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Bernhard De Vrie e Mario Savio: originalità di pensiero e azione
Bernhard de Vrie, Provo Movement, Olanda - Mario Savio, Free Speech Movement, University of California, Berkeley


L’influenza del Free Speech Movement e del Provo Movement sugli orientamenti del Movimento Mondo Beat alle sue origini

La fusione di Mondo Beat con Onda Verde avrebbe messo le ali alla rivista Mondo Beat.
Bisogna considerare che i giovani di Mondo Beat, in fuga da casa, spesso in viaggio con l'autostop o in prigione, scrivevano molto raramente articoli. Gli articoli per la rivista generalmente li proponevano studenti delle secondarie, come Renzo Freschi, che di solito scrivevano insulsaggini, influenzati com'erano da una frastornante campagna pubblicitaria sulla beat generation americana, che era generazione più vecchia della loro e con la sua prosopopea romantica poco o nulla aveva da spartire con la realtà italiana. In Italia la polizia rompeva a calci le costole dei giovani di Mondo Beat, che si battevano per l'affermazione dei diritti civili e innescavano una rivoluzione sessuale che il Vaticano voleva soffocata a qualsiasi costo.
Ora, Marco Maria Sigiani e Antonio Pilati, di Onda Verde, avrebbero scritto della condizione della classe studentesca in Italia e avrebbero fatto soffiare il vento della vera controinformazione, con articoli sul Free Speech Movement dell'Università di Berkeley e sui provos olandesi.
Benché i suoi componenti non fossero più di una ventina, il contributo dato da Onda Verde al Movimento Mondo Beat sarebbe stato prezioso, perché grazie agli articoli di Marco Maria Sigiani e di Antonio Pilati la rivista Mondo Beat si sarebbe radicata ancor più profondamente nelle scuole milanesi, e da quelle scuole si sarebbe sollevata, subito dopo la distruzione militare delle strutture di Mondo Beat, la prima ondata di contestazione studentesca, contestazione che dagli studenti si sarebbe propagata alla gente comune, in Italia prima, poi in Francia.


 Marco Maria Sigiani e Andrea Valcarenghi in foto d'epoca, Gianfranco Sanguinetti e Antonio Pilati in foto posteriori ai tempi di Mondo Beat
Marco Maria Sigiani, Andrea Valcarenghi, Gianfranco Sanguinetti, Antonio Pilati, di Onda Verde.
(Marco Maria Sigiani e Andrea Valcarenghi in foto d'epoca; Gianfranco Sanguinetti e Antonio Pilati in foto posteriori)


"MONDO BEAT|ONDA VERDE Numero Unico" (secondo della serie)
- del 30 dicembre 1966 - tiratura copie 5.200 -


Questo numero apparve dopo la Manifestazione delle Manette e la Manifestazione dei Fiori. Il Movimento era già realtà storica, perché si propagava un po' ovunque in Italia e a macchia d’olio nel Nordovest, a Milano teneva la piazza e aveva i suoi prigionieri nel carcere di San Vittore, nell’istituto di correzione minorile maschile Cesare Beccaria, nell’istituto di correzione minorile femminile Maria di Nazareth.

Come già detto, la prima e seconda pagina di copertina furono stampate in tipografia. Il resto del menabò fu battuto a macchina su matrici di ciclostile da Tella Ferrari, con l’Olivetti 22 di Melchiorre Gerbino, e fu stampato clandestinamente, durante le ferie di Natale del 66, con il ciclostile di una ditta di Sesto San Giovanni dove Umberto Tiboni era impiegato: parte della stampa fu eseguita nei locali di quella ditta, parte a Milano nell’appartamento di Gunilla Unger e Melchiorre Gerbino, dove il ciclostile fu trasportato. Al lavoro di stampa concorsero Gunilla Unger, Melchiorre Gerbino, Umberto Tiboni, Stefano Mondo.

Mondo Beat/Onda Verde Numero Unico (secondo della serie) pag. 1 - copia anastatica
Melchiorre Gerbino volle che Vittorio Di Russo non fosse dimenticato da chi lo conosceva e fosse conosciuto da chi non lo conosceva

Vittorio Di Russo incarcerato a San Vittore - Copertina ideata da Melchiorre Paolo Gerbino
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Mondo Beat/Onda Verde Numero Unico (secondo della serie) pag. 2 - copia anastatica
Melchiorre Gerbino volle tenere vivo il ricordo di Vittorio Di Russo che stava scontando un mese di prigione

PAOLO è Melchiorre Paolo Gerbino -

POURQUOI CES CANNONS? di Gianni Milano.
Anche per Gianni Milano vale dare resoconto della sua partecipazione alla storia di Mondo Beat.
Agli inizi, quando ancora Melchiorre Gerbino non aveva cestinato l'articolo di Fernanda Pivano e non si era allontanato dal di lei salotto letterario, c'era stata una certa dimestichezza tra Melchiorre Gerbino e Gianni Milano, che del salotto letterario di Fernanda Pivano era uno dei più assidui e della persona di lei il più devoto. Come già descritto, Gianni Milano, Fernanda Pivano, Vittorio Di Russo, Melchiorre Gerbino, si erano recati assieme a Verona dall'avvocato Donà (e in quella circostanza Vittorio Di Russo avrebbe avuto una crisi paranoica e Melchiorre Gerbino l'avrebbe accompagnato all'ospedale di Verona). Qualche giorno prima di allora Gianni Milano aveva dato a Melchiorre Gerbino il dattiloscritto di questo suo articolo "Pourquoi ces cannons?" e Melchiorre Gerbino aveva promesso che gliel'avrebbe pubblicato, e Melchiorre Gerbino avrebbe mantenuto la promessa, benché nel frattempo egli avesse rotto i ponti con Fernanda Pivano.
Dopo la pubblicazione di questo secondo numero della rivista Mondo Beat, e in esso dell'articolo "Pourquoi ces cannons?", Melchiorre Gerbino, avendo per caso incontrato Gianni Milano a Piazza Duomo, gli avrebbe chiesto se si voleva assumere la carica di caporedattore della rivista Mondo Beat. Gianni Milano, dopo essersi consultato con Fernanda Pivano, avrebbe declinato l'offerta.
Gianni Milano non avrebbe mai messo piede nella sede di Mondo Beat, la Cava, né mai avrebbe messo piede nella tendopoli di Mondo Beat, Barbonia City, né avrebbe partecipato ad alcuna manifestazione o evento pubblico del Movimento Mondo Beat. Al contrario, avrebbe fatto la politica di discreditare Mondo Beat, seguendo l'esempio di Fernanda Pivano.
Ma ecco che 35 anni dopo i tempi di Mondo Beat, quando il settimanale Diario pubblicava un inserto in forma di libro, titolato "La meglio gioventù", con i nomi e il curriculum dei contestatori degli Anni 60, Gianni Milano, per apparirci, dichiarava di sé: "...Nel 1965 scopre il Buddhismo, partecipa all'avventura della rivista Mondo Beat... ": questo avrebbe fatto incazzare a Melchiorre Gerbino!
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Mondo Beat/Onda Verde Numero Unico (secondo della serie) pag. 3 - copia anastatica
LE SCELTE CASTRATE, di Antonio <i>Agor</i> Pilati, uno degli scritti più lucidi pubblicati nella rivista Mondo Beat

LE SCELTE CASTRATE, di Agor, pseudonimo di Antonio Pilati (continua)
Questo articolo è certamente tra gli scritti più lucidi pubblicati nella rivista Mondo Beat, se si pensa all'epoca in cui apparve, quando la gente credeva ciecamente a quanto stava scritto nei giornali.
"Le scelte castrate" agevolò l'iscrizione di Melchiorre Gerbino all’Elenco Speciale dell’Albo dei Giornalisti della Lombardia, quale direttore del quindicinale studentesco "Mondo Beat", perché piacque molto a Luigi Marinatto, il consigliere dell'Ordine che doveva valutare se accordare o meno a Gerbino l’iscrizione all'Albo.

NOTA:
Dei delinquenti che hanno piratato le pagine della rivista Mondo Beat, Gianni De Martino e Silvia Casilio in primis, e le hanno riprodotte in loro pubblicazioni, e ciò han fatto vigliaccamente, approfittando dei tempi difficili che ha attraversato Melchiorre Gerbino dopo i tempi di Mondo Beat, adducono pretesti a giustificazione del loro delinquere. Giustificazioni al loro delinquere non ce ne sono: Melchiorre Gerbino era ed è l'unico proprietario delle pagine della rivista Mondo Beat, e ciò perché chi veniva accolto nell'Elenco Speciale quale direttore responsabile di un quindicinale, per legge doveva assumersi anche la carica di proprietario di esso, interamente ed esclusivamente.


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Mondo Beat/Onda Verde Numero Unico (secondo della serie) pag. 4 - copia anastatica
LE SCELTE CASTRATE di Antonio Pilati piacque a Luigi Marinatto, consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, che avrebbe avallato l'iscrizione di Melchiorre Gerbino nell'Elenco Speciale

LE SCELTE CASTRATE, di Antonio Agor Pilati (fine)

LETTERA AL PARTITO, firmata The Beatnik’s Clan - Monza, è di Antonio Mariani, uno dei ragazzi della prima ora e dei più impegnati di Mondo Beat.
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Mondo Beat/Onda Verde Numero Unico (secondo della serie) pag. 5 - copia anastatica
La LETTERA DI DIMISSIONI in realtà era indirizzata alla Dalmine S.p.A.

LETTERA DI DIMISSIONI di Lorenzo
Lorenzo, che incontrò casualmente Gerbino in un un bar del quartiere Brera, gli diede da pubblicare questa sua poesia. A Gerbino la poesia piacque e la pubblicò, ma poiché Lorenzo non si volle firmare col suo nome e cognome, né li volle rivelare, Gerbino cambiò la ragione sociale della società in "Valdine S.p.A.". In realtà la "Lettera di dimissioni" era indirizzata alla "Dalmine S.p.A".
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Mondo Beat/Onda Verde Numero Unico (secondo della serie) pag. 6 - copia anastatica
Renzo Freschi si affannava a scrivere e faceva pressioni per pubblicare

I BEATNIKS OGGI di Renzo Freschi (continua)
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Mondo Beat/Onda Verde Numero Unico (secondo della serie) pag. 7 - copia anastatica
La Casa editrice Feltrinelli faceva un lucroso business con bottoni con scritte di protesta che i provinciali italiani spillavano su vestiti <i>carnaby street</i>

I BEATNIKS OGGI di Renzo Freschi (fine).

PENSACI BENE GIACOMINO era rivolto ironicamente da Melchiorre Gerbino a Giangiacomo Feltrinelli, la cui Casa editrice commercializzava bottoni con scritte di protesta da spillare sugli abiti.

IL MONDO BEAT DEI PICCOLI voleva essere una presa in giro di Melchiorre Gerbino a Fernanda Pivano e a quelli del suo salotto letterario. Tra Melchiorre Gerbino e Fernanda Pivano il rigetto reciproco sarebbe stato inconciliabile.
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Mondo Beat/Onda Verde Numero Unico (secondo della serie) pag. 8 - copia anastatica
A Mondo Beat, per quanti sforzi si siano fatti, non si è riusciti a non pubblicare poesie

POESIE di Anita e Tella

Di Anita non si conosceva il cognome.

Tella era Tella Ferrari.
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Mondo Beat/Onda Verde Numero Unico (secondo della serie) pag. 9 - copia anastatica
Gianfranco Sanguinetti sarebbe assurto a uno dei più celebrati esponenti internazionali del Situazionismo

DIO ESISTE/DIO NON ESISTE di Gianfranco Sanguinetti, dell'Onda Verde.
Come già descritto, a casa di Gianfranco Sanguinetti avvenne l'incontro con cui si decise di fondere Mondo Beat e Onda Verde.

INTRODUZIONE AL BUDDISMO di Gennaro De Miranda (continua)
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Mondo Beat/Onda Verde Numero Unico (secondo della serie) pag. 10 - copia anastatica
Benché il buddismo andasse assai di moda, a Mondo Beat pochissimi erano i buddisti, molti gli anarco-reichiani

INTRODUZIONE AL BUDDISMO di Gennaro De Miranda - Il riquadro sulla sua morte è di Melchiorre Gerbino.
Gennaro De Miranda, quando fu trovato morto, aveva in tasca appunti per un altro articolo sul buddismo.

Nota:
Sulla dinamica della morte di Gennaro De Miranda sono rimasti degli interrogativi. Da come fu trovato il cadavere, sembra che chi lo investì non solo non abbia prestato soccorso, ma pure abbia spostato il corpo nel fossato dove fu poi trovato due giorni dopo il decesso. Peraltro, a caldo, la polizia scientifica aveva palesato il sospetto che Gennaro De Miranda fosse stato ucciso altrove e il corpo fosse stato poi trasportato e abbandonato nella Fossa dei Serpenti. Ma non fu aperta un’indagine.
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Mondo Beat/Onda Verde Numero Unico (secondo della serie) pag. 11 - copia anastatica
Gli articoli di Marco Maria Sigiani trattarono sempre i temi più autentici

PER UNA GRAMMATICA SOCIALE DEL SESSO di Marco Maria Sigiani, dell'Onda Verde (continua)
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Mondo Beat/Onda Verde Numero Unico (secondo della serie) pag. 12 - copia anastatica
Ai tempi di Mondo Beat, Marco Maria Sigiani era un situazionista ante litteram; poi lo sarebbe diventato nell'attualità

PER UNA GRAMMATICA SOCIALE DEL SESSO di Marco Maria Sigiani (fine)

Nota:
Gli scritti di Marco Maria Sigiani sarebbero stati sempre di grande attualità. Marco Maria Sigiani fu certamente il più originale e il meglio informato tra i redattori della rivista Mondo Beat.
E qui val bene che Melchiorre Gerbino si tolga un sassolino dalle scarpe.
Qualche giorno dopo che la tendopoli di Mondo Beat, Barbonia City, era stata distrutta dai militari e la sede del Movimento, la Cava, era stata requisita dai servizi segreti, in un locale del quartiere Brera si teneva un dibattito su quegli eventi, tra Marco Maria Sigiani e Umberto Eco, moderatore Antonio Pilati. Melchiorre Gerbino era presente in sala, tra il pubblico che assistiva. A un certo punto Umberto Eco, usando l'accendino taser di cui era dotato (non sorprenda quello che asserisco) nell'accendere la pipa avrebbe colpito con una scarica Marco Maria Sigiani, che sarebbe rimasto paralizzato e ammutolito, e allora Umberto Eco avrebbe fatto sembianze come se Sigiani fosse rimasto interdetto e ammutolito dalle di lui disquisizioni. Questa situazione penosa si sarebbe protratta finché Melchiorre Gerbino non si sarebbe prontamente levato tra la gente della sala e, rivolgendosi a Umberto Eco, avrebbe chiesto "Che ne pensa del Corriere della Sera?" (che aveva fatto campagna mediatica per la distruzione di Mondo Beat). Al che Umberto Eco avrebbe fatto prima la parte di uno che era stato interrotto disdicevolmente, ma poi, siccome chi l'aveva interrotto era Melchiorre Gerbino, che allora era assai più conosciuto dalla massa della gente di quanto non lo fosse Umberto Eco, questi avrebbe reagito dicendo: "Io non ho mai collaborato con questo giornale reazionario!", riferendosi al Corriere della Sera. E con questo il dibattito sarebbe terminato. Ma non le conseguenze. E difatti Marco Maria Sigiani, che era salito alla ribalta come uno degli intellettuali più brillanti e attivi dell'ultima generazione, sarebbe uscito di scena, in una eclissi quasi totale, che non potrebbe avere altra spiegazione se non quella delle conseguenze della scarica taser che aveva subito. Umberto Eco, a sua volta, durante più di quaranta anni avrebbe avuto le porte chiuse in faccia dal Corriere della Sera e solo qualche anno prima della morte gli sarebbe stata concessa una qualche collaborazione, ma allora il Corriere della Sera non sarebbe stato più un quotidiano di riferimento internazionale, ma di secondo rango, che a questo rango si era rimpicciolito, investito dalla Contestazione. Infine, in morte, Umberto Eco avrebbe mostrato la sua pochezza. Che, se avesse avuto statura faraonica, si sarebbe fatto seppellire con l'accendino taser.
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Mondo Beat/Onda Verde Numero Unico (secondo della serie) pag. 13 - copia anastatica
Andrea Valcarenghi sarebbe stato molto coadiuvato dalla sorella Marina in quello che avrebbe intrapreso

Andrea Valcarenghi sulla fusione Mondo Beat/Onda Verde/Provos.

Come già descritto, l’incontro per la fusione dei gruppi Mondo Beat, Onda Verde, Provos, avvenne la sera del 15 dicembre 1966 a casa di Andrea Valcarenghi. Erano presenti: Gunilla Unger, Umberto Tiboni e Melchiorre Gerbino per Mondo Beat; Antonio Pilati, Gianfranco Sanguinetti, Marco Maria Sigiani e Andrea Valcarenghi per Onda Verde; Giuseppe Pinelli per i provos della Sacco e Vanzetti, che contavano una ottantina di studenti delle secondarie, i quali, sollecitati da Pinelli, avevano deciso pure essi di fondersi in un movimento che avrebbe così totalizzato tutte le correnti giovanili libertarie di Milano.
La casa di Andrea Valcarenghi era una casa patrizia. A sorpresa, la cerimonia della fusione fu aperta da due maggiordomi in livrea. Durante le profusioni dei maggiordomi, Giuseppe Pinelli e Melchiorre Gerbino si scambiarono qualche occhiata divertita.
D’altronde gli anarchici sono di tutte le estrazioni sociali, né devono rinnegarne alcuna per essere tali. Due degli anarchici più universalmente celebrati, il russo Pëtr Alekseevic Kropotkin e il francese Pierre-Joseph Proudhon, erano rispettivamente un principe e un proletario, l’uno viveva da aristocratico, l’altro facendo talvolta il carrettiere.
E dunque, se è vero che Andrea Valcarenghi si sarebbe rivelato uno dei personaggi più negativi tra quelli della storia del Movimento Mondo Beat e della storia degli Anni 60 tutta, ciò non sarà stato tanto a causa della sceneggiata dei due maggiordomi in livrea, ma perché nel tempo Andrea Valcarenghi si sarebbe rivelato un cretino maligno.
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Mondo Beat/Onda Verde Numero Unico (secondo della serie) pag. 14 - copia anastatica
Enea, che aveva creato il logo di Mondo Beat, creò anche quello di Onda Verde

Il logo "Onda Verde" fu creato dallo stesso Enea, ragazzo milanese diciassettenne, che aveva creato prima quello di Mondo Beat e, come quello, fu da lui tracciato con uno spillo su una matrice di ciclostile.

Lo scritto è di Andrea Valcarenghi. In esso, l'espressione "la masturbazione intellettualistica" era la maniera con cui Andrea Valcarenghi presentava, in livrea, l'espressione "le seghe mentali", introdotta da Melchiorre Gerbino, espressione che non originava nemmeno da Melchiorre Gerbino, ma dal suo professore di lettere Salvatore Vivona.

Storia di Mondo Beat. Capitolo 6