27 aprile - 3 giugno 1967
 
Sorge la Tendopoli di Mondo Beat e s'innesca la miccia della rivoluzione sessuale in Italia -
Il Gruppo editoriale Crespi e Mondo Beat si affrontano senza esclusione di colpi.
 
 
Tra il 27 e il 30 aprile vengono vendute 7.500 delle 8.000 copie del n.5 di "Mondo Beat". Come di consuetudine, 500 copie vengono bloccate perchè questo numero non abbia a esaurirsi completamente.
 
Intanto Antonio Di Spagna Papà si é assunto l'incarico di calcolare i paletti e il filo spinato che occorreranno per recintare il terreno della Tendopoli e il corridoio che porterà ad essa. Con il permesso del contadino possiamo eseguire l'opera di recinzione alcuni giorni prima dell'1 maggio e Papà dopo avere comperato il materiale e averlo trasportato al campo, forma una squadra di ragazzi per compiere il lavoro, che pensiamo sia necessario per tenere a distanza la folla di curiosi che si accalcherà intorno a noi.
 
Il 30 aprile sera la situazione nella Cava é caotica, quando Umberto Tiboni e Melchiorre Gerbino invitano tutti a uscire e abbassano le due saracinesche e le chiudono a chiave. Dopo pià di cento giorni in cui é rimasta ininterrottamente aperta, la Cava viene chiusa. Viene affisso a una delle saracinesche un cartello con le spiegazioni su come arrivare alla Tendopoli, dove tutti sono benvenuti e dove non costa nulla stare. Si consiglia di portare tenda e sacco a pelo, o coperte, o di non portare nulla e arrangiarsi. Il tempo é bello da più di un mese.
 
La mattina dell'1 maggio entriamo nel terreno che abbiamo affittato e vi piantiamo le prime tende. Io me ne sono procurata una ampia e solida, nella quale alloggeranno anche Gunilla e Nino quando arriveranno dalla Sicilia.
Il lavoro di recinzione a filo spinato del terreno e del corridoio che porta ad esso, fatto da Papà e dalla squadra di giovani da lui composta, é stato eseguito perfettamente e Papà dirigerà ora la Tendopoli affiancato dai ragazzi della sua squadra. La Tendopoli sarà aperta a chiunque rispetti le tre regole di Mondo Beat: no alla violenza, no al furto, no alla droga.
Oggi, mentre il centro di Milano rumoreggia delle celebrazioni del Primo Maggio, noi, stesi al sole e all'aria tersa del nostro prato, ce ne stiamo a mirare le Alpi, che si stagliano nitide all'orizzonte...
 
Cristina,ragazza della Base di Mondo Beat
Mondo Beat, la Rivoluzione Sessuale. Cristina, tra i primi arrivati alla Tendopoli (Ag. Franco Sapi – 1.5.67)
 
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Il 2 maggio mi riceve il proprietario della fabbrica limitrofa alla Tendopoli, cui chiedo una presa d'acqua. Mi risponde subito di sì. E' giovane e mi osserva con curiosità. Io osservo una foto di Umberto II, Il Re di Maggio, che egli tiene in bella mostra nello studio. Il proprietario della fabbrica mi chiede cosa penso di Casa Savoia. Gli rispondo che a Casa Savoia va riconosciuto il merito di essersi votata alla causa dell'Unità d'Italia e di averla conseguita. Mi fa omaggio di un lungo tubo di gomma per portare l'acqua nella Tendopoli. Una volta fattogli scavalcare le mura della fabbrica, i ragazzi della squadra di Papà fanno scorrere il tubo in una canaletta che vanno scavando e lo fanno passare attraverso i fori di profilati che vanno predisponendo ad arte, perchè il tubo non si schiacci sotto il peso della terra con cui lo coprono. Così operando stendono il tubo fin sotto gli alberi che bordano il campo dal lato del ruscello Vettabbia e lì creano una doccia.
 
ragazza ripresa con lo zoom a Nuova Barbonia
Mondo Beat, la Rivoluzione Sessuale. Una ragazza nella Tendopoli fa la doccia (ABC - Vittorio Pescatori)
 
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3 maggio. Stamani al campo arriva con una tenda Eros Alesi Pasticca e quelli che vi sono già attendati gli corrono intorno e gli fanno gran festa. Pasticca  é il rilevatore naturale degli umori e delle tendenze della base di Mondo Beat e se Pasticca é contento di venire ad abitare alla Tendopoli é certo che questa eserciterà grande richiamo sui giovani. Difatti nella giornata ne arrivano a gruppi a piantarvi tende e tra loro francesi, tedeschi e australiani. Arrivano pure per una visita alla Tendopoli giovani dell'Onda Verde e provos della Sacco e Vanzetti e studenti che sono soliti venire alla Cava, mentre si formano i primi capannelli di curiosi nel piazzale del rifornimento di benzina adiacente alla Tendopoli.
Umberto Tiboni e Melchiorre Gerbino si dicono che la Tendopoli é ormai bene avviata e che per loro le vacanze sono finite, perchè terranno aperta la Cava durante le ore del giorno, per rimettere in funzione la redazione di "Mondo Beat". Gerbino passa questo scorcio di ultima giornata di vacanza steso al sole, a scrivere con colore indelebile sul retro del suo giubbotto bianco Il Corriere della Sera dice le bugie.
 
Giovedì 4 maggio Jò Tavaglione porta alla Cava il Manifesto di Mondo Beat, da lui realizzato, pubblicato dalle Edizioni di Cultura Contemporanea in 2.000 esemplari.
 
 Edizioni di Cultura Contemporanea, esemplari 2.000
Mondo Beat, la Rivoluzione Sessuale. Manifesto di Mondo Beat di Jò Tavaglione - "Edizioni di Cultura Contemporanea" (copia approssimativa)
 
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Tra giovedì 4 e domenica 7 maggio tutti i giovani che arrivano alla Cava, e sono ancora numerosi, vengono dirottati verso la Tendopoli, poi, con i giorni, l'afflusso alla Cava va diminuendo, perchè sempre di più si va spargendo la voce dell'esistenza del campeggio, dove arrivano ragazzi e ragazze da ogni parte d'Italia e dall'estero, e genitori che vengono a cercare i figli scappati di casa. Questi genitori vengono accolti bene nella Tendopoli, come fossero essi stessi scappati di casa. Tutti i giovani, prima di essere ammessi nel campo, vengono avvertiti che i loro genitori, se si presenteranno, saranno bene accolti.
 
 Madre ritrova il figlio nella Tendopoli  di Mondo Beat
Mondo Beat, la Rivoluzione Sessuale. La madre ritrova Paolo, un ragazzo provo
(Novella 2000)
 
Questo ritaglio di rotocalco, le cui foto furono scattate con lo zoom, dimostra come i genitori in cerca dei figli scappati di casa potessero entrare liberamente nella Tendopoli. A Mondo Beat non fu mai impedito a nessuno l'accesso: nella Cava poteva entrare chiunque, tranne i poliziotti e i carabinieri in divisa, se non erano muniti di un mandato della magistratura, ma gli stessi poliziotti e carabinieri potevano entrare in borghese, perchè, per principio, a Mondo Beat a nessuno veniva chiesto di identificarsi; nella Tendopoli avveniva lo stesso, poteva entrare chiunque liberamente, tranne poliziotti e carabinieri in divisa e fotoreporter con macchine fotografiche, perchè da questi ultimi non volevamo essere disturbati nella nostra privacy, ma gli stessi fotoreporter potevano entrare liberamente senza i ferri del mestiere. Saranno pertanto menzogne tutte quelle che si leggeranno in articoli di stampa reazionaria, con cui si desciveranno poveri genitori disperati, in cerca dei figli, impediti di entrare nella Tendopoli.
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Lunedì 8 maggio Gunilla e Nino arrivano dalla Sicilia. Li trovo in ottima forma. Non vedevo Nino, che ha ora 2 anni e 4 mesi, da più di un anno. Si é sviluppato in un bellissimo bambino. Si ambienta subito nella Tendopoli, dove si diverte a correre con un triciclo che gli ha regalato Adolfo. Gunilla é l'immagine della salute e della serenità. Con loro la vita di tenda diventa per certi versi rilassante e divertente.
 
Il 9 maggio sto lavorando alla preparazione del menabò del nuovo numero di "Mondo Beat" nello sgabuzzino che Gaetano, il gestore del bar di fronte alla Cava, mi mette a dispozione, quando arriva da me Gianni De Martino, un diciannovenne della provincia di Salerno, che si dichiara omosessuale cattolico, il quale mi chiede di potere fare parte della redazione della Rivista. E' la seconda volta che viene a Mondo Beat. Si rivelerà poi una spia e si capirà che durante le 3/4 settimane in cui si era assentato, tra la prima apparizione a Mondo Beat e la seconda, era stato "indottrinato", tra l'altro a usare un accendino taser col quale mi avrebbe colpito durante un'intervista televisiva di Elio Sparano alla Cava.
Come lavoro gli assegno di prendere visione di una lettera aperta che un giovane fascista, Michele Rallo, ha inviato a "Mondo Beat" e di scrivere un commento a essa.
Gianni De Martino da questo 9 maggio si infiltra nella Tendopoli.
 
L'11 maggio pomeriggio Umberto Tiboni e Melchiorre Gerbino presentiamo alla Tecnografica Milanese l'assegno per la stampa delle 12.000 copie di un nuovo numero di "Mondo Beat" e il menabò già pronto, a eccezione del paginone di prima e ultima di copertina, in cui devo finire di assemblare gli slogan che hanno caratterizzato il percorso del Movimento.
 
Il 12 maggio apprendo che il direttore del carcere minorile Cesare Beccaria, che mi aveva invitato a un dibattito radiofonico, che io ho rifiutato, ha dichiarato nell'intervista radiofonica, che ha fatto da solo, la sua intenzione di non accogliere più al Beccaria ragazzi minorenni scappati di casa che non abbiano commesso reati. Questi ragazzi, ha dichiarato il direttore, non devono essere considerati scappati di casa, bensì allontanatisi da casa. La verità é che il Cesare Beccaria strabocca di fuggiaschi recidivi, come il carcere minorile femminile Maria di Nazareth e che la Contestazione ha intasato e fatto esplodere le loro strutture. Finalmente si é venuta a creare la breccia là dove Mondo Beat da sempre preme e forza!
 
Il 13 maggio viene arrestato tale Fabio Bertolini, uno che ha irretito due ragazzine di Sesto San Giovanni e le ha portate a Roma, dove le ha tenute segregate in una casa di borgata, obbligandole a prostituirsi. Ecco come "Il Corriere della Sera" imbastisce la notizia e come nella campagna orchestrata contro Mondo Beat si muova di concerto con "Il Corriere d'Informazione", altra testata del Gruppo Crespi, e con "La Notte", testata controllata dal Vaticano tramite l'industriale cattolico Carlo Pesenti
 
 La montatura dell'Affare Bertolini Mondo Beat, la Rivoluzione Sessuale. I giornali reazionari contro Mondo Beat. L'affare Bertolini
 
Noi a Mondo Beat non conosciamo Fabio Bertolini e veniamo presto a sapere che costui é stato arrestato dai carabinieri in un bar del parco del Castello Sforzesco.
 
Il 17 maggio sul Corriere della Sera appare quest'altro articolo
 
Il Coriere della Sera in un affondo contro Mondo Beat
Mondo Beat e la Rivoluzione Sessuale. Il Corriere della Sera sbarca sulle rive della Vettabbia (Il Corriere della Sera – 17.5.67)
 
A questo punto é evidente che "Il Corriere della Sera" stia conducendo un assalto in piena regola contro Mondo Beat. Dalla lettura del testo ci si rende pure conto che ci sono implicati i servizi segreti in questa campagna perchè nell'articolo si mitizza il personaggio Adriano, detto 'Jesus', comunista della sezione di via Cadore che é invece un ben noto picchiatore fascista, Adriano Carminati, che appena da qualche giorno é arrivato alla Tendopoli. Adriano Carminati fino ad allora non aveva dato adito a sospetti, perchè tanti erano i giovani dell'estrema destra (e dell'estrema sinistra) che in quel momento abbandonavano le loro formazioni politiche e confluivano in Mondo Beat, ma il fatto che in questo articolo de "Il Corriere della Sera” si mistificasse la sua matrice politica e lo si presentasse come cuoco della Tendopoli e come personaggio carismatico di Mondo Beat, dava sì adito a sospetti! C'era da sospettare che Adriano Carminati fosse stato infiltrato nella Tendopoli allo scopo di provocarvi qualche incidente, perchè poi "Il Corriere della Sera" potesse scivere che l'incidente nella Tendopoli era stato provocato dal cuoco, un personaggio di spicco di Mondo Beat (si vedrà poi in cosa sarebbe consistito il sabotaggio).
 
    (Ag.Franco Sapi)                  ("Il Borghese")                              
 'Meno santi piu preservativi'
Mondo Beat. La Rivoluzione Sessuale. A sx Roccia, cuoco di Mondo Beat. A dx Adriano Carminati: MENO SANTI-PIU' PRESERVATIVI
 
Adriano Carminati il 21 maggio si recò con Melchiorre Gerbino e un folto gruppo di giovani di Mondo Beat al raduno nazionale degli anarchici a Carrara. Lo slogan MENO SANTI - PIU' PRESERVATIVI era di Gerbino, ma a Adriano Carminati piacque tanto che lo volle a qualunque costo scrivere egli stesso in un cartello, che resse durante la manifestazione di Carrara. Adriano Carminati era in fondo un bravo ragazzo e anche simpatico, che da giovanissimo, animato da sentimenti patriottici, era finito nelle formazioni politiche dell'estrema destra, le quali, dai tempi della sconfitta del Fascismo, sono asservite al Vaticano.
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Appena tornato da Carrara a Milano, Melchiorre Gerbino si predispone a ingaggiare uno scontro senza esclusione di colpi col Corriere della Sera. Prepara un grande telone con lo slogan "BUONA GENTE, 'IL CORRIERE DELLA SERA' VI RACCONTA LE BALLE!" e lo stende nel centro della Tendopoli, e comincia ad accordare interviste e a lasciarsi fotografare davanti alle vetrate della Cava preparate con l'ausilio di Jiò Tavaglione
 
Il telone fotografato da La Notte
Mondo Beat e la Rivoluzione Sessuale. Il fascista dalmata Nino Nutrizio
("La Notte" 3 giugno 1967)
 
“La Notte", diretta dal fascista dalmata Nino Nutrizio, pubblicava una foto del telone di maniera così artefatta che i suoi lettori potessero essere tratti in inganno e pensare che noi di Mondo Beat li si invogliasse ad abbonarsi a "Il Corriere della Sera"!
Ed ecco, nella foto sottostante, come in realtà il telone appariva alla gente
 
'BUONA GENTE, IL CORRIERE VI RACCONTA LE BALLE!'
Mondo Beat e la Rivoluzione Sessuale. Come il telone appariva alla gente
(foto dell'AGI, rimaneggiata)
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Infine, in un momento in cui le venivano molto richieste, Melchiorre Gerbino rilasciava interviste solo se fotografato davanti alle vetrate della Cava.
 
Una vetrata, ideata da Gerbino e allestita da Tavaglione
Mondo Beat e La Rivoluzione Sessuale. Melchiorre Gerbino davanti a una vetrata
(Ag. Franco Sapi)
 
Altra vetrata, ideata da Gerbino e allestita da Tavaglione
Mondo Beat e la Rivoluzione Sessuale. Gerbino davanti a un'altra vetrata ("ABC" - Vittorio Pescatori)
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E' nel subire questo tipo di attacco, che non ha precedenti, la Contestazione, che al Corriere della Sera perdono la testa. E' tale la collera mal celata del più autorevole quotidiano d'Italia e dei suoi fiancheggiatori, che il bombardamento di notizie infamanti con cui essi investono Mondo Beat supera la misura del credibile: e difatti a Milano la maggior parte dei lettori de "Il Corriere della Sera", de "Il Corriere d'Informazione" e de "La Notte" non crederanno più a tutto quello che quei giornali avranno scritto. Ciò segnerà, prima a Milano, poi in tutta Italia, un momento storico di presa di coscienza di massa sull'informazione. Prima di allora, per ammutolire qualcuno, sarebbe bastato dire "Stai zitto! Che stava scritto nel giornale!". Dopo di allora ci si sentirà ribattere "Il giornale di chi?... di Gianni Agnelli?!"
A seguire, i titoli degli articoli de "Il Corriere della Sera", "Il Corriere d'Informazione" e "La Notte" apparsi in quel frangente in cui persero la testa:
 
Il Gruppo Crespi e La Notte perdono controllo e credibilità
Mondo Beat e la Rivoluzione Sessuale. La reazione del Gruppo Crespi e de La Notte: quando perdettero controllo e credibiltà
 
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NOTA IMPORTANTE:
E' da questo punto che sarebbe cominciata quella trama, concepita dal Vaticano e ordita da organi di governo italiano, servizi segreti, stampa reazionaria, che sarebbe culminata con la bomba nella Banca dell'Agricoltura a Milano e l'omicidio di Giuseppe Pinelli nella questura di quella città.
Il primo commissario eroico che si prestò a ordire questa trama fu Giuseppe Montesano, dirigente del commissariato di Pubblica sicurezza di Monza. Dalla lettura degli articoli che seguiranno, si evince quale sia stata la vera vicenda tra Salvatore Santacroce, un delinquente comune, e Mariangela Sala, una ragazza scappata di casa per unirsi a lui. Si vedrà chiaramente come una storia di delinquenza comune, quella di un pregiudicato che spara un colpo di carabina a una gamba della "donna" che a un certo punto vuole lasciarlo, sia servita di pretesto al commissario Giuseppe Montesano per incriminare i soccorritori di Mariangela Sala, i beat di Monza, alcuni dei quali accompagnarono la ragazza all'ospedale.
Questo eroico Giuseppe Montesano aveva già sequestrato a Monza centinaia di copie del terzo numero di "Mondo Beat", quello che riportava in prima pagina il collage dei fogli di via, facendole strappare dai suoi agenti dalle mani dei ragazzi che le vendevano, e non le aveva più restituite. Poi era passato egli stesso dalla Cava e aveva sequestrato un quadro in cui era dipinto un ragazzo nudo, staccandolo dalla parete e portandoselo via sottobraccio. Peraltro il nudo era dei più innocenti di questo mondo, di quella sorta che dipingono i giovani che frequentano i primi anni delle accademie di belle arti. Ma lì aveva cozzato duro l'eroico commissario, perchè il quadro era di Laura Pitsheider, e Laura Pitsheider e il suo ragazzo Paolo Restelli erano giovani della buona società milanese che non si sarebbero fatti penalizzare dagli abusi di potere di un poliziotto meridionale, per cui Montesano fu costretto a rimettere il quadro al posto da dove l'aveva tolto.
Questo eroico commissario, dopo le azioni brillanti contro i beat in Brianza, sarebbe stato promosso e trasferito da Monza a Torino. Avrebbe ispirato un libro a due servi mediocri del potere, Piero Novelli e Riccardo Marcato, "Il commissario di Torino", e un film dall'omonimo titolo al regista Romolo Guerrini: ma la figura di commissario eroico di Giuseppe Montesano sarebbe stata ben presto ecclissata dalla figura ancor più eroica del commissario Luigi Calabresi.
 
UN PO' DI STORIA:
STRAGE DI PIAZZA FONTANA
La bomba che il 12 dicembre 1969 sarebbe finalmente esplosa nella Banca dell'Agricoltura a Milano era stata confezionata dentro le strutture del Carcere di San Vittore e ne uscì con un mezzo in cui viaggiava Antonio Sottosanti, Nino il Fascista, che la trasportava in una valigetta. Nino il Fascista fu lasciato vicino a un parcheggio di taxi. Ne prese uno, quello di Cornelio Rolandi, col quale si mise a chiacchierare durante il tragitto per farsi ben notare e si fece lasciare da Rolandi alla Banca dell'Agricoltura di Piazza Fontana, dove depose su un ripiano, adibito a compilare formulari, la valigetta, che sarebbe esplosa dopo che egli si allontanò dalla banca. Nino il Fascista era sosia di Pietro Valpreda, che era già stato predestinato a capro espiatorio, e Nino il Fascista s'era fatto notare dal tassista Cornelio Rolandi perchè si potesse macchinare l'imbroglio dello scambio di persona. Il giudice Stitz, che si sarebbe occupato dell'inchiesta della strage di Piazza Fontana, scrisse che tutte le piste portavano alla NATO, quale mandante della strage, e io aggiungo che ancor oltre la NATO le piste portavano all'ala reazionaria del Vaticano, quella che aveva nel cardinale Giuseppe Siri l'alfiere e nel cantante Adriano Celentano il giullare. La strage era stata architettata nella previsione errata che gli italiani avrebbero invocato l'Uomo Forte che li governasse (il nanerottolo Amintore Fanfani). La strage di Piazza Fontana segnò la fine della stagione non-violenta della Contestazione e l'inizio degli Anni di piombo.
 
MORTE DI GIUSEPPE PINELLI
Verso la mezzanotte del 15 dicembre 1969, tre giorni dopo la strage di Piazza Fontana, Giuseppe Pinelli veniva ucciso con un colpo di karatè alla nuca dal commissario di polizia Luigi Calabresi in una stanza al quarto piano della Questura di Milano. Sul quadro e sulla dinamica dell'omicidio di Giuseppe Pinelli non ci sono nè ombre nè dubbi, perchè il tenente dei carabinieri Sabino Lo Grano, che era in quella stanza assieme a Giuseppe Pinelli e a quattro funzionari della Polizia di stato (Luigi Calabresi, Antonino Allegra, Antonio Pagnozzi, Marcello Guida) riferì dell'accaduto a un generale dei carabinieri suo superiore, il quale rese pubblici i dettagli dell'omicidio di Pinelli a causa del cattivo sangue che sempre corre tra Arma dei carabinieri e Polizia di stato. Le dichiarazioni di questo generale dei carabinieri furono pubblicate in trafiletti di giornali e sono pertanto indelebili dalla memoria storica. E dunque sappiamo per certo che il commissario politico della Questura di Milano, Luigi Calabresi, voleva estorcere da Giuseppe Pinelli la confessione che l'anarchico Pietro Valpreda, romano, il sosia di Nino il Fascista, il 12 dicembre 1969 si trovava a Milano, per poterlo incolpare quale esecutore materiale della strage e con lui tutti gli anarchici quali ispiratori di essa. A un certo punto il commissario Luigi Calabresi si sentì dire da Giuseppe Pinelli che Antonio Sottosanti aveva messo la bomba e non Pietro Valpreda (e lo sapeva tutta Milano, perchè Nino il Fascista, che era omosessuale, pochi giorni prima della strage di Piazza Fontana si era vantato, con dei ragazzini, di una grande impresa che avrebbe compiuto, di cui avrebbero scritto tutti i giornali; e l'editore Gian Giacomo Feltrinelli in un'intervista al settimanale "L'Espresso" avrebbe detto testualmente :" Sottosanti mette le bombe e incolpano gli anarchici"). Quando il commissario Luigi Calabresi si sentì dire ciò da Giuseppe Pinelli, gli sferrò un colpo di karatè alla nuca e lo uccise. Per simulare il suicidio, il corpo di Giuseppe Pinelli venne poi fatto cadere da una finestra della stanza dove era avvenuto l'omicidio.
Due anni e mezzo dopo l'assassinio di Giuseppe Pinelli, il commissario Luigi Calabresi veniva a sua volta assassinato, e per l'accanimento giuridiziario con cui degli innocenti sono stati incolpati di questo omicidio e condannati, si deve desumere che il commissario Luigi Calabresi sia stato eliminato dai servizi segreti italiani.
In quest'anno 2007, mentre sto pubblicando in Rete questa storia di Mondo Beat, é stata fatta grande pubblicità a un libro in cui un figlio del commissario Luigi Calabresi esalta la figura di suo padre, e il Presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano ha celebrato la figura di Luigi Calabresi, e la Santa Sede ha fatto trapelare la notizia di avere avviato una causa di beatificazione di Luigi Calabresi (non sto scherzando). SI SONO DIMENTICATI DI NINO IL FASCISTA! Che la Santa Sede si affretti a beatificarlo, possibilmente nella stessa infornata di Luigi Calabresi, prima che si sollevi la prossima ondata di Contestazione.
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A seguire, copia degli articoli di cui sopra sono stati pubblicati i titoli
 
Scene boccaccesche: una Boccadoro a Bologna trai capelloni
Mondo Beat e la Rivoluzione Sessuale. A Bologna una signora Boccadoro si aggirava tra i capelloni ("Il Corriere della Sera" - 24 maggio '67)
 
Una signora Boccadoro a Bologna, che si aggirava tra i capelloni, avrebbe inevitabilmente evocato nei lettori scene boccaccesche e non angoscianti, ma al Corriere della Sera non se ne rendevano conto, tanto erano accecati dall'ira!
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L'eroico Commissario Montesano contro i beats di Monza
Mondo Beat/Rivoluzione Sessuale- Il dott. Montesano
("Il Corriere della Sera" - 24 .5.67)
 
Avendo realizzato che non potevano attaccare impunemente Mondo Beat, al Corriere della Sera aggiravano l'ostacolo e, in concorso con l'eroico commissario Giuseppe Montesano, attaccavano i beats di Monza.
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L'Italia post-fascista: un vergognoso protettorato vaticano
Mondo Beat e la Rivoluzione Sessuale. I delinquenti comuni trasformati in falsi beats, cosicchè Montesano possa fare retate di quelli veri.
("Il Corriere d'Informazione” - 24.5.67)

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 Il Corriere d'Informazione ebbe fornita la foto dal barbiere?
Mondo Beat e la Rivoluzione Sessuale. Salvatore Rosolino con i capelli tagliati .("Il Corriere d'Informazione" – 25.5.67)
 
C'é da presumere che questa foto di Salvatore Rosolino (in realtà Salvatore Santacroce) con i capelli tagliati, sia stata recapitata a "Il Corriere d'Informazione" dal barbiere che li tagliò: non si vede altrimenti chi avrebbe potuto fornirgliela.
A tale grado di ridicolaggine si ridussero le testate del Gruppo Crespi!
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I capelloni della Brianza in orge con droghe e armi da fuoco
Mondo Beat e la Rivoluzione Sessuale. Ragazzine con lesioni permanenti e completamente impazzite
("La Notte" – 25.5.67)
 
L'eroico commissario Giuseppe Montesano, rimasto incolume dai conflitti a fuoco, andava allargando a macchia d'olio le indagini sui beats della Brianza, mentre diecine di ragazzine, tra cui minorate psichiche, vittime di orge a base di droghe e di armi, giacevano in ospedali e manicomi, con lesioni inguaribili e completamente impazzite.
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 I capelloni con la droga nuova delinquenza inquietante
Mondo Beat e la Rivoluzione Sessuale. Si cercano le altre minorenni vittime
("La Notte" – 26.5.67)
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Il racconto di una ragazza finita in manicomio
Mondo Beat e la Rivoluzione Sessuale. Orge e sevizie in Brianza
("Il Corriere d'Informazione" – 26.5.67)
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 Le ragazze della Brianza coinvolte dai capelloni drogati
Mondo Beat e la Rivoluzione Sessuale. Rintracciate e interrogate dieci ragazze
("La Notte" – 27.5.67)
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Essendo state sbandierate fino alla nausea le eroiche inquisizioni negli ambienti dei beat in Brianza, fatte dal commissario Giuseppe Montesano (visto che le ragazzine non andavano più a confessarsi dal prete, le faceva confessare Montesano ... "hai fornicato coi capelloni?.... quante volte?"...) questo ciclo di attacchi a Mondo Beat veniva chiuso da "Il Corriere della Sera" con l'articolo che segue, dove gli zazzeruti venivano descritti mentre si giocavano le ragazzine ai dadi e tra una copula e l'altra dileggiavano operai che intanto lavoravano dignitosamente
 
ragazzine giocate ai dadi;operai dileggiati mentre lavorano
Mondo Beat e la Rivoluzione Sessuale. Zazzeruti copulano ragazzine, che si giacano ai dadi, e dileggiano operai che intanto lavorano.
("Il Corriere della Sera" – 29.5.67)
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A questo punto l'attacco contro Mondo Beat lo continuava "La Notte", con cinque articoli, che coprivamo un'intera pagina ciascuno, apparsi in cinque giorni consecutivi. Si sente disgusto a leggerli, ma sono istruttivi, perchè gettano luce sulla vera natura politica della Chiesa Cattolica Aposatolica Romana, che li produceva. La prossima ondata di Contestazione non risparmi nulla del Vaticano, tranne le vite degli infelici che lo servono in condizione orwelliana: sventurati incettati in tenera età in famiglie indigenti o esposte a ricatti, rinchiusi e pervertiti in seminari e conventi. Più grande del ribrezzo e dell'ira sia la commiserazione e la pietà. Ma le strutture del Vaticano siano annichilite. Cominciando dalle biblioteche e dalle opere d'arte. Le une contengono menzogne; le altre con ripugnante falso misticismo rappresentano modelli sado-maso. Buttare tutto all'aria, fino alle fondamenta e oltre. Fermarsi allo strato delle cacche fossili, perchè da quelle si trae verità.
 
La Notte del 30.5.67, (1)
Mondo Beat e la Rivoluzione Sessuale. Prima parte del primo articolo de La Notte - 30.5.67” (continua)
 
 La Notte del 30.5.67, (2)
Mondo Beat e la Rivoluzione Sessuale. Fine del primo articolo La Notte - 30.5.67”
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La  Notte del 31.5.67, (1)
Mondo Beat e la Rivoluzione Sessuale. Prima parte del secondo articolo "La Notte - 31.5.67" (continua)
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 La Notte del 31.5.67, (2)
Mondo Beat e la Rivoluzione Sessuale. Fine seconda parte articolo “La Notte -31.5.67”
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La Notte dell'1.6.67
Mondo Beat e la Rivoluzione Sessuale. Terzo articolo La Notte -1.6.67 / Elio Fiorucci
 
Elio Fiorucci
Tra tanta nauseante disinformazione, una nota allegra di Elio Fiorucci, che all'insegna del beat inaugurava quello che sarebbe diventato il suo celebrato negozio.
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La Notte del 2.6.67
Mondo Beat e la Rivoluzione Sessuale. Quarto articolo La Notte -2.6.67”
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La Notte del 3.6.67
Mondo Beat e la Rivoluzione Sessuale. Quinto articolo La Notte -3.6.67”
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Questi cinque articoli de "La Notte", coi quali si sarebbe voluto dare un ultimo colpo, mortale, all'immagine di Mondo Beat, crearono invece a Milano una corrente di simpatia verso il Movimento. Bisogna tenere conto che "La Notte", quotidiano della sera, era massimamente distribuito a Milano e dintorni e perciò quasi tutti quelli che lo leggevano erano passati almeno una volta davanti alla Cava o dalle parti della Tendopoli e comunque tutti avevano avuto modo di conoscere i beats. In questi articoli apparivano troppo marchiane le forzature con cui si voleva stravolgere la storia di Mondo Beat e ignorarne i protagonisti - storia e protagonisti che erano conosciuti a Milano - mentre per altro verso era evidente e infelice il tentativo di volere magnificare la figura di tre sconosciuti, infiltratisi in Mondo Beat da appena pochi giorni: Johnatan, un agente dei servizi segreti che si atteggiava a ritrattista; Adriano Carminati, un picchiatore fascista che si atteggiava a cuoco; Gianni De Martino, uno che quando apriva bocca esalava olio di oliva acido e parlava con quell'insopportabile cadenza dell'entroterra campano detta inflessione del cafone...
Il fatto certo e' che nessun fotoreporter s'infiltrò nella Tendopoli ed é trasparente come questi cinque articoli de "La Notte" siano stati stesi con la supervisione di un prete, di cui si avvertono i toni moralistici e certa terminologia parrocchiale (consiglio degli anziani e cazzate simili). Escluderei che possa essere stato un gesuita, perchè un gesuita sarebbe stato più scaltro e spregiudicato, presumo perciò che sia stato un salesiano, anche perchè salesiani erano stati i precettori di Gianni De Martino, quelli che lo avevano abusato sessualmente e piegato a far la spia. 
Dopo lo scioglimento di Mondo Beat, Gianni De Martino avrebbe insistito vivamente perchè Melchiorre Gerbino e Gunilla Unger lo conducessero con loro in Marocco. Lì si sarebbe coordinato con tale De Mattia, funzionario dell'Ambasciata d'Italia a Casablanca, e finalmente avrebbe condotto Melchiorre Gerbino e Gunilla Unger in una casa di freaks a Marrakech dove li attendevano sicari che avrebbero dovuto eliminare Melchiorre Gerbino con una overdose di morfina e rendere Gunilla Unger tossicodipendente.
 
Gianni De Martino spia infiltrata in Tendopoli e redazione
Gianni De Martino, spia e complice di assassini,
che abbassava gli occhi quando se ne ricordava
(Ag. Tonino Proia - Inverno 1972)
 
Abusato sessualmente dai preti e piegato a far la spia
Mondo Beat. Gianni De Martino, spia che teneva gli occhi bassi, quando ancora si vergognava di fare la spia (AGI - "Il Giorno" - 12.6.67)