Pierluigi Perronace, della Base di Mondo Beat
                              Pierluigi Perronace
 
 
 
"MONDO BEAT" n.4 del 31 maggio 1967 (sesto della serie) - tiratura copie 12.000
 
 
PREMESSA:
Questo numero apparve nel momento più critico della storia del Movimento, ai tempi della Tendopoli di Mondo Beat. La Tendopoli di Mondo Beat simboleggiò una sorta di Terra Promessa e Raggiunta, liberata da tabù sessuali cattolici. Essa segnò la definitiva scomparsa dal firmamento italiano dei partiti politici quali assi fissi dell'orientamento giovanile, perchè le sezioni giovanili dei partiti da allora si sarebbero svuotate e quei pochi giovani che vi sarebbero rimasti avrebbero contestato i partiti dall'interno. La Tendopoli di Mondo Beat durò dall'alba dell'1 maggio, quando sorse, a quella del 12 giugno, quando fu distrutta manu militari, ma l'onda lunga di liberazione sessuale che essa sollevò avrebbe raggiunto gli angoli più recessi d'Italia, spazzando via regole e costumi anacronistici e gli italiani, da sessualmente repressi ch'erano stati, sarebbero emersi tra i più liberati. Quest'onda si sarebbe propagata sino alla fine del 1984, quando la Chiesa Cattolica Apostolica Romana riuscì ad arginarla con la truffa dell'AIDS. Dal confronto con la Contestazione la Chiesa uscì però profondamente lacerata, di una ferita non rimarginabile, nè la Contestazione si é estinta a causa della truffa dell'AIDS, ma serpeggia nel Villaggio Globale. A causa di quest'ondata di liberazione il Vaticano non potè realizzare allora il colpo di stato in Italia, quando all'uopo andava manovrando gli ex fascisti, che avevano perso la seconda guerra mondiale; nè potrà il Vaticano estendere ancora per molto il suo controllo sulla politica italiana, come va facendo oggi, quando all'uopo va manovrando gli ex bolscevichi, che hanno perso la guerra fredda, perchè una nuova ondata di Contestazione, che già monta, lo investirà e lo travolgerà.
 
NOTA:
Questo "MondoBeat" n.4 (sesto della serie) si sfogliava dopo averlo girato di 90 gradi a sinistra, ogni due pagine componevano un paginone. Fu stampato in 12.000 copie, che la Tecnografica Milanese ci consegnò alla Cava il 25 maggio.
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(pagg. 1 e 12 - copia anastatica)
'Il beat contesta, l'inserito protesta'
Mondo Beat N4,Pagg1/12. La Rivoluzione Sessuale. Melchiorre Gerbino compose questa pagina con slogan del Movimento
 
Su alcuni di questi slogan é d'uopo dare delle delucidazioni, perchè al lettore di oggi potrebbero essere incomprensibili:
"MEGLIO UN BEAT OGGI CHE UN GENERALE DOMANI" alludeva al colpo di stato in Grecia, compiuto da generali nell'aprile di quell'anno 1967, e alla funzione cui assolveva il Movimento Mondo Beat nel prevenirne uno in Italia;
"NON TUTTI I COLPI VANNO A SEGNI" alludeva ad Antonio Segni, presidente della Repubblica, proprio a colui di cui era stata sventata la trama di un colpo di stato in Italia;
"CELERE CELERE SEMPRE PIU' CELERE" si riferiva a La Celere, reparto speciale della Polizia di stato, che reprimeva violentemente le manifestazioni pubbliche;
"PANTERE ALL'ASSALTO NELLA JUNGLA D'ASFALTO" perchè pantere venivano chiamate in gergo le vetture Alfa Romeo in dotazione alla Polizia di stato;
"SI P.S.I.U.P.PONE CHE L'ONDA VERDE ARROSSISCA" era una frecciata ad Andrea Valcarenghi, che dopo lo sfaldamento dell'Onda Verde si era avvicinato allo P.S.I.U.P. (Partito Socialista Italiano di Unione Proletaria) che, come ho già scritto, si sarebbe poi saputo dalla stessa CIA essere stato da essa Agenzia partorito e gestito allo scopo di spezzare l'unione, già operativa, tra i partiti socialisti P.S.I. e P.S.D.I.;
"FELTRINELLI: LA PROTESTA DEI MIEI BOTTONI" era una frecciata a Gian Giacomo Feltrinelli, la cui Casa editrice commercializzava bottoni con scritte di protesta, che i provinciali italiani, che vestivano carnaby street, spillavano sui loro vestiti.
La 2 volte citata "VETTABBIA", era il ruscello che scorreva lungo il lato est della Tendopoli di Mondo Beat;
In "NON CADE FOGLIA (DI FICO) CHE PAOLO NON VOGLIA", il Paolo cui si alludeva era Paolo VI, allora pontefice regnante.
Paolo VI ci teneva a far sapere che aveva il pene vergine
Paolo VI col marito, l'attore Paolo Carlini
Nella sua senilità Paolo VI ci tenne a fare sapere che aveva il pene vergine. Ogni qualvolta prendeva una cantonata, gli agiografi si affrettavano a scrivere sui giornali ... il papa, nell'innocenza della sua verginità, non poteva sapere... La spiegazione di ciò é che Paolo VI credeva nelle Scritture, laddove viene profetizzato che 144.000 martiri e vergini riceveranno in paradiso una veste di luce. Voleva entrare nella quota.
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(pagg. 2 e 3 - copia anastatica)
'OM' è la spia dei preti Gianni De Martino
Mondo Beat N4,Pagg2-3/ OM / Tella / Anto Mariani / Claudio Pitschen / Renzo Freschi
 
Scopiazzando "L'Urlo" di Allen Ginsberg, in questa poesia firmata OM, la spia Gianni De Martino immaginava di avere visto e fatto tutte le cose che descriveva. In realtà era arrivato a Milano col treno, proveniente da Angri (Salerno), alimentandosi durante il tragitto con una padellata di spaghetti fritti, come usava allora dalle sue parti quando ci si metteva in viaggio.
A forza di immaginare cose, nel tempo Gianni De Martino avrebbe finito per immaginare sè stesso fondatore, direttore e caporedattore di "Mondo Beat". Si sa che le spie, a causa dello sdoppiamento della personalità, alla lunga finiscono per credere nel personaggio che fingono di essere, ma nel caso di Gianni De Martino questa patologia avrebbe assunto proporzioni da "Enrico IV" di Pirandello.
 
Gianni De Martino - Wikipedia
Gianni De Martino-Wikipedia: voce fatta oscurare da Gerbino
Gianni De Martino-Wikipedia. La spia Gianni De Martino é stato uno dei fondatori della rivista Mondo Beat
 
Non deve stupire che in Wikipedia fosse apparso che Gianni De Martino sia stato uno dei fondatori della rivista Mondo Beat, prima che Melchiorre Gerbino sollevasse un casino della madonna e facesse oscurare la voce. I dati che appaiono in Wikipedia non sono verificati con criteri accademici. Nella stragrande maggioranza dei casi sono forniti da poveri illusi che vorrebbero eternare la loro immagine abbellita e da poveri pazzi che vorrebbero scrivere la storia a modo loro. Costoro, per far ciò, fanno donazioni in denaro, come Wikipedia stessa ammette e sollecita. O, ancor peggio, appaiono in Wikipedia impostori che stravolgono artatamente la storia. Per rendersi conto di tutto ciò, basta visitare la pagina italiana di 'Beat generation - wikipedia', dove, alla sezione 'Il Beat in Italia', oltre alla spia Gianni De Martino, appare la senatrice a vita (la prossima) Fernanda Pivano, che suggerì a Vittorio Di Russo il nome 'Mondo Beat' (e si tenne per sè quello di 'Pianeta Fiasco', con abnegazione ) e vi sono strombazzati nullità e impostori come Gianni Milano e illustrati ignoranti saccenti come Matteo Guarnaccia e Tiziano Tarli.
Wikipedia non é un'enciclopedia: é un business. Che rasenta la truffa. E se prima che fosse apparsa Wikipedia la cosa più cretina che si potesse dire era 'L'ha detto il papa!', dacchè é apparsa Wikipedia la cosa più cretina che si possa dire é 'Sta scritto in Wikipedia!'.
Wikipedia non va però vandalizzata, perchè é utile come strumennto che quantifica cretinismo di massa in Rete e ne rileva gli indici.
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Benchè oscurato in Wikipedia,la spia  non si scoraggia
Gianni De Martino–Sito Ufficiale. La spia Gianni De Martino tra i fondatori della mitica rivista "Mondo Beat"
 
Oscurato in Wikipedia, benchè avesse pagato la 'donazione', Gianni De Martino non si scoraggiò.
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La spia Gianni De Martino 'direttore di Mondo Beat'
La spia Gianni De Martino in "Sogno di un Cafone"
 
Gianni De Martino ha fornito questa foto di sè a "MUVI le storie", che la pubblica assieme all'intervista: "Abbiamo in collegamento telefonico Gianni De Martino, che era il direttore di Mondo Beat".
Ai tempi di Mondo Beat egli aveva 19 o 20 anni, in questa foto é evidente come ne abbia avuto il doppio.
Come si vede, s'é fatto crescere la barba, ha indossato un giaccone della sorta che Melchiorre Gerbino aveva avuto a Mondo Beat e s'é fatto fotografare davanti a una parete che potrebbe essere scambiata per una di quelle della Cava.
Così vagheggia di essere tramandato ai posteri un cafone classe 1947! E così sia.
 
Nel ritaglio qui sotto, Gianni De Martino come in realtà era ai tempi di Mondo Beat: qui al 12 giugno 1967, giorno della distruzione della Tendopoli
 
La spia nel giorno della distruzione della Tendopoli (12.6.67)
La spia Gianni De Martino
infiltrata a Nuova Barbonia
(AGI -Il Giorno- 12.6.67)
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La spia si spaccia per giornalista specialista di cultura araba
La spia Gianni De Martino, col fiore Mondo Beat all'occhiello, tenta d'infiltrare organizzazioni musulmane
 
Qui il discorso si fa serio, perchè Melchiorre Gerbino ha mandato a questa casa editrice "Editions Biliki" una e mail in cui dichiarava che Gianni De Martino é una spia, infiltratasi in Mondo Beat verso la fine della storia del Movimento. Dopo di che le "Editions Biliki" hanno rimaneggiato 3 o 4 volte le frottole di cui é infarcita la pubblicità (qui sopra é riprodotto l'ultimo rimaneggiamento delle frottole, al 27.12.2007) e ora Gianni De Martino non viene più sbandierato come uno dei fondatori, ma più modestamente come il redattore capo di "Mondo Beat", ma la frottola che non é mai stata rimaneggiata nella pubblicità é che Gianni De Martino sia in Italia un giornalista specialista della cultura araba. Poichè Gianni De Martino é in Italia un giornalista specialista della cultura araba come io sono un astronauta italiano che orbita intorno alla Luna, viene da sospettare che le "Editions Biliki" sia un'organizzazione di spie, che opera sotto copertura di casa editrice, e che la funzione di Gianni De Martino sarebbe stata quella di infiltrare organizzazioni musulmane in Francia e in Belgio. Dico "sarebbe stata" e non "sarebbe" perchè le organizzazioni musulmane sanno ormai che Gianni De Martino é una spia. Questo ormai lo sanno tutti!  E pertanto le "Editions Biliki" facciano a meno di abusare dell'immagine di Mondo Beat, a evitare ulteriori strascichi.
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E tornando a questo numero di 'Mondo Beat', al paginone composto dalle pagg. 2 e 3, Tella é Tella Ferrari.
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Anto Mariani é Antonio Mariani.
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(pagg. 4 e 5 - copia anastatica)
La spia dei preti Gianni De Martino:'Kerouc, ci pensi a Gesu?!'
Mondo Beat N4,Pagg4-5.Dalle pagine di Mondo Beat la spia dei preti Gianni De Martino non attacca il fascista Michele Rallo ma Jack Kerouac
 
LETTERA APERTA A MONDO BEAT di Michele Rallo, con commento di Gianni De Martino.
Questa lettera aperta era quella di un giovane gaullista, niente di sorprendente perciò che Kerouac e tutto il resto venissero inquadrati in un'ottica fascista. Sconcertante il commento di Gianni De Martino, che invece di stroncare Rallo stronca Kerouac, il quale Kerouac, secondo lui  non é stato mai ritenuto da nessuno un caposcuola (da nessuno delle ACLI?!). 
In un numero precedente di "Mondo Beat", alla lettera aperta di Monica Maimone, una giovane comunista, aveva risposto Marco Maria Sigiani, di cui ora si avvertiva il vuoto a "Mondo Beat", perchè Marco Maria Sigiani era un brillante situazionista milanese, al cui posto si era intrufolato un cafone cattolico... "Kerouac, ci pensi a Gesù ?!... E allora non ti ubriacare più !".
Questa fissazione di Gesù alla lunga gli avrebbe sconvolto la mente a Gianni De Martino, che avrebbe finito per scrivere un trattato, "L'uomo che Gesù amava", in cui tratteggia il Nazareno sodomita (per compassione) e identifica l'uomo che Gesù avrebbe amato nel ragazzo delle Scritture che fugge nudo dall'Orto di Getsemani all'arrivo dei soldati. Ovviamente, nel trattato, Gianni De Martino fa transfert di sè nel ragazzo nudo: e si ritrova bocconi tra le braccia di Gesù ... Il Vaticano tuttavia non gli ha messo il libro all'indice, perchè con questi abusati dai preti chiude gli occhi, qualunque sorta di trattato essi scrivano.
E tornando a Jack Kerouac, Gianni De Martino lo stroncava ufficialmente dalle pagine di "Mondo Beat", usando una sigla che nessun altro avrebbe mai usato, "N.d.R." (Nota del Redattore). Poi, dismessa la veste ufficiale del censore, egli liberava la sua creatività in SENZA MOTIVI SENZA ANIMA, scopiazzando un'altra volta "L'Urlo" di Allen Ginsberg, che infarciva di slogan che scopiazzava dal paginone di prima e ultima di copertina di questo numero... Meno male che Melchiorre Gerbino non leggeva quello che Gianni De Martino scriveva! Perchè l'avrebbe mandato via: e allora il sistema gli avrebbe messo alle costole uno più esecutivo, e forse a quest'ora Melchiorre Gerbino sarebbe stato morto e sepolto.
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Di Paola, che firmava AL PUNTO DI PARTENZA, non si conosceva il cognome.
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(pagg. 6 e 7 - copia anastatica)
Manifesto Mondo Beat primo lavoro impegnato di Tavaglione
Mondo Beat N4,Pagg6-7.Parte del Manifesto di Mondo Beat di Jò Tavaglione, stampato in 6.000 esemplari dei 12.000 di questo numero.
 
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(pagg. 6 e 7 - copia anastatica)
Tavaglione morì battendo il capo in spigolo stanza d'albergo
Mondo Beat N4,Pagg6-7.Altra parte del Manifesto di Mondo Beat di Jò Tavaglione, stampato in 6.000 esemplari dei 12.000 di questo numero.
 
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(pagg. 8 e 9 - copia anastatica)
Unica foto pubblicata in questo numero di 'Mondo Beat'
Mondo Beat N4,Pagg8-9.Rivoluzione Sessuale/ Alemagna: Educazione all'italiana / La spia De Martino: Dateci / Gerbino: Aiutateci a contestarvi! /
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La pubblicazione dell'articolo DALLA FOGLIA DI FICO ALLA VERNICE fu caldeggiata con fare volitivo dal collaboratore esterno che l'aveva scritto. Ora, dopo avere letto l'articolo, Melchiorre Gerbino deve ammettere che non é vero che solo l'uomo geniale sia volitivo, perchè l'idiota può esserlo altrettanto.
Vale qui fare una divagazione sul papa Pio XII.
Al secolo Eugenio Pacelli, romano de Roma, Pio XII ebbe come sposa mistica Suor Pasqualina, al secolo Josephine Lehnert, bella gnocca bavarese con la quale convisse una quarantina d'anni.
Per la devozione mistica di Suor Pasqualina, l'aureola di latin lover che si sarebbe diffusa intorno alla figura di Pio XII avrebbe ispirato migliaia di femmine tedesche, massimamente cattoliche bavaresi, a concedersi carnalmente a maschi italiani, donde le ricadute del canelupo, che si sarebbero ripercosse fin nelle pagine di "Mondo Beat".
 
Eugenio Pacelli e Josephine Lehnert 'sposi mistici' per 40 anni
     Eugenio Pacelli   e    Josephine Lehnert
 
Pensa cosa dovevano fare questi due ogni volta per svestirsi e rivestirsi!
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'Portateci kg. 50 di pasta al giorno. Aiutateci a contestarvi!'
Melchiorre Gerbino. La rivoluzione sessuale
 
Melchiorre Gerbino avendo incettato nel cassone dei vecchi clichè de "L'Unità " la foto di questa ragazza, che tanto somigliava a quelle che frequentavano la Tendopoli, si  permise di ricavare un piccolo spazio in questo numero e di pubblicarla con la didascalia "Portateci al campeggio 'Mondo Beat' di Via Ripamonti kg. 50 di pasta al giorno. Aiutateci a contestarvi!". L'appello fu raccolto dal quotidiano "Il Giorno", che ogni giorno fece pervenire 50 kg di pasta alla Tendopoli.
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DATECI UN SACCO A PELO E TENETEVI LE BANDIERE.
Ed ecco ancora Gianni De Martino, col solito sdoppiamento da Dr. Jekyll a Mr. Hide e la solita poltiglia di luoghi comuni.
Se ci si sofferma a parlare di lui non é perchè il personaggio abbia spessore, ma perchè seguendo il suo percorso umano si sviscerano retroscena della storia di Mondo Beat.
Come é stato già accennato, Gianni De Martino dopo lo scioglimento del Movimento chiese a Melchiorre Gerbino e a Gunilla Unger di poterli seguire in Marocco. Lì, dopo essersi coordinato con tale De Mattia, funzionario dell'Ambasciata d'Italia a Casablanca, condusse Melchiorre Gerbino e Gunilla Unger in una casa di freaks a Marrakech, dove li attendevano sicari che avrebbero dovuto eliminare Melchiorre Gerbino, che in vita sua non s'é mai bucato, con una overdose di morfina e rendere Gunilla Unger tossicodipendente. Ciò perchè si potesse dire in Italia "Avete visto che fine ha fatto quel drogato del direttore di Mondo Beat?!". Melchiorre Gerbino e Gunilla Unger si salvarono da quella trappola mortale, ma al prezzo di anni bui, che avrebbero poi attraversato, per i gravi disturbi che causarono loro gli psicofarmaci che furono costretti ad assumere durante tre giorni in cui restarano prigionieri in quella casa e dopo, durante tre giorni in una prigione marocchina a Casablanca, dove subirono torture mentali. Non furono eliminati fisicamente perchè avevano sollevato troppo rumore e lasciate troppe tracce perchè lo si potesse fare alla chetichella.
Tempo dopo questo affare, Gianni De Martino, a ricompensa del servizio reso, fu segnalato dal Vaticano al Dalai Lama, che stava cercando in Italia qualcuno cui affidare la direzione di una casa editrice. Per chi non l'avesse ancora capito, Tenzin Gyatso é un satellite del Vaticano, che viene tenuto in grande prestigio dai media perchè calamita giovani irrequieti, che potrebbero realizzarsi in contestatori dell'attuale ordine mondiale, e li rincretinisce con nenie ayurvediche tibetane. Tenzin Gyatso é uno degli individui più ottusi e reazionari che corrano instancabilmente per le vie del mondo. Le sue corse cominciarono nel 1959, quando egli, in mezzo a un manipolo di rimpoche, fece una fuga dal Tibet, liberato dai cinesi della sua dittatura teocratica, verso l'India. Questa fuga del Dalai Lama é stata descritta dai media occidentali, durante mezzo secolo, come eroica e drammatica, ma il governo cinese recentemente ha mostrato ufficialmente le foto che riprendono passo passo il Dalai Lama in fuga, per mostrare come Mao Tze-tung abbia voluto risparmiare la vita di Tenzin Gyatso, che pertanto avrebbe potuto raggiungere l'India in portantina, se non fosse stato paranoico. Rifuggiatosi a Dharamsala, in luogo di stabilire rapporti diplomatici con i cinesi, per potere rientrare a Lasa come capo spirituale buddista e da lì diffondere il suo celestiale blablabla oltre il Tibet a tutta la Cina, egli invece scrisse un libro dal titolo "My Land and My People", titolo di 5 parole in cui usa 2 volte l'aggettivo possessivo "mio", che un monaco buddista non dovrebbe mai usare in tutto l'arco della sua esistenza! Personaggio che, lungi dall'essere mistico, é sordido, avrebbe scelto quale direttore della sua casa editrice in Italia, come suggeritogli dal Vaticano, Gianni De Martino, in quanto persona indiscutibilmente affidabile. Avrebbe scelto cioè un complice di assassini: uno che per la legge divina e per la legge umana equivale egli stesso a un assassino (anche se mancato, per sua sfortuna).
Ma per dirigere una casa editrice in Italia occorrono ben altre doti di quelle che erano occorse a Gianni De Martino per spiare i beats, giovani libertari che non si curavano delle spie del cazzo!
Al dunque, Gianni De Martino denominò la casa editrice che gli era stata affidata "Mandala. Quaderni d'oriente e d'occidente". In quegli anni il ciondolino del Mandala lo vendevano tutti quelli che stendevano una pezza per terra -"Lo vuoi il ciondolino del Mandala? Costa solo cinquecento lire!"- e i "Quaderni Piacentini", cui si era ispirato per completare il nome della casa editrice, era una cervellotica rivista quuadrimestrale che andava di moda tra intellettuali di sinistra: quando invece avrebbe dovuto denominare la casa editrice "Tibet - di Sua Santità il Dalai Lama", per darle impatto svettante e richiamo religioso-politico. E per il lancio pubblicitario della casa editrice egli concepì lo slogan "L'eredità del Tibet é del mondo", comunicando così l'immagine di un tibetano defunto, quando invece avrebbe dovuto capovolgere il concetto e formulare lo slogan "L'eredità del mondo é del Tibet". Allora sì che sarebbero accorsi in tanti, Silvio Berlusconi il primo, a vedere di che si trattava!... Morale: benchè avesse sede in piazza del Duomo a Milano e il Dalai Lama vi convogliasse fedeli, la casa editrice "Mandala. Quaderni d'oriente e d'occidente" morì appena nata, nè Sua Santità , nè i rimpoche del suo caravanserraglio, riuscirono a rianimarla.
Avendo fatto fallire la casa editrice del Dalai Lama, Gianni De Martino, involontariamente, ma conseguentemente alla legge del karma,compì un sabotaggio di natura anarchica di tale magnitudine che tutti assieme i contestatori d'Italia non sarebbero riusciti ad eguagliare!
Il Vaticano tuttavia non abbondonò lo sventurato, ma gli fece ottenere una corrispondenza dal quotidiano "Il Mattino" di Napoli. Gianni De Martino avrebbe mostrato ancora una volta i suoi limiti e "Il Mattino", poco tempo dopo avergli dato la corrispondenza, gliel'avrebbe tolta.
Scaricato dal Vaticano, Gianni De Martino prontamente divorziò dalla moglie, riuscendo a farsi assegnare gli alimenti, e prontamente si accoppiò con un commesso de La Rinascente, per farsi sorreggere economicamente. In ciò egli é stato da Guinness: l'unico caso, che si conosca, di uno che sia riuscito a farsi mantenere contemporaneamente dalla propria moglie e dal propio marito.
 
Tenzin Gyatso, sordido e ottuso, l'intelligenza di un cappone
Tenzin Gyatzo, che fa rivoltare Gautama Siddharta nella tomba
 
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(pagg. 10 e 11 - copia anastatica)
La rivista 'Mondo Beat' soffocata dai 'collaboratori esterni'
Mondo Beat N4,Pagg10-11. / Ricci: La partitocrazia / Franzosi: Buddismo-zen-beats / Renato: Il campione e il morto / Carlier e Gianluigi
 
?LA PARTITOCRAZIA CAUSA DELLO STATO DI CRISI DELLA GIOVENTU'?  fu scritto nel frangente in cui si sarebbe dovuto scrivere ?LA GIOVENTU' CAUSA DELLO STATO DI CRISI DELLA PARTITOCRAZIA?.
Firmato da un altro collaboratore esterno della rivista Mondo Beat, Tito Livio Ricci, l'articolo in realtà era stato scritto da un suo fratello, che, se non ricordo male, si chiamava Franco. Tito Livio Ricci, che faceva da prestanome, era un tipo fisicamente repellente, brevilineo, scheletrico, lentigginoso: per di più era ruffiano e fascista non convinto. Ma il fratello era simpatico! Franco aveva capelli scuri tagliati alla Balilla, barbetta alla Cesare Balbo, lo sguardo vitreo e pur tuttavia sognante dell'Übermench che scala montagne innevate, e il petto idealmente decorato di medaglie. Era paralitico, su una carrozzella a rotelle, ma sembrava che dalla carrozzella dovesse spiccare un balzo da un momento all'altro! Quando si rivolgeva a Melchiorre Gerbino, lo faceva con accenti vocali cardiotonici e con quella sorta di complicità con cui ci si rivolge al capo inter pares. Per la riservatezza che gl'imponeva il suo ruolo di mente occulta, egli lasciava che gli articoli che scriveva li firmasse suo fratello Tito Livio. Questo articolo, eccezionalmente, proprio per la simpatia che gl'ispirava Franco Ricci, benchè scritto da un collaboratore esterno, Melchiorre Gerbino lo lesse prima di pubblicarlo.
Come si può costatare dalla lettura di ?LA PARTITOCRAZIA CAUSA DELLO STATO DI CRISI DELLA GIOVENTU'?, Franco Ricci era un teorico neofascista precursore dei discorsi che Gianfranco Fini andava facendo fino a prima di passare alle dipendenze di Silvio Berlusconi. Il ragionamento di Franco Ricci é lineare: "Le multinazionali in Italia non hanno bisogno di essere rappresentate da centinaia di deputati e senatori, in un falso e nauseante gioco delle parti: basta alle multinazionali un uomo come Augusto Pinochet!". E' un ragionamento che non fa una grinza, se si accetta per buono l'attuale ordine mondiale, perchè certamente il sistema fascista é il più efficiente nel garantirlo.
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E qui ancora un collaboratore esterno! Quel Giuseppe Franzosi che durante due settimane, da solo o con altri, fuori e dentro la Cava, aveva parlato ininterrottamente di tutto! In questo articolo BUDDISMO-ZEN-BEATS egli, che tra tutti i collaboratori esterni era il più carismatico, affrontava il tema della crisi del buddismo zen in America. Più pertinente agli scenari della Contestazione sarebbe stato affrontare il tema della crisi del pioppo in Lombardia, chè la scomparsa delle pioppaie, causa l'invasione dei prodotti plastici, si notava nello sfondo del quadro della Contestazione, mentre della crisi del buddismo zen in America non s'intravedeva ombra... ma Franzosi era un eccentrico!... Sempre facendo surf sulla cresta delle onde, egli, con lo pseudonimo Doctor Pinus, dopo quella di Mondo Beat avrebbe cavalcato l'onda della pornografia. Di onda in onda sarebbe infine approdato in una di quelle taverne di mare denominate libera università, a farci il luminare... Un vero peccato che non abbia fatto il venditore di tappeti! Avrebbe guadagnato di più e sarebbe apparso in qualche televisione locale.
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Gian Luigi é Gian Luigi Castelli.
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Renato é Renè Vento.
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AL DUNQUE:
Come si sarà potuto costatare, la situazione in cui Melchiorre Gerbino si era venuto a trovare con la rivista "Mondo Beat" era insostenibile. Senza l'apporto intellettuale di Antonio Pilati e di Marco Maria Sigiani, soffocata da cafoni e da cretini, la Rivista non portava avanti alcuna linea. E ciò nel momento in cui si era innescata la rivoluzione sessuale nella Tendopoli e la Contestazione stava per dilagare a livello di massa. Questo ultimo numero si salvava grazie al paginone degli slogan, al Manifesto di Jò Tavaglione, alla grafica e a qualche sparuto articolo ancora leggibile, ma l'assedio alla Rivista di gente estranea alla Contestazione s'era fatto asfittico. Perciò Melchiorre Gerbino aveva deciso di sospendere le pubblicazioni di "Mondo Beat" durante quattro mesi, fino ai primi di ottobre, quando avrebbero riaperto le scuole e Mondo Beat da un mese avrebbe dovuto essere rientrato dalla Tendopoli alla Cava. E aveva deciso di cambiare la natura della Rivista, pubblicando in essa solo vignette, foto con lapidarie didascalie e fotomontaggi. Di questo progetto aveva parlato con Jò Tavaglione, della cui stretta collaborazione si sarebbe avvalso. Solo così avrebbero potuto emergere delle intelligenze nella redazione di "Mondo Beat" e sarebbe stata fugata la masnada di cretini e di cafoni. Proprio per avere tempo di mettere a punto questa nuova programmazione, era stato deciso di fare stampare 12.000 copie di questo numero, di modo che esse bastassero fino a tutto settembre. Perciò 7.000 copie erano state accatastate nella Cava e 5.000 erano state messe in vendita a partire dal 26 maggio. Le 5.000 copie si erano esaurite il 29 maggio e dal 30 non ne erano state date più ai giovani del Movimento per venderle, ma si era venduta la singola copia a chi era venuto espressamente a richiederla.