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Milano, 30 Aprile - 3 Giugno 1967.
- Sorge la Tendopoli di Mondo Beat, Barbonia City, e innesca la miccia di una rivoluzione sessuale.
- La stampa di regime e Mondo Beat si affrontano senza esclusione di colpi.



Tendopoli di Mondo Beat, Barbonia City
Gente venuta da lontano per curiosare
Curiosi che si accalcavano a guardare di dietro la recinzione della tendopoli fin dagli inizi dell'apertura del campeggio (foto AGI - Il Giorno).

I curiosi non erano gente locale, ma venivano da altrove, essendo la tendopoli situata nei campi e non essendoci intorno popolazione densa, ma solo pochi caseggiati e alcune fabbriche. Questa foto fu scattata poco tempo dopo l'apertura del campeggio. Coi giorni, la gente che sarebbe venuta a curiosare sarebbe diventata tanta che avrebbe ingombrato il piazzale di rifornimento di benzina adiacente la tendopoli, un grande piazzale, intralciandovi la normale attività. Questo perché, anche se non tutte le famiglie avevano un figlio o una figlia che erano fuggiti di casa per unirsi ai beats, tuttavia c'era qualche caso tra i loro parenti o amici e quindi la gente comune sapeva che i giovani fuggivano di casa per partecipare a una rivoluzione esistenziale. Riguardo a questa rivoluzione, le reazioni che le persone comuni avrebbero manifestato sarebbero state originali, ognuno ne avrebbe manifestata una sua particolare, in una gamma di sentimenti che si sarebbero espressi dal rigetto assoluto all'indulgenza compiacente, ma nessuno avrebbe mostrato indifferenza verso il fenomeno della rivolta della gioventù.

Cristina, ragazza di Monza, della Base di Mondo Beat
L'arrivo di Cristina al campeggio.

Cristina era una ragazza della Base di Mondo Beat, sempre in prima linea nelle azioni di rottura del Movimento, vera pasionaria di amplessi amorosi, si sapeva che era di Monza ma non si conosceva il suo nome all'anagrafe. Veniva chiamata Cristina perché spesso la si notava in compagnia di Cristo di Monza.
Erano le ragazze spontanee di Mondo Beat come Cristina che avrebbero angosciato le vecchiette della Santa Sede.

Alcuni impostori descrivono la tendopoli di Mondo Beat come un luogo in cui i beats si accampavano liberamente, che detto in altre parole significherebbe un luogo occupato dai beats illegalmente. No, non era affatto così. Il campo era stato debitamente affittato e recintato a filo spinato e questo coi soldi della rivista Mondo Beat, che era in attivo anche se la sua distribuzione era stata ostacolata e nonostante non ricevesse alcun tipo di sostegno economico da associazioni o partiti e non ricevesse soldi dalla pubblicità perché non ne faceva.
Questi impostori di regime distorcono la verità a volere giustificare il comportamento vergognoso della magistratura italiana, che avrebbe ordinato che il campeggio di Mondo Beat fosse invaso dai militari e i beni dei campeggiatori distrutti, mentre essi erano in stato di fermo senza essere stati incriminati di alcunché. Tanto era stato ingiunto alla magistratura dal governo Moro, creatura del Vaticano. Le vecchiette della Santa Sede erano impazzite dopo 42 giorni di rivoluzione sessuale nella tendopoli di Mondo Beat.

Il Papa Paolo VI e l'attore Paolo Carlini
Giovanni Battista Montini e il fidanzato Paolo Carlini

Giovanni Battista Montini (San Paolo VI) regnò da papa durante i tempi difficili della Contestazione e alcune sue prese di posizione sarebbero state vivamente contestate, ma allora i giornalisti al suo servizio, per giustificare il comportamento del Papa, avrebbero scritto nei giornali "Il Papa, nell'innocenza della sua verginità, non poteva rendersi conto del fatto che ..." e tale premessa sull'innocenza della verginità del Papa sarebbe stata scritta più volte nei giornali, perché Giovanni Battista voleva si sapesse che egli aveva il pene vergine, e ciò perché nelle Scritture è profetizzato che 144.000 vergini e martiri riceveranno una veste di luce in Paradiso. Giovanni Battista voleva entrare nella quota.

*

Parlando ora di regole della Tendopoli, solo agli agenti di polizia in uniforme veniva negato l'accesso, se non erano muniti di mandato della magistratura, tutti gli altri potevano entrare liberamente, a condizione che dichiarassero di attenersi alle 3 regole di Mondo Beat: niente droghe, niente violenze, niente furti. L'accesso era gratuito e le persone potevano rimanere nel campeggio a tempo indeterminato e montarci gratuitamente le loro tende o dormirci in sacchi a pelo. Alle persone non veniva richiesto di identificarsi. Al loro arrivo, tutti i giovani venivano avvertiti che i loro genitori sarebbero stati i benvenuti ove fossero venuti anch'essi alla tendopoli.
Poiché giornali e riviste di regime avrebbero descritto genitori angosciati cui era stato impedito di accedere al campeggio, di seguito vengono pubblicati gli estratti di 2 articoli che dimostrano come genitori di giovani fuggiaschi entrassero liberamente nella tendopoli alla ricerca dei loro figli e, se li trovavano, potevano cercare di convincerli a tornare a casa.

Menzogne sarebbero state quelle di stampa reazionaria che avrebbero descritto genitori angosciati cui era impedito di accedere alla tendopoli di Mondo Beat     Menzogne sarebbero state quelle di stampa reazionaria che avrebbero descritto genitori angosciati cui era impedito di accedere alla tendopoli di Mondo Beat
Una mamma ritrova il figlio tra i capelloni e il figlio ritorna a casa -  Fino a 40 genitori venivano ogni giorno a New Barbonia a cercare i loro figli.

Come prima si era usato fare nella Cava, anche nella tendopoli i genitori di giovani fuggiaschi sarebbero stati accolti come fossero stati essi stessi fuggiaschi. Ciò avrebbe creato situazioni umoristiche e evitato sospetti e contrapposizioni. E poiché Melchiorre Gerbino avrebbe spesso e a viva voce invogliato i giovani a viaggiare per l'Europa, perché si sprovincializzassero, i genitori avrebbero capito che nella tendopoli non avevamo bisogno di giovani fuggiaschi. E siccome le persone di riferimento, Melchiorre Gerbino, Gunilla Unger, Umberto Tiboni, Antonio Di Spagna, mai avrebbero intrattenuto relazioni sessuali coi giovani che frequentavano la tendopoli, i genitori dei giovani fuggiaschi, lasciando la tendopoli coi loro figli, o senza, avrebbero tutti mostrato il più grande rispetto nei loro riguardi.

*

Per quanto concerne la stampa, i giornalisti, grazie alla creazione della tendopoli, avrebbero finalmente capito la natura anarchica del Movimento Mondo Beat. Prima di allora, quasi tutti i giornalisti avevano cercato correlazioni tra Mondo Beat e la Beat Generation, il Dalai Lama, l'Hare Krishna. Ora avrebbero capito che Mondo Beat si dedicava a promuovere una rivoluzione esistenziale tra i giovani e questo, come avrebbe spiegato francamente Melchiorre Gerbino, perché una volta che i giovani avessero sperimentato la dimensione di una vita sessuale soddisfacente, nessuno avrebbe potuto privarli del loro diritto alla felicità e quindi deprivarli dei loro diritti civili. Questi giovani sarebbero stati disposti ad affrontare tutto, pure la morte, ma non si sarebbero arresi. Certamente, i giornalisti non avrebbero potuto scrivere francamente in questo modo, ma almeno avrebbero evitato di scrivere sciocchezze come "I beats sono giovani instabili che si spostano da un posto all'altro senza orientamento, perché credono che comunque debbano spostarsi, secondo gli insegnamenti di Jack Kerouac". E per quanto riguarda Jack Kerouac, devo dire sinceramente e senza compiacimento, perché l'ignoranza non è una medaglia da mettere sul petto, che ai tempi di Mondo Beat io non avevo letto ancora nulla di Jack Kerouac. Con questo non voglio essere frainteso, come fossi stato uno a cui non interessava la letteratura. A 17 anni avevo letto l'Ulysses di James Joyce, nella versione italiana, e tanto lo avevo amato che nel tempo avrei voluto rileggerlo in quella originale inglese e nelle traduzioni di altre lingue che conosco, per godermelo ancora di più. Di Jack Kerouac avrei avuto modo di leggere dopo i tempi di Mondo Beat.

Ricostruzione cronologica della storia di Barbonia City. Milano, 1 maggio - 12 giugno 1967.

Il 30 aprile, giorno precedente l'apertura della tendopoli, la situazione nella Cava era quanto mai caotica, a causa della tantissima gente che vi si accalcava. A sera, Umberto Tiboni e Melchiorre Gerbino avrebbero invitato tutti a uscire. La Cava, dopo più di cento giorni in cui era rimasta ininterrottamente aperta, veniva chiusa. Abbassate le due saracinesche, in una vi veniva affisso un cartello con le indicazioni su come arrivare alla tendopoli.

La mattina del 1º maggio, alcuni di noi entravamo nel campo e vi montavamo le prime tende. Io me ne ero procurata una ampia, nella quale avrebbero alloggiato anche Gunilla e Nino quando sarebbero arrivati dalla Sicilia.
Il lavoro di recinzione del terreno era stato eseguito con perizia da Antonio Di Spagna e una squadra di ragazzi che lui aveva diretto.
Quel giorno, mentre il centro di Milano rumoreggiava delle celebrazioni della Festa del Lavoro, noi rimanevamo distesi al sole e all’aria tersa del nostro prato, a mirare le Alpi che si stagliavano nitide all’orizzonte.

Il 2 maggio mi riceveva il proprietario della fabbrica con cui confinava un lato della tendopoli. Era un giovane più o meno della mia età. Gli chiedevo una presa d’acqua. Mi rispondeva subito di sì. Sul suo tavolo teneva in bella mostra una foto di Umberto II, l'ultimo re d'Italia, e mi chiedeva cosa pensassi di Casa Savoia. Gli rispondevo che a Casa Savoia andava riconosciuto il merito di essersi votata alla causa dell’Unità d’Italia e di averla conseguita. Il proprietario, oltre a concedermi gratuitamente l'acqua, mi avrebbe pure fatto omaggio di un lungo tubo di gomma per portare l’acqua nella tendopoli.
Una volta fattogli scavalcare le mura della fabbrica, i ragazzi della squadra di Antonio Di Spagna avrebbero steso il tubo in una canaletta che andavano scavando e lo avrebbero fatto passare attraverso i fori di profilati che andavano predisponendo ad arte, perché il tubo non si schiacciasse sotto il peso della terra con cui lo andavano coprendo. Così operando, avrebbero steso il tubo fin sotto gli alberi che bordavano il campo dal lato del ruscello Vettabbia e lì avrebbero creato una doccia.

Il 3 maggio mattina alla Tendopoli arrivava Eros Alesi Pasticca con una tenda che era andato a reperire a Roma. Quelli che erano già accampati gli correvano intorno e gli facevano gran festa. Pasticca era il rilevatore naturale degli umori e delle tendenze della Base di Mondo Beat e se si mostrava contento di venire a stare alla tendopoli, certamente questa sarebbe piaciuta a tanti. E difatti in quella stessa giornata sarebbero arrivati tanti giovani a montarvi tende e tra di loro francesi, tedeschi e australiani. Venivano pure a visitare la tendopoli giovani provos della Sacco e Vanzetti e studenti dei licei che erano soliti venire alla Cava, mentre nel piazzale del rifornimento di benzina adiacente la tendopoli si formavano capannelli di curiosi.
Umberto Tiboni e Melchiorre Gerbino si dicevano che la Tendopoli era ormai bene avviata e che per loro quello sarebbe stato l'ultimo giorno di vacanza, perché dal 4 maggio avrebbero riaperto la Cava durante il giorno, per tenere in funzione la redazione della rivista Mondo Beat. Venivano perciò preposti alla direzione della tendopoli Antonio Di Spagna e i ragazzi della sua squadra.

Il 4 maggio alla Cava arrivava Giò Tavaglione col suo "Manifesto di Mondo Beat", appena stampato.

Il primo manifesto dell’underground italiano
Il Manifesto di Mondo Beat di Giò Tavaglione cronologicamente è il primo manifesto dell'underground italiano
Manifesto di Mondo Beat di Giò Tavaglione - edito da Edizioni di Cultura Contemporanea - esemplari 2.000 - maggio 1967.

L'8 maggio, Gunilla e Nino arrivavano ​​dalla Sicilia. Non vedevo Nino da più di un anno, durante il quale aveva vissuto con i miei genitori. Aveva adesso 2 anni e 4 mesi e si era sviluppato in un bellissimo bambino. A Nino piaceva stare al campeggio, dove andava in giro con un triciclo che gli aveva regalato Adolfo. Gunilla era l'immagine della salute e della serenità.
Ma la serenità non era compatibile con il Movimento Mondo Beat.
E difatti il Corriere della Sera e il Corriere d'informazione, di proprietà del Gruppo Crespi, e La Notte, di proprietà dell'industriale cattolico Carlo Pesenti, quotidiani tutti basati in Milano, si sarebbero coordinati tra di loro per fare campagna mediatica contro Mondo Beat e per cominciare avrebbero montato l' Affare Bertolini.

(Corriere della Sera - Corriere d’informazione - La Notte - 13 maggio 1967)
 Bertolini era stato arrestato dai carabinieri in un bar del parco del Castello Sforzesco e non nella Tendopoli di Mondo Beat
Corriere della Sera, Corriere d’informazione e La Notte montavano l' Affare Bertolini.

Come si può leggere, in questi articoli veniva descritta la storia di due ragazze di 15 anni, di Sesto San Giovanni, che per spirito di avventura si erano recate a Roma con Fabio Bertolini, un giovane che, una volta a Roma, le aveva costrette a prostituirsi con diversi uomini. Fabio Bertolini veniva descritto come un beat, catturato infine dai carabinieri in un campeggio beat nel quartiere Vigentino. In nessuno di questi articoli si diceva esplicitamente che il campeggio era quello di Mondo Beat, ma nessuno dei lettori avrebbe potuto dubitarne perché, a parte il campeggio di Mondo Beat, non c'era nessun altro "campeggio beat" in nessun'altra parte del pianeta.
Noi non conoscevamo le 2 ragazze di Sesto San Giovanni, né tantomeno Fabio Bertolini, e presto avremmo appreso che costui era stato arrestato dai carabinieri nel bar del parco del Castello Sforzesco.

Il 17 maggio il Corriere della Sera andava apertamente all'attacco della tendopoli di Mondo Beat, che descriveva come luogo dove giovinastri sporchi e pigri, tra cui delinquenti comuni, si davano all'uso di droghe e traviavano ragazze minorenni forzandole alla prostituzione, e all'uopo veniva rievocata la vicenda delle due ragazzine di Sesto San Giovanni

(Corriere della Sera – 17 maggio 1967)
Con questo articolo il Corriere della Sera contrattacava quello che Mondo Beat aveva pubblicato in copertina del quinto numero della sua rivista
Il Corriere della Sera andava apertamente all’attacco della Tendopoli di Mondo Beat.

Ma questo articolo non ci avrebbe sorpreso, perché eravamo abituati agli insulti e alle falsità del Corriere della Sera, se non ci fosse stato pure dell'altro. E difatti vi si descriveva a lungo Adriano Carminati, quale personaggio importante della tendopoli, quando invece non lo era affatto. E si diceva come, prima di unirsi ai beats, fosse stato un attivista comunista, quando invece era risaputo che era stato un picchiatore fascista. E lo si presentava come il cuoco della tendopoli, quando invece il cuoco era Roccia.
Prima di questo articolo, la venuta di Adriano Carminati alla tendopoli non aveva dato adito a sospetti, perché non pochi giovani dell’estrema destra e dell’estrema sinistra abbandonavano le loro formazioni politiche e confluivano nella Contestazione, ma dopo questo articolo del Corriere della Sera, ci si doveva porre dei quesiti. Ci si doveva chiedere perché mai Adriano Carminati fosse arrivato alla Tendopoli con una grossa bombola di gas liquido. Non ne avrebbe avuto bisogno se avesse dovuto friggere due uova. C'era dunque da sospettare che Adriano Carminati fosse stato inviato alla Tendopoli dai servizi segreti per causare qualche incidente con quella bombola di gas e che il Corriere della Sera ne pubblicizzava ora la figura per potere poi, a seguito di un attentato, pasticciare nei suoi articoli chi sa quale imbrogli.
E a questo punto è il caso di dire brevemente sui rapporti che intercorrevano in Milano tra anarchici, comunisti e fascisti ai tempi di Mondo Beat.
Gli anarchici eravamo equidistanti dai comunisti e dai fascisti e assumevamo verso di loro un atteggiamento sornione, come a dir loro "Suvvia, fate uno sforzo e diventate pure voi anarchici!"
I comunisti, che odiavano a morte i fascisti, nutrivano una certa simpatia per gli anarchici, perché assieme a loro avevano combattuto durante la Guerra Civile in Spagna.
A loro volta i fascisti, che nutrivano odio mortale verso i comunisti, mostravano anch'essi simpatia per gli anarchici, perché il padre di Mussolini era stato anarchico militante (aveva chiamato il figlio Benito in onore del presidente messicano Benito Juárez, che aveva fatto fucilare l'imperatore Massimiliano d'Asburgo).
Tanto ho voluto specificare per dire che io pensavo che il fascista Adriano Carminati, una volta che avesse costatato come i giovani di Mondo Beat fossero anarchici e non comunisti, non avrebbe fatto correre rischi alla loro vita. Questo, quanto pensava Melchiorre Gerbino di Adriano Carminati. In ogni caso, Antonio Di Spagna era stato allertato a tenerlo d'occhio.
E per concludere con questo articolo del Corriere della Sera, è interessante notarne un sottotitolo

Da questo si può evincere come in Italia stesse avvenendo una vera rivoluzione giovanile, che  quei 1392 giovani erano stati arrestati nella sola Milano
Fermati in dieci mesi dalla polizia 1392 zazzeruti.

Se si considera che questi 1392 giovani, tra cui moltissime ragazze, erano stati arrestati nella sola Milano, ci si può rendere conto di come in Italia stesse avvenendo una vera rivoluzione giovanile.
Infine, poiché questo articolo appariva il 17 maggio e il 21 ci sarebbe stato il Raduno nazionale degli anarchici a Carrara, a cui Mondo Beat avrebbe partecipato, decidevamo di contrattaccare il Corriere della Sera dopo che saremmo tornati da Carrara a Milano.

(Raduno Nazionale degli Anarchici - Carrara, 21 maggio 1967)
L'area di Carrara è tradizionalmente la più anarchica d'Italia
Adriano Carminati col cartello MENO SANTI PIÙ PRESERVATIVI.

Adriano Carminati volle recarsi assieme a un folto gruppo di giovani di Mondo Beat al Raduno nazionale degli anarchici a Carrara. Lo slogan MENO SANTI PIÙ PRESERVATIVI era di Gerbino ma a Carminati piacque tanto che volle scriverlo su un cartello e reggerlo lui durante la manifestazione.

Appena tornati da Carrara a Milano, Melchiorre Gerbino si predisponeva a uno scontro senza esclusione di colpi col Corriere della Sera e chiedeva a Giò Tavaglione di collaborare a preparare le vetrate della Cava

I nuovi barboni e i vecchi imbroglioni
Melchiorre Gerbino attaccava il Corriere della Sera da una vetrata della Cava, da lui allestita in collaborazione con Giò Tavaglione.

Sulla tela di iuta si leggeva I NUOVI BARBONI E I VECCHI IMBROGLIONI e venivano riprodotte le testate rispettivamente di Mondo Beat e del Corriere della Sera. A destra della finestra, intorno a un fiocco di nascita che si riferiva al Corriere della Sera, c'era la scritta IL QUOTIDIANO PARTO DI DISINFORMAZIONE e il fiocco di carta igienica era macchiato di cioccolato come fosse stato di escrementi.


Con un grande poster si smentiva che Fabio Bertolini era stato arrestato nelle strutture di Mondo Beat
Melchiorre Gerbino attaccava il Corriere della Sera da un'altra vetrata della Cava, da lui allestita in collaborazione con Giò Tavaglione.

Con un altro poster, da Melchiorre Gerbino preparato in collaborazione con Giò Tavaglione, si negava che Fabio Bertolini fosse stato arrestato nella Tendopoli o nella Cava, ma provocatoriamente si asseriva che Bertolini era stato arrestato nella redazione del Corriere della Sera, tra gli schiavi di "Old Cresponia", il Gruppo Crespi essendo quello cui il Corriere della Sera apparteneva.


La Notte, per rispetto del Corriere della Sera, non inquadrava tutta la scritta BUONA GENTE,IL CORRIERE DELLA SERA VI RACCONTA LE BALLE
Nella Tendopoli veniva steso un grande telone con la scritta
"BUONA GENTE, IL CORRIERE DELLA SERA VI RACCONTA LE BALLE!"

Qui il telone a breve distanza

Bisogna tenere presente che si era nel 1967, epoca in cui la gente comune credeva ciecamente a quanto era scritto nei giornali e il Corriere della Sera, essendo il principale quotidiano italiano, era considerato un'istituzione sacra. Immaginare dunque quale effetto scioccante producesse questo telone sulla gente comune.

Ma, avendo Mondo Beat alzato il tiro contro il Corriere della Sera, il regime avrebbe messo a disposizione di quel giornale un commissario di polizia, Giuseppe Montesano, perché desse supporto a imbastire una campagna mediatica contro i beats.
Ho già descritto come giovani avvocati selezionati dal Vaticano nell'Italia meridionale venissero trasferiti al nord e assegnati quali commissari di polizia. Giuseppe Montesano, pugliese, era uno di loro. Era stato assegnato come commissario di polizia nel capoluogo della Brianza, Monza, città che forma un tutt'uno con Milano come urbanizzazione.
Giuseppe Montesano aveva già mostrato che tipo di commissario fosse, quando aveva ordinato ai suoi agenti di confiscare le copie del terzo numero della rivista Mondo Beat, quel numero nella cui copertina era riprodotto un collage di diffide e fogli di via, e i suoi agenti avevano strappato i giornali dalle mani dei beats che li vendevano per strada. Noi, al tempo dello sciopero della fame nella Cava, avevamo denunciato che copie del giornale erano state sequestrate a Monza.
Montesano dunque sarebbe stato richiesto di collaborare col Corriere della Sera e i suoi vassalli Corriere d'informazione e La Notte a imbastire una campagna mediatica contro i beats che vivevano nell'area della sua giurisdizione. E Montesano avrebbe trovato il pretesto per iniziare a fare questo lavoro sporco quando 5 beats avevano accompagnato una ragazza di 16 anni, Mariangela Sala, all'ospedale di Monza. La ragazza era stata ferita con un colpo di carabina a una gamba da Salvatore Santacroce, un siciliano di 18 anni, delinquente comune, ricercato per evasione da un carcere minorile di Palermo, possesso non autorizzato di armi da fuoco e rapina aggravata. Durante un anno Salvatore Santacroce si era nascosto in Brianza, e lì aveva formato una banda con altri delinquenti comuni. La ragazza, che era fuggita di casa, aveva flirtato con lui nel corso di una settimana, dopodiché avrebbe voluto porre fine alla relazione, ma allora Santacroce le aveva sparato a una gamba. Questo era successo di notte. I 5 beats, avendo incontrato accidentalmente la ragazza ferita, l'avevano accompagnata all'ospedale. Ma allora il commissario Montesano, invece di elogiarli, li avrebbe incriminati quali complici di Salvatore Santacroce, che intanto si era dato alla fuga. Inoltre, Giuseppe Montesano avrebbe classificato quali beats i giovani delinquenti che erano stati arrestati nella sua giurisdizione nelle ultime settimane e finalmente avrebbe classificato il delinquente Salvatore Santacroce quale leader dei beats della Brianza.
Di seguito, la riproduzione degli articoli di questa campagna mediatica. In ognuno di questi articoli, Giuseppe Montesano viene menzionato quale coraggioso commissario di polizia che aveva affrontato i beats della Brianza anche quando gli avevano sparato per ucciderlo, e viene descritto come Montesano abbia indagato e fatto luce su torbide vicende di ragazze torturate e violentate, e tra queste una disabile, violentata da 18 (diciotto) beats e completamente impazzita.

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- Ragazza ferita con una fucilata in un'orgia di capelloni drogati (Corriere della Sera – 24 maggio 1967).
- Fermati 50 capelloni - Orge e droga prima della fucilata alla ragazza (Corriere d'informazione – 24 maggio 1967)
- È finita in manicomio la ragazzina drogata e seviziata dai capelloni (Corriere d'informazione – 25 maggio 1967).
- Diciotto capelloni drogano e seviziano ragazza minorata (La Notte – 25 maggio 1967).
- Si cercano le altre minorenni vittime dei capelloni con la droga (La Notte – 26 maggio 1967).
- Orge e sevizie in Brianza. Inchiesta conclusa per i capelloni (Corriere d'informazione – 26 maggio 1967)
- Sono state rintracciate e interrogate altre dieci ragazze coinvolte nei festini dei capelloni drogati (La Notte – 27 maggio 1967).
- Arrestati a Monza altri 8 capelloni (Corriere della Sera – 28 maggio 1967).

Alla fine di questi 5 giorni di grottesca campagna mediatica, quella cinquantina di beats della Brianza, che Montesano aveva incriminati, sarebbero stati subito prosciolti dalla magistratura, perché estranei a qualsiasi azione di tipo criminale, ma di ciò Corriere della Sera, Corriere d’informazione e La Notte non avrebbero dato notizia, impegnati com'erano a descrivere altre azioni criminali commesse dai beats altrove.
Il commissario Giuseppe Montesano, dopo questo delicato servizio reso in Brianza, sarebbe stato promosso da Monza a Torino. Il Vaticano lo avrebbe gratificato, perché le ragazzine della Brianza, che non erano andate più a confessarsi dai preti, le aveva fatte confessare lui... Hai fornicato coi capelloni?... Quante volte?.... E così Piero Novelli e Riccardo Marcato avrebbero scritto il libro "Il commissario di Torino", e con lo stesso titolo sarebbe stato girato un film dal regista Romolo Guerrini. E poi un altro libro avrebbero scritto Fruttero e Lucentini... e intanto, per gli allori di tante altre operazioni eroiche che avrebbe compiuto, Giuseppe Montesano, a 48 anni di età, sarebbe stato nominato questore: il più giovane questore di tutti i tempi! E da questore Giuseppe Montesano avrebbe mostrato come in verità fosse un assassino, quando un sospetto in stato di fermo, Salvatore Marino, sarebbe morto di morte misteriosa nei locali della Squadra Mobile di Palermo

Giuseppe Montesano, il ritratto perfetto di un assassino di Stato
Giuseppe Montesano
il ritratto perfetto di un assassino di Stato


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E tornando alla nostra storia, il Corriere della Sera si sarebbe spostato dal teatro della Brianza a quello di Milano, per attaccare ancora i beats con un articolo in cui si descriveva come in un cantiere edile la polizia fosse intervenuta per disinfestarlo da zazzeruti che giocavano a dadi per sortire chi dovesse copulare con fanciulle minorenni e tra una copula e l’altra dileggiavano operai impegnati al lavoro.

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Quando il Corriere della Sera si coprì di ridicolo


A questo punto l’attacco contro il Movimento Mondo Beat lo avrebbe continuato La Notte, con cinque articoli apparsi in cinque giorni consecutivi, che coprivamo un’intera pagina ciascuno

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- Ho vissuto con capelloni e sbarbine in una tenda di Barbonia City (La Notte – 30 maggio 1967).
- Sotto le tende c'è un girotondo di ragazzine tenere e spudorate (La Notte – 31 maggio 1967)
- Arriva un padre angosciato ma la sbarbina Adriana non vuole lasciare i capelloni (La Notte – 1 giugno 1967).
- Predicano "No alla violenza!" e poi commettono violenze infami (La Notte – 2 giugno 1967).
- A Barbonia City c'è la libertà d'imparare tutti i peggiori vizi (La Notte – 3 giugno 1967).


Qui un assemblaggio dei titoli degli articoli di Corriere della Sera, Corriere d'informazione, La Notte, apparsi in quegli 11 giorni quando attaccarono ininterrottamente il Movimento Mondo Beat


I giorni storici in cui i quotidiani di regime perdettero controllo e credibilità.

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Le conseguenze

Anche a volere criticare i giovani del Movimento Mondo Beat per comportamenti di libero amore talvolta discutibili e per impegno ad affermare i diritti civili talvolta assai radicale, tuttavia nessuno, se non in malafede, avrebbe potuto mettere in discussione la loro onestà e integrità di cittadini. E siccome erano conosciuti in tutta Italia e particolarmente bene a Milano, il bombardamento di notizie infamanti con cui Corriere della Sera, Corriere d'informazione e La Notte li avevano investiti, avrebbe superato di gran lunga la misura del credibile. A conseguenza di ciò, i lettori di quei giornali avrebbero finito per non credere più a tutto quello che quei giornali scrivevano, e si trattava dei giornali più importanti, il Corriere della Sera pavoneggiandosi quale quotidiano più autorevole della stampa italiana.
In altre parole, questa campagna mediatica contro i beats avrebbe causato consapevolezza di massa, prima a Milano, poi in tutta Italia, di come le cronache dei giornali non fossero veritiere, ma aggiustate o inventate secondo gli interessi che quei giornali servivano.
E difatti, prima di questa campagna mediatica contro i beats, per mettere a tacere qualcuno sarebbe bastato dire: "Stai zitto, perché era scritto nel giornale!", dopo questa campagna ci si sarebbe sentito immancabilmente ribattere: "Il giornale di chi?!". E questa presa di coscienza della gente comune sulla natura dell'informazione avrebbe avuto conseguenze storiche. Vediamo quali.
La presa di coscienza di massa sulla manipolazione dell'informazione avrebbe causato un terremoto da cui la stampa di regime sarebbe stata devastata. Dei tre quotidiani che avevano fatto campagna odiosa contro una gioventù che rinnovava la società italiana, due, Corriere d'informazione e La Notte, avrebbero perso tanti lettori che alla fine avrebbero dovuto cessare con le pubblicazioni, mentre il Corriere della Sera avrebbe perso tanta valenza che si sarebbero venute a creare le condizioni di mercato per la nascita di due nuovi quotidiani, Il Giornale e La Repubblica, e i lettori di questo secondo avrebbero superato in numero quelli dello stesso Corriere della Sera. Da quotidiano di riferimento internazionale, quale era stato, il Corriere della Sera si sarebbe ridotto a quello che è oggi, un quotidiano di secondo rango e peraltro, investito dalla Contestazione, per anni avrebbe dovuto fare proteggere la sua sede dai militari. Infine, il gruppo editoriale più importante d’Italia, il Gruppo Crespi, cui appartenevano Corriere della Sera, Corriere d'informazione e decine di testate varie, dopo traversie, cambi di proprietà, bancarotte, sarebbe scomparso dalla scena e pure dalla memoria, perché il regime, mortificato dalla disfatta, l’avrebbe cancellata.
Ma il terremoto non avrebbe cambiato solo il panorama mediatico, ma anche quello politico. Dai tempi di Barbonia City, i giovani italiani avrebbero abbandonato in massa le sezioni dei partiti politici, e non specificamente per aderire a Mondo Beat, ma perché grazie alla Contestazione si sarebbero resi conto di come i programmi dei partiti politici fossero obsoleti. Di conseguenza, alcuni partiti sarebbero scomparsi, altri avrebbero dovuto essere riorganizzati, altri sarebbero stati creati. Tutti i partiti nei loro programmi avrebbero messo in grande rilievo i temi promossi dalla Contestazione. Detto in altre parole, non si sarebbe più filosofeggiato sul rovesciare o meno il sistema delle democrazie occidentali per sostituirlo con quello di dittature comuniste o fasciste, ma si sarebbe trattato di come impegnarsi realisticamente a migliorare la nostra stessa società, innanzitutto affermandoci diritti civili e salvaguardandoci l'ambiente.
Questo avrebbe concorso a segnare per un verso il declino del potere dell'Unione Sovietica, per altro verso quello del Vaticano.
E difatti la Contestazione, essendo dilagata in Italia e in Francia, avrebbe messo in crisi i due partiti comunisti più potenti dell'Occidente, che avevano preso posizione contro la Contestazione. In Italia i comunisti si erano compiaciuti della distruzione militare delle strutture di Mondo Beat; in Francia, durante il Maggio del 68, avevano impedito agli anarchici di marciare verso il Palazzo dell'Eliseo a stanarci definitivamente l'inquinatore nucleare Charles de Gaulle, perché questi aveva promesso all'Unione Sovietica che se i comunisti francesi lo avessero protetto dagli anarchici, egli avrebbe fatto uscire la Francia dalla NATO (cosa che poi avrebbe fatto). Dopo questi eventi, in Italia e in Francia i giovani si sarebbero estraniati tanto dai comunisti che l'espressione "intellettuale di sinistra", che aveva significato il massimo con cui si potesse gratificare un intellettuale, sarebbe diventata un’espressione derisoria. La Contestazione dunque per un verso, Solidarnosc per un altro, l'attentato alla centrale atomica di Chernobyl per un altro ancora (Chernobyl fu evidentemente un attentato, che non si smembra un impero per un incidente) avrebbero causato il collasso dell'Unione Sovietica e il tracollo del socialismo reale.

Per quanto concerne il Vaticano, non è esagerato affermare come la Contestazione sia l'evento più traumatico che abbia afflitto il Vaticano dopo la Riforma. Il potere del Vaticano si era sempre basato sul controllo del comportamento sessuale dei suoi soggetti, ma a causa della Contestazione questo controllo gli sarebbe venuto a mancare. E difatti, se con stupore universale negli Anni 60 una femminista sarebbe entrata nella Basilica di San Pietro esibendo il cartello L'UTERO È MIO E LO GESTISCO IO, oggi questo cartello lo esibiscono tutte le donne cattoliche del mondo, a gambe incrociate, quando non le divaricano alla Sharon Stone. A causa della Contestazione il Vaticano sarebbe finito in coma. Per quanto gesuiti premurosi e specialisti giudei possano stargli al capezzale, è coma irreversibile.


Storia di Mondo Beat. Capitolo 13