cioè la disponibilità della gente a mobilitarsi per l'affermazione e la difesa dei diritti civili, sarebbe diventata, sempre più e ovunque, una costante negli sviluppi del Villaggio Globale.
Protagonisti del Movimento Mondo Beat e scene della nascita della Contestazione.


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