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 Melchiorre Gerbino
Melchiorre Paolo Gerbino
Fondatore di Mondo Beat


Melchiorre Paolo Gerbino: la formulazione e il rodaggio dei modelli della Contestazione


"MONDO BEAT N. 1" (terzo della serie)
- dell’1 marzo 1967 - tiratura copie 4.000 -



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Mondo Beat N.1 (terzo della serie) pag. 1 - copia anastatica
La copertina del terzo numero di Mondo Beat segna il momento in cui i giovani del Movimento mutarono da 'contestati' in 'contestatori'

Questa copertina segna la data storica della nascita della Contestazione. Fu composta con diffide e fogli di via obbligatori che varie questure d’Italia andavano contestando a giovani di Mondo Beat per allontanarli dalle rispettive città. Essa segna il momento in cui i giovani di Mondo Beat mutarono da "contestati" in "contestatori". Da quel momento, per affermare i loro diritti civili, essi avrebbero affrontato il potere a viso aperto. Appunto, avrebbero contestato il potere.
Fu dunque in quei giorni che venne formulata la terminologia della Contestazione. Venne formulato lo slogan "l’inserito protesta - il beat contesta". Venne coniata l’espressione "contestazione globale", con cui s’intendeva il rifiuto di vivere in famiglia, frequentare la scuola, piegarsi al lavoro salariato e i giovani che facevano contestazione globale vennero detti della "Base di Mondo Beat".
Da allora la terminologia e la metodologia della Contestazione sarebbero state messe a punto nella rivista Mondo Beat e slogan e poster della Contestazione sarebbero stati esposti alle vetrate della sede di Mondo Beat, la Cava.
Dopo essersi propagati in Italia, questi modelli sarebbero poi apparsi nella cultura francese, e più tardi in altre, mano a mano che la Contestazione si sarebbe propagata dall’Italia alla Francia e nel mondo.

La terminologia della Contestazione formulata da Melchiorre Gerbino
Terminologia della Contestazione
Grand Hotel del 6 maggio 1967 pag. 16 e pag. 17 - "Mondo Beat N.4" del 31 maggio 1967 paginone di prima e ultima di copertina - "Mondo Beat Numero Unico" del 15 novembre 1966 pag.1 e pag.2

Come si vedrà nel prossimo capitolo, il marzo del 1967 sarebbe stato pure il mese in cui la Contestazione avrebbe avuto il suo battesimo di fuoco, con la "Manifestazione di Contestazione del Sistema" (7 marzo 1967) inscenata per affermare i diritti della rivista Mondo Beat, di cui di questo ultimo numero era stata impedita la libera vendita. E difatti i vigili urbani avrebbero sequestrato le copie di questo numero a quanti le vendevano per le strade di Milano e avrebbero spiccato loro contravvenzioni, col pretesto che non erano muniti della licenza di venditore ambulante.
La "Manifestazione di Contestazione del Sistema" avrebbe bloccato il centro di Milano durante due ore di traffico serale. Nel prossimo capitolo ne sarà data dettagliata descrizione e documentazione, qui un assemblaggio di titoli e foto di quotidiani.
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Mondo Beat N.1 (terzo della serie) pag. 2 - copia anastatica
 LA SQUOLA con la "Q" di Renzo Freschi avrebbe aperto un inesauribile filone di satira scolastica

L'ironica contestazione delle diffide e dei fogli di via obbligatori nel TESTAMENTO di Stefano Mondo.

La rabbiosa contestazione della scuola nell’articolo di Renzo Freschi LA SQUOLA LA SQUOLA LA SQUOLA.
Renzo Freschi, grazie agli articoli di Antonio Pilati e di Marco Maria Sigiani, pubblicati nel precedente numero di Mondo Beat, avrebbe finalmente capito quale sorta di contributo dare alla rivista. Avrebbe perciò scritto questo articolo di pregio, "La squola", dove con una sincera miscela di ironia e rabbia avrebbe dato sfogo di sé.
L'articolo "La Squola" sarebbe servito da pretesto perché questo numero della rivista Mondo Beat fosse sequestrato per ordinanza della Procura della repubblica di Milano, avendoci il pubblico ministero Antonino Scopelliti ravvisato un reato perseguibile penalmente nella frase: Ed io ora vado a casa e mi ...sturbo ma l'orgasmo non viene perché sono affetto da impotenza sociale scolastica.
L’incriminazione, grazie alla quale si poteva eseguire il sequestro, era evidentemente pretestuosa, come pretestuoso era il motivo per cui i vigili urbani sequestravano le copie di questo numero a chi le vendeva per strada, perché non munito della licenza di venditore ambulante.
Quello che in realtà il potere non non aveva digerito era il collage di diffide e fogli di via obbligatori pubblicato in copertina.

(L’Osservatore Romano - 2 maggio 1967)                                                                       (Il Giorno - 2 gennaio 1968)
Dei 7 numeri di Mondo Beat 4 sarebbero stati parzialmente sequestrati in vari modi   Al processo che sarebbe seguito, Renzo Freschi e Melchiorre Gerbino sarebbero stati poi assolti perché il fatto non costituiva reato
"Mondo Beat n.1" sequestrato per offesa alla pubblica decenza                            Melchiorre Gerbino e Renzo Freschi incriminati.

Al processo che sarebbe seguito, Renzo Freschi e Melchiorre Gerbino sarebbero stati assolti perché il fatto non costituiva reato.

Nota:
Il magistrato Antonino Scopelliti sarebbe poi stato assassinato, e non certo perché aveva fatto sequestrare questo numero della rivista Mondo Beat, ma chi sa per quali altri intrighi nei quali era stato coinvolto dal Vaticano. Il Vaticano, che sa come fare compromettere a suo favore commissari di polizia e magistrati, corrotti o ricattabili, taluni di loro fa poi assassinare, per tappare loro la bocca. Dopo di che il Vaticano, se può, mette al suo servizio parenti degli assassinati, con grande esposizione mediatica, per fare ricadere sospetti e colpe su Mafia, 'Ndrangheta, Brigate Rosse... come ha fatto con la figlia Rosanna dell’assassinato magistrato Antonino Scopelliti, la quale ha fatto ingenuamente da spalla al prete Luigi Ciotti. (Mica stupidi questi signori!).
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Mondo Beat N.1 (terzo della serie) pag. 3 - copia anastatica
Onda Verde, al pari di Mondo Beat, era in sintonia con i provos olandesi e col Free Speech Movement dell'Università di Berkeley

METODOLOGIA PROVOCATORIA DELL’ONDA VERDE di Marco Daniele (continua)
Onda Verde, al pari di Mondo Beat, era in sintonia con i provos olandesi e col Free Speech Movement dell’Università di Berkeley
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Mondo Beat N.1 (terzo della serie) pag. 4 - copia anastatica
Onda Verde, al pari di Mondo Beat, disdegnava Fernanda Pivano e il suo salotto letterario

METODOLOGIA PROVOCATORIA DELL’ONDA VERDE e METODI DEI BEATS di Marco Daniele, coetaneo di Antonio Pilati, Gianfranco Sanguinetti, Marco Maria Sigiani, Andrea Valcarenghi, e con loro attivo in Onda Verde.

PER DIRLO CON LE PAROLE, di Melchiorre Paolo Gerbino, aveva lo scopo di tenere a distanza elementi estranei al Movimento che cominciavano a infastidire con articoli e poesie che volevano pubblicare nella rivista Mondo Beat.
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Mondo Beat N.1 (terzo della serie) pag. 5 - copia anastatica
Questo articolo di Valcarenghi rispecchiava l'atteggiamento comune di Onda Verde e Mondo Beat difronte alla guerra

DISCORSO SULLA PACE GENERICA di Andrea Valcarenghi. Questo articolo rispecchiava l’atteggiamento comune di Onda Verde e Mondo Beat difronte alla guerra.
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Mondo Beat N.1 (terzo della serie) pag. 6 - copia anastatica
Peter Cadogan era apprezzato per la sua refrattarietà a organizzazioni consolidate

PER DEFINIRE LA NOSTRA TERMINOLOGIA di Peter Cadogan (continua)
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Mondo Beat N.1 (terzo della serie) pag. 7 - copia anastatica
Questo articolo di Peter Cadogan fu tradotto dall'inglese da quelli di Onda Verde

PER DEFINIRE LA NOSTRA TERMINOLOGIA di Peter Cadogan, che era ammirato per la sua refrattarietà a tutta sorta di organizzazioni consolidate.
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Mondo Beat N.1 (terzo della serie) pag. 8 - copia anastatica
Ivano Urban e Carlo Silvestro animarono la prima aggregazione beat a Roma

SCRITTI di Carlo Silvestro, Ivano Urban, Tella Ferrari.

Ivano Urban e Carlo Silvestro animarono la prima aggregazione beat a Roma. Carlo Silvestro veniva ciclicamente risucchiato, dall’allora sonnolenta Roma, a Milano, nell'occhio del ciclone della Contestazione.

Tella é Tella Ferrari, della redazione di Mondo Beat.
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Mondo Beat N.1 (terzo della serie) pag. 9 - copia anastatica
Enrico era un tipo misterioso. Si diceva fosse un redattore del Corriere della Sera, che odiava il giornale per cui lavorava

MA CHI SONO? di Enrico, personaggio misterioso, di mezza età, di cui si diceva fosse un redattore del Corriere della Sera, che dissentiva dalla campagna denigratoria che il suo giornale imbastiva contro il Movimento Mondo Beat. Melchiorre Gerbino ne apprezzava gli scritti.
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Mondo Beat N.1 (terzo della serie) pag. 10 - copia anastatica
MANIFESTINO DELLA BASE DI MONDO BEAT stampato a Milano nella sezione anarchica Sacco e Vanzetti. Quasi certamente fu promosso da Giuseppe Pinelli

"MANIFESTINO DELLA BASE DI MONDO BEAT", ciclostilato nella sezione anarchica Sacco e Vanzetti.
Questo Manifestino fu stampato da giovani della Base di Mondo Beat, che lo distribuirono per le strade di Milano e nelle scuole. Come si può leggere, la sintassi dello scritto lascia a desiderare, ma Melchiorre Gerbino lo volle pubblicare senza rimaneggiarlo, a testimonianza dello spontaneismo della Base.
Nel ricostruire questa storia di Mondo Beat, m’erano sorti dubbi su chi avesse promosso l’iniziativa di questo Manifestino, se Umberto Tiboni, uno dei tre fondatori di Mondo Beat, o Giuseppe Pinelli, il fiduciario della sezione anarchica Sacco e Vanzetti, finché non ho notato che nello scritto si citava, a proposito di manifestazioni, quelle di Natale e per il Vietnam, e allora ho avuto la certezza di come sia stato Pinelli a ispirare il Manifestino, perché noi di Mondo Beat mai partecipammo a manifestazioni pro Vietnam del Nord. Queste manifestazioni venivano sfruttate dal Partito Comunista Italiano, i cui giovani erano tanto bigotti quanto quelli dell'Azione Cattolica. Inoltre, partecipare a queste manifestazioni non comportava rischi, perché si svolgevano in un'atmosfera gioconda, placidamente protette dalla polizia, e ciò avrebbe distratto i giovani di Mondo Beat dall'impegno ad affermare i diritti civili in Italia, impegno che invece provocava reazioni violente da parte dei media di regime e della polizia. Quelli della Sacco e Vanzetti, e tra di loro Giuseppe Pinelli, contro il nostro avviso, partecipavano a manifestazioni pro Vietnam del Nord. In questo, tra Mondo Beat e la Sacco e Vanzetti c’era dissenso fraterno.

Nota:
A eccezione del cliché della prima pagina, composto da diffide e fogli di via obbligatori e messo a punto nella sede di Mondo Beat, la Cava, tutti gli altri cliché fotografici, coi quali Melchiorre Gerbino strutturò il menabò di questo numero, furono graziosamente offerti a Mondo Beat dal quotidiano L’Unità, organo ufficiale del Partito Comunista Italiano. Erano cliché già usati per la stampa, che si trovavano accatastati alla rinfusa in un cassone, cui a Gerbino aveva dato accesso il giornalista Giorgio Manzini, da cui Gerbino era stato intervistato. Come si vedrà, in Mondo Beat sarebbe sempre stata chiara e netta la distanza che il Movimento avrebbe preso dai comunisti (e parimenti dai fascisti), ma quelli de L’Unità avrebbero sempre avuto il fair play di lasciare che Gerbino rovistasse nel cassone dei loro vecchi cliché.

Storia di Mondo Beat. Capitolo 8