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Mondo Beat
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25 febbraio - 17 marzo 1967
 
Il sistema intralcia la distribuzione della rivista "Mondo Beat" e il Movimento lo affronta: si manifesta la Contestazione.

Sabato 25 febbraio. Nella Cava ragazzi e ragazze del Movimento fanno la coda per prendere ognuno cento copie di "Mondo Beat", cinquanta del numero appena stampato e cinquanta del precedente, per venderle per le vie della città: quelli residenti a Milano per le vie del centro, gli altri lungo vie di periferia, per non farsi intercettare e diffidare dalla Questura. Le 2.500 lire di guadagno, pari a 25 lire a copia per 100 copie, che si realizzano in due ore di vendita, sono molti soldi, se si pensa che il pranzo completo in un ristorante di Via Torino costa 400 lire... Le copie volano!... Io esco a vendere le mie cento, per osservare le reazioni della gente: la gente compra decisa, chi con atteggiamento complice, chi con tentennamenti critici del capo, ma sempre con interesse, perche Mondo Beat é famoso per il richiamo che esercita sui giovani.
 
Domenica 26 febbraio. Alla Cava la giornata é trascorsa in un gioioso andirivieni di ragazzi e ragazze che hanno venduto "Mondo Beat" per le vie di Milano, mentre il marciapiede davanti alla Cava e quello al lato opposto sono stati intasati di curiosi tutta la giornata. A sera Umberto Tiboni annuncia che in due giorni sono state vendute circa 6.000 copie di "Mondo Beat", 3.000 dell'ultimo numero e 3.000 del precedente. "Mondo Beat" stabilisce così, come rivista italiana, un primato: é in attivo, e largamente, senza avere ricevuto sovvenzioni di sorta e senza avere accettato inserzioni pubblicitarie. Melchiorre Gerbino pensa dunque di accelerare i tempi della pubblicazione di un nuovo numero della Rivista e di aumentarne la tiratura. Nella Cava si vivono ore di allegria. Ma durano poco.
 
Lunedi 27 febbraio muovono contro di noi i vigili urbani: vanno alla caccia dei giovani che vendono "Mondo Beat" e chiedono loro di esibire la licenza di "venditore ambulante". In mancanza di questa, spiccano una multa di lire 18.000 per "contravvenzione alla legge di Pubblica Sicurezza 121". Saputo ciò, Gerbino blocca la vendita di "Mondo Beat", di cui peraltro i due numeri sono ormai quasi esauriti, e si consulta con Umberto Tiboni. Per Gerbino é evidente che il sistema farà di tutto per stroncarci, calpestando i nostri diritti. Ci sono paesi in cui, fatte le leggi, le si rispetta: in Italia fatta la legge, trovato l'inganno. E' un protettorato vaticano, quest'Italia post-fascista, col Vaticano che la protegge con uno scudo su cui é scritto "Libertas" e sotto lo scudo coltiva la Mafia. Melchiorre Gerbino chiede a Umberto Tiboni di assumere tra di loro il carico delle funzioni cui era stato preposto Vittorio Di Russo. Tiboni accetta la sua proposta: egli intratterrà i contatti con gli altri gruppi extra-parlamentari, mentre Gerbino guiderà le manifestazioni pubbliche di Mondo Beat. In questa nuova veste Melchiorre Gerbino si rivolge allora ai giovani che riempiono la Cava e rumoreggiano insofferenza verso il sistema, e dichiara che Mondo Beat contesterà il sistema italiano a oltranza. Comincia allora nella Cava una riunione, che si protrae ininterrottamente, mentre partono in autostop ragazzi per Genova, Torino, Bologna, Firenze, Padova, Mestre, Trento, per avvisare quelli di Mondo Beat che a Milano si preparano azioni di rottura e invitarli alla Cava.
Melchiorre Gerbino intanto comincia con addobbare le vetrate
 
Alle vetrate della cava affissi poster della Contestazione
Mondo Beat e La Contestazione. Le vetrate della Cava (AGI - "Il Giorno" - 1.3.67)
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I vigili  chiedono licenza ambulante ai beats e no alle monache
Mondo Beat e La Contestazione. Melchiorre Gerbino contesta il sistema due pesi e due misure
(Ag.Franco Sapi - 1.3.67)
 
Melchiorre Gerbino preparava egli stesso i poster, con la sua brutta calligrafia. Con lo slogan LA LICENZA DI P.S. 121 CHIEDETELA PRIMA ALLE MONACHE contestava il sistema due pesi e due misure, per cui i vigili urbani chiedevano a quelli di Mondo Beat la licenza di ambulante, per potere vendere per le strade la Rivista, e non la chiedono alle monache, che vi vendono indisturbate "Famiglia Cristiana".
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Dopo alcuni giorni di riunioni, cui hanno partecipato tutti i giovani del Movimento che si trovino a Milano e altri arrivati espressamente da altre città, si decide di indire uno sciopero della fame, della durata di tre giorni, a partire dal 4 marzo, cui faremo seguire una manifestazione pubblica nel centro di Milano.
 
 Dante Palla, nomade bizzarro, scriveva versi sui suoi piedi
Mondo Beat e La Contestazione. Sciopero della fame. Dante Palla in primo piano. ("L'Unità" - 6.3.67)
 
Con gli occhiali Dante Palla, Melchiorre Gerbino sulla soglia, nel gruppetto l'ultimo a sinistra Roberto.
 
Simpatica ironia napoletana
 
"Mezzogiorno d'Oggi", di Napoli, pubblicava la stessa foto con l'ironico commento A Milano fanno la fame.
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La polizia trattava i beats da delinquenti
Mondo Beat e La Contestazione. Sciopero della fame contro i soprusi della polizia ("Il Giorno" 6.3.67)
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Primo sciopero della fame ideologico di gruppo di dopoguerra
Mondo Beat e La Contestazione. Sciopero della fame. Con la chitarra Eros Alesi, seduto in alto Cristo di Monza,
Tella Ferrari, Daniele, Marina, Adolfo, Giorgio Contini (AGI - "Il Giorno" 6.3.67)
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Sotto la volta dell'interrato della Cava
Mondo Beat e La Contestazione. Sciopero della fame. Laura, Alfredo, Daniele
(AGI - "Il Giorno" 6.3.67)
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Antonio Di Spagna era un ex poliziotto
Mondo Beat e La Contestazione. Sciopero della fame. Antonio Di Spagna e Laura
(AGI - "Il Giorno" 6.3.67)
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Le testate del Gruppo editoriale Crespi contro Mondo Beat
Mondo Beat e La Contestazione. Sciopero della fame. Il Corriere della Sera ironizza (Il Corriere della Sera -6.3.67)
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Il Corriere d'Informazione fa pure parte del Gruppo Crespi
Mondo Beat e La Contestazione. Sciopero della fame. Il Corriere d'Informazione s'interessa pure a Mondo Beat
("Il Corriere d'Informazione" 6.3.67)
 
Il Corriere d'Informazione e Il Corriere della Sera facevano parte del Gruppo editoriale Crespi, che cominciava a mobilitarsi contro Mondo Beat
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Numerosi beats di Torino facevano parte di Mondo Beat.
Mondo Beat e La Contestazione. Sciopero della fame.I beats di Torino.
("La Gazzetta del Popolo" - 7.3.67)
 
La Gazetta del Popolo, di Torino, cominciò a interessarsi a Mondo Beat perchè numerosi erano i giovani di quella città che ingrossavano le fila del Movimento a Milano.
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Dello sciopero della fame scrisssero tutti i  maggiori quotidiani
Mondo Beat e La Contestazione. Sciopero della fame. Trafiletti vari
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Attelio Corsi viaggiatore libertario
Mondo Beat e La Contestazione. Sciopero della fame. Melchiorre Gerbino sta parlando con Attelio Corsi Franco
(AGI - "Il Giorno" 6.3.67)
 
Attelio Corsi era un viaggiatore libertario, che aveva partecipato in diverse parti d'Europa ai fermenti della nostra generazione
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Nicola Paterlini era tra i chitarristi più bravi di Mondo Beat
Mondo Beat e La Contestazione. Sciopero della fame. Nicola Paterlini  Lino con la chitarra. (Ag. Franco Sapi)
 
Concerto di chitarre durante lo sciopero della fame. E' la pioggia che va, dei Rokes, era la canzone più popolare a Mondo Beat. Adriano Celentano, al servizio del Vaticano, avrebbe cantato Tre passi avanti e crolla il Mondo Beat, canzone con cui esortava la ragazza ideale italiana a non avvicinarsi ai beats, per non farsi insozzare. Quarant'anni dopo Celentano ha chiesto scuse ai beats, ma le sue sono scuse di comodo, perchè dai tempi di quella canzone a oggi egli ha continuato a remare per il Vaticano, al punto di dichiarare che Joseph Ratzinger é rock, quando tutti sanno che é passo d'oca! Scuse respinte.
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Monique Charvet,giovane scrittrice francese
Mondo Beat e La Contestazione. Sciopero della fame. Monique Charvet Monike.
(Ag. Franco Sapi)
 
Seconda da sx Monique Charvet Monike, ragazza francese che partecipò attivamente al Movimento. Alla destra di Monike, Ringo, laziale.
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Eros Alesi fu uno dei ragazzi più popolari di Mondo Beat
Mondo Beat e La Contestazione. Sciopero della fame. Gunilla Unger e Eros Alesi Pasticca (Ag. Franco Sapi)
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Il 7 marzo, quando lo sciopero della fame é da poco finito e poco manca che insceniamo la manifestazione pubblica, viene a intervistarci Romana Rutelli, inviata da Roma, da "Novella 2000" o "Eva 2000"
 
Gerbino fa chiarezza su natura progressista del Movimento
Mondo Beat e La Contestazione. Sciopero della fame. Melchiorre Gerbino: "Non combattiamo il progresso"
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NOTA:
Questo sciopero della fame e della sete non fosse mai venuto in mente a Gerbino di organizzarlo! L'immaginario di Giacinto Pannella ne sarebbe stato tanto condizionato che egli dopo di allora non avrebbe più smesso di fare scioperi. Forse a causa della condizione della sua educazione familiare, egli, politicamente parlando, coniuga alla comune fessaggine italiana quella portentosa francese, quella che Luis Bunuel sapeva così bene rappresentare nei suoi film, quando vi faceva recitare attori di grande stazza che sembravano più fessi di quanto non pesassero.
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Il 7 marzo alle 4 del pomeriggio la Cava é con le saracinesche abbassate e all'interno é stipata di giovani. Ne cominciano a uscire gruppetti, formati da tre-quattro, che prendono direzioni diverse per non insospettire eventuali agenti appostati nelle vicinanze. L'appuntamento generale é per le 18 a Porta Venezia, da dove insceneremo la manifestazione.
Alla Cava arriva con un furgone Vito, uno spazzacamino simpatizzante del Movimento, che carica i cartelli che saranno esposti durante la manifestazione, per scaricarli alle 18 in punto sotto l'Arco di Porta Venezia.
Gli ultimi a uscire dalla Cava sono Andrea Valcarenghi e Melchiorre Gerbino.
Umberto Tiboni e Giorgio Contini vi rimangono, perchè la Cava deve restare aperta come rifugio, dato che la polizia non può entrarci se non é munita di un mandato della magistratura.
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 Manifestazione non autorizzata, contro il sistema
Mondo Beat e La Contestazione. La manifestazione pubblica muove da Porta Venezia verso il centro di Milano
(AGI "Il Giorno" - 8.3.67)
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Andrea Valcarenghi, Onda Verde / Barry McBuir, Mondo Beat
Mondo Beat e La Contestazione. Manifestazione pubblica. Andrea Valcarenghi e Barry McBuir (Ag.Franco Sapi)
 
Il primo a sinistra, vestito di bianco, é Andrea Valcarenghi; il cartello LA VIOLENZA E' DEI DEBOLI é retto da Barry McBuir, nella cui villa di Rapallo Vittorio Di Russo avrebbe voluto che andassimo a purificarci.
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La Base di Mondo Beat era internazionale,circa 400 giovani
Mondo Beat e La Contestazione. Manifestazione pubblica. La Base all'attacco! (AGI "Il Giorno" - 8.3.1967)
 
La Base di Mondo Beat era internazionale. La stragrande maggioranza italiani, poi francesi, tedeschi, inglesi, e non mancavano scampoli di etnie esotiche. Le ragazze erano numerose. L'estrazione era di tutto l'arco sociale, dai sottoproletari ai nobili. La corrente centrale, che l'animava, era anarco-reichiana.
La Base era formata da circa 400 giovani, ma i presenti all'appello, quando ci si radunava per delle manifestazioni pubbliche, non superavamo mai i 200, gli altri essendo in viaggio o in carcere. Il carcere di San Vittore ne era intasato. Me lo venne a testimoniare Ignazio Maria Gallino, che per qualche sua disavventura c'era passato.
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Tella preparò le matrici ciclostile secondo nr. 'Mondo Beat'
Mondo Beat e La Contestazione. Manifestazione pubblica. Tella Ferrari col quaderno.
(AGI "Il Giorno" - 8.3.67)
 
Tella Ferrari era una ragazza israelita di 16 anni. Dopo che ebbe letto il primo numero di "Mondo Beat", che aveva comprato davanti alla sua scuola, andò a cercare Gerbino a casa sua, quando ancora non esisteva la Cava, e si propose per il lavoro di redazione della rivista, che intraprese. Poco tempo dopo venne visibilmente preoccupato il padre di Tella, l'ingegnere Ferrari, a cercare Gerbino, ma dopo che ebbe parlato con lui e con Gunilla Unger, si sentì sollevato e divertito.
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Dante Palla era un nobile che vagabondava
Mondo Beat e La Contestazione. Manifestazione pubblica. Dante Palla .(Ag.Franco Sapi)
 
Dante Palla era un nobile, che andava vagabondano. Era poeta, ma i versi li scriveva solo sui suoi piedi, perchè andassero perduti quando l'inchiostro si scoloriva. Dopo Mondo Beat, ai tempi delle "occupazioni", Dante Palla avrebbe occupato il Castello Sforzesco.
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 Zafferano era amico inseparabile di Eros Alesi
Mondo Beat e La Contestazione.Manifestazione pubblica. Con la camicia a fiori Zafferano(AGI "Il Giorno"- 8.3.67)
 
Zafferano, romano, era amico inseparabile di Eros Alesi Pasticca.
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 La repressione poliziesca fu violentissima
Mondo Beat e La Contestazione. Manifestazione pubblica. La repressione. ("AGI" -8.3.67)

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 Alfio D'Agosta 'Giuda' uno dei più  impegnati del Movimento
Mondo Beat e La Contestazione. Manifestazione pubblica. Alfio D'Agosta Giuda abbattuto e trasportato. (Ag.Franco Sapi)
 
Alfio D'Agosta, siciliano, con un'istruzione scolastica appena sufficente, dopo essere arrivato a Mondo Beat sviluppò una personalità che lo rese popolare . Partecipò ad " azioni di rottura" collettive e ne intraprese di personali. Dopo lo scioglimento del Movimento, quando Gian Giacomo Feltrinelli a Sesto San Giovanni organizzò una manifestazione di solidarietà verso Mondo Beat, alla fine della quale Melchiorre Gerbino invitò Alfio D'Agosta a parlare a nome di tutti, egli, improvvisando, tenne un discorso sobrio e lineare come nessun altro avrebbe saputo fare meglio.

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La Gazzetta del Popolo riporta l'evento con grande rilievo
Mondo Beat e La Contestazione. Manifestazione pubblica. Il centro di Milano bloccato. (La Gazetta del Popolo - Torino - 7.3.67)
 
Guido Boursier, l'autore di questo articolo, era arrivato nella mattinata del 7 marzo alla Cava con una ventina di giovani di Mondo Beat di Torino, venuti a Milano per partecipare alla manifestazione. Intervistò Gerbino poco prima che iniziasse la manifestazione, cui assistette. Fu perciò "La Gazzetta del Popolo" di Torino, cui Boursier telefonò l'evento, che per prima ne riportò la notizia, dandole grande risalto
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 Anche 'Il Giorno' da grande rilievo alla Manifestazione
Mondo Beat e La Contestazione. Manifestazione pubblica. Barry McBuir; Giorgio Cavalli Ombra;, Dante Palla. ("Il Giorno" - 8.3.67)
 
Nella foto: il primo steso a terra é Barry McBuir; con la mano aperta Giorgio Cavalli Ombra; in fondo, con gli occhiali, Dante Palla.
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AntonioDiSpagna,ex poliziotto,picchiato a sangue da poliziotti
Mondo Beat e La Contestazione. Manifestazione pubblica. Antonio Di Spagna: commozione cerebrele (15 giorni in ospedale, 15 in prigione)
("Il Giorno" 8.3.67)
 
Antonio Di Spagna Papà ,ex poliziotto, subì un trauma cranico a causa delle botte che i poliziotti gli diedero con l'asta di un cartello dopo che lo avevano caricato sul cellulare: restò piantonato in ospedale durante due settimane, poi fu incarcerato per altre due settimane per violenza a pubblico ufficiale. La Questura, imbarazzata a causa del suo passato in polizia, faceva di tutto per allontanarlo da Mondo Beat, ma non poteva ingiungergli un foglio di via perchè era residente a Milano.
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La notizia riportata dal Corriere d'Informazione
Mondo Beat e La Contestazione. La manifestazione fa notizia.
("Il Corriere d'Informazione - 8.3.67)
 
Nella foto: coricato supino Alfio D'Agosta Giuda., seduto Cristo di Monza , all'impiedi Daniele.
Daniele, veneto, capelli color rame, occhi verdi, era a Mondo Beat il più corteggiato dalle ragazze: se ci si fa caso, nelle foto in cui appare nella Cava é quasi sempre seduto accanto a una ragazza, o tra due.
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Col cartello il poeta Eros Alesi
Mondo Beat e La Contestazione. Manifestazione pubblica. Eros Alesi
("Il Corriere della Sera" - 8.3.67)
 
Nella foto Eros Alesi, che regge un cartello scritto da Melchiorre Gerbino con la sua brutta calligrafia. Eros Alesi Pasticca fu il ragazzo più popolare del Movimento. Entrava e usciva dal carcere minorile Cesare Beccaria con una tale disinvoltuta che a un certo punto la Questura si stancò e non lo arrestò più. Aveva allora 16 anni e non scriveva ancora e nessuno poteva immaginare che nella letteratura universale sarebbe stato ricordato come uno dei poeti più toccanti della nostra generazione.
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Antonio Di Spagna,Nicola Paterlini,gravemente feriti da polizia
Mondo Beat e La Contestazione. Manifestazione pubblica. In alto Antonio Di Spagna Papà , in basso Nicola Paterlini Lino.
("L'Unita'", 8.3.67)
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Nicola Paterlini ebbe 2 costole rotte dai calci dei poliziotti
Mondo Beat e La Contestazione. Manifestazione pubblica. Nicola Paterlini (AGI "Il Giorno" - 8.3.67)
 
Nicola Paterlini Lino, lombardo, ebbe due costole rotte dai calci che subì dai poliziotti. Le foto apparse sui quotidiani furono viste dai suoi familiari che accorsero a Milano e lo presero in cura.
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Articolo di Guido Boursier, della Gazzetta del Popolo
Mondo Beat e La Contestazione. Manifestazione pubblica. Milano é la città guida dei giovani beats italiani
("La Gazzetta del Popolo - 8.3.67)
 
Guido Boursier con questo articolo avrebbe spinto centinaia di giovani piemontesi a mollare casa-scuola-lavoro e venire a Mondo Beat. Le fughe di casa di minorenni in Italia, dopo questa manifestazione di contestazione del sistema, sarebbero diventate di massa. Moltissimi di questi giovani sarebbero passati per Mondo Beat e vi si sarebbero fermati il tempo di farsi partecipi delle motivazioni del Movimento e della sua prassi esistenziale, perchè poi noi, Melchiorre Gerbino soprattutto, li avremmo spinti a viaggiare per l'Europa, per sprovincializzarsi..
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Articolo del quotidiano comunista L'Unità
Mondo Beat e La Contestazione. Manifestazione pubblica. La stampa comunista
("L'Unità, 9.3.67)
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Articolo del quotidiano socialista  Avanti!
Mondo Beat e La Contestazione. Manifestazione pubblica. La stampa socialista
("Avanti!" 11.3.67)
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Dalla lettura degli articoli sulla Manifestazione di Contestazione del Sistema si vede chiaramente come ci siano due posizioni politiche opposte nei confronti di Mondo Beat: quella palesata da "L'Unità" e dall' "Avanti!", che ne prendono le difese, perchà la sinistra corteggia il Movimento nel tentativo di inglobarlo, e quella de "Il Corriere della Sera", che rispecchia l'area reazionaria, che vorrebbe vedere Mondo Beat annientato. Tra queste due posizioni che, se pur con qualche sfumatura, sono quelle del blocco sovietico e del capitalista che si fronteggiano nella guerra fredda, c'é un'esile terra di nessuno, che porta verso il Villaggio Globale. Mondo Beat la percorrerà, senza mai nulla concedere all'uno o all'altro blocco, ma attirando a sè le avanguardie giovanili dei due fronti opposti, perchè contigue al suo corso, sveglie, romantiche, generose. Ed &eacte; proprio dopo la Manifestazione di Contestazione del Sistema che a Mondo Beat cominceranno ad affluire giovani che avranno abbandonato le sezioni dei partiti dell'estrema sinistra e dell'estrema destra. Lo avranno fatto prima per intuito, avendo visto quanto grande fosse il fegato di questi capelloni e di queste sbarbine che affrontavano il sistema alla Davide e Golia, poi, frequentandoli, avrebbero capito quanto emancipati fossero sessualmente, che non si facevano penalizzare dal prete, e finalmente avrebbero capito quanto lontani fossero stati essi stessi dalla realtà, nella preistoria di Hiroshima, quando avevano avuto come riferimento ideologico le lettere di Lenin o i discorsi di Mussolini.

 
Mercoledì 8 marzo. Oggi, giorno successivo alla manifestazione, arriva poca gente alla Cava. Molti sono ancora traumatizzati dalla carica dei militari di ieri sera, altri preferiscono per un giorno starsene alla larga e vedere che piega prende il braccio di ferro tra Mondo Beat e la Questura. Al momento della carica della polizia, Melchiorre Gerbino era riuscito a sgusciare tra la folla di curiosi che assiepava un marciapiede e assieme a Antonio Mariani di Monza, che gli teneva dietro, era andato a rifugiarmi dentro un cinematografo di Piazza Cavour. Oggi si dedica alla preparazione del menabò del n.4 di "Mondo Beat". Lo fa nel bar difronte alla Cava, in uno sgabuzzino che Gaetano, il gestore, gli mette a disposizione, da dove può scorgere l'entrata della Cava mentre lavora.
In mattinata Jò Tavaglione gli ha portato un suo disegno gia riprodotto in clichè, che gli era stato richiesto, e con esso e con altri clichè incettati nel cassone de "L'Unità", Gerbino compone un collage per il paginone di prima e quarta di copertina.
Nel pomeriggio, con Umberto Tiboni si reca alla Tecnografica Milanese, dove consegna il menabò completo, salvo due pagine interne, che lascia in bianco per poterci inserire clichè dell'ultima ora. Tiboni consegna alla tipografia l'assegno per il pagamento anticipato delle 7.000 copie di questo numero.
 
Il 9 marzo il giro alla Cava riprende normale, ma Via Vicenza é intasata come mai di curiosi, gente che ha letto sui giornali dello sciopero della fame e della manifestazione. Molti entrano al piano terra della Cava, dove c'é un'esposizione collettiva permanente di pitture e disegni, e per alcuni ragazzi e ragazze di Mondo Beat questa resta una giornata memorabile, perchè vendono il loro primo quadro.
 
 Curiosi entrano nella Cava e comprano quadri
Mondo Beat e La Contestazione. I giovani di Mondo Beat si affermano come artisti.
(Ag. Franco Sapi - 10.3.67)
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Intanto nello scantinato della Cava si fa il punto della situazione. Dei quaranta e più incappati nella retata con cui si é conclusa la manifestazione, tutti quelli non residenti a Milano sono stati diffidati dal soggiornarvi. Alcuni, che già lo erano, sono stati incarcerati. Tra i nuovi diffidati, alcuni hanno deciso di mettersi in viaggio, come Attelio Corsi Franco, che é passato a salutarci; altri hanno invece deciso di restare a Milano, incuranti di finire in carcere; altri ancora vivono ore di indecisione e di ansia. A notte nello scantinato rullano i tamburi della Contestazione. Sono dei bongo, che qualcuno ha portato alla Cava, sui quali battiamo incessantemente tutta la notte.
 
Venerdi' 10 marzo verso le 8 del mattino escono in 6 dalla Cava: Alfio D'Agosta Giuda, diffidato; Pierluigi Perronace Principe, diffidato; Willy Augerau, chitarrista francese, diffidato; Barry McBuir, anglo-italiano con villa a Rapallo; Ivan, aristocratico di origine russa; e Melchiorre Paolo Gerbino. Si avviamo verso il liceo Parini, dove arriviamo pochi istanti prima che suoni la cicala d'ingresso delle 8,30. Non appena suona la cicala i 6 salgono di corsa la scalinata d'accesso all'istituto e fanno cordone umano tra le due colonne che la delimitano... "Non mi direte - grida Gerbino, tra l'ammutolimento degli studenti - che morite dalla voglia di farvi seviziare dalla professoressa di matematica vergine cinquantenne coi baffi!"... Al che si fa largo tra gli studenti un giovane prete aitante -"Ora basta! - dice - Lasciateci passare! Altrimenti ci rimbocchiamo le maniche!" - e si rimbocca una manica: al che Barry McBuir alza un ginocchio e glielo dà nell'apparato genitale. Il prete s'inchina e si ritrae. Si levano allora le urla del preside del Parini, che da un portello della facciata dell'edificio si scalmana... "Tu! - gli grida Gerbino - Cerca di essere più serio e responsabile! Di non fare rincretinire questi giovani e farli crescere pecoroni come quelli della tua generazione!"- e cosà avanti, per dodici minuti di contestazione, finchè si odono le sirene di due macchine della polizia che stanno arrivando, allora i 6 se la danno a gambe, mentre al loro indirizzo il preside impazzito fa gesti irriferibili...
Rientrato alla Cava, Gerbinno rinnova gli slogan alle vetrate. In una CON UNA MANGANELLATA O UN FOGLIO DI VIA NON SI UCCIDE UN'IDEA; nell'altra STUDENTI, GRIDATELO DAI BANCHI!
Nel pomeriggio numerosi studenti del liceo Parini arrivano alla Cava.
 
Eros Alesi e Willy Augerau davanti la Cava
Mondo Beat e La Contestazione. Con la chitarra Willy Augerau; col poncho Eros Alesi (Ag. Franco Sapi - 10.3.67)
 
Willy Augerau era stato catturato durante la Manifestazione di Contestazione del Sistema e diffidato. La polizia lo aveva accompagnato fino al confine di Ventimigia. Ma Willy era innamorato di una bella ragazza di Verona scappata di casa: non appena era stato mollato dai poliziotti a Ventimiglia, aveva preso un treno ed era tornato a Milano. Incurante della polizia, quel 10 marzo mattina aveva partecipato alla contestazione della scuola italiana sulle scalinate del liceo Parini e ora, a sera, se ne stava a suonare davanti alla Cava.

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Melchiorre Gerbino in maglietta bianca
Mondo Beat e La Contestazione. Melchiorre Gerbino prende una boccata d'aria fuori della Cava
(Ag. Franco Sapi - 10.3.67)
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Sabato 11 marzo Alfio D'Agosta Giuda, che ha partecipato alla Manifestazione di Contestazione del Sistema e alla contestazione della scuola italiana al liceo Parini, dice a Melchiorre Gerbino che si é deciso a compiere un'ulteriore azione, personale, consapevole che sarà condannato a un mese di prigione. I due pensano allora assieme a qualcosa di spettacolare: Alfio D'Agosta incollerà su un cartello il foglio della diffida che gli é stato contestato e contesterà la Questura. Melchiorre Gerbino lo aiuta a preparare il cartello e chiama al telefono dei fotoreporter. Alfio D'Agosta si avvia a piedi dalla Cava verso Piazza del Duomo, per compiere quella che a Mondo Beat sarà ricordata come l'azione più esemplare. La Questura lo arresterà, ma non avranno il coraggio di metterlo in prigione. Lo imbarcheranno su un aereo e lo spediranno a casa in Sicilia, da dove Alfio D'Agosta partirà subito per tornare a Milano.
 
Alfio D'Agosta muove verso Piazza Duomo
Mondo Beat e La Contestazione. Alfio D'Agosta, con l'azione più esemplare che si ricordi a Mondo Beat, contesta la Questura di Milano
("Il Giorno" 12.3.67)
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Alfio D'Agosta maltrattato dai poliziotti
Mondo Beat e La Contestazione. Alfio D'Agosta contesta la diffida che gli é stata contestata
(L'Unita' 12 marzo 1967)
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 Alfio D'Agosta sdraiato a Piazza Duomo
Mondo Beat e La Contestazione. Alfio D'Agosta
("Il Corriere della Sera" - 12.3.67)

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trafiletto del Corriere della Sera su Alfio D'Agosta
Mondo Beat e La Contestazione. Alfio D'Agosta e Il Corriere della Sera

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Domenica 12 marzo Cristo di Monza, Morgan, Ronni e Eros Alesi Pasticca contestano la Questura a Piazza del Duomo. Non possono essere diffidati perchè sono residenti a Milano, ma potrebbero finire in galera per resistenza a pubblico ufficiale.
Le due foto piu divertenti, tra le migliaia che immortalano la storia di Mondo Beat.
 
Ronni e Eros Alesi sorridenti nel cellulare
Mondo Beat e La Contestazione. Ronni e Eros Alesi Pasticca. (AGI - "Il Giorno")

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 Eros Alesi, Morgan e Cristo di Monza nel cellulare
Mondo Beat e La Contestazione. Eros Alesi Pasticca, Morgan, Cristo di Monza.(AGI - "Il Giorno")
 
Cristo di Monza aveva fare scontroso, col quale celava una personalità sensibile e solidale. Partecipò in prima linea a tutte le manifestazioni pubbliche di Mondo Beat. Faceva coppia con una ragazza che partecipò anch'essa a tutta la storia del Movimento, che veniva chiamata Cristina, in quanto amica di Cristo di Monza.
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Lunedì 13 marzo siamo visitati alla Cava da due giovani avvocati, Alessandro Garlatti e Carlo Invernizzi, che hanno lo studio legale poco distante da noi. Si dicono interessati a tutelare i nostri diritti e disposti a presentare al Tribunale di Milano un esposto contro la Questura per il comportamento persecutorio con cui agisce nei nostri riguardi. Sono allievi del celebre avvocato Francesco Carnelutti. Non chiedono soldi, ma notorietà . Accettiamo.
 
Martedì 14 marzo Melchiorre Gerbino passa a rovistare nel cassone dei vecchi clichè de "L'Unità " e ne prende due sul nostro sciopero della fame e due sulla contestazione di Alfio D'Agosta Giuda e con essi va a completare il menabò del n.4 di "Mondo Beat", già  in corso di stampa alla Tecnografica Milanese.
 
Mercoledì 15 marzo viene arrestato Willy Augerau. Lo si apprende il giorno 16 dai giornali.
 
 Willy Augerau ripreso dopo la fuga dalla Questura
Mondo Beat e La Contestazione. Willy Augerau ("Il Giorno" - 16.3.67)

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Willy Augerau fa resistenza passiva
Mondo Beat e La Contestazione. Willy Augerau incarcerato ("L'Unità", 16.3.67)

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Willy Augerau  dopo il carcere verrà deportato a Parigi
Mondo Beat e La Contestazione. Il Movimento perde Willy Augerau
("Il Corriere della Sera" - 16.3.67)
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Arrivi e partenze di diffidati
Mondo Beat e La Contestazione. Melchiorre Gerbino fa contestazione da una vetrata della Cava ("Lo Specchio")