| |
 |
"MONDO BEAT" n.1 dell'1 marzo 1967 (terzo della serie) - tiratura copie 4.000
NOTA:
A eccezione del clichè della prima pagina, tutti i clichè fotografici, coi quali Melchiorre Gerbino strutturò il menabò di questo numero, gli vennero offerti dal quotidiano "L'Unità". Erano clichè già usati per la stampa, che si trovavano accatastati alla rinfusa in un cassone, cui gli aveva dato accesso Giorgio Manzini, giornalista che scriveva per testate del Partito Comunista Italiano, che lo aveva a suo tempo intervistato. Come si vedrà, in "Mondo Beat" apparirà sempre chiara e netta la linea anticomunista del Movimento (e antifascista), ma quelli de "L'Unità" avranno sempre avuto il fair play di lasciare rovistare Gerbino nel cassone dei loro vecchi clichè.
Di questo numero furono stampate 4.000 copie, che la Tecnografica Milanese ci consegnò alla Cava il 24 febbraio e che furono messe in vendita a partire dal 25 mattina: il 27 sera, quando da Gerbino ne fu bloccata la vendita, a causa delle contravvenzioni che spiccavano i vigili urbani a chi le vendeva, le copie erano quasi del tutto esaurite.
Questo numero fu altresì sequestrato su ordinanza della Procura della repubblica di Milano, ma quando gli agenti arrivarono alla Cava per effettuare il sequestro, non se ne trovava più copia. Il pubblico ministero Antonio Scopelliti avrebbe incriminato Melchiorre Gerbino, in qualità di direttore responsabile, e Renzo Freschi, che aveva scritto l'articolo "La squola la squola la squola", per offesa alla pubblica decenza; al processo che seguì, i due sarebbero stati assolti perchè il fatto non costituiva reato
Mondo Beat N.1 sequestrato per offesa alla pubblica decenza
Mondo Beat N.1 - Melchiorre Gerbino e Renzo Freschi incriminati
(stralcio da "Il Giorno" del 2 gennaio 1968)
(pag.1 - copia anastatica)

Mondo Beat n1,pag1: La Contestazione nasce con questa copertina di Gerbino
Melchiorre Gerbino ideò e compose questa prima di copertina con fogli di via e diffide che varie questure d'Italia andavano contestando a giovani di Mondo Beat. Essa segna la data storica della nascita della Contestazione: il momento in cui i giovani di Mondo Beat mutarono da contestati in contestatori. Venne formulato allora lo slogan 'l'inserito protesta - il beat contesta' e venne coniata l'espressione contestazione globale, con cui si intendeva il rifiuto di vivere in famiglia, frequentare la scuola, piegarsi al lavoro salariato. I giovani di Mondo Beat che facevano contestazione globale vennero definiti di base. Da allora la terminologia e la metodologia della Contestazione vennero messe a punto nella rivista "Mondo Beat" e nella prassi dell'omonimo Movimento e slogan della Contestazione vennero esposti alle vetrate della Cava. Un anno più tardi gli stessi modelli sarebbero apparsi nella cultura francese, e più tardi in altre, mano a mano che la Contestazione si sarebbe propagata da Milano a Parigi e nel mondo.
______________________________________________________________________________________________________________
(pag.2 - copia anastatica)

Mondo Beat n1,pag2: La contestazione della scuola di Renzo Freschi e delle diffide e fogli di via di Stefano Mondo
LA SQUOLA LA SQUOLA LA SQUOLA fu l'articolo che venne incriminato e a causa del quale venne disposto il sequestro di questo numero di "Mondo Beat". In realtà ciò che il sistema non digerì, e perciò ordinò il sequestro, fu il collage di diffide e fogli di via in prima pagina di questo numero.
LA SQUOLA LA SQUOLA LA SQUOLA avrebbe aperto un filone di satira scolastica.
______________________________________________________________________________________________________________
(pag.3- copia anastatica)
Mondo Beat n1,pag3: 'Metodologia Provocatoria dell'Onda Verde', di Marco Daniele (parte prima - continua) >
______________________________________________________________________________________________________________
(pag.4- copia anastatica)
Mondo Beat n1,pag4: 'Metodologia Provocatoria dell'Onda Verde', di Marco Daniele / 'Per dirlo con le parole', di Melchiorre Gerbino
Marco Daniele era coetaneo di Pilati, Sanguinetti, Sigiani, Valcarenghi e con loro attivo in Onda Verde.
m. Paolo g. é Melchiorre Paolo Gerbino. PER DIRLO CON LE PAROLE aveva lo scopo di tenere a distanza gente estranea al Movimento, che infastidiva con articoli e poesie che voleva pubblicare nella Rivista
______________________________________________________________________________________________________________
(pag.5 - copia anastatica)
Beat n1,pag5: 'Discorso sulla pace generica', di Valcarenghi, rispecchiava l'atteggiamento di Onda Verde e Mondo Beat difronte alla guerra
______________________________________________________________________________________________________________
(pag.6 - copia anastatica)
Mondo Beat n1,pag6: 'Per definire la nostra terminologia', di Peter Cadogan (parte prima - continua)
______________________________________________________________________________________________________________
(pag.7 - copia anastatica)
Mondo Beat n1,pag7: 'Per definire la nostra terminologia', di Peter Cadogan
______________________________________________________________________________________________________________
(pag.8 - copia anastatica)
Mondo Beat n1,pag8: Ivano Urban, Carlo Silvestro, Tella Ferrari
Ivano Urban e Carlo Silvestro formarono la prima aggregazione beat a Roma.
Carlo Silvestro veniva ciclicamente risucchiato da Roma a Milano, nell'occhio del ciclone della Contestazione.
Tella Ferrari della Base e redazione di Mondo Beat. .
______________________________________________________________________________________________________________
(pag.9 - copia anastatica)
Mondo Beat n1,pag9: 'Ma chi sono?', di Enrico.
Enrico era un personaggio misterioso, di mezza età, di cui Melchiorre Gerbino apprezzava gli scritti.
______________________________________________________________________________________________________________
(pag.10 - copia anastatica)
Mondo Beat n1,pag10: 'Manifestino' della Base, stampato alla Sacco e Vanzetti
Questo "Manifestino" fu ispirato da Umberto Tiboni e scritto da alcuni ragazzi della Base, che ne stamparono 10.000 esemplari nella sezione anarchica Sacco e Vanzetti e li distribuirono per le strade di Milano e nelle scuole. Come si può leggere, la sintassi dello scritto lascia a desiderare, ma Melchiorre Gerbino lo volle pubblicare in quest'ultima di copertina senza rimaneggiarlo, a testimonianza dello spontaneismo della Base.