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Mondo Beat, Milano - 27 aprile / 3 giugno 1967.

Sorge la Tendopoli di Mondo Beat e innesca la miccia di una rivoluzione sessuale in Italia -

La stampa di regime e Mondo Beat si affrontano senza esclusione di colpi.



Tra il 27 e il 30 aprile vengono vendute 7.500 delle 8.000 copie del quinto numero della rivista Mondo Beat. Come di consuetudine, 500 copie vengono bloccate perché questo numero non si esaurisca completamente.
Come sarà ora documentato, questo quinto numero della rivista Mondo Beat, dalla cui copertina Melchiorre Gerbino aveva attaccato il Corriere della Sera, avrebbe scatenato una reazione furiosa della stampa di regime contro il Movimento Mondo Beat.

Intanto Antonio Di Spagna Papà si era assunto l’incarico di calcolare i paletti e il filo spinato che sarebbero occorsi per creare una recinzione intorno al terreno della Tendopoli, recinzione che avevamo ritenuto si rendesse necessaria per tenere a distanza la folla di curiosi che si sarebbe accalcata intorno a noi. Col permesso del contadino, il lavoro di recinzione avrebbe potuto essere eseguito alcuni giorni prima dell’1 maggio, giorno dell’inaugurazione della Tendopoli, e così Antonio Di Spagna aveva formato una squadra di ragazzi con cui si era messo al lavoro.

Il 30 aprile sera la situazione nella Cava era caotica, a causa della tantissima gente che vi si accalcava, quando Umberto Tiboni e Melchiorre Gerbino invitavano tutti a uscire e abbassavano le due saracinesche e le chiudevano a chiave. Dopo più di cento giorni in cui era rimasta ininterrottamente aperta, la Cava veniva chiusa. Veniva affisso a una delle saracinesche un cartello con le spiegazioni su come arrivare alla Tendopoli, dove tutti erano benvenuti e dove non costava nulla accamparsi.

La mattina dell’1 maggio entriamo nel terreno che abbiamo affittato e vi piantiamo le prime tende. Io me ne sono procurata una ampia e solida, nella quale alloggeranno pure Gunilla e Nino quando arriveranno dalla Sicilia.
Il lavoro di recinzione del terreno è stato eseguito con perizia.
La Tendopoli sarà aperta a chiunque rispetti le tre regole di Mondo Beat: no alla violenza, no al furto, no alla droga.
Oggi, mentre il centro di Milano rumoreggia delle celebrazioni del Primo Maggio, noi, stesi al sole e all’aria tersa del nostro prato, ce ne stiamo a mirare le Alpi, che si stagliano nitide all’orizzonte...

Il 2 maggio mi riceve il proprietario di una fabbrica limitrofa alla Tendopoli, cui chiedo una presa d’acqua. Mi risponde subito di sì. È giovane e mi osserva con curiosità. Io osservo una foto di Umberto II, Il Re di Maggio, che egli tiene in bella mostra nello studio. Il proprietario della fabbrica mi chiede cosa penso di Casa Savoia. Gli rispondo che a Casa Savoia va riconosciuto il merito di essersi votata alla causa dell’Unità d’Italia e di averla conseguita. Mi fa omaggio di un lungo tubo di gomma per portare l’acqua nella Tendopoli.
Una volta fattogli scavalcare le mura della fabbrica, i ragazzi della squadra di Antonio Di Spagna stendono il tubo in una canaletta che vanno scavando e lo fanno passare attraverso i fori di profilati che vanno predisponendo ad arte, perché il tubo non si schiacci sotto il peso della terra con cui lo coprono. Così operando stendono il tubo fin sotto gli alberi che bordano il campo dal lato del ruscello Vettabbia e lì creano una doccia.

(le prime 2 foto dell'Agenzia Franco Sapi - l’ultima foto di Vittorio Pescatori del settimanale ABC) Cristina, ragazza di Monza, della Base di Mondo Beat
Cristina tra i primi arrivati all’apertura della Tendopoli - a destra, una ragazza fa la doccia.

Cristina fu una delle ragazze della prima ora di Mondo Beat, sempre in prima linea durante tutto il percorso del Movimento. Si sapeva che era di Monza ma non si sapeva come si chiamasse all’anagrafe. Veniva chiamata Cristina perché faceva coppia con Cristo di Monza (anche se non esclusivamente).

La spensieratezza delle ragazze della Tendopoli di Mondo Beat avrebbe angosciato le vecchiette della Santa Sede.
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Il 3 maggio mattina alla Tendopoli arriva Eros Alesi Pasticca con una tenda, residuata della seconda guerra mondiale, che è andato a reperire a Roma. Quelli che sono già accampati gli corrono intorno e gli fanno gran festa. Pasticca è il rilevatore naturale degli umori e delle tendenze della Base di Mondo Beat e se è contento di venire a stare alla Tendopoli, certamente questa eserciterà richiamo sui giovani. E difatti in quella stessa giornata ne arrivano a piantarvi tende e tra di loro francesi, tedeschi, australiani. Vengono pure a visitare la Tendopoli giovani provos della Sacco e Vanzetti e studenti dei licei che sono soliti venire alla Cava, mentre si formano i primi capannelli di curiosi nel piazzale del rifornimento di benzina adiacente alla Tendopoli.
Umberto Tiboni e Melchiorre Gerbino si dicono che la Tendopoli è bene avviata e che per loro questo sarà l'ultimo giorno di vacanza, perché dal 4 maggio terranno aperta la Cava di giorno, per rimettere in funzione la redazione della rivista Mondo Beat. Viene perciò preposto Antonio Di Spagna Papà alla direzione della Tendopoli. A suo insindacabile giudizio sarà dato passo o meno a chi vi si vorrà accampare o la vorrà visitare, ma è stato comunque deciso che saranno ammessi tutti, a eccezione di militari in divisa se non muniti di mandato della magistratura, e di chi avrà con sé macchina fotografica, perché non si sia disturbati da cretini, ed è stato deciso che saranno espulsi dalla Tendopoli quanti non avranno rispettato le 3 regole di Mondo Beat: no alla violenza, no al furto, no alla droga (per inciso, nessuno mai venne espulso dalla Tendopoli).

(AGI - Il Giorno)
Alla curiosità che la Tendopoli di Mondo Beat sollevava, non resistevano nemmeno quelli che ne avversavano la rivoluzione sessuale
La Tendopoli di Mondo Beat nei primi suoi giorni. Curiosi che si assiepavano a guardare.

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  Il 4 maggio alla Cava arriva Giò Tavaglione col "Manifesto di Mondo Beat", da lui disegnato e pubblicato dalle Edizioni di Cultura Contemporanea.

Il primo manifesto dell’underground italiano - (copia approssimativa)
Il Manifesto di Mondo Beat di Giò Tavaglione cronologicamente è il primo manifesto dell'underground italiano e certamente il più bello
Manifesto di Mondo Beat di Giò Tavaglione - edito da Edizioni di Cultura Contemporanea - esemplari 2.000 - maggio 1967

Qui l'ingrandimento di due parti del Manifesto, perché si possa ammirare la bravura di questo grandissimo artista che fu Giò Tavaglione: ingrandimento 1 e ingrandimento 2
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  Dopo l'aperura della Tendopoli, verso di essa vengono indirizzati i giovani che vanno arrivando ancora alla Cava, e sono ancora numerosi, poi, col passare dei giorni, gli arrivi alla Cava vanno diminuendo, perché si va spargendo sempre di più la voce dell’esistenza di Barbonia City, dove vanno arrivando ragazzi e ragazze da ogni parte d’Italia e genitori in cerca di figli scappati di casa. Questi genitori sono bene accolti nella Tendopoli. Tutti i giovani, prima di essere ammessi nel campo, vengono avvertiti che i loro genitori, se si presenteranno, saranno bene accolti.

(Novella 2000)
Decine di genitori, di ogni parte d'Italia, venivano ogni giorno alla Tendopoli di Mondo Beat, in cerca dei figli scappati di casa
Tendopoli di Mondo Beat. Una mamma ritrova il figlio

Questo articolo sulla madre di Paolo, un ragazzo provo della Sacco e Vanzetti, la quale lo ritrova alla Tendopoli di Mondo Beat e lo convince a ritornare a casa, dimostra come i genitori in cerca dei figli scappati di casa potessero entrare liberamente nella Tendopoli. Saranno menzogne quelle che si leggeranno in articoli di stampa reazionaria, con cui si descriveranno poveri genitori disperati, in cerca dei figli, impediti di entrare nella Tendopoli.

(foto da un articolo del settimanale Gente)
Una partita di medicinali in dono ai giovani di Mondo Beat
Una quarantina di genitori venivano ogni giorno alla Tendopoli di Mondo Beat a cercare i figli scappati di casa

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Lunedì 8 maggio Gunilla e Nino arrivano dalla Sicilia. Li trovo in ottima forma. Non vedevo Nino, che ha ora 2 anni e 4 mesi, da più di un anno. Si è sviluppato in un bellissimo bambino. Si ambienta subito nella Tendopoli, dove si diverte a correre con un triciclo che gli ha regalato Adolfo. Gunilla è l’immagine della salute e della serenità. Con loro la vita di tenda diventa per certi versi rilassante e divertente.

Il 9 maggio alla Cava si presenta Giovanni De Martino, un ragioniere di 19 anni della Provincia di Salerno, che chiede di potere fare parte della redazione della rivista Mondo Beat. Faccia piccola e storta, non fa buona impressione, ma Melchiorre Gerbino è propenso ad accettarlo perché il De Martino si dichiara omosessuale cattolico in un momento in cui gli omosessuali cominciano a impegnarsi a viso aperto per l’affermazione dei loro diritti civili.
Da quel 9 maggio Giovanni De Martino alloggia nella Tendopoli, dove, a causa delle arie da intellettuale che si da, viene soprannominato Gianni De Pincopallino da Dante Palla, che usa dare i nomignoli.
Costui si rivelerà il personaggio più losco e ripugnante della storia di Mondo Beat.

L’11 maggio Umberto Tiboni e Melchiorre Gerbino presentano alla Tecnografica Milanese l’assegno per la stampa di 12.000 copie di un nuovo numero della rivista Mondo Beat.

Il 12 maggio Melchiorre Gerbino apprende che il direttore dell’Istituto di correzione minorile Cesare Beccaria ha dichiarato in un’intervista radiofonica la sua intenzione di non accogliere più al Beccaria ragazzi minorenni scappati di casa che non abbiano commesso reati. Questi ragazzi, ha dichiarato, non vanno più considerati scappati di casa, bensì allontanatisi da casa. La verità è che il Cesare Beccaria strabocca di fuggiaschi recidivi, così come l’Istituto di correzione minorile femminile Maria di Nazareth. La Contestazione ha intasato le loro strutture e le ha fatte collassare.

Il 13 maggio viene arrestato tale Fabio Bertolini, che ha irretito due ragazzine di Sesto San Giovanni e le ha portate a Roma, dove le ha tenute segregate in una casa di borgata, obbligandole a prostituirsi. Ecco come il Corriere della Sera imbastisce la notizia e come nella campagna orchestrata contro Mondo Beat si muova di concerto con il Corriere d’Informazione, altra testata del Gruppo Crespi, e con La Notte, testata di proprietà dell’industriale cattolico Carlo Pesenti, diretta da Nino Nutrizio, un mascalzone baldanzoso che si presta a tessere le peggiori trame di disinformazione giornalistica

(Corriere della Sera - Corriere d’Informazione - La Notte- 13.5.67)
 Bertolini era stato arrestato dai carabinieri in un bar del parco del Castello Sforzesco e non nella Tendopoli di Mondo Beat
Corriere della Sera, Corriere d’Informazione e la Notte montano L’Affare Bertolini

Nei tre articoli, anche se non la si nominava esplicitamente, si faceva intendere che Fabio Bertolini aveva frequentato la Tendopoli di Mondo Beat ed era stato arrestato in quel campeggio.
Noi a Mondo Beat non conosciamo Fabio Bertolini e veniamo presto a sapere che costui è stato arrestato dai carabinieri in un bar del parco del Castello Sforzesco.
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(Corriere della Sera – 17.5.67)
Al Corriere della Sera non si rendevano conto di come stessero andando incontro a una catastrofe
Il 17 maggio Il Corriere della Sera getta la maschera e va apertamente all’attacco della Tendopoli di Mondo Beat.

A questo punto era evidente come il Corriere della Sera prendesse parte in un assalto programmato contro la Tendopoli di Mondo Beat. Perché dalla lettura dell'articolo ci si rendeva conto di come ci fossero implicati pure i servizi segreti in questo assalto, e difatti nell'articolo si mitizzava il personaggio Adriano, detto ’Jesus’, comunista della sezione di via Cadore, quando in realtà costui era un ben noto picchiatore fascista, Adriano Carminati, il quale era arrivato appena qualche giorno prima alla Tendopoli. Fin lì Adriano Carminati non aveva dato adito a sospetti perché non pochi erano i giovani dell’estrema destra (e dell’estrema sinistra) che in quel momento abbandonavano le loro formazioni politiche e confluivano nella Contestazione, ma dopo questo articolo del Corriere della Sera, dove si mistificava sulla sua matrice politica e lo si presentava come cuoco della Tendopoli e personaggio carismatico di Mondo Beat, sorgevano sì dei sospetti! C’era da sospettare che Adriano Carminati fosse stato infiltrato nella Tendopoli allo scopo di causarci qualche incidente (e a seguire si vedrà quale incidente avrebbe dovuto causarci, e si capirà come mai Adriano Carminati fosse arrivato alla Tendopoli presentandosi da cuoco e con una grossa bombola di gas liquido)

Raduno Nazionale degli Anarchici a Carrara, 21.5.1967 (foto dal settimanale Il Borghese)
L'area di Carrara è tradizionalmente la più anarchica d'Italia
Adriano Carminati col cartello MENO SANTI PIÙ PRESERVATIVI al Raduno Nazionale degli Anarchici a Carrara il 21 maggio 1967

Adriano Carminati aveva voluto recarsi assieme a Melchiorre Gerbino e a un folto gruppo di giovani di Mondo Beat al Raduno nazionale degli anarchici a Carrara. Lo slogan MENO SANTI PIÙ PRESERVATIVI era di Gerbino ma a Carminati piacque tanto che volle scriverlo su un cartello e reggerlo lui durante la manifestazione.

A questo punto vale la pena che Melchiorre Gerbino, che degli Anni 60 ha conosciuto bene comunisti, fascisti, anarchici, spieghi quali fossero le loro attitudini reciproche.
Gli anarchici, Melchiorre Gerbino in primis, eravamo equidistanti da comunisti e fascisti. Assumevamo verso di loro un atteggiamento bonario, un poco sornione, come a voler dire loro "Suvvia, fate uno sforzo e diventate pure voi anarchici!".
I comunisti, che odiavano a morte i fascisti, nutrivano una certa simpatia per gli anarchici, perché assieme a loro avevano combattuto durante La Guerra Civile Spagnola.
A loro volta i fascisti, che nutrivano odio mortale verso i comunisti, mostravano anch'essi un tratto di simpatia verso gli anarchici, e ciò perché il padre di Benito Mussolini era stato anarchico militante (aveva chiamato il figlio Benito per l'anticlericale presidente messicano Benito Juárez, che aveva pure fatto fucilare l'imperatore Massimiliano d'Asburgo).
E perciò Melchiorre Gerbino aveva previsto che Adriano Carminati, una volta che avesse costatato come a Mondo Beat si fosse anarchici e non comunisti, avrebbe fatto in modo di eludere le consegne che aveva ricevuto dai servizi segreti, che Melchiorre Gerbino non aveva ancora capito quali fossero. E comunque così sarebbe stato. Adriano Carminati non avrebbe fatto esplodere nella Tendopoli di Mondo Beat la bombola di gas della quale era stato dotato. E della distruzione militare della Tendopoli di Mondo Beat, quando sarebbe avvenuta, egli sarebbe stato molto afflitto.
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Rivenendo alla ricostruzione cronologica della storia di Mondo Beat, appena tornato da Carrara a Milano, Melchiorre Gerbino si predispose a ingaggiare uno scontro senza esclusione di colpi col Corriere della Sera.

Una vetrata della Cava contro il Corriere della Sera (foto Agenzia Franco Sapi)
I nuovi barboni e i vecchi imbroglioni
Melchiorre Gerbino attacca il Corriere della Sera da una vetrata della Cava, da lui allestita in collaborazione con Giò Tavaglione.


Altra vetrata della Cava contro il Corriere della Sera (foto di Vittorio Pescatori - settimanale ABC)
Quanto esposto alle vetrate della Cava veniva fotografato e divulgato da quotidiani e rotocalchi
Melchiorre Gerbino seduto davanti a una vetrata della Cava, da lui allestita in collaborazione con Giò Tavaglione
(intorno a quella foto, ingrandimenti di parti di essa)


(Un telone contro il Corriere della Sera esposto nella Tendopoli - foto La Notte)
La Notte, per rispetto del Corriere della Sera, non inquadrava tutta la scritta BUONA GENTE,IL CORRIERE DELLA SERA VI RACCONTA LE BALLE!
Nella Tendopoli viene steso un grande telone con la scritta BUONA GENTE, IL CORRIERE DELLA SERA VI RACCONTA LE BALLE!

La Notte non inquadrava interamente la scritta del telone, per solidarietà verso il Corriere della Sera (!)
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Nel subire questo tipo di attacco dalla Contestazione, che non aveva precedenti, al Corriere della Sera, il più autorevole quotidiano d’Italia, perdono la testa. E con il Corriere della Sera la perdono pure il Corriere d'Informazione e La Notte. I tre quotidiani si coordinano tra di loro e muovono contro il Movimento Mondo Beat con una campagna di stampa forsennata.

Un collage dei titoli degli articoli di Corriere della Sera, Corriere d’Informazione e La Notte apparsi in quei 10 giorni in cui persero la testa

Quando Il Gruppo Crespi e La Notte persero la bussola. Cio' avrebbe segnato inesorabimente il loro declino e scomparsa
Quando Corriere della Sera, Corriere d’Informazione e La Notte perdettero controllo e credibilità

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Prima di passare alla lettura dei testi degli articoli di cui sopra è stato fatto il collage dei titoli, è d'uopo descrivere come la campagna mediatica contro i beats della Brianza, durata 5 giorni, fosse stata orchestrata da Corriere della Sera, Corriere d'Informazione, La Notte, con la complicità di Giuseppe Montesano, commissario di Pubblica Sicurezza di Monza, ed è d'uopo gettare luce su questo personaggio.
Giuseppe Montesano, pugliese, era uno di quei tanti giovani avvocati meridionali, disoccupati, che venivano reclutati come commissari di Pubblica Sicurezza e assegnati a commissariati di polizia nel Nord Italia, dove i locali giovani avvocati aborrivano dall'idea di fare gli sbirri. Non voglio dire con ciò che poi tutti questi commissari di Pubblica Sicurezza meridionali si sarebbero prestati a compiere illegalità agli ordini del Vaticano, ma una parte di loro sì, dato che erano stati selezionati secondo criteri politici, nessuno di essi essendo comunista, né, men che meno, anarchico. Quasi tutti, se non erano fascisti dichiarati, lo erano in pectore, e i fascisti, dopo la disfatta della seconda guerra mondiale, erano passati, come manonera politica, agli ordini del Vaticano, che dai tempi di quella disfatta imbastiva e gestiva i governi italiani. Né con ciò voglio insinuare che ognuno di questi commissari di PS meridionali, assegnati al Nord, sarebbe stato disposto a compromettersi fino a livelli di bieca illegalità, ma Giuseppe Montesano sì.
E venendo al punto, Giuseppe Montesano aveva fatto sequestrare a Monza centinaia di copie del terzo numero di Mondo Beat, quello che riportava in copertina il collage di fogli di via e diffide. Le aveva fatte strappare dai suoi agenti dalle mani dei ragazzi che le vendevano per strada e non le aveva più restituite.
Poi era venuto alla Cava, nel cui pianterreno c'era sempre una mostra collettiva di quadri di giovani di Mondo Beat, e aveva sequestrato un quadro in cui era raffigurato un ragazzo nudo. Lo aveva staccato lui stesso dalla parete e se n'era andato portandoselo sottobraccio. Peraltro il nudo era dei più innocenti, di quella sorta che dipingono i giovani che frequentano i primi anni delle accademie di belle arti. Ma lì Montesano aveva cozzato duro, perché il quadro era di Laura Pitsheider, e lei e il suo ragazzo, Paolo Restelli, erano giovani milanesi che non si sarebbero fatti penalizzare dagli abusi di un sbirro meridionale, per cui Montesano, interpellato da un avvocato, avrebbe rimesso il quadro al posto da dove l’aveva tolto.
E venendo alle vicende dei beats della Brianza, Montesano, prendendo spunto dalla vicenda di Salvatore Santacroce e Mariangela Sala, si sarebbe adoperato acché Corriere della Sera, Corriere d’Informazione e La Notte, potessero imbastire una veemente campagna mediatica contro i beats.
Salvatore Santacroce era un giovane delinquente comune, evaso da un carcere minorile di Palermo. Da più di un anno si nascondeva in Brianza, dove aveva formato una gang con altri delinquenti comuni. Mariangela Sala, una giovanissima ragazza scappata di casa, durante una settimana aveva avuto un flirt con Santacroce, poi avrebbe voluto lasciarlo, al che Santacroce le aveva sparato a una gamba con una carabina e s'era dato alla fuga.
Dei beats di Monza, dei bravissimi ragazzi che Melchiorre Gerbino conosceva bene, avendo incontrato per strada Mariangela Sala ferita, l’avevano soccorsa e accompagnata all’ospedale.
Il fatto criminale essendo occorso nell'area di giurisdizione di Giuseppe Montesano, costui, invece di lodare i beats perché avevano prestato soccorso, li avrebbe incriminati quali complici del fuggiasco Salvatore Santacroce. Non solo! Ma avrebbe schedato come "beats" alcuni delinquenti della banda di Santacroce, che erano stati da poco tempo catturati. Da lì avrebbe poi esteso indagini su tutti i beats della Brianza e su tutte le ragazze che presumibilmente li avevano frequentati.

Giuseppe Montesano, un delinquente al servizio del Vaticano
Il commissario di Pubblica Sicurezza Giuseppe Montesano
Dato che le ragazzine della Brianza non erano andate più a confessarsi dai preti, ci avrebbe pensato Giuseppe Montesano a farle confessare... "Hai fornicato coi capelloni?.... Quante volte?"...

A seguire, il testo degli articoli riguardanti i beats della Brianza di cui sopra sono stati assemblati i titoli

(Corriere della Sera – 24.5.1967)         (Corriere della Sera - 24.5.1967)             (Corriere d'Informazione - 24.5.1967)               (Corriere d’Informazione - 25.5.1967)
 "La Signora Boccadoro a Bologna tra i capelloni" sarebbe stato un ottimo titolo per un film porno    Lo spudorato Giuseppe Montesano contro i beats della Brianza    I delinquenti comuni classificati beats da Giuseppe Montesano, per potere incolpare i veri beats di crimini che non avevano commesso    Il barbiere che aveva accorciato i capelli al delinquente beat aveva fatto recapitare la foto al Corriere d'Informazione?
Incursione di genitori disperati            Ragazza ferita con una fucilata            Fermati 50 capelloni - Orge e droga            È finita in manicomio la ragazzina


Nota divertente su "Incursione di genitori disperati".
Questo articolo, che non trattava ancora dei beats della Brianza, serviva a preparare il terreno alle descrizioni delle atrocità di cui sarebbero stati incolpati poi i beats in generale. Ma in esso c'è del divertente, la descrizione di una madre angosciata che cercava la figlia fuggiasca: la signora Boccadoro che a Bologna si aggirava tra i capelloni. Ora, una signora Boccadoro che a Bologna si aggirava tra i capelloni avrebbe inevitabilmente evocato scene boccaccesche nell'immaginazione dei lettori e non scene angoscianti: ma al Corriere della Sera non se ne rendevano conto, tanto erano ottenebrati dall'ira!

Nota su "È finita in manicomio la ragazzina drogata":
Siccome Salvatore Santacroce (in questo articolo erroneamente citato quale "Salvatore Rosolino") era ritratto coi capelli corti in una foto segnaletica che il Corriere d’Informazione riproduceva, questo quotidiano, che voleva fare credere a tutti i costi che Santacroce era un beat, spiegava come questi, per non farsi riconoscere, si fosse fatto tagliare i capelli prima di darsi alla fuga. E dunque c’è da desumere che la foto che il Corriere d’Informazione riproduceva provenisse dal barbiere che aveva tagliato i capelli, non si vede altrimenti chi avrebbe potuto fornirla... A tale grado di ridicolaggine si sarebbero ridotte le testate del Gruppo Crespi!

(La Notte – 25.5.67)                          (La Notte – 26.5.67)                          (La Notte – 27.5.67)                          (Corriere d'Informazione - 26.5.67)
Nientedimeno i beats della Brianza in orge con droghe e armi da fuoco!    Ricerche del Vaticano di fanciulle che avevano fornicato coi beats nel triangolo Monza-Brugherio-Cologno    Rintracciate e interrogate da Montesano altre 10 ragazze    Come i beats avevano seviziato la cattolica Brianza
Diciotto capelloni drogano            Si cercano le altri minorenni            Dieci ragazze coinvolte                            Inchiesta conclusa per i capelloni

Alla fine di questi 5 giorni di forsennata campagna mediatica, quella cinquantina di beats della Brianza, che Montesano aveva incriminati, sarebbero stati tutti immediatamente prosciolti dalla magistratura, perché estranei a qualsiasi azione di tipo criminale. Ma di ciò Corriere della Sera, Corriere d’Informazione e La Notte, non avrebbero dato notizia.

Per altro verso, da lì, Giuseppe Montesano avrebbe cominciato una scalata vertiginosa nei ranghi della Polizia.
E difatti l'eroico commissario, dopo le brillanti azioni contro i beats in Brianza, sarebbe stato trasferito dalla periferica Monza nell'occhio del ciclone della Contestazione, a Torino, dove si sarebbe coperto di gloria. All'età di 48 anni sarebbe stato sollevato alla carica di questore (il più giovane questore di tutti i tempi!). E, dulcis in fundo, da questore avrebbe operato a Palermo, e per chi volesse sapere cosa sarebbe successo a Palermo ai tempi del questore Giuseppe Montesano, qui un articolo del quotidiano La Repubblica.

Il Vaticano lo avrebbero portato in auge a Giuseppe Montesano. Sarebbe stato scritto un libro su di lui, da Piero Novelli e Riccardo Marcato: "Il commissario di Torino", e con lo stesso titolo sarebbe stato girato un film dal regista Romolo Guerrini. E poi sarebbero stati pubblicati altri libri su di lui, e girati altri film, uno addirittura con Marcello Mastroianni che lo interpretava, e recentemente la vedova, in occasione della presentazione di un ennesimo libro, avrebbe tratteggiato i lati intimi di lui, insomma, vero è che il Vaticano non si ripropone di sollevarlo agli altari, come si ripropone invece di fare col commissario Luigi Calabresi, che procurò il malore attivo all'indemoniato anarchico Giuseppe Pinelli, e però il Vaticano non ha cessato mai di esaltare la figura di Giuseppe Montesano. Sia lodato Gesù Cristo!

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Finita la campagna mediatica contro i beats della Brianza, Il Corriere della Sera avrebbe poi pubblicato un articolo dove si descriveva come in un cantiere edile di Milano, infestato di zazzeruti e sanato dalla polizia, questi zazzeruti fossero soliti giocarsi ragazzine minorenni ai dadi e, tra una copula e l’altra, dileggiare operai che intanto lavoravano dignitosamente.

(Corriere della Sera – 29.5.1967)
Risse con operai dileggiati mentre lavoravano - I neobarboni si giocavano le ragazze ai dadi
Quando il Corriere della Sera si coprì di ridicolo

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A questo punto l’attacco contro il Movimento Mondo Beat lo avrebbe continuato La Notte, con cinque articoli apparsi in cinque giorni consecutivi, che coprivamo un’intera pagina ciascuno. Si sente disgusto a leggerli, ma sono istruttivi, perché gettano luce sulla moralità della Santa Sede, che li produceva da dietro le quinte.



Primo articolo de La Notte, 30.5.1967                      Secondo articolo de La Notte, 31.5.1967
Ho vissuto con capelloni e sbarbine     Girotondo di ragazzine tenere e spudorate
Ho vissuto con capelloni e sbarbine                          Girotondo di ragazzine tenere e spudorate


Terzo articolo de La Notte, 1.6.1967                           Quarto articolo de La Notte, 2.6.1967                         Quinto articolo de La Notte, 3.6.1967
Arriva un padre angosciato     Commettono violenze infami     Imparare tutti i peggiori vizi
Arriva un padre angosciato                                     Commettono violenze infami                                       Imparare tutti i peggiori vizi

Nel terzo articolo, tra tanta nauseante disinformazione, una nota allegra di Elio Fiorucci, che all’insegna del beat inaugurava quello che sarebbe diventato il suo celebrato negozio.

Nota sui 5 articoli de La Notte:
Bisogna tenere conto che il quotidiano La Notte era massimamente distribuito a Milano e dintorni e perciò chi lo leggeva aveva avuto modo di conoscere i beats, cosicché in questi articoli apparivano troppo marchiane le forzature con cui si voleva stravolgere la storia del Movimento e ignorarne i protagonisti - storia e protagonisti che erano ben conosciuti a Milano - mentre per altro verso era evidente il tentativo di volere magnificare la figura di tre sconosciuti: un agente dei servizi segreti che si atteggiava a ritrattista, Johnatan, infiltratosi nella Tendopoli da appena pochi giorni; un picchiatore fascista, Adriano Carminati, ch’era venuto alla Tendopoli con l’intenzione di creare guai con una bombola di gas che avrebbe dovuto fare esplodere; l'omosessuale cattolico Giovanni De Martino, un infelice che quando apriva bocca esalava olio d’oliva acido e parlava con quella pesante cadenza dell'entroterra del Salernitano detta inflessione del cafone.
Inoltre s’intuiva come questi articoli fossero stati stesi con la supervisione di un prete, di cui si avvertivano i toni moralistici (l’angosciata madre di una scioperata fanciulla che si ostinava a non volere lasciare la Tendopoli, la quale madre, a un tratto, circuita da un capellone, si dimenticava della figlia e rideva!). E del prete traspariva l’immaginario parrocchiale: il Consiglio degli Anziani di Mondo Beat (!).
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E per concludere:
Questa campagna della stampa di regime, durata dieci giorni, con la quale si sarebbe voluto dare un colpo mortale all'immagine di Mondo Beat, avrebbe creato invece una ancor più grande corrente di simpatia verso il Movimento. La gente capì come tutte le nefandezze di cui i beats venivano accusati erano inverosimili. Tale era stato il bombardamento di notizie infamanti, che esso aveva superato di gran lunga la misura del credibile e a Milano, dove i beats erano conosciuti da tutti, la maggior parte dei lettori del Corriere della Sera, del Corriere d'Informazione e de La Notte avrebbero finito per non credere più a tutto quello che quei giornali scrivevano. Ciò avrebbe segnato prima a Milano, poi in tutta Italia, un momento storico di presa di coscienza di massa sull'informazione. Prima di allora, per ammutolire qualcuno, sarebbe bastato dire "Stai zitto! Che stava scritto nel giornale!". Dopo di allora ci si sentirà ribattere "Il giornale di chi?... di Confindustria?!".
Questa storica presa di coscienza di massa sulla manipolazione dell'informazione avrebbe causato un terremoto che avrebbe cambiato il panorama della stampa italiana. Dei tre quotidiani che da sempre avevano fatto una pesantissima, odiosa campagna denigratoria contro i giovani di Mondo Beat, due sarebbero ben presto falliti per mancanza di lettori - Corriere d'Informazione e La Notte - mentre il Corriere della Sera avrebbe perso tanta valenza, per il disamoramento di tanti suoi lettori, che si sarebbero venute a creare le condizioni di mercato per il lancio de Il Giornale e de La Repubblica e i lettori di questa seconda, in crescita esponenziale, sarebbero diventati più numerosi di quelli del Corriere della Sera. Investito dalla Contestazione, il Corriere della Sera, ch'era stato un quotidiano di riferimento internazionale, si sarebbe ridotto a quello che è oggi, un quotidiano di secondo rango nello scenario internazionale, mentre il potentissimo Gruppo Editoriale Crespi, cui appartenevano numerose testate di riviste e quotidiani, tra cui il Corriere della Sera e il Corriere d'Informazione, dopo traversie, cambi di proprietà, bancarotte, sarebbe scomparso dalla scena.

Storia di Mondo Beat. Capitolo 13