Giugno porta con sè venti di guerra, che soffiano dal Canale di Suez. Sulla Tendopoli grava un'atmosfera carica di elettricità e il movimento di quelli che arrivano e di quelli che partono si fa ogni giorno più intenso. Un prete cattolico in borghese, padre Flic, si é venutto ad attendare tra di noi. Un giovane ebreo francese, che di sera vende gioiellini d'argento nei bar di Brera, di mattina viene alla Tendopoli e mi tiene dietro delle ore per capire che posizione assumerebbe Mondo Beat se scoppiasse un conflitto tra israeliani e arabi. Il 6 giugno scoppia il conflitto tra israeliani e arabi. Certamente di questa crisi internazionale Mondo Beat risentirà conseguenze negative, perchè nelle guerre non c'é spazio per movimenti pacifisti, e questa é una guerra che coinvolge tutti per l'intreccio mondiale degli interessi che la
scatenano.
I quotidiani reazionari, che per qualche giorno ci avevano dato tregua, tornano alla carica, l'8 giugno "La Notte", il 9 giugno "Il Corriere della Sera"
Mondo Beat e la Rivoluzione Sessuale. Pretesti della polizia e della politica per attaccare la Tendopoli ("La Notte" 8.6.67)
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Mondo Beat e la Rivoluzione Sessuale. Il socialista Paride Accetti chiede decoro e moralità
("Il Corriere della Sera" – 9.6.67)
Prima della Contestazione l'Italia politica era uno scenario di servi ubbidienti. Al potere i democristiani e i socialisti, servi del Vaticano; all'opposizione i comunisti, servi di Mosca.
Dalla lettura di questi due articoli ci si rendeva conto di come si stesse profilando una mossa politica contro Mondo Beat, in qualche modo concordata tra gli uni e gli altri, dal momento che Mondo Beat non s'era voluto schierare nè con gli uni nè ne con gli altri nella “Guerra dei 6 giorni”.
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Il 10 pomeriggio, mentre nella sua tenda Melchiorre Gerbino sta rilasciando un'intervista, si odono sirene di auto di polizia e spari. Melchiorre Gerbino esce di corsa dalla tenda assieme al suo intervistatore, che si rivela non un giornalista ma un agente dei servizi segreti, che corre verso il telone BUONA GENTE, Il CORRIERE DELLA SERA VI RACCONTA LE BALLE! e con un coltello ne taglia le corde e lo trascina via... Nel campo sta succedendo il finimondo. Dei capelloni, che non s'erano mai visti prima nella Tendopoli, stanno ingaggiando una sorta di lotta hollywoodiana, a colpi di karate e capriole, con atletici poliziotti, mentre diecine di altri poliziotti, ordinari piedipiatti, danno la caccia a ragazzi e ragazze, per lo più in costume da bagno, e li ammanettano. All'esterno, dalla parte del piazzale del rifornimento di benzina, eleganti carabinieri con lucidi stivali scalano la recinzione in filo spinato con tecnica da manuale, mentre dietro di loro, tra i curiosi che si assiepano a guardare, agenti dei servizi segreti, travestiti da operai e da padri di famiglia, incitano a gran voce la gente a invadere la Tendopoli e bruciare le tende. All'interno del campo il picchiatore fascista Adriano Carminati, 'Jesus' comunista della sezione di via Cadore tiene sollevata in aria una bombola di gas e minaccia di farla esplodere in un fuocherello che ha acceso per l'occasione, se polizia e carabinieri non si ritirano subito dalla Tendopoli (!). Nel marasma generale Gunilla Unger, tenendo in braccio il figlio Nino, ha raggiunto il commissario di polizia Ludovico Reale, che chiaramente dirige l'operazione militare, e gli chiede che le tende siano protette. Il commissario Reale, colto di sorpresa dall'arrivo di Gunilla Unger e da un nugolo di fotoreporter che lo fotografano assieme a lei, acconsente a lasciare alcuni agenti e Gunilla Unger stessa a protezione delle tende, mentre tutti gli altri, ammanettati, siamo condotti ai furgoni cellulari e in Questura.

Mondo Beat e La Rivoluzione Sessuale. Nuova Barbonia assaltata dai militari, polizia, carabinieri e servizi segreti (AGI - "Il Giorno")
Nelle foto: in alto, col cappellino bianco, Enrico Boetti Briciola, cui era intestato il contratto d'affitto del terreno della Tendopoli; nella stessa foto, un campeggiatore ammanettatto discute col poliziotto che lo sta portando al furgone cellulare.
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Il congegno che ha fatto scattare l'operazione militare contro Mondo Beat é un cuore di mamma, quello della signora Emma Giovannini, la quale dichiara alla stampa che essendo venuta alla Tendopoli per riprendersi il figlio Maurizio ed essendo stata da noi fisicamente impedita di farlo, ha chiesto aiuto alla polizia.
Nel tardo pomeriggio Melchiorre Gerbino viene rilasciato dalla Questura, perchè, dichiarano quelli della Questura alla stampa, egli "ha speso una parola di pace mentre infuriava la battaglia". In realtà lo hanno rilasciato perchè temono che senza la sua conduzione, che é di equidistanza tra i due blocchi, il Movimento deragli verso posizioni sovietiche, mentre infuria la guerra tra israeliani e arabi.
Ritornato alla Tendopoli, che intanto si é caparbiamente rianimata, a Gerbino é chiaro come a Mondo Beat sia stato inferto un colpo mortale, perchè sedici dei suoi elementi più impegnati, tra i quali Umberto Tiboni, sono stati pretestuosamente incarcerati a San Vittore. Ma le tende sono salve, grazie al sangue freddo di Gunilla Unger.
Contemporaneamente a Gerbino, alla Tendopoli arriva Giuseppe Pinelli, che avverte di come intorno alla Cava siano stati dispiegati una quantità mai vista prima di agenti in borghese. Pinelli si mette a disposizione perchè si prelevi dalla Cava, prima che sia troppo tardi, il materiale che va salvato, che si può trasferire alla Sacco e Vanzetti. Conveniamo per il mattino dopo, quando Pinelli tornerà alla Tendopoli accompagnato da qualcuno con una automobile. Il giorno a venire, l'11 giugno, sarà domenica e di domenica il sistema italiano riposa. Avremo perciò un giorno per agire, quasi certamente l'ultimo, prima che la Tendopoli venga distrutta e la Cava requisita.
A notte nella sua tenda Melchiorre Gerbino riflette su quanto é accaduto. La messinscena della battaglia nella Tendopoli, tra agenti camuffati da capelloni e agenti in divisa, e la messinscena fuori della Tendopoli di agenti camuffati da operai e padri di famiglia che incitavano la gente a bruciare le tende, non ha funzionato. Tra la gente nessuno si é mosso per bruciare le tende. Ma sarebbe bastato che un signor Brambilla si fosse mosso, che gli agenti travestiti da operai e da padri di famiglia avrebbero invaso il campo assieme a lui e avrebbero incendiato le tende e finalmente il signor Brambilla sarebbe stato arrestato, da qualche eroico commissario di polizia, accorso a tutelare troppo tardi, ahinoi!, la proprietà privata dei beats. Questo é il livello di moralità e di operatività del sistema taliano post-fascista.
Ora era chiaro perchè in uno di quei cinque articoli de "La Notte", che coprivano una pagina ognuno, si facesse risaltare la notizia di come gruppi di borghesi indignati si riproponessero di bruciare le tende ed era chiaro perchè il picchiatore fascista Adriano Carminati fosse arrivato alla Tendopoli dotato di un fornello e di una bombola di gas e fosse stato decritto dal Corriere della Sera come il cuoco della Tendopoli... Ed era chiaro che se più di cento militari erano stati impegnati in una messinscena che avrebbe dovuto concludersi con la distruzione della Tendopoli, una operazione di tali proporzioni non poteva essere stata pianificata senza l'approvazione del Governo di Aldo Moro, il quale Moro altro non era se non un lugubre servo del Vaticano, travestito da progressista, che dal Vaticano aveva certamente ricevuto l'ordine di farla finita con Mondo Beat mentre infuriava la guerra tra israeliani e arabi, cosicchè lo scalpore che quella guerra sollevava smorzasse lo scalpore che avrebbe sollevato la distruzione della Tendopoli... Dato che questa era la situazione reale in cui Mondo Beat si veniva a trovare, Melchiorre Gerbino pensò che non restava altro da fare se non operare perchè la distruzione della Tendopoli sollevasse il più grande clamore possibile...e quella notte prese la decisione di bluffare.
Allo scopo di fare mobilitare centinaia di militari in un'operazione in cui avrebbero dovuto accerchiare Milano e setacciarla, pensò a un Raduno a Milano di tutti i beats e provos d'Italia. Sapendo come soffrano d'isteria anale le vecchiette della Santa Sede, Melchiorre Gerbino previde che avrebbero fatto accerchiare e setacciare Milano. Al lume di candela, mentre Gunilla e Nino dormivano, si sedette alla sua "Olivetti 22" e concepì un volantino con cui indiceva nella Tendopoli, a partire dal 15 giugno, un grandioso raduno di tutti beats e provos d'Italia. Battè a macchina il volantino 25 volte, facendone ogni volta 4 copie con la carta carbone. Raggiunte le 100 copie, spense la candela e si andò a coricare.
(Copia anastatica del volantino)
Mondo Beat.Rivoluzione Sessuale.Gerbino angoscia le vecchiette della Santa Sede
Come si vede, Melchiorre Gerbino ce le aveva messe tutte per angosciare le vecchiette della Santa Sede, che della libertà sessuale in particolare non possono sentire parlare, perchè fa cazzeggiare le masse e le distoglie dal business sado-maso della santa croce!
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A seguire, articoli e foto apparsi sulla stampa domenica 11 giugno, giorno seguente all'invasione della Tendopoli, dove la farsa viene descrittta come battaglia tra beats e forze dell'ordine.
Mondo Beat e la Rivoluzione Sessuale. La farsa descritta come battaglia. Il Giorno ("Il Giorno" – 11.6.67)
Il cronista del Giorno scriveva per sentito dire, perchè i cronisti e i fotoreporter che erano arrivati in tempo reale per assistere alla grottesca messinscena erano stati quelli de l Corriere della Sera, del Corriere d'Informazione e della Notte, che erano arrivati assieme ai poliziotti, perchè facevano parte di quelli che avevano macchinato l'operazione, e coi loro articoli ne avrebbero
dato un falso resoconto.
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Mondo Beat e la Rivoluzione Sessuale. La farsa descritta come ruribonda battaglia . L'Unità. ("L'Unità" – 11.6.67)
L'Unità scriveva addirittura di una furibonda battaglia ,che s'era protratta durante un'ora e mezza! Quando la farsa dei colpi di karate tra agenti camuffati da capelloni e quelli atletici in divisa non s'era protratta più di 6/7 minuti: durante un'altra mezz'ora c'era stata la caccia dei piedipiatti a ragazzi e ragazze in costume da bagno.
Nei giornali comunisti, come L'Unità, cominciava a serpeggiare una certa compiacenza all'idea che Mondo Beat venisse tolto di mezzo, dal momento che non s'era schierato su posizioni sovietiche, ma era rimasto neutrale, mentre infuriavano la Guerra dei 6 Giorni e le polemiche
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Mondo Beat e la Rivoluzione Sessuale. La furiosa battaglia, e le preoccupazioni che essa solleva. La Notte.
("La Notte" – 11.6.67)
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Domenica 11 giugno, mentre a Milano si leggono e si commentano gli articoli dei quotidiani, parte dei quali sopra riprodotti, la Tendopoli di Mondo Beat é animatissima di ragazzi e ragazze beats, provos e dei licei. Arrivano pure alla Tendopoli numerosi informatori di polizia e tra di loro Antonio Sottosanti, Nino il Fascista.
In compagnia di Giuseppe Pinelli e di un suo amico, che ha messo a disposizione la sua vettura, Melchiorre Gerbino si reca alla Cava e carica e porta alla Tendopoli tutte le copie residue dell'ultimo numero di "Mondo Beat", più di seimila, che ha deciso di dare gratis a giovani che le propaghino per l'Italia, prima che finiscano razziate e distrutte.
Nel primissimo pomeriggio di quella domenica 11 giugno, quando la Tendopoli rigurgita di giovani come non s'era mai visto prima, Melchiorre Gerbino indìce nella sua tenda una "segretissima riunione" tra lui, Antonio Di Spagna e Dante Palla, nella quale, con bella faccia tosta, s'intrufola Nino il Fascista, come ci si aspettava. Allora Gerbino propone con enfasi un raduno a Milano di tutti i beats e provos d'Italia. Dichiara che confida nell'arrivo di non meno di cinquantamila giovani e precisa che lo scopo del raduno é di occupare Milano e di tenerla occupata ad oltranza. A Papà e a Dante Palla, che erano stati avvertiti del bluff e perciò approvano con entusiasmo la proposta, egli chiede di portare in tenda, uno alla volta, tutti i giovani più impegnati del Movimento che si trovino nella Tendopoli in quel momento, per assegnare a ognuno di essi una destinazione immediata verso una città d'Italia, cento copie gratis dell'ultimo numero di "Mondo Beat" e una copia del volantino che ha preparato nella notte.
Evidentemente l'idea di programmare un tale raduno sarebbe stata assurda, se veramente un raduno si fosse voluto programmare, perchè in quel momento la stragrande maggioranza dei giovani di Mondo Beat viaggiava per l'Europa o era al mare e in realtà non ci saremmo potuti ritrovare che in qualche centinaio. E poi, se un vero raduno si fosse voluto programmare, lo si sarebbe fatto il più segretamente possibile, per cogliere di sorpresa il sistema. Ma Nino il Fascista rimase molto
impressionato alla lettura del volantino, di cui si mise una copia in tasca. Nella sua mente, che vagheggiava mussoliniane adunate oceaniche, i cinquantamila beats e provos li vedeva già muovere da tutta Italia in una sorta di "Marcia su Milano".
Intanto con questa trovata Melchiorre Gerbino si sbarazzò di più di 5.000 copie di "Mondo Beat" e fece allontanare dalla Tendopoli più di 50 giovani, perchè le une e gli altri non finissero nell'imminente razzia. A un certo punto Nino il Fascista addusse una scusa per allontanarsi dalla "segretissima riunione" e corse a riferire la notizia in Questura. Allora la Questura allarmò Il Corriere della Sera, che, per chi non l'avesse ancora capito, era un covo di spie: e Il Corriere della Sera uscì con un'edizione straordinaria del pomeriggio! L'articolo sulla furibonda battaglia era già apparso quell'11 giugno nell'edizione ordinaria, ma in questa straordinaria, che fu distribuita nell'area di Milano, Il Corriere della Sera inseriva la notizia del Raduno di tutti beats e provos d'Italia
Mondo Beat e La Rivoluzione Sessuale. Edizione straordinaria del Corriere della Sera che cade nel tranello del raduno di tutti i beats e provos
("Il Corriere della Sera" – 11.6.67)
Ovviamente non potendo riferire ch'era stato Antonio Sottosanti, Nino il Fascista, colui che in quello stesso pomeriggio aveva raccolto la notizia del Raduno, il Corriere della Sera s'inventava la storiella del volantino trovato a Nuova Barbonia durante la furibonda battaglia del giorno prima e precisamente nella "tenda-ufficio stampa" (che non esisteva).
Tutto ciò riempiva di gioia il cuore di Melchiorre Gerbino, perchè avevano veramente creduto che cinquantamila beats e provos si sarebbero mossi da tutta
Italia per occupare Milano: non era follia sperare che le vecchiette della Santa Sede facessero accerchiare e setacciare la città!
Su questo articolo del Corriere della Sera ci sono da fare due precisazioni:
1 - i tre colpi di pistola furono sparati da un poliziotto all'inizio della furibonda battaglia, perchè erano il segnale, al falso giornalista che stava intervistando Gerbino, perchè uscisse dalla tenda e trascinasse via il telone BUONA GENTE, IL CORRIERE DELLA SERA VI RACCONTA LE BALLE!, prima che arrivassero dei fotoreporter indipendenti (un lavoro che non si poteva fare eseguire a un agente in divisa);
2 - la farsa dei poliziotti feriti e medicati, descritta nell'articolo, é il vademecum di tutte le operazioni di polizia condotte in Italia contro assemblamenti di pacifisti inermi, i quali dopo essere picchiati a sangue si leccano le ferite, mentre i poliziotti che li hanno picchiati si vanno a fare medicare: é una delle tante farse vergognose di questo protettorato vaticano che é l'Italia post-fascista.
A seguire, ancora un articolo del Corriere della Sera, stampato nella notte tra l'11 e il 12 giugno, per l'edizione ordinaria che sarebbe stata distribuita all'alba del 12. In esso si dava già notizia della distruzione della Tendopoli di Mondo Beat, ancor prima che i militari che l'avrebbero distrutta si fossero alzati dai loro letti (quando si dice che il Corriere della Sera era un covo di spie!)
Mondo Beat e la Rivoluzione Sessuale. Noemi pratica a Oscar la felllatio nuziale e il Corriere della Sera invoca la distruzione della Tendopoli
("Il Corriere della Sera" - 12 .6.67)
Questo articolo, e le foto in esso riprodotte di matrimoni di sangue e di pubbliche fellatio nuziali, mostrano lo squallore della vera propaganda vaticana e danno la misura della pochezza intellettuale di quelli del Corriere della Sera che gestivano la campagna di stampa: provinciali che s'inventavano nomi inverosimili, come Oscar e Noemi, quando, se li avessero chiamati Francesco e Maria Grazia, qualcuno dei loro lettori avrebbe potuto pure credere alla storia!
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Nella notte tra l'11 e il 12 giugno scattava l'operazione militare della distruzione della Tendopoli di Mondo Beat. Ordinata dal sostituto procuratore Veltri, essa fu eseguita da centinaia di poliziotti, carabinieri, vigili urbani, agenti dei servizi segreti.
La distruzione della Tendopoli di Mondo Beat sollevò vasta eco nella stampa italiana e internazionale. Ne avrebbero scritto dal Premio Nobel per la letteratura
Salvatore Quasimodo al "Berkeley Barb". Qui sono riprodotti cinque articoli, quelli che per la loro insopportabile ipocrisia e malafede avrebbero contribuito a fare dilagare la Contestazione tra la massa